BARI, 1 maggio - Due persone, padre e figlio, sono state ferite in un agguato avvenuto in una strada del centro di Bari. Sono Luigi Luisi, di 46 anni, e Antonio Luisi, di 27. L'uomo che ha sparato sarebbe arrivato sul luogo dell'agguato a bordo di una moto, forse in compagnia di un complice e indossava un casco. Secondo gli investigatori, Gino Luisi, è molto vicino a Giuseppe Mercante, noto come "Pinucc u' drogat", uno dei pezzi da 90 del quartiere Libertà.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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venerdì 1 maggio 2015
lunedì 23 febbraio 2015
NAPOLI, ferito in un agguato il padre di GENNY a'carogna
| Via Vicaria Vecchia, luogo dell'agguato |
NAPOLI, 23 febbraio - E' stato ferito, in modalità ancora al vaglio degli investigatori, Ciro De Tommaso, di 64 anni, padre - come riferisce la polizia - di Gennaro, l'ultras conosciuto come Genny 'a carogna che in occasione della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, prima della quale fu ferito a morte il tifoso Ciro Esposito, divenne noto per la maglietta 'Speziale libero'. Il padre è stato ferito in via Vicaria Vecchia con 6 colpi, quattro a una gamba e due ad una mano. Secondo la polizia non è in pericolo di vita. De Tommaso è stato ferito all'esterno di un bar, la 'Caffetteria San Giorgio', che si trova proprio all'inizio del quartiere di Forcella. L'agguato a meno di 50 metri dal luogo dove il 27 marzo del 2004 fu uccisa una ragazza di 14 anni, Annalisa Durante, durante uno scontro a fuoco tra fazioni contrapposte di clan della camorra.
sabato 11 ottobre 2014
NEW YORK, esce dal carcere dopo 15 anni, un quarto d’ora dopo dopo due gli sparano
| Il carcere di Otisville e, nei riquadri, la vittima e lo sparatore |
NEW YORK - Gli hanno sparato 15 minuti dopo essere uscito di prigione, l’ Otisville Correctional. È successo a Devon Simmons, 33 anni, ex detenuto del carcere di media sicurezza vicino a Otisville, nella cittadina di Mount Hope, Orange County, vicino a New York City. L'uomo è riuscito a raggiungere la vicina stazione ferroviaria dove qualcuno ha chiamato il 911.
Lo sparatore è Jerome Mack, che era stato condannato a 10 anni per alcune sparatorie nel 1999, in parte a causa della testimonianza di Devon Simmons. "A quanto pare, Mack ha avuto questo rancore per tutto il tempo. Lo ha tenuto dentro di sè per tutti 15 anni che Simmons è rimasto in carcere ", ha detto una fonte vicina alle indagini. Poi Simmons è uscito e lui si è nascosto nel bagagliaio di una Hyundai con una pistola, mentre il conducente della vettura, Edgars Wilson aveva convinto il criminale appena liberato a salire per tornare in città.
Wilson, 35 anni, ha detto a Simmons che un parente lo aveva mandato a prendere, e Simmons gli aveva creduto, anche se aveva un biglietto del treno per arrivare a una casa a metà strada per Manhattan. Due miglia più tardi, Wilson si è fermato e ha detto che doveva urinare.
Anche Simmons è sceso e Mack, spuntato fuori dal bagagliaio, gli ha sparato due pallottole. Il duo è poi fuggito verso la città, mentre Simmons è entrato in una vicina stazione della Metro-North e haottenuto aiuto.
E 'stato trasportato in elicottero a Westchester County Hospital ed è in condizioni stabili dopo l'intervento chirurgico.
Mack e Wilson, arrestati poco dopo ancora a bordo dell’auto, sono stati accusati di tentato omicidio e detenzione di armi.
