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venerdì 20 febbraio 2015

CANTON ZURIGO (Svizzera), scontro treno-metropolitana, 5 feriti


RAFZ (Svuzzera), 20 febbraio - Un convoglio della metropolitana e un treno si sono scontrati in Svizzera nella città di Rafz, nel canton Zurigo vicino al confine con la Germania: l'incidente ha provocato almeno cinque feriti, uno grave. La collisione è avvenuta alle 6:45 tra il treno della metropolitana e un treno ad alta velocità partito da Zurigo e diretto a Stoccarda. Secondo testimoni sul posto, il treno si è scontrato con i vagoni posteriori della metropolitana. Per il momento non si hanno notizie di vittime. Il tratto ferroviario Bülach-Sciaffusa, dove circolano le linee 5 e 22 della S-Bahn come pure i treni diretti Zurigo-Sciaffusa, è stato interrotto.


   

domenica 30 novembre 2014

SVIZZERA, bocciato il referndum sullo stop all'immigrazione "per motivi ecologici"


BERNA - Gli svizzeri hanno bocciato il referendum per limitare l'immigrazione per "motivi ecologici" (con il 78% dei no, secondo le prime stime). Bocciati anche quelli per abolire i forfait fiscali ai ricchi stranieri e per aumentare le riserve in oro della Banca centrale. I testi delle tre iniziative sono stati respinti nei 26 cantoni e semi-cantoni. Per essere approvata un'iniziativa popolare deve ottenere la doppia maggioranza, del popolo e dei cantoni.
In una prima reazione la vice presidente del comitato Ecopop, Cornelia Keller, ha detto che la sconfitta era prevedibile visto che governo e quasi tutti i parlamentari si erano detto contrari. Senza contare che gli avversari avevano 30 volte più mezzi finanziari del comitato promotore. Se i "no" raggiungono una quota del 33% si tratta comunque di un successo, ha detto.
Jo Lang, vice presidente dei Verdi, ha affermato che le motivazioni ecologiche invocate da Ecopop erano fittizie. Si puntava il dito contro gli stranieri, con non costituiscono la causa del problema.

giovedì 6 novembre 2014

MALTEMPO, in Ticino (Svizzera) frana su una casa, morte madre e bimba d 3 anni


LUGANO - Una donna, Monica Moriggi, di 31 anni e la figlia Alice di tre  sono morte sotto una frana che ha travolto la loro casa in Ticino (Svizzera), a causa del maltempo. I corpi della donna e della bambina sono stati ritrovati alle 4.30 di oggi. La loro casa era stata travolta da una colata di fango e detriti del bosco a Bombinasco (Curio) mercoledì sera e le ricerche sono durate tutta la notte.

La causa della morte di Monica e Alice è da collegare a un probabile soffocamento, hanno fatto sapere i soccorritori, che hanno spiegato come quello verificatosi a Bombinasco sia un evento piuttosto eccezionale, anche perché la zona mai, in passato, era stata interessata da episodi del genere. Alberi secolari testimoniano che da centinaia di anni frane importanti non si erano verificate. Impressionante la massa che si è staccata: i soccorritori hanno parlato di addirittura "un migliaio di metri cubi", che ha travolto la casa, distruggendo il piano superiore e spazzandolo di fatto via. Le operazioni sono avvenute in tre frasi distinte: il primo allarme è stato dato mercoledì sera verso le 18.10, quando alcuni automobilisti di passaggio sulla Cantonale a Bombinasco hanno notato sulla strada alcuni pezzi di casa. Il dispositivo di emergenza con i pompieri di Novaggio, Lugano, Magliaso - a cui si sono aggiunti altri corpi della zona - è intervenuto e la prima fase è stata la messa in sicurezza della zona. Successivamenteè iniziata una fase di scavo manuale e solo in seguito - grazie ad una pala meccanica - è stato possibile recuperare i corpi, precisamente alle 4.36 del mattino di oggi. In tutto, sono state impegnate 90 persone. 

mercoledì 13 agosto 2014

Treno della Ferrovia Retica investito da una frana nei Grigioni, carrozza nel burrone, 7 feriti



COIRA (Grigioni, Svizzera) - Un treno passeggeri è deragliato oggi in Svizzera, nel Canton Grigioni, a causa di una frana. Il treno è deragliato sulla linea tra Coira e St. Moritz nei pressi di Tiefencastel in un luogo difficilmente raggiungibile, a pochi chilometri a est di Thusis. Una carrozza è finita nel precipizio a lato dei binari, in un sito dove il fiume Albula ha scavato una gola profonda. Un’altra è rimasto parzialmente in bilico, mentre altre due sono uscite dai binari. Secondo la Polizia cantonale grigionese, nel treno si trovavano circa 200 passeggeri.
La polizia ha riferito del ferimento di "sette persone, cinque gravi". Sul posto sono intervenuti quattro elicotteri e varie decine di soccorritori, tra 50 e 100. Nella regione sono inoltre giunte 20-30 ambulanze e sommozzatori.

