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mercoledì 19 novembre 2014

MILANO, arrestato l’omicida del giovane nel camper


MILANO - I carabinieri hanno arrestato il presunto assassino di Andrea Pobbiati, l'uomo trovato ucciso in un camper nella periferia milanese. Il corpo presentava numerose ferite da arma da taglio all'addome e alla schiena. La vittima, un 23enne incensurato, viveva da alcuni mesi all'interno del camper che gli era stato dato in affitto da un 50enne. Al momento non si hanno particolari sull'identità dell'arrestato.

Pobbiati, originario di Milano, è stato trovato morto lunedì pomeriggio nel camper all'interno di un cortile in via Fabio Massimo, una zona degradata del Corvetto nell'estrema periferia milanese, spesso rifugio di senzatetto. L'uomo non consumava droga e svolgeva saltuariamente lavoretti, mantenendosi anche con la pensione di reversibilità del padre deceduto. Da sei mesi viveva nel camper dato in affitto da un cinquantenne italiano a cui dava 100 euro al mese.

venerdì 30 maggio 2014

Preso a Fiumicino l'omicida dell'italiano a Natal, in Brasile

ROMA - I carabinieri di Budoni hanno arrestato a Roma il presunto responsabile dell'omicidio di Enzo Albanese, l'italiano di 42 anni ucciso a Natal, in Brasile il 3 maggio scorso. Si tratta di Pietro Ladogana, pregiudicato romano di 43 anni, ritenuto uno dei principali responsabili del delitto avvenuto a Natal, dove Albanese viveva e lavorava. E' stato arrestato dai carabinieri all'aeroporto di Fiumicino, proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Si cercano i complici.

Albanese, intermediario immobiliare originario di Milano, si era trasferito a Natal da diversi anni, dove svolgeva un'attività edilizia e gestiva una clinica estetica insieme a un socio brasiliano, cugino della moglie, dalla quale si era separato e aveva avuto una bambina che ora ha 6 anni. Poco tempo fa aveva anche ottenuto la gestione del catering del nuovo stadio di calcio della città e sembra avesse effettuato degli investimenti nel campo dell'intermediazione immobiliare. Proprio in questo settore avrebbe avuto dei contrasti con un altro italiano. A ucciderlo è stato, davanti alla porta di casa, un uomo che indossava il casco: gli ha sparato, poi è fuggito insieme a un complice a bordo di una Corolla. Per gli inquirenti non si è trattato di una rapina, perché la moto di Albanese, parcheggiata fuori dall'abitazione, non è stata rubata.

Ladogana, ritenuto uno dei responsabili del delitto, è stato arrestato dai carabinieri di Budoni ieri sera proprio mentre stava per imbarcarsi per il Brasile. Come ha spiegato il capitano Andrea Senes, comandante della compagnia di Siniscola, le indagini erano partite dopo la denuncia presentata dal padre, dalla sorella e dal cognato della vittima, domiciliati a Budoni.

lunedì 3 marzo 2014

Mozzate, l'ex confessa: Sì, ho ucciso io Lidia, per gelosia

Dritan Demiraj, arrestato e confesso
MOZZATE (Como) - Il fornaio albanese Dritan Demiraj, 29 anni, ha confessato l'omicidio dell'ex compagna Lidia Nusdorfi, 35 anni, uccisa a coltellate sabato sera nel sottopassaggio della stazione di Mozzate. I carabinieri di Rimini, a supporto dei colleghi di Como, lo hanno arrestato per omicidio dopo ore di interrogatorio. Arrestato per favoreggiamento il datore di lavoro, titolare del forno riminese, che avrebbe, forse solo per solidarietà senza la piena consapevolezza dell'accaduto, fornito un alibi all'albanese. L'uomo, che vive a Rimini con i due figli, uno avuto dall'ex compagna, si sarebbe mosso in auto alla volta di Mozzate e poi sarebbe tornato in Romagna. Dopo ore di interrogatorio, in cui i carabinieri hanno colto le contraddizioni tra le dichiarazioni dell'albanese e quelle del datore di lavoro, soprattutto sugli orari di sabato notte, è arrivata la confessione. L'uomo, che ai carabinieri aveva raccontato della relazione finita sei mesi fa con Lidia Nusdorfi, si è detto tradito dalla donna col suo stesso cugino. Un nuovo amore per la 35enne con un ragazzo poco più che ventenne, che avrebbe scatenato la gelosia dell'ex. Il movente del delitto, sarebbe quindi la gelosia. La vittima da circa sei mesi aveva una relazione con il cugino del convivente, ventenne, e probabilmente per questo motivo aveva lasciato Rimini e si era trasferita da parenti a Mozzate. Demiraj è stato sentito ieri a Rimini dai carabinieri di Como e Cantù come persona informata sui fatti, ma dal suo racconto sono emerse incongruenze che hanno accentrato su di lui i sospetti. In tarda serata, quando è caduto l'alibi - aveva affermato di essere stato al lavoro - da testimone l'albanese è diventato indagato. 

mercoledì 18 dicembre 2013

Reno (Nevada): entra armato in un ospedale, uccide e si spara


RENO - La polizia davanti all'ospedale dove è avvenuta la sparatoria
RENO (Nevada) - Gente che fugge in preda al panico, spari in un vasto complesso ospedaliero di Reno, medici barricati nei loro uffici mentre decine di auto della polizia e delle squadre SWAT bloccano una zona di tre isolati e agenti pesantemente armati fanno irruzione nell’ospedale. 
Un uomo armato suicida ha ucciso una persona e ferito gravemente altre due- tra cui un medico - nel reparto chirurgia d'urgenza prima di spararsi Il bandito  e le sue vittime sono stati trovati al terzo piano nella stessa area generale dell'edificio studio medico. I due sopravvissuti sono in condizioni critiche. 
Non sembra essere stata una sparatoria casuale, ma gli investigatori hanno più domande che risposte su ciò che ha portato all'attacco a metà pomeriggio al Renown Regional Medical Center,  il più grande ospedale nel nord del Nevada,  ha detto il vice capo della polizia di Reno Tom Robinson che ha fatto appello al pubblico per contattare testimoni che potrebbero aver visto qualcosa di sospetto fuori dall'ospedale prima della sparatoria. . 
Una residente nella zona ha detto che era con la sua bambina di 3 anni quando ha incontrato l'uomo che entrava nell'edificio con una pistola o forse un fucile
"Non era agitato o nulla. Era solo normale", ha detto Vita Ozoude . Ma ha aggiunto che l'uomo armato ha anche detto qualcosa del tipo: "Faresti meglio a uscire di qui.
La polizia non ha rilasciato i nomi dei feriti e dei morti , compreso quello dello sparatore. Gli investigatori hanno detto che erano sicuri che nessun altro è stato coinvolto, ma Robinson ha detto che non sapeva quanti colpi sono stati sparati o che tipo di arma è stato utilizzato. 
Il medico ferito è una donna, colpita presso il Centro di Medicina avanzata, una struttura moderna collegata da una passerella al secondo piano dell’ospedale principale e a una struttura di parcheggio. 
Robinson ha detto che c'erano circa 100 persone nel palazzo, quando la sparatoria è stato segnalato a 14:05 di ieri. Gli agentientrati 3-5 minuti dopo e hanno fatto "una ricerca sistematica, piano in piano, stanza per stanza", ha detto Robinson. 
"Al terzo piano del palazzo, si trovano due persone morte e trova due feriti" ha detto. "Non penso che fosse una zona molto fequentata. Penso che sia stato in un corridoio." 


domenica 8 settembre 2013

Lodi: fermato il presunto omicida della ragazza strangolata, una romena di 18 anni. E’ italiano

Il luogo del ritrovamento del cadavere
LODI -  Probabile svolta nel giallo del cadavere di una donna completamente nuda, una romena di 18 anni, trovato nelle campagne di San Martino in Strada, nel Lodigiano. La polizia ha fermato il presunto omicida: è un italiano di 41 anni. La 18enne sarebbe morta per strangolamento: aveva due fascette autobloccanti da elettricista strette attorno al collo. Si ipotizza che sia stata uccisa in un altro posto e poi abbandonata senza alcun indumento addosso sul luogo del ritrovamento.
La zona del ritrovamento, appena fuori Lodi, è isolata: una strada piccola su cui si affacciano capannoni industriali, che finisce per collegarsi al piazzale di un centro commerciale. Sopra un paio di ditte ci sono degli appartamenti, ma per il resto si tratta di campagna. 

domenica 28 luglio 2013

Identificato il killer di 6 persone a Miami: era un inquilino della casa del massacro


MIAMI - La disperazione della figlia di due delle vittime
NEW YORK - La polizia ha identificato il killer che ha ucciso sei persone in un complesso residenziale di Hialeah, un sobborgo di Miami, in Florida, prima di essere freddato dagli agenti. L'uomo si chiamava Pedro Vargas e aveva 42 anni. Secondo quanto confermato dalle autorita', il killer abitava nell'edificio dove ha avuto luogo il massacro. La polizia sta ancora indagando sulle cause della sparatoria.

giovedì 20 giugno 2013

Mantova: assalito per un sgarro chiama la polizia, ma poi uccide un aggressore

MANTOVA - Il giardino dove è avvenuto l'omicidio
MANTOVA - Non c'era la droga dietro l'omicidio di un ragazzo tunisino ieri a Mantova, ma una spedizione punitiva per lavare nel sangue un'offesa arrecata alla madre di uno degli assalitori. L'omicida, addirittura, doveva essere la vittima, attirata nel giardino pubblico di via Diga Masetti con una scusa. Il giallo si è risolto con l'identificazione della vittima, un 23enne di nazionalità tunisina, regolare, residente a Lunetta, un quartiere popolare di Mantova, e dell'omicida, un 28enne anch'egli tunisino arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Identificati anche gli altri due del commando, tra cui vi sarebbe un 17enne.

Secondo la ricostruzione della Polizia, il 28enne sarebbe stato attirato nel parco con una scusa dai tre che si volevano vendicare per una frase irriguardosa che avrebbe rivolto alla madre di uno di loro. Quando il 28enne è arrivato nel giardino e ha visto i tre armati di bastoni, asce e coltelli ha capito subito che si trattava di un agguato e si è chiuso in auto, da dove ha telefonato alla polizia. Gli aggressori, che probabilmente avevano bevuto, lo hanno fatto uscire e percosso. Lui si è difeso, ha strappato di mano un coltello ad uno di loro e lo ha affondato nel torace di uno degli assalitori. Il colpo ha perforato un polmone e il giovane è morto poco dopo, mentre stavano arrivando i medici del 18. Nel frattempo è arrivata una volante della Questura che ha fermato l'omicida e gli altri due aggressori.