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giovedì 3 luglio 2014
Roma: accusato di omicidio l’uomo ferito nell’agguato mortale al “cassiere” di Mobkel
| La casa dell'omicidio |
ROMA - E' stato portato via dalla polizia mortuaria il cadavere del broker Silvio Fanella, il 41enne ucciso stamattina in un appartamento della Camilluccia a Roma. Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l'esatta dinamica di quello che sembrerebbe un agguato in piena regola. Dalle prime ipotesi sembrerebbe che a compiere l'esecuzione siano stati tre uomini, uno dei quali rimasto ferito e soccorso a pochi metri di distanza dal vialetto d'ingresso del palazzo dove è stato ucciso Fanella. Si tratta di Giovanni Battista Ceniti. Da una prima ricostruzione avrebbe fatto parte del gruppo di fuoco: Fanella avrebbe risposto al fuoco dei killer e Ceneti sarebbe stato colpito. Secondo alcune testimonianze Ceniti sarebbe stato visto uscire dall'edificio sorretto da due uomini che poi lo avrebbero abbandonato in strada per fuggire. Era un militante di CasaPound fino a tre anni fa, attivo in Piemonte, prima di essere espulso "per condotta non adatta al movimento". A dirlo é il presidente di CasaPound Gianluca Iannone. "L'abbiamo cacciato più di 3 anni fa e il suo gruppo venne sciolto, ma non era un dirigente, solo responsabile di una zona in provincia di Verbano-Cusio-Ossola - dice Iannone -. Aveva comportamenti poco seri”. E' in stato di fermo con l'accusa di omicidio. E' ricoverato al Policlinico Gemelli in prognosi rsiervata: se le sue condizioni miglioreranno sarà ascoltato dai magistrati della Dda di Roma.
Fanella era stato condannato a 9 anni di reclusione nel processo per la maxitruffa di Fastweb-Telecom Italia Sparkle. Fanella era legato a Gennaro Mokbel, imprenditore al centro di numerose inchieste, ritenuto una delle menti del raggiro. Sarebbe stato il suo “cassiere”.
Nel processo per la maxitruffa, che si è concluso con le assoluzioni del fondatore di Fastweb Silvio Scaglia e dell'ex ad di Tis Stefano Mazzitelli, Fanella era accusato di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata finalizzata al riciclaggio con altre venti persone.
Secondo l'impianto accusatorio l'uomo ammazzato oggi a Roma avrebbe «organizzato, diretto e controllato, assieme ad altri - è detto nel capo di imputazione - il materiale trasferimento delle somme indebitamente sottratte all'erario e il relativo reinvestimento in attività lecite ed illecite». Le accuse dei pm romani riguardano anche il ruolo svolto da Fanella nel «controllo delle attività investigative in atto, l'assistenza alle famiglie degli associati che si erano allontanati dal territorio nazionale, l'intestazione fittizia di bene riferibili all'associazione in Italia e all'estero, la movimentazione di somme e preziosi in Italia e all'estero e il rientro nel nostro Paese dei capitali illecitamente acquisiti, ai fini del loro reinvestimento e in particolare ai fini dell'acquisto di immobili, attività commerciali, preziosi e altri beni».
In sostanza Fanella, assieme a Mokbel ed altri, ha «costituito alcune società in alcuni paesi appartenenti alla 'black list', impartendo direttive mediante ordini trasmessi per via telematica, inviando emissari all'estero, gestendo di fatto la collocazione e la distribuzione dei capitali illecitamente acquisiti».
Roma, ucciso in casa pregiudicato coinvolto nella maxitruffa Fastweb-Telecom. Grave un aggressore
| I rilievi della polizia |
Fanella, dopo esser stato colpito al petto, ha reagito all'agguato ferendo gravemente uno dei tre aggressori che è stato lasciato dai complici sul cortile dello stabile, dopo essersi trascinato per alcuni metri. Strisce di sangue restano sulla strada. Ora l'uomo è ricoverato in rianimazione al Gemelli, le sue condizioni sono gravissime.
Con Fanella c'era la cugina e i suoi due figli piccoli. Nel circondario in molti hanno sentito le urla al momento dell'agguato armato.
venerdì 21 marzo 2014
Peschiera del Garda, albanese ucciso in un agguato
PESCHIERA DEL GARDA - Un albanese è stato ucciso a Peschiera del Garda (Verona). L'uomo è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola mentre stava rientrando a casa. Non è ancora chiara la dinamica dell'omicidio, in particolare se l'albanese sia stato vittima di un agguato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno compiendo indagini per risalire all'autore dell'omicidio e ricostruire le possibili motivazioni.
martedì 18 marzo 2014
Agguato a Taranto, auto crivellata di colpi, morti due adulti e un bimbo di 4 anni
TARANTO - Tre persone, di cui un bambino di 4 anni, sono stati uccisi ieri notte in un agguato sulla statale 106, la Taranto-Reggio Calabria, all'altezza dello svincolo per Taranto. Le vittime erano tutte in un'auto crivellata di colpi. Altri due bambini di 6 e 7 anni sono rimasti illesi. L'uomo, Cosimo Orlando, 43 anni, era in semilibertà; stava scontando una pena per duplice omicidio. La donna, 30 anni, madre dei bambini, era vedova di un altro pregiudicato ucciso nel maggio 2011.
La donna guidava la vettura che è stata crivellata di colpi di arma da fuoco sparati da un'automobile che si è affiancata; Orlando era seduto accanto, sul lato passeggeri, e aveva in braccio il bambino di quattro anni. Tutti e tre sono morti sul colpo. Sul sedile posteriore erano seduti altri due bambini, di 6 e 7 anni, che sono rimasti illesi. Tutti e tre i bambini erano figli della donna, avuti da una precedente relazione con un uomo, un pregiudicato, rimasto ucciso in un agguato.
La donna guidava la vettura che è stata crivellata di colpi di arma da fuoco sparati da un'automobile che si è affiancata; Orlando era seduto accanto, sul lato passeggeri, e aveva in braccio il bambino di quattro anni. Tutti e tre sono morti sul colpo. Sul sedile posteriore erano seduti altri due bambini, di 6 e 7 anni, che sono rimasti illesi. Tutti e tre i bambini erano figli della donna, avuti da una precedente relazione con un uomo, un pregiudicato, rimasto ucciso in un agguato.
giovedì 23 gennaio 2014
Egitto, attacco a un checkpoint, 5 poliziotti uccisi
IL CAIRO - Cinque poliziotti sono stati uccisi in Egitto in un attacco armato contro un posto di blocco a sud del Cairo. Altri due sono rimasti feriti, uno gravemente, nell'attacco nella provincia di Beni Suef, a circa 100 km dalla capitale.
Due uomini in sella a moto "hanno aperto il fuoco pesantemente" sulle forze al checkpoint, dice la polizia. Attacchi contro le forze di sicurezza sono aumentati da quando il presidente islamista Mohammed Morsi è stato estromesso nel mese di luglio. Almeno 250 appartenenti al personale di sicurezza sono stati uccisi in attacchi armati da allora.
Non c'è ancora alcuna rivendicazione per l'attacco di oggi.
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giovedì 9 gennaio 2014
Galatro (RC): pensionato ucciso in un agguato nel giardino di casa
GIOIA TAURO - Un netturbino in pensione, incensurato, è stato ucciso in un agguato a Galatro, nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria). La vittima, Michele Franzé, 66 anni, era nel giardino davanti alla sua abitazione quando è stato raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni: è morto all'istante. L'uomo era separato dalla moglie e aveva qualche denuncia per liti in famiglia, legati al rapporto con la ex. Sul caso indagano i carabinieri.
