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martedì 12 febbraio 2013

Bomba atomica sotterranea fatta esplodere dalla Corea del Nord



PYONGYANG (Corea del Nord) - Un terremoto di magnitudo 4.9 è stato registrato dal Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) con epicentro in un'area compatibile con quella di Punggye-ri, il sito dei test nucleari nel nordest del Paese. Da subito si è capito che si è trattato di qualcosa di artificiale. Lo hanno confermato anche gli esperti di Pechino. Poche ore dopo la conferma da parte di Pyongyang: è stato un test atomico di cui però Cina e Stati Uniti erano informati.

Immediata la reazione internazionale. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà una riunione d'urgenza alle ore 23 di New York sul terzo test nucleare deciso dalla Corea del Nord. Lo anticipa l'agenzia Yonhap. 

La Corea del Nord potrebbe aver fatto esplodere un ordigno da 10 chilotoni o più (paragonabile alla bomba sganciata su Nagasaki). E' la prima stima del ministero della Difesa di Seul, che ha alzato l'allerta in vista di nuovi test e del lancio di missili. Un chilotone indica l'energia liberata da un'esplosione pari alla quantità di mille tonnellate di tritolo. La Corea del Nord già condotto test nucleari nel 2006 e nel 2009. E aveva annunciato in gennaio che ne avrebbe condurre un terzo come risposta alle sanzioni delle Nazioni Unite che sono stati ampliate, dopo il lancio di un razzo a dicembre, una mossa condannata dalle Nazioni Unite come un test vietato di tecnologia missilistica.

Pyongyang ha poi confermato di aver effettuato con "pieno successo" un test nucleare, usando cariche "miniaturizzate" ad alto potenziale. Lo riferisce la Kcna aggiungendo: "È stato confermato che il test nucleare è stata effettuata ad un livello elevato in un modo sicuro e perfetto utilizzando un dispositivo nucleare miniaturizzato e leggero  con maggiore forza esplosiva che  non pone alcun impatto negativo sull'ambiente circostante"  .
La pretesa di aver testato un dispositivo "miniaturizzato" è probabile che metta gli osservatori ancora più in allarme. Gli Stati Uniti e i vicini della Corea del Nord  temono che l’obiettivo finale di Pyongyang sia quello di produrre un ordigno nucleare abbastanza piccolo da stare su un missile a lunga gittata, qualcosa che non avrebero ancora in dotazione.
Il test nucleare è "altamente provocatorio", mina "la stabilità regionale" e viola gli obblighi di Pyongyang nei confronti di molte risoluzioni dell'Onu. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

mercoledì 19 dicembre 2012

Barak Obama uomo dell’anno per Time


NEW YORK - II presidente Usa, Barack Obama, è l'uomo dell'anno della rivista "Time". Lo ha annunciato il direttore Rick Stengel. Obama aveva già ricevuto "il titolo" nel 2008 dopo la prima elezione alla Casa Bianca. Il presidente, rieletto a novembre per il secondo mandato, secondo il settimanale americano incarna il simbolo e la forza motrice delle profonde trasformazioni in atto in Usa. 
E' un Barack Obama in versione 'dark', un Obama 'Lincoln' quello che Time ha messo sulla copertina. Il presidente e' ritratto quasi di profilo, quasi in bianco e nero, in un atteggiamento simile a quello di Daniel Day-Lewis nei poster dell'ultimo film di Spielberg. 
Obama non è il primo presidente americano a occupare per la seconda volta la copertina della persona dell'anno di Time: Bill Clinton ci riuscì nel 1992 e nel 1998 e George W. Bush nel 2002 e 2004. 
Ieri il settimanale aveva annunciato la rosa dei finalisti: includeva, oltre a Obama, la Ceo di Yahoo!, Marissa Mayer, il presidente egiziano, Mohammed Morsi, Bill e Hillary Clinton, la studentessa pakistana ferita dai Talebani, Malala Yousafzai, gli immigrati clandestini, il Ceo di Apple Tim Cook e la fisica italiana Fabiola Gianotti. L'anno scorso la palma di "Person of the Year" era andata al movimento Occupy.

mercoledì 6 giugno 2012

Obama telefona a Monti: rafforzare l'euro, stimolare la crescita


ROMA - Mario Monti e Barack Obama hanno avuto un colloquio telefonico in cui hanno concordato "l'importanza di rafforzare la capacità della zona euro di rispondere alla crisi e di stimolare la crescita in Europa". A darne notizia è stato Palazzo Chigi, spiegando che la telefonata è avvenuta "in preparazione del G20 in Messico, il 18 e 19 giugno". Monti e Obama hanno inoltre "convenuto di rimanere in stretto contatto".
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lunedì 31 ottobre 2011

