DAMASCO - Torna a farsi sentire il leader libico Muammar Gheddafi che, in un messaggio diffuso dalla televisione Al Rai con sede a Damasco, ha condannato "la guerra psicologica e le menzogne" dette sulla sua presunta fuga dalla Libia. "Non restano loro che la guerra psicologica e le menzogne. Hanno detto recentemente di aver visto Gheddafi in un convoglio verso il Niger", ha dichiarato il colonnello, prima di ironizzare: "Quanti convogli di contrabbandieri, merci e gente entrano nel deserto ogni giorno verso il Sudan, il Ciad, il Mali o l'Algeria. Come se fosse stata la prima volta che un convoglio attraversava il confine con il Niger". Indirizzandosi ai libici, Gheddafi ha poi aggiunto: "Vogliono indebolire il vostro morale, non occupatevi di questo nemico debole e ignobile". Quindi il colonnello ha assicurato che "la Nato sarà sconfitta" poiché "le sue capacità materiali non le permettono di continuare" a intervenire. "Siamo pronti a Tripoli e ovunque a intensificare gli attacchi contro i ratti e i mercenari", ha insistito il rais.
"Il fatto che (Muammar Gheddafi e i suoi figli, ndr) siano sempre in libertà, in Libia o fuori dal Paese, rappresenta un pericolo che minaccia gli sforzi del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) per instaurare un nuovo governo", ha dichiarato l'ambasciatore statunitense in Libia, Gene Cretz, durante un incontro con un think tank. Secondo i riobelli, Gheddafi si trova ancora in una parte desertica inacessibile del sud della Libia e starebbe invioando oro e denaro fuori dai confini verso il Niger per organizzare un'armata di mercenari e riprendere i combattimenti
Ieri il governo del Niger ha smentito, infine, che l'ex leader libico SIA arrivato nel Paese. Lo ha ribadito il governo di Niamey in un comunicato, letto dal portavoce e ministro della Giustizia, Marou Amadu. Tuttavia, Niamey ha riconosciuto "l'ingresso di tre veicoli con a bordo 14 persone di cui quattro del Niger e il seguito di un altro veicolo dove si trovavano quattro persone fra cui un nigerino", senza rivelare l'identità degli altri occupanti.
Alcuni responsabili di Muammar Gheddafi catturati nei giorni scorsi dai ribelli libici hanno reso noto il luogo dove si troverebbe la fossa comune con 1.300 cadaveri di prigionieri politici uccisi per ordine del rais nel 1996, nel carcere di Abu Salim, a Tripoli. Una strage denunciata da organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International (Ai) e Human Rights Watch (Hrw).
"Il fatto che (Muammar Gheddafi e i suoi figli, ndr) siano sempre in libertà, in Libia o fuori dal Paese, rappresenta un pericolo che minaccia gli sforzi del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) per instaurare un nuovo governo", ha dichiarato l'ambasciatore statunitense in Libia, Gene Cretz, durante un incontro con un think tank. Secondo i riobelli, Gheddafi si trova ancora in una parte desertica inacessibile del sud della Libia e starebbe invioando oro e denaro fuori dai confini verso il Niger per organizzare un'armata di mercenari e riprendere i combattimenti
Ieri il governo del Niger ha smentito, infine, che l'ex leader libico SIA arrivato nel Paese. Lo ha ribadito il governo di Niamey in un comunicato, letto dal portavoce e ministro della Giustizia, Marou Amadu. Tuttavia, Niamey ha riconosciuto "l'ingresso di tre veicoli con a bordo 14 persone di cui quattro del Niger e il seguito di un altro veicolo dove si trovavano quattro persone fra cui un nigerino", senza rivelare l'identità degli altri occupanti.
Alcuni responsabili di Muammar Gheddafi catturati nei giorni scorsi dai ribelli libici hanno reso noto il luogo dove si troverebbe la fossa comune con 1.300 cadaveri di prigionieri politici uccisi per ordine del rais nel 1996, nel carcere di Abu Salim, a Tripoli. Una strage denunciata da organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International (Ai) e Human Rights Watch (Hrw).
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