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lunedì 14 aprile 2014

Utah: partoiìrisce 7 figli in 10 anni, li uccide e il conserva in scatole

Megan Huntsman
La "casa degli orrori" a Pleasant Grove
SALT LAKE CITY - Li aveva nascosti in scatole separate sparse nella stessa casa in cui viveva con altre tre figlie. In dieci anni aveva partorito 7 volte, ma subito dopo la nascita aveva ucciso i suoi stessi figli. A fare la macabra scoperta è stato l'ex marito della donna, che ha rinvenuto uno dei corpicini nel garage dell'abitazione nella quale ha vissuto insieme con la moglie fino a tre anni fa. La "casa degli orrori" si trova nello Utah, stato occidentale degli Stati Uniti, e la donna, 39 anni, è stata arrestata con l'accusa di omicidio.
La polizia è stata allertata sabato dall'ex marito, che casualmente ha trovato nel garage della casa dove avevano abitato insieme, e lui ancora vive, un contenitore con dentro il corpicino di un neonato. Sono così state avviate immediatamente delle ricerche più approfondite, e in altri ambienti della casa, a Pleasant Grove, ad una cinquantina di chilometri da Salt Lake City, sono stati ritrovati i corpi di altri sei neonati. Secondo quanto riferiscono fonti di stampa, la donna - di nome Megan Huntsman -, li avrebbe partoriti tra il 1996 e il 2006. Parlando con i giornalisti, i suoi vicini si sono detti scioccati, poiché, hanno affermato, non hanno mai notato che negli anni in questione fosse in gravidanza, neanche una volta. Poi, tre anni fa se ne era andata, lasciando l'ex marito e tre figlie, una teenager e due più grandi.
L'ex marito della donna, ha precisato un portavoce della polizia locale, non è al momento considerato dagli inquirenti 'persona di interesse', vale a dire che non e' sospettato. "Riteniamo che non fosse al corrente della situazione", ha detto il portavoce. I sette piccoli cadaveri sono stati frattanto inviati ad un istituto di medicina legale dello Utah per l'autopsia, affinché si possano determinare le cause della morte. 

   

giovedì 9 maggio 2013

Cleveland: il rapitore della casa degli orrori aveva partecipato alle ricerche di una delle ragazze

Amanda Berry, Gina de jesus e Michelle Knight

CLEVELAND - Ariel Castro è stato incriminato nella vicenda della casa degli orrori di Cleveland: quattro capi di imputazione per sequestro di persona (commesso ai danni delle tre donne detenute per anni e della figlia di una di loro) e tre capi di imputazione per stupro (nei confronti delle sole tre donne). Al momento nessuna incriminazione è stata formulata nei confronti dei suoi due fratelli.
"Non c'è nulla che ci porta a credere che Onil e Pedro Castro siano stati coinvolti nel caso o avessero conoscenza delle donne sequestrate all'interno della casa del fratello", ha spiegato il vice capo della polizia di Cleveland.
Gli investigatori non ritengono che Ariel Castro sia coinvolto in altri casi di ragazze scomparse nella regione.
 La polizia di Cleveland ritiene che l'unica opportunità di fuga per le tre ragazze sequestrate da Ariel Castro sia stata lunedì quando Amanda Berry è riuscita in effetti a sfuggire alla sua lunga prigionia e a chiedere aiuto. Le giovani hanno inoltre detto alla polizia di avere consapevolezza di essere state portate fuori dalla casa degli orrori solo due volte in dieci anni.
Amanda Berry, una delle tre ragazze rapite, ha partorito in una piscinetta gonfiabile nella "casa degli orrori" di Seymour Avenue. Lo riporta il Cleveland Plain Dealer citando fonti investigative. La piccola Jocelyn è nata il giorno di Natale di sei anni fa in prigionia.
 Ariel Castro adescò le tre ragazze offrendo loro passaggi in auto per portarle a casa. Nel caso di Amanda, che indossava una maglietta di Burger King, Castro aveva detto alla ragazza che anche suo figlio lavorava nella catena di fast food e che volentieri l'avrebbe accompagnata a casa. Ma anziché mantenere la promessa, Amanda venne portata a Seymour Avenue, nella casa che divenne il suo carcere. 
Gina DeJesus, un'altra delle ragazze rapite, era invece stata attirata nell'auto di Castro con la promessa di essere accompagnata a vedere Arlene, la figlia del sequestratore, di cui era amica e compagna di scuola. Arlene sarebbe stata l'ultima a vedere Gina prima del rapimento. La DeJesus ha detto alla polizia che anche Michelle Knight, la terza ragazza, era stata adescata con l'offerta di un passaggio a casa quando avvenne il sequestro.
Si è appreso che Ariel Castro aveva sfacciatamente suonato musica l'anno scorso a una raccolta di fondi nel decimo anniversario della scomparsa di Gina DeJesus e aveva anche confortato la madre della donna scomparsa. Gina invece era a casa sua, in catene. Quando era scomparsa, Castro aveva addirittura distribuito volantini che invitavano la gente a segnalare qualsiasi notizia di lei e spesso aveva partecipato alle ricerche dopo la sua scomparsa.