Unesco, sì all'adesione a pieno titolo della Palestina. "Ni" dell'Italia, Europa spaccata

PARIGI - La conferenza generale dell'Unesco ha votato a favore dell'adesione della Palestina come membro a pieno titolo dell'organismo Onu. Gli Usa "non possono accettare" l'adesione della Palestina, ha detto il rappresentante degli Stati Uniti intervenendo alla sessione plenaria dell'Unesco dopo il voto favorevole ai palestinesi. Il via libera è "una tragedia", ha detto il rappresentante di Israele.

L'Italia si è astenuta: 107 Stati si sono espressi a favore dell'adesione della Palestina, 52 - tra cui appunto l'Italia - si sono astenuti, e 14 hanno detto no.

Oltre agli Usa, la Germania e Canada sono tra quelli che hanno detto no. Mentre in sala ha fatto molto scalpore il sì di Paesi come la Francia, il Belgio, la Spagna, l'Austria e la Russia. Voti, questi ultimi, accolti dal forte applauso di molti partecipanti. L'Europa, insomma, si è spaccata al momento del voto.




L'Unesco e' la prima agenzia Onu ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese, dopo la richiesta avanzata da Abu Mazen, il 23 settembre, all'Onu. Due leggi approvate negli anni '90 dagli Usa, da sempre alleato fedele di Israele, vietano espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazioni Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Il che significa che adesso l'Unesco rischia di perdere i 70 milioni di dollari del suo bilancio annuale (il 22 per cento).
"Non c'e' alcuna speranza che il Congresso, controllato dai repubblicani, emendi la legislazione", aveva detto in mattinata, prima ancora del voto, una fonte Unesco. Del resto, la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, aveva chiarito molto bene la posizione Usa la scorsa settimana: "Esistono linee rosse molto chiare nella legislazione e, se sono sorpassate nell'Unesco, tale legislazione viene attivata".
 
E stamane, il sottosegretario Usa per l'Educazione, Martha Kanter, proprio a Parigi aveva parlato di un voto "controproducente e prematuro". Gli Usa sono rientrati nell'Unesco solo nel 2003, dopo anni di boicottaggio nei confronti di quella che il Dipartimento di Stato definiva "la crescente disparita' tra la politica estera Usa e gli obiettivi dell'Unesco"; ma nonostante il ventennio di boicottaggio, il presidente Barack Obama ha sempre considerato l'Unesco un'organizzazione di interesse strategico e un utile strumento multilaterale per propagare i valori occidentali.

venerdì 21 ottobre 2011

Ghaddafi ucciso "involontariamente" nel corso di una sparatoria dopo essere stato catturato vivo