Un centinaio di persone è scesa dal treno e ha raggiunto a piedi la stazione di Tiefencastel. Alcuni di loro sono sotto shock e dovranno ricevere assistenza psicologica. Secondo le FFS e Yvonne Dünser, portavoce della RhB , il convoglio è stato investito da uno smottamento. Il portavoce della polizia Daniel Zinsli, contattato dal sito Blick.ch, ha affermato che l'incidente è avvenuto alle 13 in un "luogo di difficile accesso". Nella regione sta piovendo sin da questa mattina.




venerdì 1 agosto 2014

Trovata decapitata in un burrone in Svizzera l'avvocatessa di Milano scomparsa dall'Alto Adige

Corinne Schiutterle
BOLZANO - Era scomparsa l'11 giugno dall'albergo in Alto Adige in cui stava trascorrendo le vacanze in compagnia dei suoi due cani. E' stata ritrovata in un dirupo senza testa. Il cadavere di Corinne Schutterle, avvocatessa tedesca che viveva a Milano, era in stato di decomposizione sul fondo di un crepaccio tra i monti del Bernina, in Svizzera.
La donna era all'hotel Edelweiss di Curon, in provincia di Bolzano, e l'11 giugno era uscita a bordo della sua auto, una Toyota Auris. Da allora di lei si sono perse le tracce. Solo ora la polizia svizzera ha rinvenuto un cadavere che dovrebbe essere il suo. Accanto, anche il corpo di uno dei suoi due cani. 
I carabinieri di Silandro avevano dato il via alle ricerche dopo la denuncia presentata dal proprietario dell'albergo. Ma le indagini sono rimaste senza esito, fino alla scoperta degli agenti elvetici.

mercoledì 26 febbraio 2014

La Ue mette gli studenti svizzeri fuori dall'Erasmus, dopo il referendum sugli immigrati



BRUXELLES -  Gli studenti svizzeri saranno esclusi dall'Erasmus a partire dal prossimo anno accademico 2014/2015. Lo ha confermato un portavoce della Commissione Ue.
Dopo il referendum sulla libera circolazione con cui la Svizzera ha deciso di bloccarla, sono saltati una serie di accordi stretti con l'Ue tra cui quelli su ricerca ed istruzione. E questo ha bloccato la partecipazione di Berna ai nuovi programmi in materia, Horizon 2020 ed Erasmus+. Ormai, ha quindi chiarito il portavoce, è "totalmente chiaro che gli studenti svizzeri non potranno beneficiare del programma Erasmus al prossimo rientro accademico". Nessun problema, invece, per gli universitari in mobilità per l'anno in corso, che rischiano di essere gli ultimi svizzeri a poterne approfittare.

