ROMA - C'è "una grande disponibilita' del governo" per intervenire sulla tassazione delle rendite finanziarie: lo dice il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, parlando alle Commissioni parlamentari.
Tremonti ha specificato che le ipotesi sono quelle di non toccare i titoli di stato, di ridurre dal 27 al 20% i depositi bancari e postali e di aumentare al 20% dal 12,5% attuale la tassazione sui titoli, esclusi quelli di stato. Su questo, ha detto, "c'e' una grande disponibilita' del governo". Il ministro ha spiegato che "Dobbiamo e possiamo intervenire con forza su liberalizzazioni, servizi pubblici e professioni.
Il governo è pronto anche ad affrontare il capitolo costi della politica: "Dobbiamo intervenire con maggiore incisività sui costi della politica. Non solo sui costi dei politici ma sulle complessita' del sistema". Secondo Tremonti per ridurre i costi della politica non si deve intervenire solo "su quanto prendono" i politici, ma "anche su quanti sono".
Davanti alle commissioni parlamentari, Giulio Tremonti e' entrato nel dettaglio dei contenuti della lettera Bce all'Italia, richiesti a gran voce da partiti e parti sociali, ancora ieri nel corso dell'incontro a palazzo Chigi. Ha spiegato che in quella lettera ci sono anche "suggerimenti che riguardano le pensioni di anzianita', le donne nel settore privato e si formula anche l'ipotesi di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici". Ma, puntualizza Tremonti, "anche questo, non e' detto che debba essere oggetto dell'attivita' del governo italiano".
Tremonti ha ripercorso le tappe dell'intensificarsi della crisi: "Il decreto che pone il pareggio di bilancio al 2014 e' stato votato a metà di luglio scorso. Da allora tre fatti nuovi, successivi e concatenati hanno modificato il corso delle nostre attività: il primo è la intensificazione verticale della crisi". Dal periodo in cui l'Italia ha deciso di seguire le indicazioni dell'Europa sul pareggio di bilancio nel 2014, "la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza".
Oltre all'"intensificarsi della crisi", ha aggiunto Tremonti, c'e' stata anche anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013.
Il governo è pronto anche ad affrontare il capitolo costi della politica: "Dobbiamo intervenire con maggiore incisività sui costi della politica. Non solo sui costi dei politici ma sulle complessita' del sistema". Secondo Tremonti per ridurre i costi della politica non si deve intervenire solo "su quanto prendono" i politici, ma "anche su quanti sono".
Davanti alle commissioni parlamentari, Giulio Tremonti e' entrato nel dettaglio dei contenuti della lettera Bce all'Italia, richiesti a gran voce da partiti e parti sociali, ancora ieri nel corso dell'incontro a palazzo Chigi. Ha spiegato che in quella lettera ci sono anche "suggerimenti che riguardano le pensioni di anzianita', le donne nel settore privato e si formula anche l'ipotesi di tagliare gli stipendi dei dipendenti pubblici". Ma, puntualizza Tremonti, "anche questo, non e' detto che debba essere oggetto dell'attivita' del governo italiano".
Tremonti ha ripercorso le tappe dell'intensificarsi della crisi: "Il decreto che pone il pareggio di bilancio al 2014 e' stato votato a metà di luglio scorso. Da allora tre fatti nuovi, successivi e concatenati hanno modificato il corso delle nostre attività: il primo è la intensificazione verticale della crisi". Dal periodo in cui l'Italia ha deciso di seguire le indicazioni dell'Europa sul pareggio di bilancio nel 2014, "la crisi ha preso un corso diverso, non ancora finito e non ancora prevedibile nella sua dinamica. Io non sono accreditabile per formule ottimistiche, casomai per prudenza".
Oltre all'"intensificarsi della crisi", ha aggiunto Tremonti, c'e' stata anche anche l'indicazione da parte delle istituzioni europee per un anticipo della manovra al 2013.
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