giovedì 12 dicembre 2013

‘Ndrangheta, arrestato ex sindaco di San Luca e Rosy Canale, impegnata nella lotta antimafia

Rosy Canale
REGGIO CALABRIA - Sei persone, tra cui due boss, l'ex sindaco e un ex assessore di San Luca, sono state arrestate dai carabinieri di Reggio Calabria per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione: avrebbero agevolato la 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale. Fermata anche Rosy Canale, nota nella zona per il suo impegno antimafia.
Rosy Canale,di Reggio Calabria, 40 anni, aveva in gestione una discoteca, Malaluna per cui ha ha combattuto contro la ‘ndrangheta. Riceve minacce, subisce un violento pestaggio (le rompono denti, un braccio, una mano, tre costole, il femore) per aver impedito di spacciare droga al Malaluna.I fatti risalgono al 2004. E’ obbligata a anni di riabilitazione, prima di trasferirsi a Roma e poi a New York. Nel 2007, dopo la strage di Duisburg in Germania – sei morti per una faida tra due cosche di San Luca – Rosy Canale decide di tornare in Calabria: lavora come volontaria nella scuola, “capisco che è da lì che le cose devono cambiare, dai bambini già vittime dell’ignoranza, dalle insegnanti remissive, dalla madri educate all’obbedienza”. Rosy Canale fonda il Movimento delle Donne di San Luca, per creare possibilità lavorative e culturali per le donne ma anche per i loro figli.
L’esperienza si chiude per mancanza di sotegno economico da parte delle istituzioni che avevano promesso aiuti. Nel 2008 Rosy Canale vince il Premio per la Legalità del Comune di Locri e decide di raccontare la sua storia. Ad ottobre il Progetto contro le Mafie organizzato da Andrée Ruth Shammah al Franco Parenti di Milano ospita il debutto del suo spettacolo teatrale Malaluna Storie di ordinaria resistenza nella terra di nessuno .Dentro Rosy Canale ha messo tutto: l’infanzia, ma sorprattutto le morti della locride, le violenze, le minacce di quanto gestiva il Malaluna, la ribellione…
Secondo gli inquirenti, era tutto un bluff. Per lei l'accusa è di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa).
I due boss in manette sono Antonio Nirta, 57 anni, e Francesco Strangio, 59. Agli arresti è finito anche Francesco Murdaca, assessore comunale della Giunta che aveva come sindaco Sebastiano Giorgi, anch'egli raggiunto dal provvedimento di custodia cautelare. Il reato contestato è associazione mafiosa.
Le ordinanze di arresto, cinque in carcere e una ai domiciliari, sono state emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho.

Nessun commento: