BUSTO ARSIZIO - Un tifoso della Pro Patria, che ieri ha partecipato ai cori razzisti nei confronti dei giocatori di colore del Milan, è stato denunciato dalla polizia.
Il tifoso, finora l'unico interrogato dalla polizia, ha ammesso di aver partecipato ai cori razzisti rivolti verso i giocatori di colore del Milan. Gli altri tifosi del gruppo potrebbero essere sentiti nelle prossime ore.
L'accusa per il supporter, un giovane di 20 anni residente a Busto Arsizio che non farebbe parte di gruppi di tifoseria organizzata, è di violazione della legge Mancino contro l'istigazione all'odio razziale.
Sono in corso le indagini e gli accertamenti, anche attraverso le analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. I cori sarebbero partiti da un gruppo composto da una decina di tifosi.
Il Comune di Busto Arsizio e la società della Pro Patria si costituiranno parte civile nel caso di un processo. Lo ha annunciato il sindaco della cittadina, Gigi Farioli, al termine di un incontro in Comune al quale hanno partecipato anche il presidente della pro Patria Vavassori, i rappresentanti del Pro Patria Club e il gruppo operativo sicurezza della Questura di Varese.
"Assicuro che in tutte le partite, anche internazionali, ove si verificassero episodi di questo genere, il Milan lascerà il campo". Lo ha detto Silvio Berlusconi, che ha chiamato Boateng per congratularsi con lui "per la sua reazione contro il deprecabile episodio di razzismo avvenuto nello stadio della Pro Patria". "Ho molto apprezzato - prosegue la nota dio Berlusconi - il comportamento del mio Milan in questo caso e le dichiarazioni rese dai calciatori, dall'allenatore Allegri e da mia figlia Barbara. Questi episodi incivili, questi fischi e questi cori denigratori si ripetono ormai con eccessiva frequenza e offendono il calcio e lo sport intero. Anche perché di tali gesti odiosi soffrono, oltre agli atleti, le società e la stragrande maggioranza dei tifosi".
Nessun commento:
Posta un commento