mercoledì 10 agosto 2011

Crisi: oggi secondo incontro tra parti sociali e governo. Un dialogo difficile


ROMA - Grande attesa per la seconda tornata di incontri fra le parti sociali e fra queste e il governo sul tema crisi. La riunione è in programma questo pomeriggio alle 17 a Palazzo Chigi. Il confronto mira al raggiungimento di un accordo sulle misure e sui tagli sufficienti a recuperare i 20 miliardi che servono per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio. Due i nodi, in particolare, da sciogliere: mercato del lavoro e welfare. Gli occhi sono puntati anzitutto sulla Cgil, che ha chiarito le sue condizioni per restare al tavolo e ha avanzato sei proposte: dalla lotta all'evasione fiscale all'introduzione di imposte sui grandi patrimoni, passando per l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie. Tra le ipotesi ci sarebbe anche il ritorno di una più alta tassa di successione.Sul fronte del tema del lavoro, il ministro competente, Maurizio Sacconi, aveva risposto all'appello delle parti sociali nei giorni scorsi proponendo di partire dalla bozza del disegno di legge delega sullo Statuto dei Lavori e su questa proposta di riforma trovare l'intesa. La Cgil aveva definito l'ipotesi una "provocazione" fatta per dividere le parti, temendo in particolare che si tocchi si tocchi l'articolo 18 (reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa) e si riproponga l'introduzione della flessibilità in uscita per i lavoratori. Da parte sua, nella riunione di venerdì scorso, il governo ha presentato un documento in otto punti che fa genericamente riferimento alla modernizzazione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro.Le parti sociali si sono dette d'accordo ad apportare cambiamenti in questo campo, ma i sindacati sono anche compatti nel sostenere che la materia sia di competenza delle parti stesse e non del parlamento.Sul terreno della previdenza sociale, invece, i possibili interventi del governo (dal blocco delle pensioni di anzianità all'anticipo delle norme di allungamento dell'età pensionabile per le donne) non piacciono ai sindacati. Se il ministro Sacconi ha spiegato che esclude interventi sulla previdenza, la Cisl ha già messo le mani avanti. Il segretario generale, infatti, ha sottolineato come "sulle pensioni si sono già fatte tutte le operazioni possibili".

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