martedì 19 novembre 2013
Settimo Milanese: agguato mortale in una ditta, ucciso il titolare
SETTIMO MILANESE - Agguato mortale a Seguro, una frazione di Settimo Milanese, alle porte di Milano. Un uomo è morto mentre suo figlio è rimasto ferito. Secondo le prime informazioni, contro i due sarebbero stati sparati colpi di pistola davanti a un'azienda di autotrasporti della quale la vittima era il titolare. Il figlio non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto le indagini sono condotte dai carabinieri. L'allarme è giunto intorno alle 7, quando sono stati sentiti dei colpi d'arma da fuoco in via Sabin. Poco dopo sono stati trovati i due corpi, quello del padre, di 48 anni, e del figlio, di 26 entrambi ancora vivi.
Il padre è stato portato in codice rosso al San Carlo di Milano, ma la corsa si è rivelata inutile: una volta giunto all'ospedale l'uomo è deceduto. Il figlio è stato trasportato all'ospedale Sacco del capoluogo in codice giallo.
Secondo le prime informazioni i killer avrebbero colpito i due nel cortile interno della ditta. Sul posto si trovano la sezione Rilievi dell'Arma e il Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano. A Settimo Milanese è in atto da tempo una faida tra famiglie di origine pugliese per il controllo dello spaccio di droga. Il fatto che l'uomo fosse il titolare dell'azienda lascia aperte altre ipotesi.
Secondo le prime informazioni i killer avrebbero colpito i due nel cortile interno della ditta. Sul posto si trovano la sezione Rilievi dell'Arma e il Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano. A Settimo Milanese è in atto da tempo una faida tra famiglie di origine pugliese per il controllo dello spaccio di droga. Il fatto che l'uomo fosse il titolare dell'azienda lascia aperte altre ipotesi.
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domenica 27 ottobre 2013
Mogadiscio: morto giornalista ferito in agguato: è il settimo del 2013
| MOGADISCIO - Mohamed Timacade al momento del suo ricovero |
Sale così' a sette il numero di giornalisti uccisi nel Paese da inizio anno e 50 le vittime degli ultimi sei anni. Tom Rhodes, consulente Cpj per l'Africa dice: "Mogadiscio è ancora un posto inaccettabilmente pericoloso per il lavoro giornalistico" e il presidente della Somalia, Sheikh Mohamud ha chiesto un'indagine immediata: "Il governo farà tutto ciò che è in suo potere per consegnare alla giustizia le persone coinvolte nelle violenze contro i nostri giornalisti". Già nel 2012 ci sono stati diversi attacchi rivolti ai giornalisti della Universal Tv, nata nel 2005 e principalmente occupata a documentare la diaspora somala con corrispondenti in Etiopia, Gibuti, Kenya.
venerdì 23 agosto 2013
Giovane ucciso in un agguato nella notte a Torre Annunziata
TORRE ANNUNZIATA - Un giovane è stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco in un agguato la scorsa notte a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Salvatore Cimmino, di 22 anni, è stato raggiunto da due colpi al petto e da tre colpi alla zona lombare. Soccorso dopo una telefonata anonima per un falso incidente stradale, è stato portato all'ospedale San Leonardo dove è giunto privo di vita.
lunedì 19 agosto 2013
Agguato in pieno centro a Mileto (Vibo): ucciso trentenne a colpi di pistola
MILETO (Vibo Valentia) - Un uomo, Antonio Corigliano, di 30 anni, è stato ucciso in un agguato compiuto da sconosciuti a Mileto, nel vibonese. Corigliano, che era già noto alle forze dell'ordine, era a bordo della sua automobile davanti a un bar in una traversa del corso pincipale della cittadina vibonese quando è stato avvicinato da alcune persone che hanno sparato cinque colpi di pistola. Il trentenne è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto all'istante.
