mercoledì 19 giugno 2013

Genova: il ragazzo ucciso in Siria era “un reclutatore”. Morto per salvare un amico

Giuliano Ibrahim Delnevo
GENOVA -  Giuliano Ibrahim Delnevo, il genovese di 24 anni morto in Siria combattendo a fianco dei ribelli, avrebbe fatto anche attività di reclutamento. E' questa una delle ipotesi di reato formulata dalla procura distrettuale di Genova a carico del giovane, di tre maghrebini e di un altro cittadino italiano convertito all'Islam.
Sono orgoglioso di mio figlio, è morto da eroe per salvare un amico". Sono le parole di Carlo Delnevo, padre di Giuliano, il giovane genovese ucciso in Siria mentre stava combattendo al fianco dei ribelli contro i soldati di Bashar Al Assad. "Era partito per la Siria più di sei mesi fa, senza avvertirmi. Mi ha raccontato che sarebbe andato in Turchia, invece è andato in Siria che lui definiva 'la mia via'".
Il 24enne si era convertito all'islam prendendo il nome di Ibrahim. Era sposato da qualche anno con una ragazza marocchina, figlia di musulmani integralisti. I due si erano uniti in matrimonio secondo il rito islamico a Casablanca.
Il padre dello studente, separato dalla moglie, è un cattolico praticante: "Ho cercato di capire la sua conversione e ho provato a convincerlo a tornare indietro", dice in un'intervista a Repubblica. "Era andato in Siria perché per lui difendere l'aggressione contro le donne e i bambini era una missione". 
L'uomo, che abita nella zona del Carmine, quartiere chic di Genova, è orgoglioso del figlio: "L'ho sentito al telefono poco prima che lo uccidessero, mi diceva che si sentiva realizzato lì", aggiunge. E racconta anche come il ragazzo è morto durante i combattimenti: "Giuliano aveva un amico, un somalo, a cui era molto legato. Insieme avevano chiesto di andare sulla linea di fuoco. Quando mio figlio ha visto che il suo amico era steso a terra, ferito, è uscito dal rifugio per trascinarlo al riparo mentre continuavano a sparare. Così l'hanno colpito".

Ora attende che il cadavere sia riportato in Italia, ma le speranze sono poche. "Non ho più avuto notizie, credo che non riuscirò a riavere mio figlio. Ma Giuliano è sempre con me, perché non c'è niente di più nobile che morire per salvare un amico".

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