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domenica 19 aprile 2015

ARABIA SAUDITA, giustiziata per decapitazione baby sitter indonesiana accusata di omicidio

La madre della baby sitter decapitata in Arabia Saudita con una foto della figlia
RIAD - L’Arabia Saudita ha giustiziato una collaboratrice domestica indonesiana, due giorni dopo la decapitazione un'altra donna indonesiana, giudicata colpevole di omicidio.
Nell'ultimo caso, Karni Binti Medi Tarsim è stata condannata per aver ucciso un bambino a lei affidato. In entrambi i casi, il governo indonesiano ha convocato l'ambasciatore dell'Arabia Saudita a Giakarta in segno di protesta.
L’esecuzione di Medi Tarsin nell’Arabia Saudita occidentale è venuta due giorni dopo che Siti Zainab era stata decapitata per omicidio.
In una dichiarazione sul caso di Tarsim, il ministero degli Esteri indonesiano ha espresso "rammarico e delusione" perché i suoi rappresentanti non avevano ottenuto alcuna informazione sul tempo, luogo o metodo di esecuzione, anche se un funzionario indonesiano aveva avuto il permesso di visitare la condannata un giorno prima che la sentenza fosse effettuata.
I funzionari dicono che la collaboratrice domestics di 37 anni ha accoltellato a morte un bambino di quattro anni nella città di Yanbu nel 2012. 
"Il governo indonesiano ha fatto del suo meglio per fornire una protezione legale e ha chiesto il perdono della famiglia della vittima, con l'obiettivo di ottenere la  commutazione della condanna a morte di Tarsim ", ha detto il ministero degli Esteri. Ma la famiglia si è rifiutata.

Una ONG che si batte a favore dei lavoratori espatriati indonesiani, ha affermato che Zainab, l’altra giustiziata,  aveva agito per legittima difesa contro un datore di lavoro che aveva abusato di lei. Per Amnesty International la donna era stata forzata alla “confessione” durante gli interrogatori della polizia, ma non aveva avuto contare su alcuna rappresentanza legale o su contatti con un rappresentante consolare.

martedì 14 ottobre 2014

RIAD (Arabia Saudita): killer ammazza un americano a una stazione di servizio. Arrestato


Riad
RIAD - Un cittadino statunitense e' stato ucciso e un altro ferito a Riad, in Arabia Saudita. Lo riferiscono i media arabi. Uomini armati hanno sparato contro l'auto su cui si trovava l'uomo, in un agguato che si e' verificato in una stazione di servizio nei pressi dello stadio re Fahd, nella zona orientale di Riad, dove l’auto dell’americano si era fermata per fare rifornimento. Il killer "e' stato arrestato", rende noto il responsabile per la stampa della polizia. L'uomo e' stato ferito in uno scontro con la polizia. Non si sa ancora se l’attacco sia legato al terrorismo.

domenica 16 marzo 2014

Riad: Al Jazeera incita alla sedizione, va chiusa


RIAD - Per il ministro degli Esteri saudita, Saud Al Faisal, l'emittente Al Jazeera va chiusa, perché "incita alla sedizione". La "richiesta è stata formalmente presentata al Qatar, dove la tv ha sede. Come in Egitto, dove 20 giornalisti di Al Jazeera sono sotto processo perché accusati di aver "complottato con i Fratelli Musulmani", così a Riad si ritiene che l'emittente sia fiancheggiatrice del gruppo islamico.

