DAMASCO- E' giallo sulla presunta defezione del n.2 del regime siriano, il vicepresidente Farouq al-Shara. La Tv panaraba al-Arabiya, citando fonti dell'esercito siriano libero, ha annunciato che l'alto esponente del governo di Damasco 'ha disertato' ed è arrivato in Giordania passando dalla sua città natale, Daraa, e sfuggendo anche a bombardamenti da parte dell'esercito mirati ad ucciderlo. Ma da Damasco l'ufficio di Sharaa ha smentito la fuga sostenendo che il vicepresidente è nella capitale e 'prosegue il suo lavoro'. La TV di Stato siriana ha pubblicato una dichiarazione attribuita al vice presidente Faruq al Sharaa per smentire la sua defezione dal regime e fuga da Damasco: "Non ho mai pensato di lasciare il mio incarico", si legge nella scritta in sovrimpressione.
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sabato 18 agosto 2012
lunedì 6 agosto 2012
Colpo al regime siriano: diserta il primo ministro. Attentato alla tv di Damasco
| Hijab giura davanti ad Assad al momento del conferimento dell'incarico di primo ministro |
DAMASCO - Secondo al Jazeera, il primo ministro siriano Riyad Hijab “è stato licenziato”. Questa la versione del regime: in realtà Hijab ha disertato dal regime ed è fuggito in Giordania.Il suo portavoce, Muhammad al Otri, ha detto ad al Jazira che il giugno scorso il premier non aveva avuto altra scelta: doveva accettare l'incarico, altrimenti sarebbe stato ucciso. "Annunciano oggi la mia defezione dal regime terrorista e io annuncio che mi sono unito ai ranghi della rivoluzione della libertà e della dignità. Annuncio che da oggi sono un soldato in questa rivoluzione benedetta" ha detto Hijab ha detto in una dichiarazione letta in il suo nome dal portavoce el-Etri.
Etri anche negato che Hijab sia stato licenziato, dicendo che il governo aveva dato l'annuncio del suo licenziamento dopo che i funzionari si erano resi conti che il primo ministro aveva lasciato il paese.
Etri ha detto che la defezione è stata progettata "per mesi", ed è stata portata a termine in collaborazione con l'esercito siriano ribelle.
Un'esplosione è avvenuta al terzo piano della sede della televisione di Stato siriana, a Damasco. Lo ha annunciato la stessa emittente - che non ha interrotto la programmazione - precisando che vi sarebbero delle vittime.
La sede della televisione di Stato si trova nella Piazza degli Omaiadi, in uno dei quartieri più protetti della capitale siriana, e per entrare nell'edificio è necessario superare numerosi controlli di sicurezza.
Secondo quanto confermato dal Ministro dell'Informazione, Omran al-Zohbi, l'esplosione - dovuta ad un ordigno - avrebbe causato un numero imprecisato di feriti.
sabato 28 luglio 2012
La tv siriana mostra i due italiani scomparsi: “rapiti da terroristi, liberati dall’esercito”
| I due italiani intervistati dalla tv siriana: a sinistra Catani, a destra Tedeschi |
DAMASCO - La tv di Stato siriana ha mostrato stamani i due tecnici italiani scomparsi in Siria otto giorni fa fornendo i nomi di Oriano Catari (64) e Domenico Tedeschi (36), e precisando che il primo e' di Genova, il secondo di Roma. La traslitterazione dei nomi e' stata fatta dall'arabo e quindi potrebbe essere imprecisa. Citati dall'agenzia Sana, i due affermano di esser ''stati rapiti e vessati da un gruppo terroristico armato'' e di esser stati invece ''liberati dall'esercito arabo siriano'' (filogovernativo).
La Sana pubblica due piccole foto dei due tecnici mentre vengono intervistati dai media ufficiali di Damasco.
Impiegati alla centrale di Deir al Ali, nei pressi di Damasco, i due erano scomparsi il 18 luglio scorso. La tv di Stato ha affermato che sono «stati rapiti vicino a Deir al Ali» e che sono stati liberati ieri dalle forze governative. Nelle brevi immagini trasmesse, i due appaiono stanchi, ma in buona salute, pettinati, seduti su un divano: Catani indossa una camicia e Tedeschi una t-shirt. Nessuna conferma al momento dalla Farnesina che tuttavia fa sapere che il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, sta seguendo personalmente gli sviluppi attraverso l'Unita' di Crisi. La stessa Farnesina sollecita pero' il massimo riserbo per favorire lo sviluppo positivo del caso.
Dell'intera vicenda si e' sempre saputo piuttosto poco. I due, dipendenti di una societa' subappaltatrice di Ansaldo Energia, sarebbero scomparsi mentre si recavano in aeroporto, a Damasco, per cercare di rientrare in Italia (non e' chiaro se fossero da soli o con un gruppo di altri colleghi). I due lavoravano nel cantiere dell'azienda del gruppo di Finmeccanica che sta costruendo una centrale elettrica a Deir Ali, vicino il quartiere di Douma, a Damasco; un'area che ieri sera è stata teatro di intensi scontri tra i ribelli e le truppe governative. L'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, aveva detto nei giorni scorsi di attendersi "a breve" buone notizie.
sabato 30 luglio 2011
La Nato bombarda la tv di stato libica a Tripoli
Un comunicato della Nato ha detto che il colpo è stato "eseguito da aerei da combattimento della Nato con munizioni guidate di precisione", e che vi era stata "la dovuta considerazione e pianificazione attenta a minimizzare i rischi di perdite di vite dei civili".
"Il nostro intervento è stato necessario, la TV è stata utilizzata come parte integrante dell'apparato di regime progettato per opprimere sistematicamente e minacciare i civili e per incitare attacchi contro di loro", dice il comunicato, aggiungendo che il bombardamento dovrebbe . "Ridurre la capacità del regime di opprimere i civili" ma anche "preservare le infrastrutture televisive che saranno necessarie dopo il conflitto". La Tv di Stato libica era comunque ancora in onda dopo la dichiarazione della Nato.
Rapporti da Tripoli riferiscono di una serie di forti esplosioni nel centro della città nella tarda serata di venerdì. La tv ha riferito che obiettivi civili erano stati colpiti, anche se questo fatto non è stato verificato. La capitale libica è stata un bersaglio regolare per gli attacchi aerei della Nato nelle ultime settimane.
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