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sabato 18 aprile 2015

INCONTRO tra papa Francesco e Mattarella, su immigrati “serve l’intervento delll’Europa”


ROMA, 18 APRILE - E’ durato 23 minuti il colloquio privato tra il Papa e il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, in visita di Stato in Vaticano. Al termine dell'incontro il Pontefice ha incontrato la famiglia del Capo dello Stato. Nel successivo discorso ufficiale, Papa Francesco ha espresso "gratitudine per l'impegno che l'Italia sta profondendo per accogliere numerosi migranti che a rischio della vita chiedono accoglienza".

Concordi su immigrazione, "serve intervento Europa" - "Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale", date le "proporzioni del fenomeno" ha quindi aggiunto il Papa invocando un maggiore impegno dell'Europa. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Capo dello Stato che ha spiegato come l'Italia sia impegnata "con generosità" per fronteggiare l'emergenza profughi e "invoca da tempo un intervento deciso dell'Unione Europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà".

"Con quelle vite spezzate si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale. Rischiamo di smarrire la nostra umanità, ha quindi aggiunto Mattarella, parlando del dramma dei profughi.

L'appello del Papa contro la disoccupazione giovanile - Il Papa ha quindi affrontato il problema della disoccupazione giovanile: "La carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità", ha detto infatti il Pontefice nel discorso ufficiale a Mattarella.

Mattarella: "Serve nuova visione dello sviluppo economico e sociale" - L'appello di Papa Francesco è subito raccolto dal Capo dello Stato: "Il dramma della disoccupazione e delle nuove povertà rischia di inghiottire il futuro di intere generazioni - ha detto infatti Mattarella -. Si impone una visione dello sviluppo economico e sociale che sappia rimettere al centro la persona e la famiglia". "Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi che è stata lunga e dolorosa e da cui solo ora si inizia a intravedere l'uscita", ha quindi concluso Mattarella.

Mattarella: "Necessario difendere la libertà religiosa" - Il Capo dello Stato ha poi affrontato il problema della libertà religiosa e delle violenze avvenute contro i cristiani in varie parti del mondo. "La libertà religiosa costituisce un cardine della Costituzione italiana" e "la violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza", ha detto Mattarella. "Il dialogo tra le grandi tradizioni religiose appare tanto più urgente nel momento in cui si avverte, anche nel nostro Paese, la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose".

martedì 10 febbraio 2015

AL QAEDA voleva uccidere papa Francesco durante la visita nelle Filippine


MANILA, 10 febbraio - Un attentato contro Papa Francesco durante la sua visita nelle Filippine. E' quanto aveva progettato il gruppo 'Jemaah Islamiyah', legato ad Al-Qaeda attraverso il terrorista malese noto come Marwan, che voleva far esplodere una bomba durante la visita del Pontefice a Manila lo scorso 18 gennaio.
Secondo quanto riporta il quotidiano 'Inquirer.net', lo ha rivelato il direttore della polizia Getulio Napeñas Jr. durante un'audizione in Senato. "Queste informazioni non sono state né confermate, né smentite o ammesse dalla polizia nazionale filippina, ma resta il fatto che esistono", ha affermato.
Marwan è stato ucciso in un'operazione delle forze di polizia il 25 gennaio scorso a Mamasapano, nella Provincia filippina di Maguindanao. Il terrorista malese, vero nome Zulkilfi bin Hir, era specializzato nella costruzione di bombe ed esplosivi, tra cui i dispositivi innescati attraverso i telefoni cellulari.

domenica 18 gennaio 2015

MANILA, in 3 milioni per la messa del Papa



MANILA - Una folla sterminata, almeno 3 milioni di persone, si è radunata al Rizal Park (popolarmente chiamato Luneta) a Manila, nelle Filippine, per assistere alla messa celebrata da Papa Francesco. Il quale, durante la celebrazione, ha ricordato (e il Vaticano lo ha twittato) come "in quanto cristiani, membri della famiglia di Dio, siamo chiamati ad andare verso i bisognosi e a servirli".

domenica 29 giugno 2014

Papa Francesco: corruzione male endemico della politica


ROMA - La corruzione come male endemico della politica. Così Papa Francesco in un'intervista a "Il Messaggero". "Penso sia difficile rimanere onesti in politica - ha spiegato il Pontefice -. A volte vi sono persone che vorrebbero fare le cose chiare, ma poi è come se venissero fagocitate da un fenomeno endemico, trasversale. Non perché sia la natura della politica, ma perché in un cambio d'epoca le spinte verso una certa deriva morale si fanno più forti".

"Cambio d'epoca alimenta la corruzione" - "Oggi il problema della politica è che si è svalutata, rovinata dalla corruzione, dal fenomeno delle tangenti", dice Bergoglio. "La corruzione purtroppo è un fenomeno mondiale. Ci sono capi di Stato in carcere proprio per questo. Mi sono interrogato molto, e sono arrivato alla conclusione che tanti mali crescono soprattutto durante i cambi epocali. Stiamo vivendo non tanto un'epoca di cambiamenti, ma un cambio di epoca che alimenta la decadenza morale, non solo in politica, ma nella vita finanziaria o sociale".

"Contro sfruttamento dei bambini serve l'impegno della politica" - Il papa affronta poi il tema dello sfruttamento dei bambini. "Mi fa soffrire. Per alcuni lavori manuali vengono usati i bambini perché hanno le mani più' piccole. Ma i bambini vengono anche sfruttati sessualmente". Gli "anziani" che abbordano prostitute di meno di 15 anni sulla strada "sono pedofili", dichiara Papa Francesco, secondo cui questi problemi "si risolvono con una buona politica sociale". In questo la politica deve "rispondere in modo netto. Per esempio con servizi sociali che seguono le famiglie a capire, accompagnandole ad uscire da situazioni pesanti".

"Marx non ha inventato niente, la Chiesa da sempre pensa ai deboli" - Parlando della povertà, "i comunisti ci hanno derubato la bandiera. La bandiera dei poveri è cristiana. La povertà è al centro del Vangelo. Marx non ha inventato nulla", afferma Bergoglio. "Un affamato posso aiutarlo affinché non abbia più fame, ma se ha perso il lavoro e non trova più occupazione, ha a che fare con un'altra povertà. Non ha più dignità", riflette. "Magari può andare alla Caritas e portarsi a casa un pacco viveri, ma sperimenta una povertà gravissima che rovina il cuore. Tante persone vanno alla mensa e di nascosto, piene di vergogna, portano a casa del cibo. La loro dignità è progressivamente depauperata, vivono in uno stato di prostrazione".

"Denatalità per crisi e degrado culturale" - La crisi economica è una delle cause della denatalità, che "non dipende solo da una deriva culturale improntata all'egoismo e all'edonismo", aggiunge Francesco, secondo cui l'elevata spesa per animali domestici è "un altro fenomeno di degrado culturale. Questo perché il rapporto affettivo con gli animali è più facile, maggiormente programmabile. Un animale non è libero, mentre avere un figlio è una cosa complessa".

"Non ho preso nessuna decisione da solo" - Parlando della Chiesa, il papa spiega di non decidere da solo. "Grazie a Dio non ho nessuna Chiesa, seguo Cristo. Non ho fondato niente. Dal punto di vista dello stile non sono cambiato da come ero a Buenos Aires. Sul programma, invece, seguo quello che i cardinali hanno chiesto durante le congregazioni generali prima del conclave. Il Consiglio degli otto cardinali - prosegue - era stato chiesto perché aiutasse a riformare la curia. Cosa peraltro non facile perché si fa un passo, ma poi emerge che bisogna fare questo o quello, e se prima c'era un dicastero poi diventano quattro. Le mie decisioni sono il frutto delle riunioni pre conclave. Nessuna cosa l'ho fatta da solo".

sabato 21 giugno 2014

Papa Francesco in Calabria: i mafiosi sono scomunicati



CASSANO JONIO - Duro attacco di Papa Francesco contro la 'ndrangheta. "E' adorazione del male, i mafiosi sono scomunicati" ha detto il Pontefice nella sua visita di oggi in Calabria, durante la quale ha incontrato i parenti del piccolo Coco', tre anni, ucciso dalla 'ndrangheta. Francesco ha poi visitato i detenuti del carcere di Castrovillari.
"Anche io sbaglio - ha detto - Dio perdona” -. Nella messa cellebrata sulla spianata di Sibari, davanti a 250 mila fedeli giunti da tutta la Calabria, il Pontefice ha avuto parole pesanti contro la criminalità organizzata. "Quando non si adora il Signore si diventa adoratori del male - ha esordito - come lo sono coloro i quali vivono di malaffare e di violenza e la vostra terra, tanto bella, conosce i segni e le conseguenze di questo peccato.

La 'ndrangheta e' questo: adorazione del male e disprezzo del bene comune". "Questo male - ha scandito Francesco - va combattuto, va allontanato. Bisogna dirgli di no. La Chiesa, che so tanto impegnata nell'educare le coscienze, deve sempre di più spendersi perche' il bene possa prevalere. Ce lo chiedono i nostri ragazzi. Ce lo domandano i nostri giovani, bisognosi di speranza. Per poter rispondere a queste esigenze, la fede ci può aiutare". "Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati".
"Una emozione forte avere tra le mie mani la mano sinistra di Papa Francesco. Con il suo sorriso mi ha tranquillizzato e gli ho tolto il pezzetto di legno con una pinzetta. Nulla di grave, poi abbiamo messo un cerotto". Cosi il primario dell'Hospice di Cassano, Francesco Nigro Imperiale racconta del privilegio avuto oggi, quello di togliere una scheggia di legno dal dito medio della mano sinistra del l pontefice. Un imprevisto, risolto nella casa di cure palliative per malati terminali che il Papa ha voluto visitare prima di raggiungere lo stadio di Cassano.

Papa Francesco incontra i familiari del piccolo Cocò, ucciso dalla mafia

Il Papa all'arrivo a Castrovillari
CASTROVILLARI - Papa Francesco ha incontrato il padre ed altri familiari di Cocò Campolongo, il bambino di tre anni bruciato e ucciso insieme al nonno a Cassano allo Jonio. "Mai più succeda che un bambino debba avere queste sofferenze", ha detto durante la sua visita al carcere di Castrovillari, nel Cosentino. Tra i detenuti c'era anche Nicola Campolongo, padre di Cocò.
La notizia dell'incontro tra il Papa e i familiari di Cocò è stata data dal vescovo di Cassano, Nunzio Galantino, all'uscita dal carcere di Castrovillari. "I familiari del bambino - ha detto Galantino - hanno pianto incontrando il Papa. E' stato un momento davvero commovente". "Prego continuamente per lui, non disperate", è la frase pronunciata dal Pontefice ai Campolongo.

Papa: rispetto diritti umani - "Il tema del rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e l'esigenza di corrispondenti condizioni di espiazione della pena è essenziale e l'attenzione in proposito - ha ricordato il Papa - deve rimanere sempre alta. Ciò non è sufficiente se non accompagnato da un impegno concreto delle istituzioni in vista di un effettivo reinserimento nella società". 

Alle donne: "Pregate per me" - Il Pontefice ha salutato una per una le donne detenute nel carcere di Castrovillari. Durante l'incontro le detenute si sono commosse dopo aver stretto la mano del Pontefice. Al termine dell'incontro il Papa, salutandole tutte, ha detto loro "pregate per me" e poi le ha lasciate per proseguire la sua visita nel carcere.

domenica 27 aprile 2014

Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII sono santi

ROMA - Papa Francesco ha dichiarato santi Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII, di fronte ad almeno 800mila persone.
Ha elogiato i suoi due predecessori come "uomini di coraggio" al servizio del Vaticano, la prima volta nella storia che due papi hanno canonizzato allo stesso tempo.
Alla Messa ha partecipato il Papa emerito Papa Benedetto, che si è dimesso lo scorso anno, assieme circa 100 delegazioni straniere.
L'antico rito di canonizzazione si è svolto sotto un cielo grigio in una piazza San Pietro gremitissima. In linea con la tradizione, il Papa Francesco, è stato avvicinato e gli è stato chiesto di aggiungere i suoi due predecessori alla lunga lista di santi cattolici. E alla terza volta, ha accolto tale richiesta. Una grande ovazione della piazza ha accolto la formula, letta in latino, con cui papa Francesco ha proclamato santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.
Poi sono stati mostrati contenitori d'argento in possesso di reliquie dei nuovi santi: una traccia di sangue di Giovanni Paolo II, e la striscia di pelle prelevato dal corpo di Giovanni XXIII. 
Papa Francesco, partendo sulla "papamobile" per fare il giro di Piazza San Pietro tra i fedeli, ha sostato per far salire sull'auto il sindaco di Roma, Ignazio Marino, che ha ringraziato dell'organizzazione dell'evento scambiando con lui una cordiale stretta di mano.