venerdì 14 marzo 2014

Linda, Alice, Elaine, Malika: nomi da ora vietati in Arabia Saudita


Modernità e tradizione a Riad, capitale dell'Arabia Saudita
RIAD - Linda, Alice e Elaine. Ma anche Binyamin, Malek e Malika. L'Arabia Saudita ha pubblicato una lista di 50 nomi, che d'ora in poi sarà vietato utilizzare nel regno. L'elenco stilato dal ministero dell'Interno, vuole eliminare dal Paese nomi ritenuti non conformi alla cultura e alla religione islamica. La notizia arriva dai media locali, che non escludono anche altri motivi dietro la decisione. Il caso più emblematico è quello del nome Binyamin, la traduzione araba di Benjamin. La spiegazione più immediata indurrebbe a pensare al figlio del profeta Giacobbe e, quindi, ad una scelta di carattere religioso. In realtà, una seconda ipotesi porta a Benjamin Netanyahu, attuale primo ministro israeliano. Soltanto una teoria, visto che recentemente le due nazioni hanno stretto rapporti anti iraniani; le testate locali come "Gulf News", che stanno trattando l'argomento, comunque non escludono nulla.
I futuri genitori sauditi quindi non potranno dare ai propri figli i nomi inseriti nella lista nera. Questi, per il dipartimento degli Affari Civili, sono da considerarsi blasfemi, non-arabi o non-islamici, in contraddizione con la cultura o la religione del regno. Alcuni sono stati definiti semplicemente "inappropriati", come per esempio Sumuw (altezza), Malek (re) e Malika (regina).
La “lista nera” - Malaak (angelo), Abdul Aati, Abdul Naser, Abdul Musleh, Binyamin, Naris, Yara, Sitav, Loland, Tilaj, Barrah, Abdul Nabi, Abdul Rasool, Sumuw, Al Mamlaka, Malika, Mamlaka, Tabarak, Nardeen, Sandy, Rama (divinità indù), Maline, Elaine, Inar, Maliktina, Maya, Linda, Randa, Basmala, Jibreel (angelo Gabriele), Abdul Mu’een, Abrar, Iman, Bayan, Baseel, Wireelam, Nabi, Nabiyya, Amir (principe), Taline, Aram, Nareej, Rital, Alice, Lareen, Kibrial, Lauren.

domenica 5 gennaio 2014

Piovano brandelli umani dal cielo a Gedda, in Arabia Saudita

GEDDA - Misteriosa pioggia di brandelli umani a Gedda, la seconda città più grande dell'Arabia Saudita. L'accaduto probabilmente è stato causato dalla presenza di un clandestino all'interno del vano-carrello di un aereo. Lo ha reso noto la polizia locale, aggiungendo di "aver ricevuto chiamate da testimoni che segnalavano la caduta di resti di un corpo umano alle 2:30 di mattino a un incrocio nel quartiere di Moshrefa". Non è infrequente che migranti si nascondano nel vano carrello, ma quasi tutti poi muoiono in volo per la depressurizzazione e il freddo estremo.

domenica 4 agosto 2013

I sauditi vietano lo spazio aereo al presidente sudanese


RIAD - Le autorità saudite hanno negato il sorvolo del proprio spazio aereo al velivolo del presidente sudanese Omar al Bashir che si stava recando in Iran per il giuramento del neopresidente iraniano Hasan Rohani. Karthoum ha annunciato che l'aereo del presidente, accusato di crimini contro l'umanità dalla Cpi, è dovuto tornare indietro.

lunedì 17 giugno 2013

Nuova Sars, altri 4 morti e tre nuovi casi in Arabia Saudita

Nella Eastern Province si sono registrati molti casi di Nuova Sars
RIYAD - Altri 4 morti per Mers, e 3 nuovi casi confermati, in Arabia Saudita dove il bilancio della 'nuova Sars' si aggiorna a 49 pazienti infettati di cui 32 deceduti. Due persone sono morte nella città occidentale di Taif e le altre due nella Provincia Orientale, dove sono stati registrati molti casi.

venerdì 7 giugno 2013

Coronavirus MERS, un altro morto in Arabia Saudita

La diffusione del coronavirus (tra parentesi le vittime9
RYAD (Arabia Saudita) - Un'altra persona è morta dopo essere stata colpita dal coronavirus MERS in Arabia Saudita, portando il bilancio complessivo delle vittime nei vari Paesi a 31.
Almeno 55 persone in otto paesi hanno contratto il virus . L'Arabia Saudita è stata colpita più duramente, con 40 casi, 25 dei quali mortali. I funzionari della sanità sono ancora alla ricerca della fonte del focolaio, che ha avuto inizio nel mese di aprile 2012. Tutti i casi hanno legami con il Medio Oriente 
Chiunque viaggi in Medio Oriente è incoraggiato a evitare il contatto ravvicinato con persone che assistono malati, a lavarsi le mani accuratamente e spesso e a evitare le carni poco cotte e crude, frutta non sbucciata e verdura e acqua non purificata.

