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domenica 17 agosto 2014

Bimbo di 4 anni muore soffocato da un acino d’uva nel BRESCIANO


BRESCIA - Tragedia familiare a San Paolo, paese del Bresciano. Un bimbo di origine marocchina, Moussa, è morto soffocato dopo aver ingerito un acino d'uva. Il piccolo di 4 anni si trovava a casa con la mamma e il fratellino. Il padre di Moussa era fuori, nella moschea del paese. Di solito portava con sé anche il bimbo ma faceva freddo. A nulla è servita la corsa del 118, dopo l'allarme.
Ora, mentre la comunità musulmana e cristiana di San Paolo piange per una morte assurda, la salma del bimbo riposa nella camera mortuaria dell’ospedale di Manerbio, in attesa della pratica per il trasferimento del feretro in Marocco.

Attorno alle 22 il dramma. Dopo aver messo in bocca l'acino fatale, il bambino ha iniziato a sentirsi male davanti agli occhi increduli e alle mani impotenti della giovane mamma. La donna ha immediatamente lanciato l’allarme ai vicini di casa. In pochi minuti nel cortile è arrivata anche l’ambulanza. Il soccorso sul posto e la corsa all’ospedale di Manerbio si sono però rivelati inutili. Il corpicino di Moussa non ha retto all’accaduto. 

giovedì 10 gennaio 2013

E adesso l’ex presidente Lula regsla anche un posto di lavoro a Cesare Battisti

Il raffinato quartiere Jardins, dove abita Cesare Battisti

SAN PAOLO (Brasile) - L'ex terrorista Cesare Battisti - condannato all'ergastolo in Italia e che da giugno 2011 vive da uomo libero in Brasile - dovrebbe lavorare a breve nel sindacato Cut, legato al Partido dos trabalhadores (Pt, di sinistra) dell'ex presidente della Repubblica, Luiz Inacio Lula da Silva. Lo riferisce il senatore brasiliano Eduardo Suplicy. Battisti abita da un mese in un quartiere esclusivo di San Paolo.
Secondo il senatore Suplicy, come riporta il quotidiano "Folha de Sao Paulo", Battisti dovrebbe assumere presto "qualche incarico professionale" nella Central unica dos trabalhadores (Cut). Suplicy ha inoltre affermato che, a causa del prossimo impegno lavorativo, Battisti vive da un mese a San Paolo, in un appartamento di 90 mq preso in affitto nel quartiere di Jardins, uno dei più cari ed esclusivi della megalopoli. Il senatore ha detto di essersi offerto come "garante morale" dell'ex membro dei Proletari armati per il comunismo nei confronti dell'agenzia immobiliare.
Arrestato a Rio de Janeiro nel 2007, da giugno 2011 Battisti è un uomo libero in Brasile dopo il "no" all'estradizione pronunciato da Lula nell'ultimo giorno del suo mandato, il 31 dicembre 2010.

mercoledì 28 novembre 2012

Presi gli assassini del turista italiano ucciso a San Paolo (Brasile)

Tommaso Lotto

SAN PAOLO - Sono sei le persone arrestate in Brasile in un'operazione contro una banda specializzata nel furto di orologi di lusso. Nel corso delle indagini, la polizia ha scoperto che la banda è coinvolta in omicidi di agenti di polizia a San Paolo e ha un legame anche con la morte del turista italiano, Tommaso Lotto ucciso nel mese di luglio. Il nostro connazionale era in macchina con un amico quando è stato aggredito da due malviventi su una moto. Lotto era appena arrivato in Brasile quando è avvenuta la tragedia: il giovane è stato freddato da due rapinatori che in moto avevano affiancato l'auto sulla quale si trovava, ferma a un semaforo rosso in uno dei quartieri più eleganti della città.
Dall'inizio dell'anno, almeno 96 agenti sono stati assassinati durante il feroce conflitto urbano in corso a San Paolo tra polizia e banditi.

lunedì 23 luglio 2012

San Paolo: scrittore paraplegico “dimenticato” su un aereo, chiede aiuto via twitter