lunedì 10 febbraio 2014

Allarme in Europa per il sì al referendum anti immmigrati in Svizzera

LUGANO - Il risultato del referendum in Svizzera solleva ''notevoli problemi'' secondo Berlino. ''Il governo tedesco rispetta l'esito del referendum - ha detto oggi il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert - ma dal nostro punto di vista solleva problemi notevoli''.
A questo punto "si dovranno tirare le conseguenze politiche e giuridiche" con l'Ue, ha detto Seibert. "Nostro interesse - ha sottolineato il portavoce - deve anche essere mantenere il rapporto fra Ue e Svizzera più stretto possibile".
"L'impatto" del referendum svizzero sulla libertà di circolazione "si sta valutando, anche in termini quantitativi" ma "è molto preoccupante sia per quanto riguarda l'Italia, ma anche per gli altri accordi con la Ue", tra cui quelli fiscali. Lo ha detto il ministro degli esteri Emma Bonino. La questione sara' discussa oggi dal Consiglio Ue.
C'è preoccupazione nel Verbano-Cusio-Ossola, da dove ogni giorno 5 mila italiani varcano il confine per recarsi al lavoro in Svizzera, nei cantoni del Ticino e del vallese. ''E' un referendum che ci penalizza ma che l'Unione Europea ritiene illegale visto che la Svizzera ha firmato con l'Europa accordi sul libero scambio. Il problema è che in Svizzera per screditarci, accomunano i frontalieri ai clandestini''. Così Antonio Locatelli, presidente dei frontalieri del Vco. Non piace l'esito del referendum che ha visto gli svizzeri votare per una riduzione degli stranieri che lavorano oltre confine. ''I primi segnali che ci preoccupano - aggiunge Locatelli - sono gli annunci per le richieste di lavoro, sui quali già vengono inserite preferenze per chi parla le lingue nazionali o per chi è domiciliato oltre confine''.
L'esito era già previsto sul filo del rasoio. Globalmente, la Svizzera francofona ha tendenzialmente votato contro l'iniziativa, mentre in Ticino e nei Cantoni di lingua tedesca la maggioranza ha votato a favore.

Un sì alla quote sugli immigrati comunitari in Svizzera ''rischia di essere sfruttato'' dai populisti in vista delle elezioni europee di fine maggio. Lo teme il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che lo ha detto in una intervista pubblicata oggi dal domenicale svizzero NZZ am Sonntag, citata dal Financial Times online. ''Temo che un sì in Svizzera possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno alla Ue'', aggiunge il candidato alla presidenza della Commissione europea. L'Ft ricorda ricorda che un eurodeputato conservatore britannico, David Campbell Bannermann, ha chiesto la definizione di quorte da ogni singolo paese comunitario se la Gran Bretagna deciderà di lasciare l'Unione nel 2017.

domenica 9 febbraio 2014

Svizzera spaccata, ma il 50,4% dice sì alle quote per l'immigrazione

GINEVRA - Il 50,4% degli elettori svizzeri ha detto di sì alle quote per l'immigrazione, secondo una proiezione dell'istituto Gfs. I no sono al 49,6%, quando mancano ancora i risultati di Berna e Zurigo.
L'esito era già previsto sul filo del rasoio per il referendum "Contro l'immigrazione di massa". Globalmente, la Svizzera francofona ha tendenzialmente votato contro l'iniziativa, mentre in Ticino e nei Cantoni di lingua tedesca la maggioranza ha votato a favore. L'inziativa era stata promossa dalla destra conservatrice asieme a un'altra denominata "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" che vuole ritirare i costi delle interruzioni volontarie di gravidanza dalle spese coperte dall'assicurazione malattie di base. Proposta che è stata bocciata. Il testo sull'immigrazione chiede l'introduzione di tetti massimi e contingenti annuali per tutti gli stranieri, "stabiliti in funzione degli interessi globali dell'economia svizzera e nel rispetto del principio di preferenza agli Svizzeri". L'accettazione mette a rischio gli accordi sulla libera circolazione delle persone in vigore tra la Svizzera e l'Unione europea. 

venerdì 27 dicembre 2013

Le valanghe fanno strage sulle Alpi in Svizzera e Francia: 4 morti

Tre sciatori sono morti questa mattina travolti da valanghe sulle Alpi. A Saint-Moritz (Svizzera) due persone sono state travolte da una slavina ed una è morta. Altri due decessi sono avvenuti a La Clusaz (Francia), in fuoripista, dove sono tutt'ora in corso le operazioni di soccorso.Un'altra valanga è caduta questa mattina in val Thorens, sempre in Alta Savoia, travolgendo tre sciatori che sono stati soccorsi e tratti in salvo.
Altro morto in Svizzera, la vittima e' un irlandese  - Un altro sciatore è morto oggi in Svizzera dopo essere stato travolto da una valanga. La vittima è un irlandese di 27 anni residente nel cantone di Zurigo. Appassionato di scialpinismo, era disperso da ieri sera a sud di Realp, nel cantone di Uri (Svizzera centrale). Questa mattina, dopo che un elicottero aveva avvistato nella zona una colata di neve, il soccorso alpino svizzero ha attivato le ricerche e ha ritrovato il corpo dello sciatore sepolto sotto la neve.
Slavina su pista sci Marebbe, nessun ferito - Hanno lavorato tutta la notte i soccorritori per la caduta di una grossa slavina su una pista da sci a San Vigilio di Marebbe. E' stato alla fine escluso che vi fossero persone travolte. Su un fronte di 30 metri l'intero strato di neve della pista si era staccato di netto e grossi blocchi di ghiaccio e neve dello spessore di oltre 80 cm erano scivolati a valle. Il fronte si è poi allargato, interessando gran parte della pista "Erta" e la massa di neve in movimento ha travolto e divelto oltre 100 metri di rete di protezione e i sostegni metallici che la reggono. La forte pioggia della notte precedente e il suolo non ghiacciato hanno contribuito in maniera decisiva al distacco, che si è verificato sul pendio più esposto della pista di Coppa Europa, dove la pendenza raggiunge i 61%. Alla luce delle fotoelettriche hanno lavorato 70 operatori del soccorso alpino con l'ausilio dei cani da valanga.