Le persone che sviluppano problemi respiratori dopo aver visitato il Medio Oriente sono invitati a coprirsi la bocca durante tosse e starnuti e a cercare l'attenzione medica immediata, che potrebbe tradursi in un periodo di isolamento, se i test per il virus fossero positivi.

mercoledì 29 maggio 2013

Il re dell’Arabia Saudita “clinicamente morto da una settimana”



RIAD - Il re dell'Arabia Saudita, Abdullah Bin Abdulaziz Al Saud, è clinicamente morto da una settimana. Lo riferisce il sito Al Sharq Al Awsat. Salito al trono nel 2005, 89 anni e 25 figli, il monarca, secondo la rivista Forbes, è il terzo uomo più ricco del mondo, con un patrimonio di circa 21 miliardi di dollari.

martedì 21 maggio 2013

Coronavirus, un altro morto in Arabia Saudita


RIAD - Un paziente contagiato dal coronavirus è deceduto ieri sera in Arabia Saudita, facendo salire a 16 il bilancio totale delle persone morte a causa del contagio di questo virus, molto simile alla Sars.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha registrato da settembre scorso una quarantina di casi di infezione da coronavirus, di cui 20 mortali. Oltre all'Arabia Saudita, gli altri contagi sono stati registrati in Giordania, Qatar, Germania, Gran Bretagna e Francia.

martedì 14 maggio 2013

Quattro nuovi casi di Coronavirus in Arabia Saudita. Allarme Oms


RIYAD (Arabia Saudita) - Quattro nuovi casi di Coronavirus sono stati registrati in Arabia Saudita, dove il virus ha già causato 15 morti: lo ha reso noto il ministero della Sanità di Riyadh, precisando che uno dei pazienti è già stato dimesso mentre gli altri tre sono in terapia.

Sale così a 28 il numero di pazienti sauditi affetti dal virus, simile a quello della Sars: secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a livello mondiale i casi accertati sono 38, con 18 decessi.

In Francia intanto si aggravano le condizioni di salute di uno dei tre pazienti ricoverati dopo aver contratto il virus. Un uomo è stato sottoposto ad "assistenza respiratoria ventilata" all'ospedale di Lille in ragione di "un peggioramento dell'attività respiratoria". "Le sue condizioni di salute non si sono ancora stabilizzate". La notizia è arrivata proprio quando l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha confermato che il contagio tra persone "a stretto contatto" è possibile.

Le condizioni di un altro paziente ricoverato a Lille restano "stabili e serie", ha reso noto il centro, sottolineando che "nessun segno di miglioramento è stato constatato dai medici". Il secondo caso di contagio confermato domenica in Francia ha rafforzato il timore di un contagio tra persone a "stretto contatto", spingendo l'Oms a lanciare l'allarme. Il secondo paziente francese colpito dal virus è infatti un uomo ricoverato nella stessa stanza della prima vittima.

Dal 2012 sono stati 34 i casi confermati in Europa e Medio Oriente, di cui 18 letali, secondo un recente bilancio dell'Oms. L'Arabia Saudita domenica ha riferito di 15 decessi su 24 casi accertati dal settembre 2012, annunciando di aver chiesto la collaborazione di esperti di Stati Uniti, Canada e Oms. "Dopo aver studiato i casi delle persone malate, sono emersi segnali di una trasmissione a stretto contatto - ha dichiarato il ministro saudita Abdullah Al-Rabeeah - tuttavia, le modalità di contagio e la fonte del virus rimangono ancora sconosciuti".