Rubens Pavia

SAN PAOLO (Brasile) - Brutta avventura per lo scrittore paraplegico brasiliano Marcelo Rubens Paiva, 53 anni, che, dopo essere stato dimenticato su un aereo, ha dovuto chiedere aiuto via Twitter. Rimasto 'intrappolato' con la sua sedia a rotelle su un velivolo della Tam all'aeroporto Congonhas di San Paolo, l'uomo ha lanciato alle 18.30 di domenica un SOS al popolo del social network. Solo dopo un'ora, è stato raggiunto da un membro dell'equipaggio che ha provveduto a farlo scendere.
E non è nemmeno la prima volta che gli succede. Lo scrittore, giornalista e sceneggiatore al quotidiano "Estado de Sao Paulo" (di cui è editorialista) ha raccontato: "In trent'anni di viaggi in aereo, mi è accaduto già una decina di volte, ma ultimamente era più raro".
In una nota, la Tam ha chiarito che l'ascensore speciale per il ritiro del passeggero era occupato in altri voli, di qui la lunga attesa. “Lo scritore non era stato dimenticato” ha assicurato.

I tweet di richiesta d'aiuto


Killer in moto uccidono un italiano di 26 anni appena arrivato in Brasile


SAN PAOLO - Un italiano di 26 anni, Tommaso Lotto, bancario originario del Veneto, arrivato in Brasile due giorni fa, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a San Paolo da due uomini. I killer, a bordo di una motocicletta, hanno sparato contro l'auto nella quale si trovava la vittima in un quartiere del centro. Il giovane, che ha cercato di fuggire, è stato colpito alla schiena. E' stato quindi portato in un'ospedale, dove è morto. I due aggressori sono riusciti a fuggire.
L'aggressione è avvenuta mentre l'uomo, originario del Veneto, era a bordo della vettura insieme ad un amico sulla 'Avenida 9 de Julho'.
La polizia ha detto che il bancario era in Brasile dallo scorso venerdì e era destinato a trasferirsi nella campagna paolista. Al momento del delitto verso le 18.30 di ieri sera (23.30 in Italia), era su una Civic nella regione di Jardim Paulista (in West St. Paul). I criminali si erano fermato a fianco del veicolo e con un'arma hanno colpito il vetro. L’intenzione probabilmente era quella di compiere una rapina, ma  Lotto che non capiva portoghese, ha cercato di uscire dal veicolo e di fuggire ed è stato colpito da un colpo nella regione toracica. E 'stato soccorso e portato in un vicino ospedale, ma è morto  alle 22.

giovedì 2 febbraio 2012

Battisti come sempre senza vergogna: Pontifica su Napolitano e chiede un nuovo processo. gelida replica del Quirinale


Cesare  Battisti

SAN PAOLO - "Signor presidente Napolitano, mi dia la possibilità di difendermi. Di presentarmi di fronte ad un tribunale, oggi in Italia, e di potermi difendere, di rispondere a un interrogatorio vero, come non è mai successo". 
E' l'appello lanciato dal terrorista condannato per assassinio Cesare Battisti al capo dello Stato in un'intervista a "Le Iene Show" in onda stasera. "Così io mi comprometto a rispondere delle mie responsabilità di fronte alla giustizia italiana", ha aggiunto.
Nella stessa intervista tuttavia l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo - attualmente in Brasile, dove gode di un asilo politico, mentre in Italia è condannato a due ergastoli - definisce Napolitano "un irriducibile degli anni '70, dell'ex Pc stalinista".

"A me - dice Battisti - non sembra che Napolitano sia la persona adeguata per dire oggi all'Italia 'Giriamo pagina, dimentichiamo il passato, riconosciamo le responsabilità, riappacifichiamoci'. Non mi pare che Napolitano stia dando esempio di questo".
Dal Quirinale la replica non si è fatta attendere. Una nota del Colle spiega che "il signor Cesare Battisti deve solo presentarsi nel nostro Paese per espiare, secondo le norme dell'ordinamento penitenziario italiano, le pene alle quali è stato condannato a conclusione di processi svoltisi nella piena osservanza delle regole di uno Stato di diritto".

domenica 4 dicembre 2011

Morto Socrates, una leggenda del calcio non solo brasiliano


SAN PAOLO - L'ex capitano del Brasile Socrates è morto all'età di 57 anni. Era stato ricoverato in condizioni critiche venerdì in un ospedale di San Paolo, con un'infezione intestinale .
Socrates, che è stato considerato come uno dei più grandi centrocampisti in assoluto, era in terapia intensiva e attaccato a  una macchina di supporto vitale sabato. Ma stamane è deceduto
L'ex giocatore del Corinthians, il cui nome completo era Socrates Brasileiro Sampaio de Sousa Vieira de Oliveira, era stato ricoverato all’Albert Einstein Hospital di San Paolo con una intossicazione alimentare.
Un comunicato dell'ospedale aveva detto il Sabato che l’ex calciatore era "in condizioni critiche a causa di uno shock settico di origine intestinale".
Aveva aggiunto che respirava con un ventilatore e utilizzava una macchina di dialisi.
Socrate è stato portato in ospedale due volte in agosto e settembre di quest'anno con sanguinamento nel suo tubo digerente.
Dopo questi incidenti aveva ammesso di aver avuto problemi con l'alcol, specialmente nel corso della sua carriera da giocatore. E fumava moltissimo.


