SANAA, 12 GIU - Un raid aereo della coalizione a guida saudita ha centrato la città vecchia della capitale yemenita Sanaa. Rasi al suolo almeno 3 edifici nel sito patrimonio dell'umanità dell'Unesco, come mostrano le immagini. Il bilancio è di almeno 5 morti. La direttrice generale dell'organizzazione, che ha base a Parigi, Irina Bokova, si è detta "profondamente rattristata per la perdita di vite umane e per i danni inflitti a uno dei più antichi gioielli dell'urbanismo islamico nel mondo".
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
Visualizzazione post con etichetta unesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta unesco. Mostra tutti i post
venerdì 12 giugno 2015
SANAA (Yemen), bombe saudite distruggono edifici nella città vecchia tutelata dall'Unesco
SANAA, 12 GIU - Un raid aereo della coalizione a guida saudita ha centrato la città vecchia della capitale yemenita Sanaa. Rasi al suolo almeno 3 edifici nel sito patrimonio dell'umanità dell'Unesco, come mostrano le immagini. Il bilancio è di almeno 5 morti. La direttrice generale dell'organizzazione, che ha base a Parigi, Irina Bokova, si è detta "profondamente rattristata per la perdita di vite umane e per i danni inflitti a uno dei più antichi gioielli dell'urbanismo islamico nel mondo".
domenica 22 giugno 2014
Langhe e Monfrrato patrimonio dell'umanità Unesco
DOHA . L'atteso via libera dell'Unesco è arrivato: i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, in Piemonte, sono patrimonio mondiale dell'umanità. Il sì definitivo alla candidatura è arrivato dal comitato riunito a Doha, nel Qatar. Si tratta del cinquantesimo sito italiano che ottiene il riconoscimento: il primo, nel 1979, erano stati i luoghi dell'Arte rupestre della Val Camonica.
Sono dunque i vigneti del Barolo e del Barbaresco, ma anche del Dolcetto, del Nebbiolo, del Roero, dell’Arneis, del Barbera e dello Spumante e del Moscato d’Asti il 50° sito patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco in Italia. Chiunque ci sia stato almeno una volta ricorda la assoluta perfezione delle colline di Langhe, Roero eMonferrato, che, sopratutto nelle prime, assurgono a paesaggio quasi irreale, con quelle vigne ordinate alla perfezione. Barolo, Monforte, Serralunga, Nizza, Canelli, tanti i nomi di paesi che sanno di vino, di vino buono. Dopo anni di lavoro a Doha in Quatar hanno riconosciuto l’importanza del lavoro di generazioni di contadini e vignaioli che hanno plasmato un territorio straordinario per la qualità del prodotto e per la bellezza dell’insieme. Quelle vigne del Piemonte quindi sono considerate nel mondo da oggi come il centro storico di Firenze, o la Cappella Sistina.
E’ il riconoscimento di un cammino partito dieci anni fa quando si decise la candidatura e che arriva in un momento decisivo per la viticoltura italiana e piemontese con l’export che dopo anni in cui a malapena “ha tenuto” tenta il rilancio coi primi barlumi di ripresa.
E’ il riconoscimento di un cammino partito dieci anni fa quando si decise la candidatura e che arriva in un momento decisivo per la viticoltura italiana e piemontese con l’export che dopo anni in cui a malapena “ha tenuto” tenta il rilancio coi primi barlumi di ripresa.
“E’ un’emozione essere negli Emirati a parlare del nostro piccolo Piemonte – ha detto il neo assessore regionale alla Cultura, Antonella Parigi - e a farci dire che le nostre colline sono un patrimonio inestimabile da preservare. La nomina – aggiunge – è il frutto di 10 anni di lavoro caparbio. Vi hanno creduto giunte di colori diversi e, soprattutto, il territorio”.Siamo davanti a regioni come la Bourgogne e la Champagne – chiosa Parigi – che stanno preparando ora i loro dossier. Per una volta siamo arrivati primi”.
Tra gli altri è diventata patrimonio dell’umanità dell’Unesco la Grotta di Chauvet, uno dei più importanti siti preistorici nel sud della Francia, la cittadella di Ebril, cuore del Kurdistan iracheno e il Cammino degli Incas, capolavoro di ingegneria preispanica che attraversa l’America del Sud da nord a sud toccando anche i 5.000 metri d’altitudine e sei Paesi: Perù, Cile, Colombia, Ecuador, Argentina e Bolivia.
lunedì 28 gennaio 2013
Gli jihadisti in fuga da Timbuctu hanno bruciato 18mila preziosi manoscritti
| TIMBUCTU - Il palazzo dei manoscritti che sarebbe stato incendiato |
TIMBUCTU - Gli jihadisti, che sono ancora presenti a Timbuctu, hanno bruciato un palazzo dove erano custoditi molti preziosi manoscritti. Lo riferiscono fonti concordanti, tra cui il sindaco della citta'. Se dovesse essere confermata la notizia che il palazzo bruciato è quello del centro di documentazione e ricerche Ahmed-Baba, fondato nel 1970, con l'aiuto dell'Unesco, e che conteneva circa 18 mila manoscritti, il colpo inferto dalle milizie jihadisti al patrimonio di Timbuctu sarebbe gravissimo.