"La principale preoccupazione mondiale riguarda la possibilità che questo nuovo virus si diffonda - si legge nella nota diffusa ieri dall'Oms - a preoccupare maggiormente è il fatto che diversi casi osservati in più Paesi supportano sempre più l'ipotesi che quando c'è stretto contatto, questo nuovo coronavirus può trasmettersi da persona a persona". Tuttavia, ha tenuto a precisare il vicedirettore dell'organizzazione Keiji Fukuda, "questo contagio da persona a persona è rimasto limitato a un piccolo numero di casi e, finora, non c'è prova della capacità di questo virus di essere in grado di causare un contagio più vasto delle comunità".

Il coronavirus appartiene alla stessa famiglia di virus della Sars, la polmonite atipica che 10 anni fa uccise circa 800 persone in Asia.

giovedì 28 marzo 2013

In Medio Oriente un virus più pericoloso della Sars: già 11 vittime


RYAD (Arabia Saudita) - Il misterioso coronavirus che ha gia' fatto undici vittime in Medio Oriente sembra essere molto piu' pericoloso della Sars. Lo scrive il South China Morning Post che riporta uno studio della Universita' di Hong Kong, secondo il quale il nuovo virus sarebbe anche piu' ''promiscuo'', capace cioe' di infettare diverse specie.
Diversamente dalla Sars, il misterioso coronavirus puo' interessare diversi organi e uccidere rapidamente le cellule.
Non si conosce l'origine del virus, apparso per la prima volta in pipistrelli. Secondo gli scienziati di Hong Kong, il virus, che nei giorni scorsi ha ucciso altre due persone tra Emirati Arabi e Arabia Saudita, attacca diverse cellule umane nel fegato, reni, vie respiratorie basse, intestino e tessuti microfagi. Proprio per queste caratteristiche, il nuovo coronavirus ha un tasso di mortalita' del 56% rispetto a quello della Sars che e' dell'11%. La preoccupazione degli scienziati e' che il virus possa mutare. A differenza della Sars, infatti, il nuovo virus non e' cosi' contagioso perche' colpisce le vie aeree respiratorie inferiori e non superiori, ma una mutazione potrebbe far cambiare tutto. Per l'organizzazione mondiale della sanita', sono 17 i contagiati. 

venerdì 28 settembre 2012

Nuova malattia respiratoria in Arabia Saudita e Qatar. Assomiglia alla Sars e c’è un morto


LONDRA - Una nuova malattia respiratoria - della stessa famiglia del virus della SARS - non sembra diffondersi facilmente, hanno detto gli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Un uomo del Qatar, 49 anni, con il virus viene curato nel Regno Unito. La prima persona conosciuta ad averlo avuto, in Arabia Saudita, è morta.
L'OMS ha detto venerdì che il nuovo virus "non può essere facilmente trasmissibile da persona a persona."
Il virus della Sars, che è emerso in Cina nel 2002, ha ucciso centinaia di persone. Sia la Sars (sindrome respiratoria acuta grave) e il nuovo, senza nome, virus - così come il virus del raffreddore - appartengono alla famiglia dei coronavirus Ma questo nuovo virus è diverso da qualsiasi coronavirus precedentemente identificato nell'uomo.
Entrambi i pazienti n avevano un’ insufficienza renale precedente.
L'Oms ha detto che continuerà a monitorare la situazione, ma non sono state raccomandando restrizioni di viaggio per lArabia Saudita e Qatar. Tuttavia, ha aggiunto che stava lavorando a stretto contatto con le autorità saudite in anticipo sul prossimo Hajj, il pellegrinaggio annuale alla Mecca.
L'OMS ha anche annunciato che test diagnostici sono stati sviluppati dagli scienziati di tutto il mondo. Il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC), che monitora le malattie nell'Unione europea, ha detto che i risultati iniziali suggerivano che il virus potrebbe aver avuto origine negli animali, malattie conosciute come zoonotica. Scrive sulla rivista Eurosurveillance: "E 'molto probabilmente di origine zoonotica e diverso nel comportamento dalla Sars."