Sono oltre 100 le persone trasportate in ospedale tra la folla che si trovava a Roma nell'area del Vaticano per assistere alla canonizzazione di Papa Roncalli e Papa Wojtyla. E' il bilancio ancora provvisorio del 118. All'interno delle tende sono state assistiti 896 pazienti. Non sono stati rilevate situazioni cliniche di particolare gravità ma alcune persone sono state trasportate in codice rosso.

Canonizzazione di Roncalli e Woytila, due Papi e un milione di persone in San Pietro. Piazza già piena dopo le 6

ROMA - Piazza San Pietro è già stata riempita dai pellegrini in attesa della celebrazione per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. La gente si è posizionata anche in via della Conciliazione, dove sono posti i maxischermi. Il papa emerito Benedetto XVI sarà presente assieme a papa Francesco alla canonizzazione e concelebrerà il rito. Lo ha annunciato il portavoce vaticano padre Federico Lombardi.
"L'Italia è pronta ad ospitare questo grande evento". Lo ha assicurato il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. E' stimata in un milione di persone l'affluenza alle cerimonie, secondo quanto ha detto il ministro Alfano, per il quale saranno in tutto due miliardi le persone pronte a seguire l'evento in tutto il mondo. Per garantire la sicurezza scendono in campo 10 mila uomini, ha aggiunto ancora Angelino Alfano spiegando che si arriva a questa cifra con la dotazione aggiuntiva di 3.500 uomini delle forze dell'ordine.
Sono 24 i capi di Stato, compresi i sovrani e reali, attesi a San Pietroi. Sono previsti anche 10 capi di governo, 40 tra ministri e viceministri, 8 vicecapi di stato e 20 capo delegazioni. In tutto sono 122 le delegazioni straniere presenti.

Scatta oggi anche il divieto di sorvolo sulla Capitale dalle 9 alle 15 di  e verrà chiuso l'aeroporto dell'Urbe.

mercoledì 5 marzo 2014

Anche Putin candidato al Nobel per la pace (!)

Vladimir Putin
OSLO - Il presidente russo, Vladimir Putin, è stato candidato al Nobel per la pace. Ad annunciarlo è stato il direttore dell'istituto Nobel di Oslo, Geir Lundestad: la notizia è immediatamente rimbalzata sui media russi. Tra i candidati figura anche Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha ricevuto asilo in Russia.
Anche Papa Francesco è tra i candidati al premio Nobel per la pace, ha detto Lundestad, presentando la lista dei 278 nomi scelti dalle migliaia di persone abilitate a depositare candidature.

Putin candidato per la mediazione siriana - Putin è stato candidato per il suo ruolo nella crisi siriana, ma è più che probabile che la commissione per il Nobel valuti anche il suo intervento nella situazione ucraina. A ricevere la nomination per il Nobel per la pace 2014 è stato un numero record di 278 candiDati, incluse 47 organizzazioni, ha riferito Lundestad.


Numero record di candidature - "Abbiamo avuto un numero crescente di nomination da persone di Paesi che prima non avevano mai presentato candidature", ha aggiunto. Benché le nomination siamo rimaste segrete per 50 anni, migliaia di persone nel mondo hanno il diritto di proporre candidati, compreso qualsiasi membro di qualsiasi assemblea nazionale, e molti rendono pubblica la loro scelta. La commissione Nobel ha ristretto la lista tra 25 e 40 e la ridurrà ad una dozzina entro la fine di aprile. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 10 ottobre a Oslo.

Papa Francesco: non sono una specie di star

ROMA - Il Papa non va dipinto come una sorta di superman o una specie di star, perché "è un uomo che ride, piange, dorme tranquillo e ha amici come tutti, una persona normale". Papa Francesco si racconta in un'intervista a tutto campo al direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli in occasione del suo primo anno di pontificato.

"Ratzinger fa parte della vita della Chiesa" - Il papa emerito non è una statua in un museo, è una istituzione. Benedetto XVI è "discreto", ma "abbiamo deciso insieme sarebbe stato meglio vedesse gente, uscisse e partecipasse alla vita della Chiesa". Così Papa Francesco spiega il rapporto col suo predecessore. E racconta d'aver pensato ai nonni: "Danno forza alla famiglia, non meritano di finire in una casa di riposo".