Il corpo di Gheddafi all'ospedale di Misurata
TRIPOLI - Muammar Ghaddafi e' stato ucciso "involontariamente" nel corso di una sparatoria tra alcuni lealisti e gli insorti dopo che questi lo avevano catturato ancora in vita. Lo ha reso noto un esponente del Cnt confermando che il Colonnello era stato catturato ferito ma vivo come hanno mostrato le immagini diffuse da al Jazira e al Arabiya, in seguito ad un apparente tentativo di fuggire dalla città assediata costiera in un convoglio che era finito sotto il fuoco di aerei militari francesi e di un aereo drone americano. La stessa fonte ha spiegato che le forze ribelli non avevano ricevuto l'ordine di eliminare Gheddafi.  Il presidente dell'NTC Jibril ha detto che Gheddafi era stato colpito alla testa "nel fuoco incrociato" tra i suoi sostenitori e combattenti ribelli dopo la sua cattura.
 Il ministro della difesa francese Gerard Longuet ha detto che aerei francesi avevano sparato "colpi di avvertimento" per fermare un convoglio formato da decine di veicoli che cercavano di portare Gheddafi fuori da Sirte. Il drone americano aveva poi attaccato i veicoli. 
Gli ultimi istanti di Gheddafi in frame di Libian tv
A Tripoli Jibril ha confermato la morte di Mutassim Gheddafi e l'arresto del figlio più importante del rais, Saif al-Islam, che sarebbe ferito ma vivo, mentre cercava di fuggire.
Abdul Jalil Al Hakim, comandante della 11 ° brigata della NTC, ha detto che Ibrahim Moussa, ex portavoce del governo caduto Gheddafi, era stato catturato vicino a Sirte. Anche Ahmed Ibrahim, un cugino di Gheddafi, è stato catturato.
Il capo della sicurezza di Gheddafi Daw Mansour
Muammar Gheddafi viveva in un appartamento a Sirte prima della sua cattura e non è stato trovato in un tubo di liquami come sostenuto dai combattenti rivoluzionari della Libia, secondo il capo della sua  Sicurezza Daw Mansour intervistato da Al Arabiya poco dopo essere stato catturato .
Daw, che viveva a Sirte insieme ad altri membri della dirigenza del passato regime libico, ha detto che Gheddafi non è stato coinvolto nelle battaglie contro i combattenti del Consiglio nazionale di transizione. Ha detto che suo figlio Motassim era responsabile dei combattimenti. 
Durante gli ultimi giorni della battaglia di Sirte, Gheddafi e i suoi collaboratori erano rintanati in "zona due" della città e "siamo stati in diversi appartamenti dei parenti di Gheddafi che avevano abbandonato la città" ha detto Daw.
L'ex capo della sicurezza interna ha detto che Gheddafi e tutti quelli che erano a lui avevano cercato di fuggire a piedi Sirte in diversi gruppi, dopo che tutto i loro veicoli erano stati distrutti dai caccia alleati. Ha detto che era stato colpito da una scheggia di granata ed era svenuto mentre cercava di fuggire e non sapeva se era a questo punto che Gheddafi avesse cercato di nascondersi nel tubo fognario.
Ha aggiunto che Gheddafi era andato a Sirte nel mese di agosto, perché lì aveva una base di ampio sostegno. "In principio era moltissimi i sostenitori, ma a causa dei combattimenti intensificati molti di loro avevano lasciato la città."
Daw ha detto che i lealisti avevano permesso ai civili di lasciare la città e anche l'arrivo di cibo e medicinali nella città.
Durante il suo tempo a Sirte, in particolare durante i suoi ultimi giorni, Gheddafi aveva mostrato segni di ansia, ma "non aveva paura", ha detto Daw.



Obama: chiusa una vicenda lunga e dolorosa


Il presidente Usa Barack Obama ha detto alle 00:02 di stamattina (ora italiana) che la morte di Muammar Gheddafi ha concluso una vicenda lunga e dolorosa per libici e ha avvertito che i regimi del "pugno di ferro" nel resto del mondo arabo inevitabilmente cadranno.

"In tutto il mondo arabo, i cittadini hanno resistito fino a rivendicare i loro diritti. I giovani stanno fornendo una critica forte alla dittatura. E quei leader che cercano di negare la loro dignità non avranno successo, "ha detto.

Parlando nel Giardino delle Rose della Casa Bianca, Obama ha  rivendicato l'azione collettiva militare dell'Occidente e ha detto che i libici ora hanno la possibilità di costruire una nazione "democratica" e "tollerante”.

Obama ha detto che gli Stati Uniti saranno un partner in Libia e che la missione della Nato nel Paese nordafricano avrà "presto al termine."

"Questo segna la fine di un capitolo lungo e doloroso per il popolo della Libia che ora ha la possibilità di determinare il proprio destino in una nuova e democratica  Libia", ha detto ai giornalisti.

"Appena un anno fa, l'idea di una Libia libera sembrava impossibile, ma poi il popolo libico si è alzato e ha chiesto i loro diritti".

"Questo è un giorno memorabile nella storia della Libia, l'ombra scura della tirannia è stata tolta", ha detto Obama.


"Con questa promessa enorme, il popolo libico ora ha la grande responsabilità di costruire una società inclusiva e tollerante e democratica Libia che si pone come il rimprovero finale alla dittatura di Gheddafi."

Il presidente ha anche ricordato quegli americani che erano stati uccisi in attacchi terroristici orchestrati dalla Libia di Gheddafi, forse pensando in particolare di coloro che sono morti in volo Pan Am 103 a Lockerbie, in Scozia nel 1988.

"Ricordiamo oggi tutti quegli americani che abbiamo perso per mano del terrore di Gheddafi, le loro famiglie e amici sono nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere", ha detto Obama.