mercoledì 9 maggio 2012

Uno 007 saudita, infilitarto in Al Qaeda, si finge attentatore suicida e consegna una bomba cucita nelle mutande alla Cia


WASHINGTON - L'attentatore suicida incaricato dal ramo di Al Qaeda dello Yemen il mese scorso per far saltare un aereo degli Stati Uniti era in realtà un agente dei servizi segreti dell’Arabia Saudita infiltrato del gruppo terroristico che si era offerto volontario per la missione.
In un colpo straordinario di intelligence, l'agente doppio il mese scorso ha consegnato alla CIA e ai servizi segreti del suo paese sia la bomba innovativa progettata per il suo attacco aereo sia informazioni privilegiate sui leader del gruppo, luoghi, metodi e piani. 
I funzionari hanno detto che l'agente, la cui identità ovviamente rimane coperta, lavora per il servizio di intelligence saudita, la quale ha collaborato strettamente con la CIA per diversi anni contro il gruppo terroristico in Yemen. Ha operato in Yemen con la piena consapevolezza della CIA, ma non sotto la sua diretta supervisione, dicono i funzionari.
Dopo aver trascorso settimane al centro di affiliazione più pericoloso di Al Qaeda, l'agente dei servizi segreti ha fornito informazioni critiche che hanno permesso alla CIA di dirigere il drone che Domenica che ha ucciso Fahd Mohammed Ahmed-al-Quso, direttore esterna del gruppo operativo di al Qaueda e uno dei sospetti dell’attentato della USS Cole, un cacciatorpediniere americano, nello Yemen nel 2000.
Egli ha anche consegnato la bomba, progettato dal massimo esperto di esplosivi del gruppo che risulta essere non facilmente rilevabile dai controlli della sicurezza areoportuale. L'FBI la  sta analizzando nel suo laboratorio a Quantico, in Virginia L'agente si trova ora al sicuro in Arabia Saudita, hanno detto i funzionari . Il “colpo” è stato tenuto segreto per settimane da parte della CIA e da altre agenzie perché si temevano ritorsioni contro l'agente e la sua famiglia ma ora il rischio appare "mitigato", evidentemente perché agente e familiari sono stati spostati in luoghi sicuri.
Funzionari dei servizi segreti ritengono che l'esplosivo sia l'ultima fatica del “creatore” di bombe del gruppo, Ibrahim Hassan al-Asiri. Asiri che aveva progettato gli esplosivi usati nel tentativo fallito di attentato su un aereo di linea sopra Detroit il 25 dicembre 2009.
Un alto funzionario americano ha detto che il nuovo dispositivo era stato cucito nelle mutande  e sarebbe stato molto difficile da individuare . A differenza del dispositivo utilizzato nel fallito attentato 2009, questa bomba poteva esplodere in due modi, nel caso in cui uno fosse fallito, ha detto il funzionario. L’esplosivo era di alto grado e "senza dubbio avrebbe abbattuto un aereo", ha detto il funzionario.
Esperti FBI stanno valutando se la bomba poteva eludere le misure di sicurezza rinnovata dopo il fallito complotto 2009. Un funzionario americano ha detto che le  prima analisi del Bureau hanno indicato che, se i protocolli di sicurezza progettati per rilevare una più ampia gamma di possibili minacce sono stati correttamente aggiornate, probabilmente il dispositivo sarebbe stato rilevato. 
Ieri la Transportation Security Administration ha ripetuto un’informazionqe di sicurezza inviata in precedenza alle compagnie aeree e governi stranieri nella quale si indica che al Qaeda ntende ancora attaccare gli Stati Uniti, probabilmente utilizzando l'aviazione commerciale, e mette in guardia gli agenti della TSA a fare ancora più attenzione  agli esplosivi nascosti nel carico, nell’abbigliamento o impiantatiu chirurgicamente.
Negli ultimi otto mesi, i funzionari antiterrorismo americani hanno monitorato con crescente allarme di un crescente numero di intercettazioni elettroniche e suggerimenti da informatori che suggeriscono quel ramo di Al Qaeda nello Yemen è diventato la rampa di lancio dei complotti per attaccare gli Stati Uniti.

