giovedì 20 giugno 2013

Mantova: assalito per un sgarro chiama la polizia, ma poi uccide un aggressore

MANTOVA - Il giardino dove è avvenuto l'omicidio
MANTOVA - Non c'era la droga dietro l'omicidio di un ragazzo tunisino ieri a Mantova, ma una spedizione punitiva per lavare nel sangue un'offesa arrecata alla madre di uno degli assalitori. L'omicida, addirittura, doveva essere la vittima, attirata nel giardino pubblico di via Diga Masetti con una scusa. Il giallo si è risolto con l'identificazione della vittima, un 23enne di nazionalità tunisina, regolare, residente a Lunetta, un quartiere popolare di Mantova, e dell'omicida, un 28enne anch'egli tunisino arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Identificati anche gli altri due del commando, tra cui vi sarebbe un 17enne.

Secondo la ricostruzione della Polizia, il 28enne sarebbe stato attirato nel parco con una scusa dai tre che si volevano vendicare per una frase irriguardosa che avrebbe rivolto alla madre di uno di loro. Quando il 28enne è arrivato nel giardino e ha visto i tre armati di bastoni, asce e coltelli ha capito subito che si trattava di un agguato e si è chiuso in auto, da dove ha telefonato alla polizia. Gli aggressori, che probabilmente avevano bevuto, lo hanno fatto uscire e percosso. Lui si è difeso, ha strappato di mano un coltello ad uno di loro e lo ha affondato nel torace di uno degli assalitori. Il colpo ha perforato un polmone e il giovane è morto poco dopo, mentre stavano arrivando i medici del 18. Nel frattempo è arrivata una volante della Questura che ha fermato l'omicida e gli altri due aggressori.

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