"Ricordiamo i loro sorrisi luminosi, le loro vite straordinarie, e le loro tragiche morti", ha detto.


martedì 2 agosto 2011

Usa: sì della Camera all'accordo sul debito, ora tocca al Senato. Le Borse europee aprono al ribasso. In Italia nuovo record dello spread Btp-Bund: 385 punti

La Camera dei Deputati a Washington
Gabrielle Gildford alla Camera
MILANO - Le Borse aprono ancora in rosso. All'indomani del lunedì nero che ha visto Piazza Affari perdere 15 miliardi di capitalizzazione, a Milano il Ftse Mib ha aperto con un calo di oltre un punto, a meno 1,21%, in linea con i listini europei; la Borsa di Tokyo ha chiuso in forte calo la seduta: l'indice Nikkei 225 ha lasciato sul terreno l'1,21%. Supera la soglia dei 380 punti lo spread Btp-Bund. Il differenziale vola a un nuovo picco di 385 punti. . 
A pesare sull'andamento dei mercati è l'attesa per il voto del Senato Usa sull'innalzamento del tetto del debito pubblico. Ieri sera la proposta di legge è passata alla Camera con
269 si e 161 no, ben oltre la maggioranza di 216. La legge va ora al Senato che voterà oggi alle 18 ora italiana per un'approvazione scontata, visto l'appoggio di cui gode da parte dei capigruppo di entrambi i partiti.
L'intesa per evitare il default sara' sul tavolo del presidente americano, Barack Obama, per la firma, in tempo quindi per e
vitare il default sul debito che, secondo il Tesoro, sarebbe stato possibile a partire proprio dal 2 agosto.
La proposta di legge,
74 pagine uscite dall'intesa di domenica, da' al presidente l'autorita' di alzare il debito pubblico di 2.100 miliardi di dollari da 14.300 attuali, in cambio di tagli e tetti di spesa per quasi 2.500 miliardi in due tranche.
Da notare che per la votazione di ieri sera è ricomparsa alla Camera dopo sette mesi di assenza l
a deputata dell'Arizona Gabrielle Giffords, colpita alla testa durante la strage di Tucson nel gennaio scorso e sopravvissuta incredibilmente alle gravissime ferite riportate. Il ritorno della deputata democratica (per la cronaca, ha votato si') e' stato salutato dall'applauso dei colleghi e dalla capogruppo democratica Nancy Pelosi: "Chiamarla collega e' un privilegio".
Prima della votazione un piccolo giallo ha agitato la Washington politica: secondo alcune fonti, il vicepresidente Joe Biden avrebbe dato dei
"terroristi" ai deputati del Tea Party, accusandoli di aver preso in ostaggio il parlamento con il no assoluto a qualunque accordo che prevedesse un aumento della pressione fiscale. Durante un incontro tra Biden e i deputati democratici ieri, il deputato Mike Doyle della Pennsylvania ha detto "abbiamo negoziato con dei terroristi, un piccolo gruppo di terroristi che ha reso impossibile qualunque spesa", secondo quanto hanno detto  fonti presenti all'incontro. "Si sono comportati da terroristi", ha risposto a quel punto Biden sempre secondo le stesse fonti. Ma quando la notizia e' uscita un portavoce di Biden ha negato che il vicepresidente avesse mai pronunciato quella frase.

venerdì 8 luglio 2011

Texas: iniezione letale per un messicano. Esplode la polemica: l'esecuzione contro la Convenzione di Vienna. Anche Obama aveva chiesto il rinvio

HUNTSVILLE (Texas) - Lo Stato del Texas, andando contro la Convenzione di Vienna e anche contro la richiesta di rinvio della pensa di morte della Casa Bianca, ha proceduto alla discussa esecuzione di un cittadino messicano accusato di abusi sessuali e dell'omicidio di un adolescente. Humberto Leal, 38 anni, è stato ucciso all'1:21 di questa notte nella prigione di Huntsville, in Texas con un'iniezione letale. Era stato riconosciuto colpevole nel 1994, ma aveva sempre negato i fatti.

Humberto Leal è uno dei 51 messicani nel braccio della morte a non essere stato informato dopo il suo arresto che avrebbe potuto beneficiare di un aiuto giudiziario del Consolato messicano, come previsto dalla convenzione di Vienna sui diritti degli stranieri.