In carriera, fu una delle stelle del Brasile degli anni '80. Da capitano, realizzò una rete nella famosa sfida con l'Italia ai mondiali di Spagna del 1982 (match vinto dagli azzurri per 3-2). Nel 1984 fu ingaggiato dalla Fiorentina. Una stagione non memorabile, per lui: 25 presenze e 6 gol. Soprannominato il 'Dottore' per la sua laurea in medicina, Socrates in carriera aveva vestito le maglie di Botafogo, Corinthians, Flamengo e Santos oltre che della Fiorentina. E' considerato unanimemente uno dei migliori giocatori nella storia della nazionale brasiliana, con cui ha giocato i Mondiali del 1982 e del 1986. Padre di sei figli, era il fratello maggiore di Rai, altro giocatore molto amato dalla tifoseria brasiliana.

martedì 29 novembre 2011

Borsa, ore 10.30: mercato in ribasso

MILANO- Mercato azionario in ribasso nella prima parte della mattinata, di riflesso all'ampliarsi dello spread oltre i 500 punti e in vista della corposa asta di Btp in calendario oggi. 
L'indice Ftse Mib segna un calo dell'1,05%, All Share -1,01%. Giu' le banche e Fiat, risale il gruppo Finmeccanica, con la holding +1,7% e Ansaldo +3,2% dopo la notizia del contratto per il metro' leggero di Honolulu da 1,3 miliardi di dollari. 
Tra le banche, in ripiegamento legato alla crisi del debito, Unicredit cede il 2,5%, Intesa -1,5%, Monte Paschi -2,1%. I
n campo assicurativo cede Unipol a -3,5%, Fonsai -2,5% nel giorno del cda che deve decidere sulle azioni di efficientamento del capitale. Giu' Fiat, a -2,1%, in calo Eni e Telecom tra le altre blue chip. Rialzi per Pirelli (+1,1%) e Luxottica .

sabato 29 ottobre 2011

L'ex presidente Lula ha un cancro alla laringe


SAN PAOLO (Brasile) - L'ex presidente brasiliano, Luis Inacio Lula da Silva, ha un cancro alla laringe. Lo ha reso noto con un comunicato l'Ospedale Siro-Libanese a San Paolo. Dopo gli esami effettuati questo sabato, e' gia' stato definito il trattamento iniziale di chemioteraopia, che iniziera' gia' lunedi', come ha confermato l'ufficio stampa di Lula. 
"Il paziente sta bene e deve seguire un trattamento di tipo ambulatoriale". Lula, presidente per la seconda volta  fino al 31 dicembre del 2010, ha 66 anni, compiuti due giorni fa, il 27 ottobre.
L'ospedale Siro-libanese di San Paolo ha diffuso una nota annunciando che gli esami effettuati oggi da Lula hanno evidenziato la presenza del cancro, che obbliga l'ex presidente a sottoporsi alla chemioterapia gia a partire dalla prossima settimana. Il comunicato non contiene altre informazioni.

venerdì 14 ottobre 2011

La Procura di Brasilia chede l'annullamento del visto permanente e la immediata espulsione in Francia, Messico o in qualunque altro paese del terrorista Cesare Bsttisti


