venerdì 18 ottobre 2013

Le imprese bocciano la legge di stabilità, Napolitano la difende

ROMA - 'La legge di stabilità deve avere misure più consistenti per la ripresa''. Lo affermano in una nota Abi, Alleanza delle Cooperative, Ania, Confindustria, Rete Imprese Italia rilevando che ''manca una rapida e decisa azione di tagli alla spesa pubblica''; chiedono ''una riduzione più incisiva del cuneo fiscale e costo del lavoro''.
Non serve coraggio se "poco responsabile", dice il Capo dello Stato Giorgio Napolitano sulla Legge di Stabilità. L'atteggiamento critico sia "sostenibilmente propositivo e consapevole di vincoli e condizionamenti oggettivi che non si possono aggirare", altrimenti "non sarebbe una prova di coraggio ma una prova di incoscienza", avverte.
Sulla parola coraggio "bisogna intendersi", dice il presidente della Repubblica, rispondendo in una video intervista, nel corso del convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria, alla domanda se questo governo Letta-Alfano ha il coraggio necessario per affrontare una situazione così impegnativa o piuttosto, come sostenuto da qualcuno a proposito della legge di stabilità, soffre una mancanza di coraggio. Napolitano distingue "perché esiste anche la categoria del coraggio facile" che è quello "del dire bisogna fare di più, non bisogna temere di fare di più. Tutto questo però è molto retorico e bisogna stare attenti ad evitare che coraggio troppo facile non significhi poi coraggio poco responsabile. 2Quella non sarebbe una prova di coraggio ma - afferma Napolitano - una prova di incoscienza".
"La questione non è tanto di vedere quanto si sia stanziato o se si dovesse o potesse stanziare di più" dice il Capo dello Stato delle misure per ridurre il prelievo fiscale su imprese e lavoro. "Il problema è di vedere nell'insieme su quali risorse possiamo contare seriamente senza inventarci delle coperture fasulle".

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