domenica 1 luglio 2012
La tragica miniera di Marcinelle Patrimonio dell'Umanità Unesco
| Una torre della miniera di Marcinelle |
SAN PIETROBURGO - Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, riunitosi a San Pietroburgo, ha classificato i siti minerari della Vallonia tra Patrimonio dell’Umanità Ha fatto lo stesso il giorno prima con il dipartimento minerario dela vicina Francia settentrionale.
| Lo "spazio 8 agosto" |
In Vallonia, i siti coinvolti sono il Grand Hornu nel Borinage, il Bois du Luc a La Louviere, il Bois du Cazier a Marcinelle (quello dove si verificò la tragedia del 1956 che costò la vita a 262 minatori tra i quali 136 italiani) e Blegnv.Mine nei pressi di Liegi.
Questi quattro ex bacini industriali del carbone sono stati conservati e hanno iniziato una seconda vita, che permette non solo di conservare la memoria delle miniere, ma anche di presentare nuovi progetti per l'arte contemporanea e ospitare musei.
Al Bois di Cazier, in particolare, ci sono ora alcuni musei e uno “spazio 8agosto” che racconta il disastro di quel giorno del 1956, attraverso filmati, fotografie, testimonianze,ora per ora, giorno per giorno.
Fino a quel fatidico 23 agosto in cui, dalla bocca di un soccoritore venne il terribile verdetto: "Tutti cadaveri"
mercoledì 29 febbraio 2012
Ecco l’atlante mondiale satellitare dei siti Unesco in pericolo
PARIGI - L'Unesco e l'Usgs (United States Geological Survey) hanno creato l'atlante mondiale dei siti in pericolo, nel quale si illustrano le visioni dall'alto di 31 dei 35 siti patrimonio dell'umanità che l'ente delle Nazioni Unite ritiene a rischio. Si passa dal sito archeologico di Djam, in Afghanistan, fino alla città vecchia di Gerusalemme e alla barriera corallina del Belize.
"From space to place: an image atlas of World Heritage Sites on the 'In danger list" è già consultabile sul sito dell'Unesco (http://unesdoc.unesco.org/images/0021/002143/214371e.pdf). L'atlante è stato realizzato grazie al telerilevamento, uno strumento molto importante per la gestione dei siti patrimonio mondiale dell'umanità.
Grazie alle immagini satellitari, si possono ottenere preziose informazioni sull'evoluzione dei siti culturali o naturali, l'espansione degli insediamenti umani e attività agricole o ai danni arrecati dalle calamità naturali, conflitti armati o il cambiamento climatico.
lunedì 31 ottobre 2011
Unesco, sì all'adesione a pieno titolo della Palestina. "Ni" dell'Italia, Europa spaccata
L'Italia si è astenuta: 107 Stati si sono espressi a favore dell'adesione della Palestina, 52 - tra cui appunto l'Italia - si sono astenuti, e 14 hanno detto no.
Oltre agli Usa, la Germania e Canada sono tra quelli che hanno detto no. Mentre in sala ha fatto molto scalpore il sì di Paesi come la Francia, il Belgio, la Spagna, l'Austria e la Russia. Voti, questi ultimi, accolti dal forte applauso di molti partecipanti. L'Europa, insomma, si è spaccata al momento del voto.
L'Unesco e' la prima agenzia Onu ad aver messo in agenda la questione dello status palestinese, dopo la richiesta avanzata da Abu Mazen, il 23 settembre, all'Onu. Due leggi approvate negli anni '90 dagli Usa, da sempre alleato fedele di Israele, vietano espressamente il finanziamento di qualsiasi organizzazioni Onu che accetti la Palestina come membro a pieno titolo. Il che significa che adesso l'Unesco rischia di perdere i 70 milioni di dollari del suo bilancio annuale (il 22 per cento).
"Non c'e' alcuna speranza che il Congresso, controllato dai repubblicani, emendi la legislazione", aveva detto in mattinata, prima ancora del voto, una fonte Unesco. Del resto, la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, aveva chiarito molto bene la posizione Usa la scorsa settimana: "Esistono linee rosse molto chiare nella legislazione e, se sono sorpassate nell'Unesco, tale legislazione viene attivata".
E stamane, il sottosegretario Usa per l'Educazione, Martha Kanter, proprio a Parigi aveva parlato di un voto "controproducente e prematuro". Gli Usa sono rientrati nell'Unesco solo nel 2003, dopo anni di boicottaggio nei confronti di quella che il Dipartimento di Stato definiva "la crescente disparita' tra la politica estera Usa e gli obiettivi dell'Unesco"; ma nonostante il ventennio di boicottaggio, il presidente Barack Obama ha sempre considerato l'Unesco un'organizzazione di interesse strategico e un utile strumento multilaterale per propagare i valori occidentali.
Etichette:
adesione palestina,
austria,
barak obama,
belgio,
Francia,
israele,
itlalia,
martha kanter,
palestina,
russia,
spagna,
unesco,
usa,
victoria nuland
Iscriviti a:
Post (Atom)