Battisti esce dal carcere dopo la concessione del visto

BRASILIA - La procura di Brasilia ha chiesto l'annullamento del visto permanente concesso a Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac condannato in Italia a due ergastoli per omicidio, e la sua immediata espulsione in Francia, Messico, o in qualunque altro paese "accetti di riceverlo". Ma dal Supremo tribunale federale, che lo ha scarcerato nel giugno scorso, è arrivata, immediata, una reazione stizzita: "Battisti è in Brasile per una decisione sovrana - ha detto il giudice Marco Aurelio Mello - non credo possa essere sottoposto ad una nuova via crucis". La richiesta della Procura dovrebbe essere discussa il prossimo 20 ottobre.
L'iniziativa è  del procuratore Helio Heringer, non un procuratore generale, ma del dipartimento federale di Brasilia, che ha presentato un ricorso civile al XX tribunale federale, contro la decisione dei ministeri della giustizia e del lavoro che hanno concesso il visto a Battisti poco dopo la sua liberazione. Ma ha subito precisato che si tratta di una questione che nulla ha a che vedere con la richiesta di estradizione italiana. Secondo Heringer il ministero avrebbe violato lo statuto brasiliano dello straniero, che vieta di concedere visti a cittadini non brasiliani che siano stati condannati o processati in un altro paese per crimine doloso, passabile di estradizione per la legge del Brasile.
La lunga vicenda giudiziaria di Battisti in Brasile è iniziata il 18 marzo 2007 con il suo arresto sulle spiagge di Copacabana. E si è conclusa, dopo il parere negativo di Lula all'estradizione, con la decisione del Supremo tribunale federale del giugno scorso, di scarcerare l'ex terrorista dei Pac, creando sgomento e rabbia in Italia. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano definì la sentenza un atto che "assume un significato gravemente lesivo" del rispetto dovuto sia agli accordi tra Italia e Brasile sia "alle ragioni della lotta contro il terrorismo condotta in Italia". 
Nessuna intenzione "punitiva" nei confronti dell'ex terrorista dei Pac, assicura però il Procuratore. Si tratta piuttosto di una questione tecnica che non va confusa con la lunga vicenda giudiziaria legata all'estradizione in Italia. E infatti non c'é l'Italia tra i paesi da lui indicati per l'espulsione dell'ex terrorista. Heringer anzi giustifica la sua iniziativa spiegando che i delitti commessi da Battisti sarebbero di natura comune e non politica.
Per Heringer, la decisione politica del presidente non cambia la natura dei crimini imputati a Battisti. "Questa responsabilità spetta esclusivamente alla Corte Suprema che è tenuta a dichiarare i reati soggetti a estradizione. Così, con i delitti penali soggetti a estradizione dalla legge brasiliana, Battisti va espulso".

martedì 13 settembre 2011

Stop di un giudice ai lavori per il nuovo terminal dell’aeroporto di San Paolo: aggiudicazione della gara scorretta in nome dell’urgenza per i mondiali di calcio 2014


SAN PAOLO - Una corte federale del Brasile ha ordinato la cessazione immediata dei lavori di un nuovo terminal presso l'aeroporto internazionale Guarulhos a Sao Paulo.
Il giudice ha detto che l'autorità aeroportuale ha ignorato il processo di una corretta gara perl'aggiudicazione del contratto. Il terminale è stato progettato per raddoppiare la capacità dell'aeroporto.Il Brasile sta cercando di aumentare gli impianti in tempo per i mondiali di calcio 2014 e  i Giochi Olimpici del 2016.
Nella sua sentenza, il giudice Louise Vilela Borer Filgueiras ha detto di aver dovuto ordinare uno stop al lavoro perché l'autorità aeroportuale Infraero aveva aggiudicato l'appalto alle Costruzioni Delta senza una procedura corretta di gara.
Ha detto che la mossa rappresenta un "pericoloso precedente" per le opere pubbliche in Brasile, consentendo di ignorare i regolamenti in nome dell'urgenza.
Infraero dice che gli investimenti per l'adeguamento di Guarulhos ammontano a circa 1,2 miliardi di reais ( 700 milioni di dollari) e che avrebbe presentato ricorso contro la decisione per cercare poter riavviare i lavori.

E' angolana la nuova miss Universo

SAN PAOLO - E' la 25enne angolana Leila Luliana da Costa Vieira Lopes, 1,79 di altezza e sorriso smagliante, studentessa di business management a Benguela, la nuova Miss Universo: e' stata incoronata reginetta nella sessantesima edizione del concorso di bellezza, svoltasi a San Paolo del Brasile. Nella selezione finale ha sbaragliato le ultime quattro concorrenti, su un totale di 89: Miss Ucraina, piazzatasi seconda, e la 'padrona di casa', terza, piu' Miss Filippine e Miss Cina .

mercoledì 7 settembre 2011

Battisti all'Ansa: "Chiedo perdono come responsabile politico, non militare. E respingo la parola pentimento". E aggiunge, senza vergogna: "Quando ho saputo dell'uccisione di Torregiani, ho pianto"


