RIAD - Il re dell'Arabia Saudita ha annunciato di aver richiamato il suo ambasciatore a Damasco per "consultazioni", definendo "inaccettabile" quanto sta avvenendo in Siria. In un comunicato dai toni insolitamente duri diffuso a Riad, re Abdullah ha quindi invitato le autorità siriane a "fermare la macchina di morte e lo spargimento di sangue, e a far valere la ragione prima che sia troppo tardi". Intanto gli Stati Uniti hanno chiesto alla Turchia di fare pressioni affinché la Siria "rimandi i soldati nelle caserme".
Ieri, almeno 52 civili sono stati uccisi nelle città siriane di Deir Ezzor e Houlé. "Il regno saudita non può in nessun modo accettare quanto sta accadendo in Siria. Non ha alcuna giustificazione", si legge nella nota diffusa dal re saudita, "la leadership siriana possa attuare riforme globali e rapide" per mettere fine alle violenze in atto nel Paese. Secondo Riad, la repressione dei manifestanti "viola la religione, i valori umani e la morale" e "la Siria ha solo due strade davanti: scegliere la saggezza o sprofondare nel caos e nella violenza".
Ieri, almeno 52 civili sono stati uccisi nelle città siriane di Deir Ezzor e Houlé. "Il regno saudita non può in nessun modo accettare quanto sta accadendo in Siria. Non ha alcuna giustificazione", si legge nella nota diffusa dal re saudita, "la leadership siriana possa attuare riforme globali e rapide" per mettere fine alle violenze in atto nel Paese. Secondo Riad, la repressione dei manifestanti "viola la religione, i valori umani e la morale" e "la Siria ha solo due strade davanti: scegliere la saggezza o sprofondare nel caos e nella violenza".
Nessun commento:
Posta un commento