Il suo caso si era trasformato fin dall'inizio in una battaglia politica e diplomatica tra il Messico e gli Stati Uniti. Fatto raro, la Casa Bianca era intervenuta a favore di Leal e del rispetto della Convenzione di Vienna, alla stregua dei legali del condannato e delle autorità del Messico, come anche del presidente Barack Obama che si era detto contrario. Ma il Texas ha deciso di andare avanti senza ascoltare nessuno e senza valutare la possibilità di commutare la pena nel carcere a vita: il governatore Rick Perry, fautore della pena di morte, ha deciso di non fermare la mano del "boia".

venerdì 20 maggio 2011

Obama: i confini i Israele e Palestina si basino sulle linee del 1967. Gelido il governo israliano, possibilidsta l’Autorità palestinese, sarcastico Hamas


WASHINGTON - Il prresidente Usa Barack Obama ha definito la sua visione per il Medio Oriente e Nord Africa durante un discorso-chiave al Dipartimento di Stato a Washington. Sulla questione della Palestina, Obama ha detto: "I confini di Israele e la Palestina dovrebbe essere basati sulle linee del 1967 , in modo che confini sicuri e riconosciuti siano stabiliti per entrambi gli stati. Il popolo palestinese deve avere il diritto di governare se stesso in uno Stato sovrano. Per quanto riguarda la sicurezza, ogni Stato ha il diritto all'autodifesa e Israele deve essere in grado di difendersi da sola contro qualsiasi minaccia"
Reagendo poco dopo al discorso, Binyamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, ha detto che uno stato palestinese non dovrebbe essere istituito  “a spese dell’esistenza di Israele".  H detto di  apprezzare l'impegno per la pace espresso nel discorso del presidente, ma ha al tempo stesso ribadito il no a un ritiro di Israele sui confini del 1967, richiamandosi a una lettera di rassicurazioni indirizzate in proposito a Israele nel 2004 dall'amministrazione di George W. Bush.
Il discorso di Obama è arrivato il giorno prima di una visita a Washington da parte di Netanyahu.
Giovedì il ministero israeliano degli interni aveva ottenuto l'approvazione da Netanyahu  di avviare audizioni per altre 1.550 unità abitative negli insediamenti di Har Homa e Pisgat Ze'ev, entrambe situate oltre i confini del 1967.
L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha giudicato positivamente il richiamo del presidente Usa, Barack Obama, ai confini del 1967 quale base di partenza di un accordo di pace con Israele, ma lamenta la mancanza di pressioni e di una strategia concreta verso questo traguardo e il silenzio sulla questione degli insediamenti.
Hamas, fazione islamica palestinese al potere nella Striscia di Gaza, ha liquidato stasera come "un discorso schierato" dalla parte israeliana l'intervento del presidente Usa , escludendo qualsiasi ipotesi d'un proprio riconoscimento di Israele.
"Quello che Obama deve fare è di non aggiungere slogan ma di adottare misure concrete per proteggere i diritti del popolo palestinese e della nazione araba", ha detto Sami Abu Zuhri, un portavoce di Hamas.
In Medio Oriente "troppo potere é concentrato in poche mani", ha poi detto il presidente nel suo discorso sul Medio Oriente, sottolineando che "finalmente respiriamo una nuova aria, fresca", che si basa sulle aspirazioni di persone che "reclamano in primo luogo dignità umana". Riferendosi a Tunisia e EgittoBarack Obama, ha detto che "due leader hanno già lasciato" in Medio Oriente. "Altri seguiranno", ha affermato. Osama Bin Laden e la sua ''visione omicida'' del Medio Oriente mandava ''un messaggio sbagliato'' alle popolazioni del mondo arabo perche' lui, ''oltre ad essere un assassino di massa, rigettava la democrazia'': ha detto il presidente degli Stati Uniti. 
Obama ha poi  detto che Bashar al-Assad, il presidente siriano, deve  condurre il suo paese attraverso una transizione democratica o "togliersi  di mezzo".La brutale repressione della Siria nei confronti di attivisti pro-riforma è inaccettabile. Assad  deve cambiare rotta se vuole essere accettato a livello internazionale. Il discorso di Obama è venuto un giorno dopo aver imposto sanzioni nei confronti di Assad e di sei altri funzionari per abusi dei diritti umani durante la repressione.

sabato 14 maggio 2011

Obama: sì a nuove trivellazioni in Alaska e Golfo del Messico per calmierare il prezzo della benzina, aumentando anche la sicurezza e le norme ambientali


WASHINGTON - Gli Stati Uniti cercheranno di espandere la produzione interna di petrolio, nel tentativo di ridurre la dipendenza dal petrolio importato e abbassare i prezzi del carburante: lo ha detto il presidente Obama nel suo discorso settimanale alla radio.  Nuovi contratti di locazione per l'esplorazione saranno concessi in aree non protette di Alaska e nel Golfo del Messico.
Obama ha detto agli americani che ha capito le loro preoccupazioni circa l'aumento dei prezzi, e in particolare proprio su quelli dei carubaranti, in ascesa negli ultimi mesi. I consumatori statunitensi hanno storicamente goduto di combustibile a buon mercato, ma hanno visto i prezzi raggiungere i 4 dollari al gallone (0,76 euro per litro). Per loro, è tanto. Per noi, una bengodi, fosse così...
La produzione di petrolio degli Stati Uniti nel 2010 ha raggiunto il suo livello più alto da sette anni. "Ma io credo - ha detto Obama -  che dovremmo continuare a espandere la produzione  in America e contemporaneamente aumentare la sicurezza e le norme ambientali", ha detto.
Nuove licenze saranno state vendute ogni anno nella  Alaska National Petroleum Reserve e la trivellazione di campi di petrolio e gas nell'Oceano Atlantico viene valutata come una priorità, ha ribadito il presidente.
Nonostante la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon della BP nel Golfo del Messico nel 2010, Obama ha detto che il Golfo è rimasta una parte fondamentale del futuro approvvigionamento energetico del paese e nuovi incentivi saranno offerti per lo sviluppo offshore.
Il divieto di perforazione nella zona orientale del Golfo è stato imposto durante la fuoriuscita della marea nera e da allora è stato prorogato fino al 2017.
Le proposte del presidente sono venute dopo che i repubblicani al Congresso avevano fatto pressione  per la ripresa delle perforazioni di gas e petrolio allo scopo di limitare l’aumento dei prezzi: non bisogna dimenticare che le elezioni presidenziali sono tra un anno e mezzo e la questione del costo della benzina è un tasto molto sensibile.
La Casa Bianca ha criticato le proposte repubblicane per motivi di sicurezza, ma Obama è stato chiaro nel suo discorso affermando che sicurezza e norme ambientali potrebbero essere mantenute anche se la produzione dovesse aumentare.
Obama ha anche  chiesto un cambiamento di passo nella politica energetica, dicendo che gli USA devono muoversi per ottenere il 80% della loro energia elettrica da fonti pulite entro il 2035. "Come nazione, dobbiamo investire nelle fonti pulite e rinnovabili di energia che sono l'ultima soluzione agli elevati prezzi del gas".

lunedì 9 maggio 2011

Obama. "Nessun rimpianto per non aver catturato vivo Osama bin Laden. Sono stati i 40 minuti più lunghi della mia vita"


Osama in uno dei video sequestati nel covo pakistano

NEW YORK - Il presidente Usa, Barack Obama, non ha alcun rimpianto per non aver catturato vivo Osama Bin Laden. "Nervoso com'ero, l'unica cosa cosa che mi impediva di dormire era la possibilita' di eliminare Bin Laden. Giustizia e' fatta. E chiunque metta in discussione che l'autore di stragi su suolo americano non meritasse quello che avuto, deve farsi esaminare il cervello". In un'intervista alla Cbs, il presidente Usa e' tornato a parlare del raid ad Abbottabad.
"Sono stati i 40 minuti piu' lunghi della mia vita, con la sola eccezione del momento in cui Sasha (la figlia) ebbe la meningite, a tre mesi, e attendevo il medico che mi dicesse che tutto andava bene". "Alla fine della giornata precedente l'assalto - ha continuato -  eravamo ancora fermi al 45/55 (per cento): voglio dire che non potevamo dire con certezza che bin Laden fosse li'. E se non fosse stato li', ci sarebbero state conseguenze significative". Tra l'altro, sferrare un'operazione militare in un territorio sovrano (e non informare il Pakistan) comportava rischi pesanti. "C'erano rischi geopolitici nel prendere la decisione". Non solo: alcuni suoi consiglieri erano contrari: "Cosi', mi sono detto, se abbiamo una buona probabilita' (di non sconfiggere completamente, ma mettere in crisi pesantemente al Qaeda) vale la pena assumersi rischi politici e rischi per i nostri uomini". Il segreto della missione era vitale. "Non l'ho detto alla mia famiglia, pochissime persone alla Casa Bianca sapevano, la stragrande maggioranza dei miei consiglieri non lo sapeva. Ci sono momenti in cui si puo' andare in giro e parlare con piu' persone. Non era questo il caso". E ha descritto le ore antecedenti al blitz (domenica gioco' a golf attendendo il tramonto in Pakistan) e i momenti di tensione nella Situation Room a guardare il raid in tempo reale, in un ambiente "molto teso". Poi, alla fine, la parola magica: "Genonimo".

Il Pakistan e le complicità
lObama ha anche esortato il Pakistan a indagare sulla rete di complicità che ha palesemente sostenuto Osama Bin Laden nel suo nascondiglio: il governo di Islamabad devescoprire se qualcuno dei suoi funzionari sapevano della presenza del leader di al-Qaeda nel fortino di Abbottabad, Ufficialmente il Pakistan ha negato di esserne stato in qualche modo a conoscenza. Il Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Tom Donilon intanto ha detto in un talk show della NBC  " che Islamabad dovrà stabilire come Bin Laden possa aver vissuto indisturbato per sei anni a breve distanza dalla capitale e vicino a una accademia militare".
Con la morte di Bin Laden, ci sono state voci sul fatto che il suo vice, Ayman al-Zawahiri, possa assumere la leadership di al-Qaeda.
Ma il signor Donilon ha detto che l'egiziano "non è nemmeno lontanamente il leader che Osama Bin Laden è stato".
Egli ha anche detto che le autorità pakistane dovrebbero concedere agli  Stati Uniti la possibilità di interrogare le tre vedove di bin Laden, arrestate dopo il raid delle forze speciali Usa..
I funzionari americani stanno nel frattempo continuando a studiare attentamente i file del computer sequestrato dai Navy Sealsi dal nascondiglio del terrorista: si tratta di documenti della dimensione "della biblioteca di un piccolo college"

giovedì 5 maggio 2011

Barak Obama a Ground Zero. “Non dimenticheremo mai”

Obama oggi tra i vigili del fuoco di New York
NEW YORK -  ''Quando diciamo che non dimenticheremo mai, significa esattamente cio' che diciamo''. Sono state fra le poche parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti, Barak Obama , durante la sua visita di oggi a ''Ground Zero'' e alla caserma dei pompieri di Manhattan  che intervennero per primi dopo gli attacchi dell'11 settembre del 2001, perdendo nelle operazioni 15 uomini. ''Questo e' un sito simbolo dello straordinario sacrificio fatto in quel terribile giorno di quasi dieci anni fa'', ha detto il presidente parlando ai vigili del fuoco. Il presidente  ha depositato una corona di fiori , in una atmosfera solenne, nel silenzio piu' totale.
La visita ha ovviamente avuto un significato del tutto particolare, dopo l’uccisione di Osama bin Laden. Al quale proposito, mentre continuano le polemiche per il rifiuto della Casa Bianca di rendere pubbliche le foto del leader terrorista ucciso, corre voce che  sarebbe stato il numero due di Al-Qaeda, Ayman al Zawahiri, a tradirlo  rivelando agli americani dove si nascondeva. Lo riferisce il giornale al Watan, citando ''una fonte regionale molto vicina al dossier del terrorismo''.
Osama tradito dal suo vice?
Secondo quanto riportato dal quotidiano saudita, il tradimento sarebbe giustificato dalle divergenze tra Bin Laden e al Zawahiri. Il corriere di Bin Laden che ha portato gli americani fino al covo di Abbottabad, ha dichiarato la fonte, lavorava in realta' per Zawahiri.
''Gli egiziani di Al Qaeda, che dirigono di fatto l'organizzazione, hanno cercato dopo la malattia di Bin Laden nel 2004 di prendere il controllo'' dell'organizzazione, scrive ancora il quotidiano, aggiungendo che sarebbero stati loro a convincere Bin Laden a lasciare le zone tribali pachistane del nord-ovest e a rifugiarsi ad Abottabad.
Gli egiziani avrebbero inoltre pianificato il piano per eliminare Osama lo scorso autunno, dopo il ritorno dall'Iran del leader egiziano Saif al-Adl.