giovedì 26 dicembre 2013

La neve blocca il traffico ferroviario tra Italia e Svizzera a Domodossola


La nevicata a nord di Domodossola
DOMODOSSOLA - I collegamenti ferroviari tra l'Italia e il cantone vallese della Svizzera sono interrotti dalle 2,30 della notte a causa di una forte nevicata. Il traffico è sospeso nel tratto compreso traDomodossola e il valico di Iselle per la caduta di alberi sulla sede ferroviaria fa le stazioni di Varzo e Preglia. Un treno a lunga percorrenza tra Italia e Svizzera è fermo da alcune ore nello scalo di Domodossola.

martedì 30 luglio 2013

Trovato morto il macchinista di uno dei due treni scontrati in Svizzera: 35 feriti


GINEVRA - I due treni incastrati uno nell'altro
GINEVRA -  La collisione frontale di due treni in Svizzera ha causato almeno 35 feriti (5 dei quali in modo grave) e una vittima, il macchinista di uno dei due convogli, inizialmente dichiarato disperso. La collisione e' avvenuta intorno alle 18:50 di ieri sera a Granges-pres- Marnand, tra Moudon e Payerne, nel cantone di Vaud a nord del lago di Ginevra: un treno viaggiava in direzione di Losanna, l'altro proveniva da Losanna. Il corpo senza vita del macchinista e' stato disincagliato nella notte dai pompieri dalla cabina di guida, distrutta nella collisione .

mercoledì 8 maggio 2013

Bruxelles, presa la banda che aveva rapinato 50 milioni in diamanti all’aeroporto



BRUXELLES - Trentuno persone sono state arrestate oggi tra il Belgio, la Svizzera e la Francia nell'ambito dell'inchiesta in corso su una spettacolare rapina avvenuta su una pista dell'aeroporto di Bruxelles lo scorso febbraio. Lo ha reso noto il portavoce del tribunale di Bruxelles. Il valore del bottino della rapina, consistente in circa 10 chilogrammi di diamanti, è stato stimato in 50 milioni di dollari.
Una grossa quantità di diamanti e 100mila franchi svizzeri (80mila euro), ritenuti parte del bottino sono stati sequestrati dalla polizia elvetica in una serie di perquisizioni a Ginevra. In Svizzera sono stati anche fermati un avvocato ed un uomo d'affari elvetici. 
Una banda aveva tagliato la recinzione perimetrale dell'aeroporto e fatto irruzione nella stiva di un aereo svizzero pronto al decollo, razziando i 50 milioni di diamanti pronti a essere trasportati a Zurigo. I ladri (“veri professionisti” avevano detto i pm) erano travestiti da poliziotti e ben armati. Con minibus avevano abbattuto le barriere di sicurezza ed avevano raggiunto un aereo della Helvetic Airways, costringendo il personale ad aprire la stiva per raggiungere le gemme che erano già state caricae. Avevano poi preso 120 pacchetti prima di fuggire attraverso lo stesso foro nella recinzione. I pubblici ministeri hanno spiegato che l'intera operazione era durata complessivamente  solo circa cinque minuti, nessun colpo era stato sparato e nessuno era rimasto ferito. Un sospetto è stato arrestato in Francia e sei in Svizzera. Gli altri 24 sono stati rastrellati nei pressi di Bruxelles.