"Benedetto XVI ha fatto grande operazione di trasparenza" - Papa Francesco riprende anche il tema degli abusi sui minori e rivendica l'azione di "trasparenza e responsabilità" operata dal suo predecessore. "Benedetto XVI è stato molto coraggioso e ha aperto una strada. La Chiesa cattolica è forse l'unica istituzione ad essersi mossa con chiarezza e trasparenza, ma nonostante ciò è la sola ad essere attaccata".

"Valutare caso per caso le unioni civili" - Sulla famiglia, "che attraversa una crisi molto seria", occorre "riflettere molto in profondità". Solo così si "potranno affrontare seriamente le situazioni particolari, anche quelle dei divorziati", ha quindi detto il Pontefice, aggiungendo che "il matrimonio è fra un uomo e una donna" ma sulle unioni civili "bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà".


"No obbligo mezzi straordinari a temine vita" - Rispondendo a una domanda sul testamento biologico, il Papa ha spiegato come "la dottrina tradizionale della Chiesa dice che nessuno è obbligato a usare mezzi straordinari quando si sa che la vita è in una fase terminale. Ho sempre consigliato le cure palliative", ma "in casi più specifici" è bene ricorrere "al consiglio degli specialisti".

sabato 1 febbraio 2014

Obama, grandi elogi a Papa Francesco

NEW YORK - Barack Obama folgorato da Papa Francesco. Il presidente americano oramai non perde occasione per elogiare il Pontefice che incontrerà in Vaticano il prossimo 27 marzo. ''Sono impressionato dal suo modo di comunicare'', afferma il presidente americano nel corso di un'intervista alla Cnn, spiegando come secondo lui questo Papa incarni davvero ''l'essenza della fede cristiana". Francesco, insomma, per Obama ''trasmette un senso reale di fratellanza e di considerazione per i meno fortunati''.

giovedì 23 gennaio 2014

il Papa telefona alla madre di Elisa Claps

ROMA - Papa Francesco ha telefonato a Filomena Iemma, madre di Elisa Claps, la ragazza potentina scomparsa il 12 settembre 1993 e il cui cadavere fu trovato il 17 marzo 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. La telefonata è avvenuta due sere fa: il Papa ha parlato con la madre di Elisa direttamente sul suo cellulare. Secondo quanto si è appreso, il Pontefice ha detto a Filomena Iemma che ricordava nelle sue preghiere sia Elisa sia il padre, Antonio Claps, malato da tempo e morto ieri.

martedì 24 dicembre 2013

La prima messa di Natale di Papa Francesco: siamo un popolo in cammino


CITTA’ DEL VATICANO - Con l'antico inno della Kalenda è iniziata nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, la messa della notte di Natale, la prima di Papa Francesco da quando è stato eletto. Con il Pontefice celebrano oltre 300 fra cardinali, vescovi e preti. La notte di Natale, ha detto il Papa, esprime non solo come "fatto emotivo", ma come "realtà profonda" il fatto che "siamo un popolo in cammino, e intorno a noi ci sono tenebre e luce".
"Anche nella nostra storia personale - ha sottolineato Bergoglio - si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l'orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi".
I pastori, ha spiegato durante l'omelia il Pontefice, sono stati i "primi" a vedere Gesù "perché erano tra gli ultimi, gli emarginati. "E sono stati i primi perché vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge". Il Papa ha concluso con un invito a condividere la "gioia del Vangelo": in Gesù "sono apparse la grazia, la misericordia e la tenerezza del Padre".

martedì 17 dicembre 2013

#Augurifrancesco

Quattro clochard invitati alla Messa e alla colazione con il Papa

CITTA’ DEL VATICANO - Anche quattro persone senza fissa dimora che soggiornano nel quartiere vicino al Vaticano hanno partecipato stamane alla messa del Papa a Santa Marta e alla colazione che è seguita nel giorno in cui Francesco festeggia il 77° compleanno. I quattro clochard sono stati presentati al Papa dall'elemosiniere, mons. Konrad Krajewski. 
Questa mattina - fa sapere la sala stampa vaticana -, papa Francesco ha voluto che alla messa mattutina nella Domus Santa Marta fosse presente il personale della stessa Domus, in modo da vivere la celebrazione in un clima particolarmente familiare. Il Vangelo della genealogia, ricco dei nomi degli antenati di Gesù, ha dato occasione al Papa per ricordare affettuosamente nel corso dell'omelia anche i nomi di alcuni dei dipendenti presenti.