Battisti a spasso per Camaveia (Folhapress)
CANANEIA (SAN PAOLO) - Cesare Battisti è stato finalmente intervistato anche da un giornalista italiano, quello dell'Ansa, e i suoi toni, rispetto a quelli "leggeri" offerti alla stamba brasiliana, cambiano, anche se non nella sostanza. Oer la prima volta chiede "perdono" per le vittime degli attentati avvenuti in Italia negli anni '70, ammettendo le proprie ''responsabilità politiche" ma negando la sua partecipazione diretta agli attacchi terroristici. Allo stesso tempo, l'ex militante dei Proletari armati per il Comunismo respinge nell'intervista la parola "pentimento": "Non mi piace, è una ipocrisia, sinonimo di delazione, è legata alla religione". "Chiedo perdono come responsabile politico, non come responsabile militare di una partecipazione diretta agli attentati", ha detto Battisti all'ANSA nella casa messa a disposizione da un amico brasiliano a Cananeia, sul litorale di San Paolo. Le responsabilità "maggiori" sono proprio quelle "politiche", ha proseguito Battisti indicando che ormai "da anni" è in una posizione di "autocritica e riconsiderazione" di tali fatti. "Il punto - ha tenuto a precisare - è che non ci sia confusione", che tale assunzione di responsabilità "non voglia dire confessione di partecipazione diretta" agli attentati. 
"Sento responsabilità - ha proseguito Battisti - per aver partecipato ai Proletari armati per il comunismo e mi assumo oggi una responsabilità maggiore di quella reale, di quella cioé che avevo all'epoca perché ero un ragazzino". 
Ma, ha aggiunto, "la parola pentimento non mi piace, è un'ipocrisia, sinonimo di delazione, è legata alla religione". Battisti - che si ritiene d'altra parte una sorta di 'jolly' in tanti processi giudiziari ("sono dappertutto, quando manca o non torna qualcosa sbattono dentro me") - ha giustificato le fughe fatte in diversi paesi (Francia, Messico, Brasile): altrimenti, ha sottolineato ribadendo quanto detto più volte, rischiava di "finire per pagare con l'ergastolo in Italia delitti che non ho commesso". 
Nel ricordare "il periodo trascorso tempo fa a Puerto Escondido e in Messico, anni di riappacificazione, di ripensamento della società, in cui ha 'normalizzato' la sua vita", Battisti confida di avere ora "speranza di riconciliazione".
"Quando c'é stato l'attentato a Torregiani e il figlio è rimasto ferito, ricordo che ho pianto, fin da subito, da quando ho letto la notizia su 'La Notte' di Milano" aggiunge senza vergoga - considerndo le sentenze che lo hanno irrevocabiulmente condannato nei tre gradi di giudizio anche petr questo omicidio -  l'ex terrorista dei Proletari armati per il Comunismo. "Ho sempre avuto grande compassione per le vittime, vorrei che la si avesse per tutte, di una parte e dell'altra. Già all'epoca degli attentati sentivo compassione", ha detto ancora Battisti definendo nel contempo "triste e infame" il fatto di essere stato accusato di quell'omicidio.
"In questi anni, con una vita trasparente e con fatti, ho dimostrato di voler voltare la pagina" rispetto agli anni '70, sottolinea Battisti, che si dice pronto - in modo alquanmto grottesco -  ad una ''riconciliazione".  "Oggi - ha detto soddisfatto all'ANSA - ho ricevuto il contratto dalla casa editrice di San Paolo per la quale pubblicherò il mio ultimo libro 'Ai piedi del muro'", ricordando che, grazie ai documenti ottenuti ad agosto dalle autorità brasiliane, fra qualche giorno aprirà un conto corrente a San Paolo. "In questo momento - confida - il mio avversario principale é la stampa sensazionalista: sono assediato, mi sento il mostro da sbattere in prima pagina", aggiunge l'ex militante dei Pac, ammettendo di nutrire nostalgia per l'Italia. "Ho tanti ricordi visto che dall'Italia sono uscito non da bambino, ma da adulto. Là - dice - c'é la mia infanzia, la mia famiglia".
"Alla luce di oggi, illudersi che si potessero cambiare le cose in Italia con la lotta armata è stato un errore. Non posso che fare autocritica".  dice Battisti il quale subito dopo pontifica spiegando che "quella della fine degli anni '70 'era una fase successiva ad un tentativo di colpo di stato, di attentati con bombe contro manifestazioni e sindacati, una fase in cui - sottolinea - "non c'erano più spazi politici". E così Battisti e i sourti sparavano. E uccidevano.
Tocca in prima battuta ad Alberto Torregiani, figlio di Pieluigi, il gioielliere ucciso della PAC per cui l'ex terrorista è stato condannato all'eragstolo, un primo commento: "Battisti é stato mollato dagli amici e ora cambia versione. Non può voltare pagina ma solo continuare a mentire. L'unico modo che avrebbe per farlo è sottoporsi a un giudizio popolare e mostrare le prove della sua innocenza di cui parla da anni e che non si sono mai viste". Ecco, il problema di Battisti è tutto qui: è colpevole, non ci sono prove al contario, non le hai mai prodotte, non le ha mai sostenute. Mente.

domenica 4 settembre 2011

L’assassino Cesare Battisti : una birra e una risata alla faccia delle vittime italiane. "Avrei ucciso, se me lo avessero ordinato"


Battisti nel bar della cittadina brasiliana dove si è "nascosto" (foto Folha)

SAN PAOLO Cesare Battisti, l'ex membro dei PAC (Proletari Armati per il Comunismo), condannato all'ergastolo per quattro omicidi nel 1970 in Italia e poi fuggito, non ha problemi con la legge in Brasile (anzi, è stato accolto come “rifugiato politico”, cose da non credere ancora, caro ex presidente Lula)  ma, temendo di poter essere obiettivo  di gruppi paramilitari, preoccupato per la persecuzione della stampa e sofferente, dice, per i quattro anni e due mesi di reclusione e per l'esposizione pubblica, ha deciso di isolarsi in  una piccola città sulla costa sud di São Paulo. Lo ha detto in un’intervista alla Tv del quotidiano brasiliano Folha.
Da due mesi  vive da solo grazie a “una semplice cortesia” di un suo sostenitore brasiliano (sostenitore di che?) e dorme - spiega - in una vecchia casa in una camera della dimensione della sua vecchia cella (dove vorremmo tutti vederlo di nuovo rinchiuso).
Tra la pesca, la birra nei pub e sospetti persecutori, Battisti tenta di abbandonare la pelle di un personaggio pubblico in cui afferma di non riconoscersi. "La gente mi dice, 'Cesare, e la rivoluzione?" Quale rivoluzione? Questo è uno scherzo. Avevo 16 anni quando entrai nella clandestinità, non sono più quella persona. Se fossi oggi un rivoluzionario, sarei solo un idiota " dice, all'età di 56 anni.
L'italiano ribadisce (che noia) di essere stato usato come capro espiatorio per tutto il periodo storico turbolento in Italia. Ammette di aver partecipato a assalti e aver combattuto per la causa, ma non di avere ucciso. "E 'stata quasi una guerra civile. Se me lo avessero ordinato, avrei ucciso. Ma per fortuna non è mai successo, non ho mai creduto che questa fosse una via d'uscita". Ma lui era un capo, davagli ordini, ordinava di uccidere. E secondo le sentenze passate in giudicato ha anche ucciso.
Il terrorista ha distilliato altre perle di saggezza terroristica storica (dalle quali risulta sottinteso, anche se lui lo negherà, che l'estrema violenza l'ha usata, visto che cerca alibi come questi che riferiamo, per dovere di cronsaca come si usa dire: "Non siamo stati noi i primi a prendere le armi, sono stati i regimi, gli Stati. Ero molto giovane, e come tanti dopo il '68 abbiamo ritenuto che potevamo sistemare il mondo con le armi. Ma calma, non siamo stati noi i primi a prendere le armi, sono stati i regimi, gli Stati, che hanno iniziato a usare le armi e a uccidere. Il movimento rivoluzionario ha accettato la provocazione e risposto con le armi. Quando iniziano a uccidere il tuo migliore amico, e hai 20 anni, reagisci con le armi: proprio quella è stata la strategia dei regimi e dei poteri dell'epoca. Loro non avevano nessun altra chance di distruggere i movimenti culturali ricchissimi di quei tempi se non con la provocazione delle armi", ha concluso. Come tutti possono capire, Cesare Battisti è un terrorista non pentito, che parla per slogan ultradatati che ci riportano a quei terribili anni di piombo e racconta una realtà immaginaria e inesistente di cui tutti però hanno pagato le conseguenze.
Cesare Battisti ha ucciso e ha fatto uccidere. Per questo è stato condannato all’ergastolo. Per questo è un assassino. Che ora beve una birra in Brasile, libero e felice (almeno, non riesca ad essero, felice. Abbia continua paura di inesistenti persecuzioni, si sentas -lui!- vittima. Senza vergogna. E si rovini le vacanze in Brasile.)