giovedì 2 maggio 2013

Suicidio assistito per ex assessore di Jesi, disabile e con una vita sfortunata


JESI - Ha scelto il 25 aprile, una data emblematica, per andarsene. Daniela Cesarini, 66 anni, ex assessore ai servizi sociali del Comune di Jesi e candidata sindaco del Prc alle elezioni amministrative del 2012, è ricorsa al suicidio assistito in Svizzera, dove è consentito dal 1941, come Lucio Magri, fondatore del 'Manifesto' e storico leader della sinistra e come l'ex magistrato calabrese Pietro D'Amico morto tre settimane fa. Aveva perso marito e figlio.
Solo oggi la notizia è trapelata dai congiunti, che avrebbero peraltro appreso il fatto il 30 aprile, grazie a una lettera inviata dalla clinica a un'amica della donna. Una vita segnata dalla politica e dal dolore, quella di Daniela, disabile con problemi motori, colonna portante del circolo del Prc a Jesi, sempre in prima fila nella difesa dei diritti dei lavoratori e delle pari opportunità. Alcuni anni fa aveva perso il marito dopo lunga malattia, e lo scorso 4 gennaio era morto il figlio Diego Piersantelli, 29 anni, andato in coma dopo una festa di Capodanno a Jesi. Il giovane era stato trasportato agonizzante, dagli amici, al Pronto soccorso, ma non ce l'aveva fatta.

sabato 13 aprile 2013

Un ex magistrato calabrese sceglie il suicidio assistito a Basilea


VIBO VALENTIA - Un ex magistrato calabrese, Pietro D'Amico, di 62 anni, di Vibo Valentia, è morto in una clinica di Basilea, in Svizzera, dove gli è stato praticato il suicidio assistito. La notizia è riportata stamane dalla Gazzetta del Sud. I familiari di D'Amico hanno ricevuto la notizia della morte del congiunto, secondo quanto scrive il giornale, attraverso una telefonata della direzione della struttura sanitaria elvetica.
D'Amico aveva deciso di sottoporsi al suicidio assistito in piena lucidità scegliendo a tale scopo la struttura sanitaria in Svizzera, dove poi è morto. Il suo ultimo incarico lo aveva svolto alla Procura generale di Catanzaro in qualità di sostituto procuratore. Negli anni scorsi era stato indagato insieme ad altri magistrati dalla Procura di Salerno per una fuga di notizia per la perquisizione di un parlamentare nell'ambito dell'inchiesta Poseidone sui presunti illeciti nella gestione dei fondi per la depurazione. D'Amico era stato poi prosciolto ma aveva deciso di abbandonare la toga commentando che "questa magistratura non mi merita".

mercoledì 3 aprile 2013

Famiglia in gita pasquale in Svizzera, ma con 110 chili di lingotti d’oro in auto. Sequestrati


PONTE CHIASSO - Viaggiava verso la Svizzera in compagnia della moglie e dei tre figli piccoli per quella che sembrava una comune gita pasquale con la famiglia. Peccato che, all'interno di due doppifondi ricavati sotto i sedili dell'auto, trasportava dodici lingotti d'oro, per un peso complessivo di 110 kg e un valore di circa 4,5 milioni di euro. La scoperta dei finanzieri del gruppo Ponte Chiasso (Como), è avvenuta domenica scorsa durante i controlli in materia doganale e di circolazione transfrontaliera di valuta in azione di "retrovalico", fuori cioè dagli spazi doganali.
I militari hanno intercettato e fermato l'utilitaria condotta dall'uomo (un 53enne italiano residente in Svizzera): un primo sommario controllo del mezzo effettuato sul posto si è concluso con esito negativo, ma visti i crescenti segni di nervosismo degli occupanti, a un certo punto divenuti inspiegabili, e le risposte evasive fornite alle domande dei finanzieri, i due sono stati accompagnati in caserma per un approfondito controllo della loro autovettura.
Lì è stato scoperto il "tesoro" nascosto sotto i sedili: ogni lingotto del prezioso metallo, privo di qualsivoglia attestazione circa provenienza e/o grado di purezza, era confezionato in comune carta di giornale avvolta con nastro adesivo. L'uomo, legale rappresentante di una società svizzera, non ha fornito spiegazioni o dimostrato la legittima provenienza dell'ingente quantitativo dell'oro ed è stato denunciato per il reato di riciclaggio. L'oro e l'autovettura sono stati sequestrati. Sono ora in corso le indagini per accertare provenienza e destinazione dell'oro.

