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lunedì 6 luglio 2015

VIBO VALENTIA, scoperta maxipiantagione di cannabis



VIBO VALENTIA, 6 luglio - Grande quasi quanto due campi di calcio: è l'area della maxi-piantagione di canapa indiana scoperta e sequestrata dalla Guardia di finanza in una zona impervia della provincia di Vibo Valentia, tra i comuni di Zungri e Parghelia. La coltivazione illegale, organizzata su oltre 10.000 metri quadrati, contava più di 12mila piante di cannabis indica, dell'altezza variabile tra 50 centimetri e un metro. Il blitz ha permesso di individuare e arrestare due soggetti intenti ad annaffiare le coltivazioni. Dopo i controlli del caso - si spiega in una nota - l'autorità giudiziaria ha disposto l'estirpazione delle piante e l'immediata distruzione. La piantagione, a fioritura completa - si aggiunge - avrebbe prodotto oltre 5 tonnellate di marijuana. Lo stupefacente, una volta essiccato ed immesso sul mercato, avrebbe fruttato un guadagno di decine di milioni di euro.


sabato 22 novembre 2014

VIBO VALENTIA, donna spara 7 colpi all’amante della figlia, docente di violino. Lui gravissimo, lei subito arrestata


Domenico Lombardo
VIBO VALENTIA - Un docente del liceo musicale Vito Capialdi di Vibo Valentia, Domenico Lombardo, di 47 anni, è stato ferito molto gravemente stamani con sette colpi di pistola. A sparare, in una via del centro, è stata una donna con un'arma calibro 7.65. Lombardo, che insegna violino, ha riportato ferite alla testa, al torace, al collo ed all'addome ed è stato ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale di Vibo. Sul ferimento indaga la Squadra mobile di Vibo Valentia. La donna - Caterina Cananzi, di 50 anni - è stata subito arrestata e ha sparato per vendicarsi del fatto che il docente aveva una relazione con la figlia, che ha 26 anni. Il ferimento è avvenuto durante un incontro del docente con la ragazza al quale si è improvvisamente presentata la madre della giovane. La donna ha estratto dalla borsa una pistola ed ha sparato. L'intento omicida della donna - per gli inquirenti - è indubbio. Il ferimento è avvenuto in un'aula del conservatorio Torrefranca di Vibo Valentia, dove Lombardo, che insegna al liceo musicale Vito Capialbi della stessa città e la figlia ventiseienne della donna che gli ha sparato si erano dati appuntamento. La giovane studia pianoforte nello stesso conservatorio, mentre Lombardo, secondo quanto si è appreso, si recava spesso nella struttura per esercitarsi. Tra i due c'era una relazione che andava avanti da circa un anno ma che era fortemente osteggiata dalla madre della giovane per il fatto che l'uomo è separato ed ha due figli, oltre che per la differenza d'età. Domenico Lombardo, secondo fonti investigative, pur essendo stato ricoverato nell'ospedale di Vibo Valentia con la riserva della prognosi, non sarebbe comunque in imminente pericolo di vita, anche se le sua condizioni si sono aggravate nelle ultime ore. L'aggravarsi delle condizioni del docente hanno indotto i medici dell'ospedale "Jazzolino" di Vibo a disporne il trasferimento in elisoccorso in una clinica del capoluogo sicilianoIn particolare, a destare preoccupazione è la ferita alla bocca causata da uno dei proiettili ritenuti ed esplosi dalla donna e che hanno finito per sfigurare il docente.

lunedì 19 agosto 2013

Agguato in pieno centro a Mileto (Vibo): ucciso trentenne a colpi di pistola


MILETO (Vibo Valentia) -  Un uomo, Antonio Corigliano, di 30 anni, è stato ucciso in un agguato compiuto da sconosciuti a Mileto, nel vibonese. Corigliano, che era già noto alle forze dell'ordine, era a bordo della sua automobile davanti a un bar in una traversa del corso pincipale della cittadina vibonese quando è stato avvicinato da alcune persone che hanno sparato cinque colpi di pistola. Il trentenne è stato raggiunto in diverse parti del corpo ed è morto all'istante. 

mercoledì 24 luglio 2013

‘Ndrangheta, un sequestro da 4 milioni di euro


CATANZARO - La Dia di Catanzaro ha confiscato beni per un valore di circa quattro milioni di euro, riconducibili a Domenico Antonio Ciconte, 49 anni, condannato per usura con sentenza divenuta definitiva il primo ottobre 2009 a conclusione del processo scaturito dall'operazione Dinasty che ha coinvolto esponenti di rilievo della cosca di 'ndrangheta Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia).

giovedì 30 maggio 2013

Nel Vibonese maestra d’asilo arrestata: picchiava i bambini

SAN COSTANTINO CALABRO (Vibo Valentia)  - Ines Romano, insegnante di una scuola dell'infanzia di San Costantino Calabro, nel Vibonese, è arrestata e posta ai domiciliari dai carabinieri. Alla donna viene contestato il reato di maltrattamento di minori. I maltrattamenti sono stati ripresi dalle videocamere fatte installare nella scuola dalla Procura vibonese che ha coordinato le indagini. La donna dava schiaffi, calci e spinte ai bambini dell'asilo che le erano affidati.
L'inchiesta è partita tre mesi fa dopo alcune segnalazioni. I carabinieri di Pizzo e della Compagnia di Vibo Valentia hanno sistemato nell'istituto alcune videocamere e grazie alle riprese audio-video, gli investigatori hanno avuto conferma dei maltrattamenti che avvenivano ai danni dei bambini dell'asilo. Dalle immagini, secondo quanto si è appreso, si vede l'insegnate che colpisce i piccoli con schiaffi, calci, spinte e li strattona.
Dopo avere ricevuto il rapporto dei carabinieri, il sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Gabriella Di Lauro, ha chiesto ed ottenuto dal gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Ines Romano. Secondo quanto si è appreso, altre persone sono indagate in stato di libertà nell'ambito della stessa indagine. Un'altra docente è stata infatti denunciata: la sua posizione è ancora al vaglio dei magistrati della Procura della Repubblica di Vibo. Secondo quanto si è appreso, la sua condotta sarebbe più sfumata rispetto a quella della collega che è stata arrestata.

La visione dei filmati realizzati nella scuola dell'infanzia comunale di San Costantino Calabro ''restituisce un quadro oltremodo eloquente della rigidità, autoritarismo ed aggressività connotanti la quotidiana relazione dell'indagata'' con i piccoli a lei affidati. Lo scrive il gip di Vibo Valentia nell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa nei confronti dell'insegnante.  La docente, secondo il gip, ''sia che si trovi a gestire situazioni di obiettivo disturbo alle attività didattiche, sia che espleti la normale mansione di controllo, è solita fronteggiarle ricorrendo sistematicamente, quotidianamente e reiteratamente sempre alla reazione violenta fisica o verbale e che va dalle leggere spinte, agli schiaffetti, alla minaccia di schiaffi, agli inseguimenti intorno ai banchi, al riposizionamento violento sulla sedia''. 

sabato 13 aprile 2013

Un ex magistrato calabrese sceglie il suicidio assistito a Basilea


VIBO VALENTIA - Un ex magistrato calabrese, Pietro D'Amico, di 62 anni, di Vibo Valentia, è morto in una clinica di Basilea, in Svizzera, dove gli è stato praticato il suicidio assistito. La notizia è riportata stamane dalla Gazzetta del Sud. I familiari di D'Amico hanno ricevuto la notizia della morte del congiunto, secondo quanto scrive il giornale, attraverso una telefonata della direzione della struttura sanitaria elvetica.
D'Amico aveva deciso di sottoporsi al suicidio assistito in piena lucidità scegliendo a tale scopo la struttura sanitaria in Svizzera, dove poi è morto. Il suo ultimo incarico lo aveva svolto alla Procura generale di Catanzaro in qualità di sostituto procuratore. Negli anni scorsi era stato indagato insieme ad altri magistrati dalla Procura di Salerno per una fuga di notizia per la perquisizione di un parlamentare nell'ambito dell'inchiesta Poseidone sui presunti illeciti nella gestione dei fondi per la depurazione. D'Amico era stato poi prosciolto ma aveva deciso di abbandonare la toga commentando che "questa magistratura non mi merita".

lunedì 1 aprile 2013

Tre scosse di terremoto in provincia di Cosenza


COSENZA - Due scosse di terremoto sono state registrate nelle ultime ore in provincia di Cosenza, nel distretto sismico della Piana di Sibari. Un terzo movimento tellurico e' stato registrato anche davanti le coste della provincia di Vibo Valentia, ma in questo caso l'epicentro e' stato ad alcuni chilometri dalla costa. Il terremoto più forte, con magnitudo 3.2, e' avvenuto alle 5,07 e, secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 32,3 km di profondita' ed epicentro non lontano dai comuni di Calopezzati, Cropalati, Crosia, Paludi e Rossano.
  Prima di questa scossa, alle 3:34, era stata registrata un'altra scossa di magnitudo 2.3. Sempre secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 32,5 km di profondita'. In entrambi i casi sono stati interessati i comuni di Calopezzati, Cropalati, Crosia, Paludi e Rossano. Non sono stati segnalati danni a cose o persone. 
Per quanto riguarda la scossa del vibonese, èavvenuta lontano dalla terra ferma alle 6,12 nel distretto sismico della Costa Calabria Occidentale, con magnitudo 2.1.

sabato 7 luglio 2012

Una telecamera ha ripreso il “killer della spiaggia” di Vibo Valentia



VIBO VALENTIA - Le immagini di una telecamera di videosorveglianza posta sulla strada di accesso alla spiaggia del 'Pennellò a Vibo Valentia marina potrebbero aver registrato elementi utili alle indagini sull'omicidio di Davide Fortuna, di 31 anni, ucciso ieri davanti alla moglie ed ai suoi due figli.   Le immagini registrate dalla telecamera potrebbe essere utili perchè l’uomo che guidava lo scooter utilizzato per accompagnare il killer sulla spiaggia aveva il volto scoperto. La persona che ha materialmente eseguito il delitto indossava, invece, un casco integrale. Dagli accertamenti del medico legale è emerso che Davide Fortuna è stato ucciso con cinque colpi di pistola calibro 9 che lo hanno raggiunto al torace.   A poca distanza dal luogo dell’omicidio, intanto, polizia e carabinieri hanno trovato uno scooter bruciato che potrebbe essere quello utilizzato dal killer e dal suo complice per raggiungere la spiaggia di Vibo Valentia. Dai primi accertamenti è emerso che lo scooter era stato rubato nei giorni scorsi.   Nel corso della notte gli investigatori hanno sentito decine di persone che erano sulla spiaggia, ma nessuno ha fornito elementi utili alle indagini. Dalla ricostruzione del delitto è emerso anche che il killer, prima di allontanarsi, ha sparato un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio. Quest’ultimo particolare è stato confermato dal ritrovamento di un bossolo ad alcuni metri di distanza dal luogo in cui è stato ucciso Fortuna.   L’omicidio, secondo polizia e carabinieri, è stato eseguito con particolare precisione e freddezza e questo fa ipotizzare che il killer fosse un professionista. Con il passare delle ore negli ambienti investigatori si rafforza sempre più l’ipotesi che l’omicidio sia riconducibile allo scontro tra esponenti della criminalità di Piscopio e Stefanaconi, nel vibonese.
Il delitto è avvenuto venerdì pomeriggio alle 17,30 sulla spiaggia di Vibo Marina, in località Pennello. Il killer ha esploso sette colpi di pistola calibro 9 che hanno centrato la vittima al petto e agli arti superiori mentre la stessa stava prendendo il sole. L'agguato si è consumato di fronte alla moglie, ai figli di 10 e 7 anni e ad altri parenti e amici. Il sicario, che indossava un casco integrale, si è, quindi, allontanato con un ciclomotore guidato da un complice, forse esplodendo anche un ultimo colpo per farsi largo tra la gente.
Il delitto è stato consumato undici giorni dopo l'agguato al quale è sopravvissuto il pregiudicato Francesco Meddis. Ennesimo capitolo della faida, esplosa nel settembre del 2011, dopo l'omicidio di Fortunato Patania, ma latente da anni, tra gruppi mafiosi di Stefanaconi e Piscopio. E proprio a Piscopio Davide Fortuna, per frequentazioni e parentele, sarebbe stato strettamente legato. 

giovedì 17 maggio 2012

Catanzaro e Vibo: sequestrati un invaso e 57 apparati idrici, acqua non potabile


L?invaso artificiale Alaco, sequestrato

VIBO VALENTIA - I Carabinieri del Nas di Catanzaro hanno sequestrato l’invaso artificiale Alaco, al confine tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia, e il relativo impianto di potabilizzazione, nonché 57 apparati idrici (serbatoi, sorgenti, pozzi, partitori) tutti facenti parte della rete dell’acquedotto, dislocati sul territorio delle due province. Il provvedimento di sequestro e’ stato emesso dalla Procura di Vibo Valentia per carenze igienico-strutturali. 
Ventisei le persone coinvolte nell’inchiesta, tra dirigenti e tecnici della societa’ di gestione del servizio idrico, responsabili delle Aziende Sanitarie Provinciali, dirigenti regionali e dell’Arpacal e i sindaci di alcuni comuni. Le accuse sono di aver consentito la distribuzione di acqua per uso umano non conforme ai requisiti di potabilita’.