venerdì 27 aprile 2012

La famiglia di bin Laden (tre vedove, 8 figli) deportata in Arabia Saudita dal Pakistan


Un minivan con la famiglia di bin Laden parte per l'aeroporto di Islamabad
ISLAMABAD - La  famiglia di Osama bin Laden è stata deportata dal Pakistan in Arabia Saudita questa notte,  a quasi un anno di distanza dall’uccisione del leader di Al-Qaeda in un raid Usa.
 Le tre vedove e i loro figli erano stati arrestati da parte del Pakistan dopo che il capo dei terroristi era stato ucciso il 2 maggio dello scorso anno in una operazione dei Navy SEAL americani nella città guarnigione di Abbottabad, a nord di Islamabad.
Washington e Islamabad stanno lavorando per riparare il loro rapporto, che è stato gravemente danneggiato dalla rivelazione che l'uomo più ricercato del mondo stava vivendo a un tiro di schioppo da un’accademia militare d’elite del Pakistan.
Le autorità pakistane hanno già demolito la casa di Abbottabad e a soli pochi giorni di distanza dall’anniversario della morte di bin Laden  si sono liberati dei parenti, spedendoli in Arabia Saudita, Dopo essere state detenute per 10 mesi, le vedove e le due figlie più grandi di bin Laden sono state condannate da un tribunale pakistano a 45 giorni di detenzione con l'accusa di ingresso  e di residenza illegali nel paese e ne ha ordinato la deportazione.
La famiglia si credeva sia composta di 12 persone - tre vedove, otto bambini e un nipote - anche se un portavoce del ministero degli interni ha detto che gli ordini parlano della deportazione di 14 parenti di bin Laden.
Sono stati portati all'aeroporto di Islamabad per imbarcarsi su un volo speciale per il regno del Golfo che è decollato poco prima le 2:00 venerdì (22:00 di ieri in Italia).
L'avvocato della famiglia bin Laden  Atif Ali Khanla  settimana scorsa ha detto che la vedova Amal Abdulfattah  e i suoi cinque figli, potrebbero proseguire per lo Yemen.

giovedì 12 gennaio 2012

Australiano condannato per blasfemia "perdonato" in Australia: 75 frustrate invece di 500

RIAD - Un uomo australiano condannato a 500 frustate e a un anno di prigione per blasfemia in Arabia Saudita sta tornando a casa dopo che la sua punizione è stata notevolmente ridotta.
Mansor Almaribe era stato arrestato e condannato a metà novembre nella città di Medina.
L'Australia aveva lanciato un appello per la clemenza a seguito delle proteste popolari seguite la sua condanna.
Funzionari sauditi hanno risposto perdonando Almaribe del suo periodo di detenzione e riducendogli la condanna  a 75 frustate, ha detto il ministero.
"La sua punizione corporale è stata notevolmente ridotta e amministrata in modo tale da non causare danni fisici", ha detto.
Il ministero non ha spiegato come la flagellazione è stata effettuata, anche se gli osservatori hanno suggerito che la punizione può essere fatta in maniera largamente cerimoniale e non nociva. Non è chiaro se è questo è ciò che si è verificato.
E 'anche chiaro che cosa Almaribei, musulmano sciita di Victoria in Australia  abbia detto o fatto per farsi arrestare

martedì 13 dicembre 2011

Arabia Saudita: decapitata una donna condannata a morte per stregonieria

 RIAD. - Il boia e' tornato a colpire in Arabia Saudita. La vittima stavolta una donna condannata a morte per stregoneria, che e' stata decapitata oggi. La donna, Amina Bent Abdullhalim Nassar, e' stata decapitata nella provincia di Jawf, nel nord del Paese. In tutto l'Islam la suddetta pratica di stregoneria e' strettamente vietata, e l'Arabia saudita applica sanzioni molto rigorose. La decapitazione di Amina porta ad almeno 73 il numero di esecuzioni da gennaio nel regno saudita secondo Amnesty International.

venerdì 2 dicembre 2011

Incredibile Arabia Saudita: se si eliminasse il divieto di guida per le donne "nel giro di 10 anni non ci sarebbero più vergini". Lo dicono i "saggi" religiosi



RIAD - Se l'Arabia Saudita decidesse di eliminare il divieto di guida per le donne del regno, nel giro di 10 anni nel Paese"non ci sarebbero piu' vergini"
E' la conclusione a cui sono giunti i 'saggi' della Majlis al-Ifta' al-A'ala, il maggior organismo religioso saudita, che ha inviato una relazione "scientifica" sull'argomento ai 150 membri del Consiglio della Shura, il Parlamento. Non solo: secondo lo studio, redatto in collaborazione con Kamal Subhi, ex professore dell'Universita' King Fahd, le donne al volante provocherebbero un aumento di "prostituzione, pornografia, omossessualita' e divorzi". 
In una parola, "un declino morale" che gia' si intravede in altri Paesi musulmani, come sottolineato dallo stesso Subhi, che ha raccontato una sua esperienza personale in un caffe' all'estero. "Tutte le donne mi guardavano. "E una mi ha fatto un cenno inequivocabile per farmi capire che era disponibile".
  Contro il divieto di guida, molte saudite si sono ribellate nei mesi scorsi, aderendo ad una campagna lanciata dalle attivisti di 'Womentodrive'.

venerdì 28 ottobre 2011

Nominato in Arabia Saudita il nuovo erede al trono: ha 78 anni


Nayef bin Abdel.Aziz Al Saud

RIAD - La tv di stato dell'Arabia Saudita ha annunciato la nomina del principe Nayef bin Abdel-Aziz Al Saud, come erede al trono saudita in seguito alla morte la scporsa settimana del secondo pretendente in linea, il principe ereditario Sultan.
Nayef avrebbe assunto il trono alla morte di re Abdullah, 87 anni, che si sta riprendendo dalla sua terza operazione per curare problemi di schiena in meno di un anno.
La televisione ha mostrato il re seduto in una poltrona, indossando un bianco velo e veste, con un altro color crema drappeggiato sulle spalle. Non parlava.
Immagini trasmesse all'inizio di questa settimana dal funerale del principe Sultan ha mostrato il re con una maschera chirurgica che gli copriva il volto.
Il nuvo principe ereditario ha 78 anni, è stato ministro degli ihterni dal 1975 e ora è vice primo ministro.

sabato 22 ottobre 2011

Morto l'erede al trono dell'Arabia Saudita

Sultan bin Abdul Aziz Al Saud
RIAD (Arabia Saudita) -  Il palazzo reale ha annunciato la morte del principe ereditario. Sultan bin Abdul Aziz Al Saud, nato ufficialmente il 5 gennaio 1928, a Riyad, ma secondo alcune fonti occidentali sarebbe nato nel 1924, era il quindicesimo figlio del Re Abudul Aziz e di sua madre principessa Hassa Al-Sudairi. Il principe, il primo nella linea di successione, e' stato ministro della Difesa, ed era dal mese di giugno negli Stati Uniti per esami medici e negli ultimi anni si era assentato dal suo paese diverse volte per motivi di salute. Gli era stato diagnosticato un cancro al colon nel 2004 ed aveva subito un'operazione a new York nel luglio scorso.

Il principe ereditario Sultan era membro della più potente famiglia in Arabia Saudita, Sudairi Seven, e uno dei figli del fondatore del paese, King Abdulaziz, noto come Ibn Saud.
I Sette Sudairi sono i figli della moglie più influente di Ibn Saud, Hassa bint Ahmad al-Sudairi.
Il più anziano dei sette era il re Fahd, morto nel 2005, che sarà sostituita da un fratellastro, l'attuale re Abdullah.