Ha concelebrato con il Papa il decano del Collegio cardinalizio, card. Angelo Sodano, in rappresentanza dello stesso Collegio. Dopo la messa, come di abitudine, il Papa ha salutato tutti personalmente. Il segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, ha fatto gli auguri al Pontefice anche a nome dei suoi collaboratori nella Segreteria di Stato. I presenti, con il direttore della Casa Santa Marta, mons. Battista Ricca, che è anche il prelato dello Ior, hanno accompagnato gli auguri al Pontefice con un canto. Poi tutti hanno partecipato alla colazione nel refettorio della Domus.

mercoledì 11 dicembre 2013

Papa Francesco Persona dell’Anno per Time

NEW YORK - Papa Francesco è la Persona del'Anno di Time 2013. Lo ha annunciato la rivista che dal 1927 attribuisce questo riconoscimento all'individuo o l'entita' che, nel bene o nel male, ha dominato le notizie nell'anno che sta per concludersi.
La Persona dell'anno di Time identifica ogni dicembre l'individuo o l'entità che piu' ha influenzato, nel bene o nel male, le pagine dei giornali dei 12 mesi precedenti. Nel 2012, per la seconda volta dopo il 2008, si era aggiudicato l'ambita copertina il presidente americano Barack Obama.
Nel motivare la scelta, la direttrice Nancy Gibbs ha sottolineato che "raramente un nuovo protagonista della scena mondiale ha catturato cosi' tanta attenzione, da vecchi e giovani, fedeli e cinici, in cosi' poco tempo come Papa Francesco". Il primo Pontefice non europeo e' stato scelto "per la sua volonta' di portare il Papato fuori dai palazzi e nelle strade, per impegnare la piu' grande Chiesa del mondo a confrontarsi con i suoi piu' profondi bisogni e per bilanciare i giudizi con la pieta'". "Nei nove mesi di mandato, egli si e' posto proprio al centro degli interrogativi centrali del nostro tempo: su ricchezza e poverta', equita' e giustizia, trasparenza, modernita', globalizzazione, ruolo delle donne, natura del matrimonio, tentazioni del potere". Il settimanale americanostila ogni anno una lista di 10 nomi tra cui scegliere quello a cui assegnare il riconoscimento, lista che nelle ultime ore si assottiglia a cinque. Il nome piu' quotato tra quelli selezionati era Edward Snowden, la 'talpa' che ha rivelato al mondo il programma di sorveglianza segreto della National Security agency americana. Snowden, a cui la Russia ha concesso asilo politico, ha rilasciato di recente un'intervista esclusiva a Time, alle cui domande ha risposto via e-mail.

lunedì 30 settembre 2013

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II santi il 27 aprile prossimo

CITTA’ DEL VATICANO -  Papa Francesco ha fissato il 27 aprile come data per la canonizzazione dei suoi predecessori Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Lo ha annunciato lui stesso ai cardinali nel corso del Concistoro di oggi. La scelta di Papa Francesco è caduta dunque sulla domenica in albis, che è la Festa della Misericordia, solennità istituita da Wojtyla che nel 2005 morì alle 21.37 del 2 aprile, cioèai primi vespri di domenica 3, data in cui quell'anno ricorreva la proprio la Festa della Misericordia.
  Come e' noto, in giugno il Pontefice ha approvato il miracolo, attribuito all'intercessione del Beato Giovanni Paolo II e ha dispensato Giovanni XXIII dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello che ha portato alla beatificazione del 2000: la grazia concessa a suor Caterina Capitani guarita inspiegabilmente il 25 maggio 1966 a dalle conseguenze di una grave emorragia dopo che, oltre un anno prima, era stata sottoposta ad una resezione gastrica quasi totale. Francesco ha deciso questa dispensa essendo così radicata e diffusa la fama della santità di Roncalli: a Sotto il Monte, ad esempio, nella casa natale, una stanza intera è colma di fiocchi rosa e azzurri inviati da coppie ritenute sterili che hanno avuto la gioia di un figlio dopo aver invocato il Papa Buono. Secondo il postulatore della causa, il francescano fra Giovangiuseppe Califano, la decisione " è il segno che il ricordo di Giovanni XXIII - il Papa che 50 anni fa ha convocato il Concilio Vaticano II - è sempre vivo in tutto il mondo. Anche se non viaggiò mai Oltreoceano, sappiamo che spesso invio' radiomessaggi ai Paesi dell'America Latina, si interessò dei problemi di quelle genti grazie anche ai missionari e alle nunziature. E poi sicuramente ci furono contatti con la presidenza degli Stati Uniti, testimoniata anche dal fatto che Giovanni ricevette fra gli altri la moglie di Kennedy, Jacqueline, e il presidente Lyndon Johnson".
  Per quanto riguarda la canonizzazione di Papa Wojtyla, essa avviene a meno di dieci anni dalla sua morte, quasi un record perché solo Sant'Antonio da Padova, morto il 13 giugno 1231, ha fatto più in fretta: la solenne cerimonia si tenne nella cattedrale di Spoleto il giorno di Pentecoste del 1232 alla presenza di Papa Gregorio IX. In questo caso, l'istruttoria sul miracolo è stata accuratissima. Si tratta della guarigione di una signora del Costa Rica, Floribhet Mora, inspiegabilmente risanata da una paralisi cerebrale il primo maggio 2011, giorno della beatificazione di Wojtyla, una circostanza che è all'origine di numerose conversioni tra i testimoni del fatto.