L’Onu chiede spiegazioni
L'Onu, dal canto suo,  chiede spiegazioni sull'operazione che ha portato all'uccisione di Osama bin Laden. L'alto commissario per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto il resoconto completo e preciso dei fatti. Il segretario di Stato americano Clinton ha ribadito chela morte di Bin Laden ha reso gli Usa e il mondo più sicuri.
Le foto raccapriccianti
Le "foto raccapriccianti" - come le ha definite ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney - del cadavere di Osama bin Laden, che mostrano una ferita che ha "squarciato" la testa al leader di al Qaida, sono state scattate in un hangar in Afghanistan. Lo scrive la Cnn citando funzionari governativi coperti dall'anonimato. Tra gli scatti c'é appunto una foto "chiara ma cruda del volto" nella quale il leader di al Qaida appare con "un enorme squarcio in mezzo agli occhi" causato da un colpo alla testa. Altre foto ritraggono invece i momenti del raid e la sepoltura in mare.

mercoledì 4 maggio 2011

Niente foto di Osama morto


WASHINGTON  - Barack Obama ha deciso di non diffondere ufficialmente le foto della salma di Osama bin Laden. Lo riferisce la rete Usa Nbc citando un alto funzionario dell'amministrazione. Le "foto raccapriccianti" - come le ha definite ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney - del cadavere di Osama bin Laden, che mostrano una ferita che ha "squarciato" la testa al leader di al Qaida, sono state scattate in un hangar in Afghanistan. Lo scrive la Cnn citando funzionari governativi coperti dall'anonimato. Tra gli scatti c'é appunto una foto "chiara ma cruda del volto" nella quale il leader di al Qaida appare con "un enorme squarcio in mezzo agli occhi" causato da un colpo alla testa. Altre foto ritraggono invece i momenti del raid e la sepoltura in mare. 

martedì 3 maggio 2011

Kuwaitiano il corriere che ha portato le forze speciali Usa al nascondiglio di bin Laden in Pakistan

WASHINGTON - Una fonte diplomatica ha detto  che il corriere che era in stretto contatto con Osama bin Laden e che alla fine ha portato a lui  gli uomini delle forze speciali degli Stati Uniti  era un kuwaitiano di nome Abu Ahmad. Funzionari Usa hanno detto che quando l'identità del corriere  è stato individuata nel 2007, gli 007 hanno iniziato un percorso che li ha portati alla casa di Abbottabad, in Pakistan, dove il leader di al Qaeda stava vivendo.
Il compound di bin Laden
L'analisi delle dichiarazioniu dei detenuti di centri di detenzione della marina statunitense a Guantanamo Bay, Cubaavevani evidenziato diverse indicazioni che portavano a un kuwaitiano  di nome Abu Ahmad. Non si sa se il corriere era presente al momento dell'attacco, se sia stato catturato oppure ucciso.
La moglie di Bin Laden è rimasta ferita e non uccisa nel blitz delle forze speciali Usa che ha portato alla morte del terrorista e non ha fatto da scudo umano al capo di Al Qaeda. Lo ha riferito una fonte ufficiale della casa Bianca, correggendo le informazioni date inizialmente dal capo dell'antiterrorismo di Barack Obama, John Brennan. 
Bin Laden non ha risposto al fuoco delle forze speciali. Il capo di Al Qaeda e' stato ucciso da pallottole al petto e alla testa.
Il presidente pakistano Asif Ali Zardari ha affermato che la morte di Bin Laden ha causato grande soddisfazione nel suo Paese ma ha precisato che le forze speciali di Islamabad non hanno partecipato al blitz che ha portato alla morte del capo di Al Qaeda. In un articolo pubblicato dal "The Washington Post" Zardari si e' detto sopreso che il re del terrore si nascondesse in un elegante quartiere di una città a 100 chilometri dalla capitale. 
In Pakistan, intanto, mentre il governo annuncia l'apertura di un'inchiesta su eventuali responsabilità nella 'copertura' di Bin Laden, l'ambasciata e i consolati americani sono stati chiusi a scopo precauzionale. "L'ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad e i consolati a Peshawar, Lahore e Karachi sono chiusi per gli affari correnti al pubblico fino a nuovo ordine", ha confermato l'ambasciata degli Stati Uniti in un comunicato. "Rimangono aperti per qualsiasi altro affare e per i servizi d'urgenza per i cittadini americani", è stato aggiunto. "Abbiamo preso questa misura per la sicurezza del pubblico, che terremo informato. La situazione sarà riesaminata con regolarità", ha fatto sapere il portavoce dell'ambasciata di Islamabad, Alberto Rodriguez
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si recherà giovedì 5 maggio a Ground Zero, il luogo di New York in cui si trovavano le Torri Gemelle distrutte nell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001 orchestrato da al Qaida: lo ha annunciato un responsabile americano.