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martedì 17 marzo 2015

Giustiziate per impiccagione 12 persone oggi all'alba nelle carceri del Pakistan


ISLAMABAD, 17 marzo - Dodici condannati sono stati impiccati dall'alba di oggi in poche ore in sette diverse prigioni del Pakistan, da Karachi, a Multan, Jhang, Gujranwala, Mianwali, Faisalad e Rawalpindi portando a 39 le persone messe a morte da quando il governo ha revocato la moratoria sulle esecuzioni delle pene introdotta nel 2008. Lo ha reso noto Geo Tv. Le impiccagioni, ha precisato l'mittente, dovevano essere 14 ma all'ultimo momento due condannati hanno ricevuto il perdono delle famiglie delle vittime.
Malik Nadeem e Mohammad Javed, assassini,  e sono stati impiccati nella prigione Adiyala a Rawalpindi. Due condannati a morte sono stati giustiziati nella prigione centrale di Karachi. Entrambi gli uomini, Mohammad Afzal e Mohammad Faisal, avevano avevano commesso un omicidio durante lo svolgimento di una rapina in zona Korangi di Karachi.
Condanne a morte di tre prigionieri sono stati effettuati presso il carcere distrettuale diJhang. Convict Riaz aveva commesso un omicidio nel 1995 nel corso di una lite domestica. Gli altri due prigionieri, Mubashir e Sharif, aveva rapito e ucciso un tassista nel 2012.
Zafar Iqbal è stato impiccato nella prigione centrale di Multan per aver abusato sessualmente e ucciso una bambina di sei anni.
Le autorità carcerarie del District Jail Mianwali hanno impiccato i detenuti Zafar Iqbal e Rab Nawaz. Iqbal aveva ucciso suo padre nel 2003, mentre Nawaz aveva ucciso una donna nel 2000. Due condannati a morte sono stati impiccati anche le prigioni centrali Faisalabad e Gujranwala.

giovedì 5 giugno 2014

Carceri sovraffollate: l’Ue promuove l’Italia “al primo esame”



STRASBURGO - L’Italia promossa al primo esame del comitato dei ministri del Consiglio d’Europa sulla risoluzione del problema del sovraffollamento carcerario. Nella decisione adottata oggi il comitato dei ministri UE ha riconosciuto i “significativi risultati” già ottenuti dall’Italia. Nella decisione del comitato dei ministri sulla esecuzione della sentenza Torreggiani, con cui la Corte Europea dei diritti umani aveva condannato un anno fa l’Italia, si legge che il comitato riprenderà in esame la questione “al più tardi nella sua riunione del giugno 2015” quando farà un esame approfondito sui progressi fatti. L’organismo di Strasburgo “riconosce l’impegno che le autorità italiane hanno messo nel risolvere la questione del sovraffollamento carcerario e i risultati significativi già ottenuti attraverso l’introduzione di varie misure strutturali”. Il comitato “prende inoltre nota che l’Italia ha introdotto, entro i limiti di tempo imposti dalla sentenza Torreggiani, un rimedio preventivo”.

martedì 17 dicembre 2013

Oggi in Cdm il decreto: via 3000 detenuti dalle carceri

ROMA - "Martedì (oggi - ndr) porteremo in Consiglio dei ministri dei provvedimenti molto importanti sulla giustizia penale e civile e sulle carceri". Lo ha spiegato il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, parlando a margine di una visita all'istituto penitenziario di Bollate (Milano). Il ministro ha confermato che "verrà istituito il Garante nazionale dei detenuti" e che le iniziative "produrranno un calo stimato e potenziale di 3mila detenuti".
Sulle "condizioni disumane delle carceri" era tornato anche il presidente Giorgio Napolitano, confidando anche in un'azione delle Camere. E il premier Enrico Letta aveva indicato che già il Cdm di martedì "avrebbe dato seguito" alle sue parole. Lo stesso ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri è poi attesa in Commissione giustizia al Senato giovedì per comunicazioni su amnistia e indulto, temi che ha sempre indicato come appannaggio del Parlamento. Ma per il momento l'attenzione è tutta concentrata sul provvedimento governativo che potrebbe produrre altri 3mila detenuti in meno, che aggiungono ai 4mila usciti in virtù delle precedenti misure svuota-carceri. 

Cosa prevede il decreto - Quali sono i punti fondanti di questo nuovo provvedimento? Liberazione anticipata: lo "sconto" di buona condotta per la liberazione anticipata passa da 45 a 75 giorni ogni 6 mesi di detenzione. Resta il giudice a decidere. La misura avrà valore retroattivo dal gennaio 2010 e varrà 2 anni dall'entrata in vigore della legge. Produrrà un'uscita anticipata che nel massimo arriva a 6 mesi e per chi vede partire il conteggio dal 2010 interesserà potenzialmente 1.500 persone. 

Braccialetto elettronico: oggi si può dare solo a chi sta ai domiciliari. La novità è l'applicazione esterna: affidamento in prova, permessi, lavoro esterno. La misura, oggetto fino alla fine di confronto con gli Interni, va letta anche come un incentivo ad adottarla per i magistrati, che finora l'hanno applicata poco e ora dovranno stendere delle motivazioni quando non la adottano ritenendo il soggetto troppo pericoloso. Resta fermo che il detenuto deve dare il consenso. 

Affidamento in prova: viene innalzato il "tetto" di pena da scontare per il quale si può beneficiare dell'affidamento in prova ai servizi sociali: passerà dagli attuali 3 anni a 4, ampliando la platea: la stima è che riguardi 1000-1500 persone. 

Espulsione: le misure prevedono di avviare le procedure di identificazione degli extracomunitari subito dopo la carcerazione e di incentivare l'adozione di una norma della Bossi-Fini, l'art. 16, poco applicata sull'espulsione immediata in alternativa agli ultimi due anni di pena per alcuni reati minori. Questo punto potrebbe riguardare teoricamente 4-5mila persone, ma il dato si riduce di molto calato nel concreto. 

Detenuti tossicodipendenti: il decreto aumenta le possibilità di affido terapeutico per i detenuti tossicodipendenti per favorire la cura nelle comunità di recupero anche in caso di recidiva per reati minori. Sempre sul fronte tossicodipendenze arriva il rato di "spaccio lieve" con pene minori da uno a 5 anni e multe per decongestionare i penitenziari. 


Garante nazionale detenuti: viene istituito il Garante nazionale dei detenuti, organo indipendente preposto a una tutela extra-giudiziale dei diritti di quanti si trovano ristretti negli istituti penitenziari. 

mercoledì 9 ottobre 2013

Grillo a Napolitano sulle carceri: “lacrime napulitane sospette”

ROMA - "Le lacrime napulitane versate per coloro che sono detenuti sono sospette da parte di chi è parte fondante di questa classe politica". Beppe Grillo dal suo blog attacca Napolitano e gli ricorda il piano carceri presentato a luglio dal M5S. "Nessuna risposta. C'erano le vacanze in Alto Adige, signor Presidente?".
Sulla proposta di Napolitano per l'amnistia e l'indulto "il sospetto che l'appello avvenga per salvare Berlusconi e una miriade di colletti bianchi è lecito". Grillo  accusa anche il capo dello Stato di non essere super partes. "Lei dovrebbe esserlo e non lo è quando attacca il M5S, che rappresenta otto milioni e mezzo di italiani". Noi, continua, "abbiamo un chiodo fisso, l'onestà, e non lo baratteremo con nessuno. Noi non molleremo, si metta l'animo in pace. Ccà nisciuno è fesso"

"La commistione con le vicende di Berlusconi" riguardo al messaggio del presidente Napolitano alle Camere "non ha nessun senso". Lo ha sottolineato il segretario del Pd Guglielmo Epifani, sottolineando che la vicenda giudiziaria del Cav. "non c'entra per adesso e non c'entrerà in futuro" con il tema del sovraffollamento delle carceri. "Ho trovato offensiva e volgare la polemica scatenata nei confronti del presidente della repubblica" dopo il suo messaggio alle Camera. Accuse "assurde e irricevibili" visto che "ho trovato la scelta di Napolitano assolutamente fondata".

'L'iniziativa del Presidente della Repubblica sulle carceri ci permette finalmente di non dover scegliere più tra Cesare e Pietro, ma di scegliere una sovranità reale e giuridica che, forse, sta diventando 'francescana'''. Così stamani Marco Pannella, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, annunciando poi un''grande raduno nazionale nel capoluogo lucano, a sostegno di Napolitano''. Pannella, parlando in una delle sale del seminario di Potenza, ha spiegato che il raduno ''necessario e urgente'' dovrebbe svolgersi l'11 ottobre, ma l'iniziativa ''è in corso di organizzazione'': il leader dei Radicali ha auspicato una forte partecipazione non solo dei componenti nazionali del partito, ma anche ''della gente, con un riscontro sopratutto nelle coscienze''. Pannella ha quindi ricordato il sostegno di Silvio Berlusconi ai referendum proposti dai Radicali, ''e lui può essere considerato uno di noi, ma non i berlusconiani'', per quei quesiti referendari che ''una sinistra povera e triste, caricatura della destra, e unita dal potere, e da nessun altro valore, non ha sostenuto''. Pannella, con il ministro degli Esteri Emma Bonino ed altri esponenti del partito, ha annunciato nei giorni scorsi anche la sua candidatura in Basilicata con le liste della ''Rosa nel pugno'' alle prossime elezioni regionali che si svolgeranno a novembre.

Il leader leghista Roberto Maroni ribadisce la sua ''netta contrarietà a qualunque forma di amnistia o indulto''. E promette battaglia in aula: ''Faremo, se serve, le barricate in Parlamento per evitare che questo provvedimento passi''. L'ex ministro degli Interni, al suo arrivo a un incontro a Milano, non nega che il numero di detenuti sia un problema. Anzi, ''il sovraffollamento delle carceri è un problema serio - sostiene il governatore della Lombardia - che si risolve costruendo nuove carceri, non mettendo in libertà migliaia di detenuti''. Una strada, quella dell'amnistia, che Maroni giudica ''la peggiore delle soluzioni''. E quindi aggiunge: ''qualcuno insinua che sia una misura ad personam. Non ci voglio credere. Di certo - conclude - è una misura in sé sbagliatissima''.

martedì 8 ottobre 2013

Napolitano, carceri questione “umiliante”. E parla di amnistia e indulto

ROMA - Giorgio Napolitano pone al Parlamento, attraverso un messaggio alle Camere,  "con determinazione e concretezza la questione scottante" dell'emergenza carceri, "da affrontare in tempi stretti".  Si tratta di una questione "drammatica", spiega.
"Sottopongo all'attenzione del Parlamento l'inderogabile necessità di porre fine ad uno stato di cose che ci rende corresponsabili delle violazione contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo. Esse si configurano come un'inammissibile allontanamento dai principi e dall'ordinamento si cui si basa l'integrazione europea. Ho dovuto mettere in evidenza - prosegue il Capo dello Stato - come la decisione della Corte di Strasburgo rappresenta la mortificante conferma della perdurante incapacità del sistema italiano di garantire i diritti elementari e la sollecitazione pressante ad imboccare una strada efficace. L'Italia - ricorda Napolitano - ha un anno per conformarsi" alla richiesta che arriva dalla Corte Europea. "Il termine annuale decorre da quanto il 28 maggio 2013 è stata respinta l'istanza presentata dall'Italia al fine di ottenere il riesame dalla sentenza: pertanto il termine scade il 20 maggio 2014. L'Italia - sottolinea - viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti. Alle violazioni dei diritti umani nelle carceri "si aggiungono quelle sulla durata non ragionevole dei processi".
"L'intollerabile livello di congestione delle carceri dà all'Italia il primato di sovraffollamento tra gli stati Ue con il 140,1%, mentre la Grecia è al 136,5%. La prima misura su cui intendo richiamare l'attenzione è l'indulto - dice Napolitano - che non incide sul reato e può applicasi ad un ambito esteso". Il Capo dello Stato precisa che dall'indulto sono esclusi "alcune fattispecie di reato per evitare pericolose ricadute, accompagnando l'indulto con misure amministrative volte all'effettivo reinserimento dei carcerati. Fermo restando l'esclusione dall'amnistia dei reati di particolare allarme sociale come la violenza contro donne, non ritengo che il capo dello Stato debba indicare le singole fattispecie da escludere: la perimetrazione dell'amnistia rientra nelle competenze esclusive Parlamento".
''Confido che vorrete intendere le ragioni del mio messaggio formale. Si tratta di questioni e ragioni che attengono a quei livelli di civiltà e dignità che il nostro paese non può lasciar compromettere da ingiustificabili distorsioni e omissioni della politica carceraria e della politica per la giustizia''. Così Giorgio Napolitano.

Cancellieri,ampia condivisione su carceri - "C'è ampia condivisione del messaggio del Presidente Napolitano che ha toccato temi molto, molto seri che hanno bisogno di una risposta". Così il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, dopo la lettura del messaggio del capo dello Stato alle Camere. "Stiamo lavorando a una vera riforma carceraria, questo alleggerimento è quello che manca".

mercoledì 6 febbraio 2013

Napolitano: gravissima la situazione delle carceri


MILANO - Sulla "gravissima" situazione carceraria "è in gioco l'onore dell'Italia": Giorgio Napolitano, in visita a San Vittore, sottolineando che i suoi appelli su questo come su altri temi fossero "accolti in misura maggiore".
Il capo dello Stato ha affermato che le osservazioni della Corte europea sulle carceri sono giustificate e ha invitato il suo successore e le nuove Camere a intervenire perchè "nessuno può negare la gravità e l'emergenza della situazione".

martedì 8 gennaio 2013

Carceri sovraffollate: la Corte di Strasburgo condanna l’Italia a pagare 100mila euro a 7 detenuti


STRASBURGO - L'Italia viola i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha quindi condannato l'Italia per trattamento inumano e degradante di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza.
La Corte ha inoltre condannato l'Italia a pagare ai sette detenuti un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza la Corte invita l'Italia a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario.

sabato 17 dicembre 2011

Affollamento delle carceri: ai domiciliari 3000 detenuti

ROMA - Varato ieri in consiglio dei ministri il decreto legge del ministro della Giustizia Paola Severino contro l'affollamento delle carceri. Prevede possibilita' di scontare a casa gli ultimi 18 mesi di pena (usciranno 3.300 detenuti), ''messa alla prova'' invece del carcere per condanne entro i 4 anni, detenzione presso le forze di polizia per gli arrestati da processare subito  (si calcola, in circa 16-18 mila persone il flusso dei detenuti che, sempre da qui a un anno - più o meno - non dovrebbero più mettere piede in carcere a seguito del blocco del meccanismo delle 'porte girevoli' per effetto del quale, adesso, entrano in cella, per non più di tre giorni, coloro che sono destinati al processo per direttissima, ad esempio perché colti in flagranza di reato. Per loro si farà ricorso alle celle di sicurezza delle forze di polizia, nelle quali andranno i magistrati a convalidare l'arresto evitando i costi delle traduzioni e l'aggravio di lavoro degli uffici) e 57 milioni di euro per nuove carceri, in particolare per quelle quasi utimate.
Misure di clemenza 'una tantum' non sono nell'agenda del governo Monti, tuttavia - rispondendo a una domanda - Severino ha spiegato di non aver "mai escluso che l'amnistia e l'indulto siano dei mezzi che contribuiscono ad alleviare l'emergenza carceri, ma ho sempre detto che non sono dei provvedimenti di matrice governativa: se questa indicazione verrà dal Parlamento io non la contrasterò".