Egitto: 24 poliziotti uccisi in un agguato nel Sinai
IL CAIRO - Almeno 24 poliziotti egiziani sono stati uccisi in un attacco nella penisola del Sinai. Stavano viaggiando in due autobus che sono stati attaccato da uomini armati vicino alla città di Rafah, al confine di Gaza, hanno detto le forze di sicurezza. Altri poliziotti sono rimasti feriti nell’esplosione degli ordigni azionati dagli assalitori. Il Sinai ha visto un rapido aumento di violenze commesse da presunti militanti islamici da quando Mohammed Morsi è stato estromesso dalla carica di presidente nel mese di luglio.
sabato 29 giugno 2013
Agguato a Gioia Tauro: inseguito, speronato e ucciso con 7 colpi di arma da fuoco
GIOIA TAURO - Un uomo è stato ucciso poco prima delle 18 a colpi di arma da fuoco in un agguato avvenuto a Gioia Tauro. Si chiamava Arcangelo Pelaia, aveva 37 anni, già noto alle forze dell'ordine; secondo la prima ricostruzione si trovava a bordo della sua auto, una Fiat Panda, quando ad un certo punto è stato inseguito e speronato da un altro mezzo e finito con 7-8 colpi di arma da fuoco. Il fatto è avvenuto nelle vicinanze della sede del Comando dei vigili urbani della città.
La morte di Pelaia è stata istantanea.
martedì 25 giugno 2013
Napoli, agguato nella centralissima piazza Mercato: un uomo gravissimo
| NAPOLI - La via Sopramuro, adiacente a piazza Mercato, dove è avvenuto l'agguato |
NAPOLI - Agguato, a Napoli, in vico Sopramuro nei pressi della centralissima piazza Mercato. Un uomo è stato ferito gravemente con colpi di arma da fuoco: al momento è in sala operatoria all'ospedale Loreto Mare. Anche un'altra persona è rimasta coinvolta: non si conoscono le sue condizioni di salute. Secondo una primissima ricostruzione, persone con uno scooter si sono avvicinate ad un altro scooter a bordo del quale c'era l'uomo poi ferito.
lunedì 17 giugno 2013
Calanna (Reggio Calabria): agguato, ucciso geometra comunale
CALANNA (Reggio Calabria) - Un geometra dell'ufficio tecnico del Comune di Calanna, Domenico Princi, di 41 anni, è stato ucciso stamattina in un agguato. L'uomo era a bordo della sua automobile quando è stato raggiunto da diversi colpi di fucile. L'uomo e' morto all'istante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini.
La sparatoria è avvenuta attorno alle 8 in una stradina del paese. La vittima, 41 anni, si stava recando al lavoro quando è stato raggiunto daI colpi di fucile caricato a pallettoni. Domenico Princi, era a bordo della sua automobile, una Fiat Bravo, e stava percorrendo la strada che collega Calanna e Rosalì. Princi è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto all'istante. Il killer, probabilmente nascosto lungo la strada, ha sparato contro l'automobile del geometra comunale due colpi a pallettoni. Princi, forse ferito, ha perso il controllo dell'automobile che si è fermata poco dopo. Il killer, secondo una prima ricostruzione, si è quindi avvicinato all'automobile ed ha sparato il colpo di grazia contro il geometra. Subito dopo l'autore dell'omicidio ha fatto perdere le sue tracce. Domenico Princi era incensurato e non aveva mai avuto problemi. A Calanna lo descrivono come una persona tranquilla e sempre cordiale con tutti.
La sparatoria è avvenuta attorno alle 8 in una stradina del paese. La vittima, 41 anni, si stava recando al lavoro quando è stato raggiunto daI colpi di fucile caricato a pallettoni. Domenico Princi, era a bordo della sua automobile, una Fiat Bravo, e stava percorrendo la strada che collega Calanna e Rosalì. Princi è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto all'istante. Il killer, probabilmente nascosto lungo la strada, ha sparato contro l'automobile del geometra comunale due colpi a pallettoni. Princi, forse ferito, ha perso il controllo dell'automobile che si è fermata poco dopo. Il killer, secondo una prima ricostruzione, si è quindi avvicinato all'automobile ed ha sparato il colpo di grazia contro il geometra. Subito dopo l'autore dell'omicidio ha fatto perdere le sue tracce. Domenico Princi era incensurato e non aveva mai avuto problemi. A Calanna lo descrivono come una persona tranquilla e sempre cordiale con tutti.
domenica 19 maggio 2013
L’agguato di Bari: morto anche il terzo ferito
BARI - Sono tre le persone uccise oggi in un agguato al quartiere San Paolo di Bari. Oltre a Vitantonio Fiore, pregiudicato di 22 anni figlio del boss Giuseppe, attualmente detenuto in carcere, sotto morti Claudio Fanelli, di 31 anni e Antonio Romito, di 30 anni. Questi ultimi due sono morti in ospedale a breve distanza l'uno dall'altro. Dai primi accertamenti della Squadra Mobile di Bari, gli assassini hanno sparato con una mitraglietta kalashnikov e probabilmente anche con una pistola calibro 9.
lunedì 29 aprile 2013
Potenza: uomo freddato da killer in un agguato davanti al portone di casa
POTENZA - Un uomo di 45 anni, Donato Abbruzzese, è stato ucciso la scorsa notte a Potenza, mentre stava tornando a casa. Secondo una prima ricostruzione fatta, a tendere l'agguato all'uomo sarebbero state almeno due persone, che lo hanno freddato con numerosi colpi di fucile in via Parigi. Abbruzzese aveva alcuni precedenti penali per reati contro la persona.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, Abruzzese, intorno all'una, deve aver incrociato una persona che lo aspettava nelle vicinanze del portone della sua abitazione e che gli ha sparato.
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domenica 17 febbraio 2013
Palermo: aveva subito attentati l’uomo ucciso nel quartiere Brancaccio da 2 killer mafiosi
PALERMO - Francesco Nangano, ucciso ieri sera a Palermo, aveva subito un attentato nel suo autosalone e l'incendio della propria auto. L'uomo, condannato per mafia e omicidio e poi assolto e risarcito per l'ingiusta detenzione, viveva nel quartiere Brancaccio e secondo gli inquirenti l'omicidio sarebbe maturato in ambienti mafiosi del quartiere. E’ stato freddato nel suo quartiere per contrasti, secondo gli inquirenti, con la famiglia mafiosa di Brancaccio, decapitata nel novembre del 2011 dall'operazione Araba Fenice, con la quale vennero smantellati i vertici del mandamento mafioso di Brancaccio.
Nangano è stato ucciso in modo plateale, come Giuseppe Calascibetta, ritenuto il capo mandamento della famiglia di Santa Maria di Gesù. L'omicidio avvenne nel settembre del 2011. Si temeva una nuova guerra di mafia. Così scattò l'operazione Araba Fenice che pose fine alle ostilità tra clan. Almeno fino a ieri sera.
Forse l'ordine di ucciderlo è partito proprio dal carcere dove si trovano i reggenti della cosca della zona. E' questa la pista che è stata subito imboccata dagli investigatori. Le modalità dell'agguato, la freddezza dei killer hanno lasciato pochi dubbi al sostituto procuratore Gaetano Paci che coordina le indagini e al capo della omicidi della questura di Palermo Carmine Mosca. Sei i bossoli calibro 9 per 21 millimetri trovati dalla scientifica ieri nel corso del sopralluogo; cinque hanno raggiunto al corpo Francesco Nangano che era appena uscito dalla macelleria Da Gigi in via Messina Marine per la consueta spesa.
Due killer a bordo di una moto e con i caschi integrali lo hanno atteso fuori. Appena è salito in auto lo hanno affiancato e ucciso. Non sono neppure scesi dalla moto come hanno raccontato alcuni testimoni. Un delitto dalla modalità tipicamente mafiose.
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