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lunedì 5 gennaio 2015

DI BATTISTA (M5S) sul decreto fiscale: Palazzo Chigi rione di camorra

ROMA, 5 gennaio - "Palazzo Chigi sembra uno di quei rioni in mano alla camorra dove nessuno sa nulla all'inizio e poi, alla fine, qualcuno parla per proteggere altri". Così, nell'Aula della Camera, il deputato Alessandro Di Battista (M5S) ha commentato la norma ormai nota come "Salva-Berlusconi". Il presidente di turno e collega di partito Luigi Di Maio lo ha redarguito con "il primo richiamo all'ordine dell'anno".
Di Maio ha invitato Di Battista "a rispettare le istituzioni" ma il deputato ha proseguito attaccando il premier, Matteo Renzi, e Denis Verdini: "Si è trasformato da rottamatore a protettore, e sta proteggendo qualcuno. Vi sono esponenti di Forza Italia e Nuovo Centrodestra che ci vengono a raccontare delle cose, anche perché noi del M5S possiamo denunciarle e loro non possono farlo. E chi sta proteggendo è Verdini. E' lui che ha fatto inserire la norma". 
"Mettere in discussione che il governo abbia voluto introdurre delle norme per fare un favore a qualche persona, si chiamasse Berlusconi, o non Berlusconi, è veramente malafede, propaganda. Non è questo il governo che fa leggi ad personam", ha sbottato subito dopo il deputato del Pd Walter Verini, incassando gli applausi dei colleghi di partito.

Beppe Grillo interviene sul suo blog per difendere i vigili "malati" di Roma "dall'accanimento mediatico da parte del governo e dei giornali". "Serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla vicenda di Mafia-Capitale (a proposito Marino e Poletti quando vi dimettete?) e a criminalizzare una categoria sul piano mediatico per agire con misure più restrittive nei confronti di una parte del pubblico impiego", spiega il leader M5s.

venerdì 22 agosto 2014

L’ambasciatore dell’IRAQ: se Di Battista vuole andare a parlare con l’Isis, ecco il visto pronto

ROMA - Dialogare con i terroristi è "impossibile" ma "se l'onorevole Alessandro Di Battista ha la possibilità di entrare in contatto con i terroristi e vuole andare nelle zone sotto il loro controllo per intavolare con loro una discussione, sappia che il suo visto di ingresso in Iraq è pronto: può andare ad Erbil, raggiungere in qualche modo Mosul e convincere i terroristi a fermare il genocidio di cristiani e musulmani come sta avvenendo in questi giorni". A parlare è l'ambasciatore iracheno Saywan Barzani il quale si è detto tuttavia convinto che "è impossibile per chiunque intavolare discussioni con questa gente".
Contattato da TMNews, l'ambasciatore Barzani ha commentato le parole del deputato di M5S, che sabato scorso, analizzando la crisi irachena aveva scritto su facebook: "Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà".

Riferendosi a queste dichiarazioni di Di Battista, il diplomatico iracheno ha detto: "Diamo il benvenuto a qualsiasi iniziativa lodevole, quindi anche a quella dell'onorevole Di Battista, atta a porre fine al massacro della minoranza cristiana e yezidi nel Nord del Paese dove i terroristi seminano il terrore uccidendo bambini e rapendo donne su base unicamente identitarie".

sabato 16 agosto 2014

Il grillino DI BATTISTA (s)parla di Isis e terrorismo “l’unica arma che ha chi si ribella”

Alessandro Di Battista
ROMA - "Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana". Alessandro Di Battista (M5S) lo scrive in un posto pubblicato sul blog di Grillo a proposito dell'Isis. Il terrorismo,scrive, è "la sola arma violenta rimasta a chi si ribella". "Dovremmo smetterla - continua Di Battista - di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E' triste ma è una realtà". 
"Non sto né giustificando né approvando, lungi da me - precisa ancora Di Battista -. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde a un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo a interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno".
Secondo Di Battista, inoltre, "occorre legare indissolubilmente il terrorismo all'ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas?".

"L'Isis avanza, conquista città importanti e minaccia migliaia di cristiani - scrive ancora Di Battista -. E' evidente che la comunità internazionale e l'Italia debbano prendere una posizione".
"Innanzitutto - spiega l'esponente M5s - occorre mettere in discussione, una volta per tutte, la leadership nordamericana. Gli Usa non ne hanno azzeccata una in Medio Oriente. Hanno portato morte, instabilità e povertà".
In secondo luogo, secondo Di Battista, "l'Italia, ora che ne ha le possibilità, dovrebbe spingere affinché la Ue promuova una conferenza di pace mondiale sul Medio Oriente alla quale partecipino i paesi dell'Alba, della Lega araba, l'Iran, inserito stupidamente da Bush nell'asse del male e soprattutto la Russia, un attore fondamentale che l'Ue intende delegittimare andando contro i propri interessi per obbedire a Washington e sottoscrivere il TTIP il prima possibile".
"Essere alleati degli Usa non significa essere sudditi, prima di applicare sanzioni economiche a Mosca, sanzioni che colpiscono più le imprese italiane che quelle russe, si dovrebbero pretendere le prove del coinvolgimento di Putin nell'abbattimento dell'aereo malese".
"L'Italia dovrebbe promuovere una moratoria internazionale sulla vendita delle armi. Se vuoi la pace la smetti di lucrare sugli armamenti", dice ancora Di Battista. Sull'ipotesi di armare i curdi, Di Battista osserva: "'Armiamo i curdi', sostiene la Mogherini. Chi ci dice che una volta vinta la guerra i curdi non utilizzeranno quelle armi sui civili sunniti?".
"L'Italia dovrebbe porre all'attenzione della comunità internazionale un problema che va risolto una volta per tutte: i confini degli stati. Non sta scritto da nessuna parta che popolazioni diverse debbano vivere sotto la stessa bandiera". Inoltre "dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione". "Per la sua natura di soggetto che risponde a un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno".