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lunedì 1 settembre 2014

GIOIA TAURO: la GDF sequestra 55 chili di cocaina purissima nascosti in un container proveniente dal Peru


Il terminal dei container al porto di Gioia Tauro
GIOIA TAURO - La guardia di finanza di Reggio Calabria ha sequestrato 55 kg di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro. La droga era nascosta in un container che trasportava un carico di lana, proveniente dal Perù e giunto nel porto della cittadina calabrese. La cocaina avrebbe fruttato circa 11 milioni di euro.

giovedì 3 luglio 2014

La nave americana con i veleni siriani se ne è andata da Gioia Tauro

la Cape Ray in navigazione
GIOIA TAURO - Scortata dalla Marina, la nave Cape Ray, che merColedì ha accolto le armi siriane nel porto di Gioia Tauro, ha lasciato la costa italiana ed è in acque internazionali dove, a breve, cominceranno le operazioni di neutralizzazione. Il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, ha ringraziato le autorità dicendosi "enormemente orgoglioso di tutti coloro che hanno reso possibile il trasferimento".

mercoledì 2 luglio 2014

Gioia Tauro: rapido e senza intoppi il trasferimento delle armi chimiche

Il trasbordo di un container dalla Ark Futura
GIOIA TAURO - Per il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti quella di Gioia Tauro, come luogo di trasbordo per le armi chimiche provenienti dalla Siria, "è stata la scelta giusta", resa possibile dalla "professionalità e la tecnologia avanzata in cui l'Italia è all'avanguardia". Le operazioni intanto continuano: "Al momento sono stati trasferiti 26 container, con un ritmo di 6-7 all'ora", hanno fatto sapere i vigili del fuoco che seguono il trasbordo. E' verosimile che l'operazione di trasbordo possa finire in 4-5 ore". Lo ha detto un responsabile dei Vigili del fuoco in conferenza stampa nella Capitaneria di porto di Gioia Tauro.
Le armi chimiche siriane sono arrivate a Gioia Tauro poco dopo le cinque. La nave danese Ark Futura che le trasporta è entrata in porto scortata da altre unità navali. Un elicottero sorvola la zona. La Ark Futura trasporta circa 800 tonnellate di agenti chimici, di cui 600 saranno trasferiti sulla nave americana Cape Ray arrivata martedì nel porto calabrese. Si tratta di 78 container: 3 di iprite e 75 di precursori del sarin, che saranno poi neutralizzati a bordo della Cape Ray.

Sono più di cento gli inviati e le troupe di testate italiane e internazionali accreditatesi in Prefettura a Reggio Calabria. Da Al Jazira alla televisione tedesca, a quella della Svizzera italiana fino alla Cbs, sono numerose le troupe che seguono l'evento trasmesso in streaming nella sala stampa allestita dalla Prefettura in collegamento diretto con il porto di Gioia Tauro.

La nave delle armi chimiche siriane è arrivata a Gioia Tauro

La Ark Futura in navigazione
GIOIA TAURO - Le armi chimiche siriane sono arrivate a Gioia Tauro. La nave danese Ark Futura che le trasporta ha attraversato l'imboccatura del porto, scortata da altre unità navali e un elicottero. La Ark Futura trasporta circa 800 tonnellate di agenti chimici, di cui 600 saranno trasferiti sulla nave americana Cape Ray già in rada da ieri. Si tratta di 78 container: 3 di iprite e 75 di precursori del sarin, che saranno poi neutralizzati a bordo della Cape Ray.
Le navi saranno rifornite di gasolio, operazione che dovrebbe durare poco meno di una giornata. Quindi il trasbordo vero e proprio e il passaggio dei container sulla "Cape Ray" che ripartirà ad operazioni concluse verso acque internazionali, dove gli agenti chimici verranno resi innocui attraverso il sistema dell'elettrolisi. La nave americana è infatti equipaggiata con due "field deployable hydrolysis systems" e a bordo viaggeranno 35 marine e 64 esperti chimici dell'Army's Edgewood Chemical Biological Center.

Il trasbordo è l'operazione che più preoccupa le autorità locali. Le due navi verranno attraccate in un tratto di banchina a sud del porto. I container saranno spostati da una trentina di portuali dipendenti della Mct. Le due navi sono di tipo Ro/Ro, imbarcazioni che utilizzano la tecnica Roll On - Roll Off (appunto Ro-Ro) di movimentazione orizzontale del carico, dotate cioè di un portellone davanti alla prua che consente l'accesso a mezzi gommati. Per ogni container trasbordato dovrà essere attuata la procedura di segnalazione alla sala operativa relativa alla tipologia di sostanze contenenti all'interno. I container verranno scaricati da gru per le quali è stata anche prevista l'istallazione di un generatore in caso di mancanza di energia elettrica. Lungo il tratto di banchina dove si svolgeranno le operazioni saranno istallate delle barriere e delle zone assorbenti in caso di incidente o perdite di sostanze chimiche sul terreno. In zona verrà anche attrezzato un posto di comando e di direzione delle operazioni, attrezzato con apparati di telecomunicazioni ma anche mezzi di trasporto e una stazione di decontaminazione gestita dai Vigili del Fuoco e dal 118. Le operazioni dovrebbero durare al massimo 48 ore.


E’ di oltre un chilometro l'area di sicurezza prevista dal Ministero dell'Interno e dalla Prefettura. In quell'area, quando i container verranno trasferiti da una nave all'altra, non ci dovrà essere nessuno. Per questa ragione le imprese che operano all'interno dell'area sono state avvisate e sospenderanno ogni attività.

giovedì 9 gennaio 2014

Galatro (RC): pensionato ucciso in un agguato nel giardino di casa

GIOIA TAURO - Un netturbino in pensione, incensurato, è stato ucciso in un agguato a Galatro, nella piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria). La vittima, Michele Franzé, 66 anni, era nel giardino davanti alla sua abitazione quando è stato raggiunto alla testa da alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni: è morto all'istante. L'uomo era separato dalla moglie e aveva qualche denuncia per liti in famiglia, legati al rapporto con la ex. Sul caso indagano i carabinieri.

mercoledì 31 luglio 2013

Preso il killer dell’uomo ucciso in pieno centro a Gioia Tauro


GIOIA TAURO - Il luogo dell'omicidio
REGGIO CALABRIA .  I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato l'autore dell'omicidio del trentasettenne Arcangelo Pelaia, con precedenti penali, freddato con nove colpi di pistola calibro 9 il 29 giugno, in pieno centro a Gioia Tauro (proprio davanti al locale Municipio e mentre le strade erano affollate di passanti verso le 18). I carabinieri hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi.
L'uomo si trovava alla guida della sua Fiat Panda quando la vettura era stata speronata. Da un'altra auto sono stati sparati diversi colpi. La morte di Pelaia era stata istantanea. Nel luglio del 2005 era stato coinvolto nel duplice omicidio dei cugini Leonardo e Saverio Giacobbe sul lungomare di Gioia Tauro e secondo le risultanze investigative era stato accausato della doppia esecuzione Giuseppe Pelaia, intervenuto a difesa del fratello Arcangelo in un battibecco tra le parti.

sabato 29 giugno 2013

Agguato a Gioia Tauro: inseguito, speronato e ucciso con 7 colpi di arma da fuoco

GIOIA TAURO - Un uomo è stato ucciso poco prima delle 18 a colpi di arma da fuoco in un agguato avvenuto a Gioia Tauro. Si chiamava Arcangelo Pelaia, aveva 37 anni, già noto alle forze dell'ordine; secondo la prima ricostruzione si trovava a bordo della sua auto, una Fiat Panda, quando ad un certo punto è stato inseguito e speronato da un altro mezzo e finito con 7-8 colpi di arma da fuoco.  Il fatto è avvenuto nelle vicinanze della sede del Comando dei vigili urbani della città.

La morte di Pelaia è stata istantanea. 

mercoledì 26 dicembre 2012

Gioia Tauro: giovane di 22 anni ucciso in auto da un sicario. Faida nella famiglia dei Piromalli?

Francesco Bagalà

GIOIA TAURO- Un giovane, Francesco Bagalà, di 22 anni, è stato ucciso nella notte in un agguato a Gioia Tauro. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima era a bordo di una Fiat Punto, in via Sarino Pugliese, quando il sicario gli ha sparato, probabilmente con una pistola.
La vittima è uno studente universitario di Messina che era rientrato a Gioia Tauro per le vacanze di Natale. Già noto ai carabinieri, Bagalà era stato arrestato l’8 luglio 2011 per una rissa culminata con l’omicidio del ventinovenne Vincenzo Priolo. Assieme a quest’ultimo, Bagalà e altre tre persone avevano aggredito un giovane, Vincenzo Perri, che subito dopo si sarebbe vendicato uccidendo Priolo. Un omicidio che è costato a Perri una condanna, in primo grado, a 30 anni di carcere al termine di un processo nel quale è stato giudicato in contumacia perché latitante.

La risposta all’omicidio Priolo è arrivata poche settimane dopo. Ancora doveva arrivare l’autunno del 2011 quando alcuni sicari hanno tentato di uccidere lo zio di Perri, Giuseppe Brandimarte. Il 26 febbraio scorso, infine, fu ucciso Giuseppe Priolo, zio di Vincenzo e nipote del boss di Gioia Tauro, Gioacchino Piromalli. Il sospetto degli inquirenti è che l’omicidio di Francesco Bagalà sia l’ultimo capitolo di una faida tutta interna alla famiglia mafiosa dei Piromalli. La scorsa notte, dopo essere stato in compagnia di amici, Bagalà ha preso l’auto per tornare a casa. Lungo la strada, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, qualcuno lo ha invitato a fermarsi. Il giovane ha rallentato e, quando era quasi fermo, l’assassino gli ha sparato alcuni colpi di pistola uno dei quali lo ha raggiunto alla testa. Il ragazzo è morto sul colpo. Solo una mezz’ora dopo l’agguato, una guardia giurata, insospettita dall’automobile sul ciglio della strada, ha lanciato l’allarme.

giovedì 7 giugno 2012

Maxisequestro di 300 chili di cocaina purissima su una nave a Gioia Tauro


La Msc Poh Lin, la nave della coca

REGGIO CALABRIA - Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel porto di Gioia Tauro. I militari hanno scoperto un carico di 300 chili di cocaina purissima rinvenuto all'interno di tre container in transito presso il porto calabrese e sbarcati dalla nave mercantile MSC POH LIN. L'operazione e' stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in coordinamento con la Procura della Repubblica di Palmi ed ha consentito l'individuazione dei tre differenti carichi occultati nei contenitori imbarcati presso diversi porti del Sud America. La merce, probabilmente destinata al mercato del nord Italia, avrebbe fruttato, con la vendita all'ingrosso, circa 11 milioni di euro mentre, con la vendita al dettaglio, la cifra avrebbe raggiunto i 60 milioni di euro. 
I sospetti degli investigatori sono sorti dalla comparazione tra la documentazione doganale e le caratteristiche fisiche del carico, costituito da scarti di alluminio, prodotti alimentari e legumi, destinati ad aziende del nord Italia non direttamente operanti nei relativi settori.
  Alla fine i Funzionari della Dogana di Gioia Tauro ed i Finanzieri hanno contato, all'interno di nove borsoni neri, 267 panetti di droga per un peso complessivo di 296,92 KG di cocaina di elevata qualita' e purezza. Il porto di Gioia Tauro, quindi, si conferma quale importantissimo snodo nelle rotte dei traffici illeciti di sostanze stupefacenti provenienti dal Sud America.