mercoledì 13 marzo 2013

"Bomba nella galleria del Sempione". Fermi tutti i treni tra Italia e Svizzera


DOMODOSSOLA - Allarme bomba nella galleria ferroviaria del Sempione, che collega Italia e Svizzera. Una telefonata alla gendarmeria svizzera ne ha annunciato la presenza su un treno che stava entrando nel tunnel che collega le stazioni di Briga (Canton Vallese) e Domodossola (Vco). La circolazione ferroviaria è stata subito interrotta: i treni internazionali sono fermi lungo la linea sia in territorio elvetico che italiano. I poliziotti stanno ispezionando il tunnel ferroviario lungo 20 km.

mercoledì 27 febbraio 2013

Lucerna: entra in una fabbrica e spara. Tre morti, compreso il killer

LUCERNA - La polizia davanti alla fabbrica della sparatoria

LUCERNA  -Tre persone sono morte e altre sette sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta all'interno di un'azienda nel Lucernese, in Svizzera. Un uomo avrebbe aperto il fuoco intorno alle 9 nella mensa aziendale della Kronospan, ditta per la lavorazione del legno a Menznau, sparando sui dipendenti che stavano facendo colazione. Alcuni testimoni, citati dai media locali, parlano di un "vero e proprio massacro".
Tra le vittime ci sarebbe anche la persona che ha aperto il fuoco. Almeno quattro feriti in gravi condizioni sono stati portati in ospedale con l'ausilio di tre elicotteri. L'area è stata recintata. Nella fabbrica Kronospan di Menznau, sede principale della società leader nella produzione di pannelli di legno, lavorano quattrocento persone. Come riportato dal giornale locale "Willisauerer Bote", la ditta aveva annunciato una riduzione della produzione.

venerdì 22 febbraio 2013

Imu, Berlusconi promette: “La Svizzera è un falso problema, nel caso i 4 miliardi ce li metto io”


ROMA - "Quello della Svizzera è un falso problema che gli altri partiti hanno messi in campo, perché questa cosa dell'Imu li ha trafitti. Ieri hanno avuto una reazione brutale, Bersani ha perfino detto che io sono un imbroglione. Io invece ho dato un esempio di serietà, e ho detto che ci metto 4 miliardi della mia fortuna per mantenere la parola. Pentito? Anzi, è un modello che dovrebbe essere preso come esempio da seguire". Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi, nella Tribuna elettorale a Rai Parlamento.

mercoledì 20 febbraio 2013

Abbattuto a Poschiavo in Svizzera l’orso trentino M13, frontaliere troppo vivace

L'orso M13 in una delle sue scorribande notturne


TRENTO - La storia dell'orso trentino M13 è terminata nel più triste dei modi: l'animale, da tempo sorvegliato a vista dopo una lunga serie di scorribande, è stato abbattuto in Svizzera nel cantone Grigioni. M13si era svegliato dal letargo e si era avvicinato ai centri abitati, senza mostrare alcun timore nei confronti dell'uomo. Ora su Facebook il gruppo Emme Tredici, che conta 3.700 amici, è in lutto: "Riposa in pace. Adesso nessuno ti farà più del male". E aggiunge: “Questo è accaduto grazie ad una gestione incapace e incompetente delle autorità, che invece di proteggerlo,e di attuare tutto il possibile, hanno firmato la sua condanna. Chiediamo le dimissioni dei responsabili con mail di protesta ai seguenti indirizzi:
info@bafu.admin.ch
info@ajf.gr.ch
mario.cavigelli@bvfd.gr.ch
info@bvfd.gr.ch
Recapiti telefonici:
Sezione Media, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. 031 322 90 00
Mario Cavigelli, capo del Dipartimento costruzioni, trasporti e foreste del Cantone dei Grigioni, tel. 081 257 36 14
Georg Brosi, capo dell’Ufficio per la caccia e la pesca del Cantone dei Grigioni, tel. 081 257 38 92
La breve vita di M13 è stata piuttosto movimentata. Il plantigrado in passato aveva sbranato in Alto Adige e in Svizzera pecore e anche un cavallo: c'era paura nei suoi confronti perché non scappava davanti all'uomo. Per questo era stato munito più volte di radiocollare.
Nel maggio 2012 l'orso era stato urtato da un treno in Svizzera, senza riportare però gravi ferite, mentre suo fratello M14 poche settimane prima era stato ucciso da un Suv sulla statale del Brennero a nord di Bolzano. A novembre in Val Poschiavo, nel cantone svizzero dei Grigioni, il plantigrado era entrato in una cascina, abitata solo nel fine settimana, e aveva fatto razzia di patate, causando anche un grande disordine.
E così si arriva agli ultimi giorni di vita dell'animale, quando l'orso si era svegliato dal letargo e si era avvicinato ai centri abitati, senza mostrare alcun timore nei confronti dell'uomo. M13 su Facebook era una star grazie al gruppo "Emme Tredici" con migliaia di amici. La petizione lanciata proprio sul social network per salvargli vita non è servita a nulla.

Ecco il comunicato ufficiale del consiglio federale svizzero:
La mattina del 19 febbraio 2013, l’orso M13 è stato abbattuto nella regione di Poschiavo. Il giovane orso era ormai diventato un pericolo per la sicurezza delle persone: si era infatti più volte spinto fino ai centri abitati alla ricerca di cibo, aveva seguito di giorno persone e non mostrava più alcun timore, anche dopo il letargo, nonostante le ripetute azioni di dissuasione. L’abbattimento è stato eseguito conformemente alla Strategia Orso Svizzera.
L'orso M13 si aggirava dalla primavera 2012 nel Cantone dei Grigioni, in particolare nella regione di Poschiavo, spingendosi fino ai villaggi e alle zone abitate alla ricerca di cibo, senza mostrare alcun timore dell'uomo. Dopo che da ottobre 2012 si era spinto più volte nelle zone abitate della regione di Poschiavo alla ricerca di cibo e provocato danni nelle immediate vicinanze di abitazioni e di una scuola, nel novembre 2012 è stato fatto rientrare nella categoria degli orsi pericolosi e sorvegliato in modo ancora più intenso. Il 12 e 13 novembre si è infilato per due notti consecutive in un ripostiglio adiacente a un casale, mangiando le scorte di cibo che vi si trovavano. Dopo alcuni giorni il giovane orso è scomparso ed è andato in letargo nella zona sopra Poschiavo. Al risveglio, si è di nuovo avvicinato alle persone, questa volta di giorno, e non reagiva praticamente più alle azioni di dissuasione dei guardacaccia.
Nonostante non avesse mai manifestato comportamenti aggressivi, il rischio che potesse prima o poi verificarsi un grave incidente con il ferimento o addirittura il decesso di una persona era ormai troppo elevato per essere tollerato. I servizi competenti di Confederazione e Cantone sono giunti alla conclusione che non vi fossero più possibilità di influenzare il comportamento dell'orso. Secondo la Strategia Orso Svizzera, il plantigrado era diventato un orso pericoloso che doveva essere abbattuto. Detta strategia prevede che un orso debba essere eliminato qualora non manifesti più alcun timore nei confronti dell'uomo, si spinga ripetutamente fino alle zone abitate e non si intimorisca nonostante i frequenti tentativi di dissuasione.
La mattina del 19 febbraio 2013, l'orso M13 è stato abbattuto nella regione di Poschiavo. La carcassa è attualmente esaminata nel Cantone dei Grigioni.

martedì 29 gennaio 2013

Svizzera: amministratore di condominio uccide due coniugi italiani emigrati


LUGANO - Una coppia di coniugi italiani, emigrata in Svizzera nel 1975 da Anzano di Puglia, nel Foggiano, è stata uccisa ieri sera a colpi di pistola a St. Margrethen, nel canton San Gallo della federazione elvetica. Le vittime sono Angelo Michele Capuano, 74 anni, e la moglie Orsola Leonardi, 67. Responsabile dell'omicidio è l'amministratore di condominio, un 41enne con il quale marito e moglie avrebbero avuto dissidi.
Il duplice omicidio, secondo quello che si è saputo, è stato compiuto davanti all'abitazione dei due, alla periferia della cittadina svizzera, mentre marito e moglie rientravano con le buste della spesa. Il presunto assassino, allontanatosi con un'automobile, è stato successivamente arrestato dalla polizia nei pressi del lago di Costanza a una dozzina di chilometri dal luogo del duplice omicidio.
Delle due vittime, il marito è stato trovato morto all'arrivo dei soccorritori, mentre la moglie è morta dopo essere stata ricoverata in ospedale in gravissime condizioni. Le indagini, riferisce la Polizia cantonale, sono tuttora in corso. 
Ad Anzano di Puglia, paese del Subappennino dauno, vivono alcuni nipoti dei coniugi Capuano che sono partiti per la Svizzera quando hanno appreso la notizia.