  Anche su questo importante evento, infatti, la linea di Francesco e' la stessa di Benedetto XVI che aveva concesso la dispensa papale, evitando un'attesa di cinque anni per l'inizio della causa, aperta dal cardinal Camillo Ruini, allora vicario di Roma, gia' nel giugno del 2005.

giovedì 5 settembre 2013

“Il Papa ha parlato con Assad per chiedergli di fermare la repressione”. Ma il Vaticano smentisce

BUENOS AIRES - Papa Francesco avrebbe parlato al telefono con il presidente siriano Bashar al Assad: lo scrive l'edizione online del quotidiano argentino Clarin, citando fonti vaticane. Jorge Bergoglio  avrebbe comunicato nelle ultime ore con il presidente siriano per chiedergli di fermare il più possibile la repressione i ribelli e adottare un atteggiamento più conciliante. Ma la notizia, in un secondo momento, è stata direttamente smentita da padre Federico Lombardi. "Non c'è mai stata alcuna conversazione telefonica tra i due", ha affermato categoricamente.
Il segretario di Giustiziae della Pace  del Vaticano, Mons. Mario Toso, che riflette la visione di Papa aveva detto martedì che il conflitto "ha tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni globali e, in ogni caso, nessuno sarebbe uscitp indenni dal conflitto o dall’esperienza della violenza ". Al momento non si hanno conferme dal Vaticano. 
A San Pietroburgo intanto e' ufficiale che non ci sarà nessun incontro separato a tu per tu tra Barack Obama e Vladimir Putin. Al G20 Pechino avvia le danze delle dichiarazioni: 'blitz militare comporterebbe gravi problemi economici, in particolare l'aumento del prezzo del petrolio'. La Francia chiede che in caso di negoziati, Damasco venga tenuta fuori almeno per la prima parte.

lunedì 22 luglio 2013

Papa Francesco vola verso il Brasile. Un tweed: arrivo

RIO DE JANEIRO - Ultimi lavori per approntare l'altare a Copacabana dove il Papa celebrerà una Messa

ROMA - Papa Francesco è in volo verso il Brasile per il suo viaggio apostolico in Brasile, il primo all'estero, in occasione della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù. I
Il pontefice è giunto alle 8:24 all'aeroporto di Fiumicino con un elicottero dell'Aeronautica militare. Ad accoglierlo, tra gli altri, il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Papa Francesco, sulla pista di Fiumicino, aveva con sé il bagaglio a mano, una borsa nera. Il pontefice ha salutato il premier Letta e le altre autorità continuando a mantenere con la mano sinistra la sua borsa, che ha portato anche salendo a bordo dell' aereo.
ROMA - Papa Francesco sale sull'aereo a Fiumicino
Papa Francesco si è fermato a lungo ai piedi dell'elicottero dove ha ricevuto l'omaggio di tutti i presenti, a cominciare dal presidente del Consiglio Letta. Poi, con alla destra il capo del Governo, ha percorso le poche decine di metri che lo separavano dall'airbus A330 che lo porterà a Rio de Janeiro. Con sulla sinistra la vecchia borsa di pelle nera, papa Bergoglio ha continuato a parlare con Letta gesticolando palesemente. Quindi, appoggiandosi al corrimano con la mano destra e un piccolo inciampo con la veste bianca, ha salito i gradini della scala mobile, accolto al portello da due hostess alle quali ha stretto la mano. 

Ed è partito un tweet di Papa Francesco dall’aereo: "Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la 28esima Gmg", Giornata mondiale della gioventù.

venerdì 5 luglio 2013

Resa nota l’enciclica di Papa Francesco. Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII santi

ROMA - "La fede non è una verità che si imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Il credente non è arrogante". Sono le parole dell'enciclica "Lumen Fidei" di Papa Francesco e che riprende anche quanto scritto dal predecessore Benedetto XVI. Ai contemporanei, "ai quali spesso una verità comune fa paura", la prima enciclica di Francesco ricorda che "la fede risveglia il senso critico e allarga gli orizzonti della ragione".
La fede che illumina la città degli uomini, illumina anche la famiglia, la "unione stabile dell'uomo e della donna nel matrimonio", scrive Papa Francesco nella sua prima enciclica, parlando di "riconoscimento e accettazione della bontà della differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola carne e sono capaci di generare una nuova vita". L'amore dei coniugi, scrive il Papa, "coinvolge tutta la vita e ricorda tanti tratti della fede" ed è possibile "quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti".
Papa Francesco ha poi firmato il decreto per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e ha ordinato anche la canonizzazione di Giovanni XXIII. I due Papi verranno proclamati santi insieme in una cerimonia che si terrà entro l'anno e la cui data sarà annunciata in un prossimo concistoro.
Ricevendo in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, il Papa ha autorizzato il dicastero a promulgare il decreto sul secondo miracolo attribuito a papa Wojtyla, compiuto subito dopo la beatificazione il primo maggio 2011.
Papa Francesco ha inoltre approvato i "voti favorevoli" della riunione ordinaria dei cardinali e vescovi della Congregazione in merito alla proclamazione della santità del beato Giovanni XXIII, che avverrà senza il riconoscimento di un secondo miracolo. Il concistoro che Bergoglio ha deciso di convocare riguarderà quindi la canonizzazione di entrambi i Papi.
All'annuncio che il bergamasco Angelo Roncalli sarà santo le campane sono suonate a festa a Sotto il Monte, il paese della provincia di Bergamo dove il 25 novembre 1881 nacque il futuro Papa Giovanni XXIII.
"Verosimilmente" la cerimonia per la proclamazione della santità di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII "avverrà entro la fine dell'anno". Lo ha affermato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, precisando che la data esatta sarà stabilita in un concistoro che sarà convocato da Papa Francesco.



giovedì 2 maggio 2013

Joseph Ratzinger è tornato in Vaticano, accolto da Papa Francesco


ROMA - E' arrivato in Vaticano il Papa emerito Benedetto XVI. Joseph Ratzinger è decollato in elicottero da Castel Gandolfo, dove è rimasto dal giorno delle dimissioni fino ad oggi, per dirigersi verso la Santa Sede. Da oggi risiederà nell'ex monastero Mater Ecclesiae. All'arrivo nella sua nuova residenza, ad accoglierlo c'era il suo successore, Papa Francesco.
Accolto "con grande e fraterna cordialità", fa sapere la sala stampa vaticana, Ratzinger si è quindi recato con Papa Francesco nella Cappella del Monastero "per un breve momento di preghiera".
Benedetto XVI si era trasferito a Castelgandolfo nel pomeriggio del 28 febbraio, quando, in seguito alla sua rinuncia, iniziava la Sede Vacante. Vi si è trattenuto per due mesi, nel corso dei quali ha ricevuto, il 23 marzo, la visita del Papa Francesco, ed ha atteso il completamento dei lavori di preparazione della sua nuova residenza. 
"Ora è lieto di rientrare in Vaticano - si legge ancora nella nota della sala stampa vaticana -, nel luogo in cui intende dedicarsi, come da lui stesso annunciato l'11 febbraio, al servizio della Chiesa anzitutto con la preghiera". Nella nuova residenza abiteranno con Benedetto XVI mons. Gaenswein e le Memores Domini che hanno già fatto parte della Famiglia pontificia negli ultimi anni.