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lunedì 22 dicembre 2014

L’AQUILA, blitz antiterrorismo del ROS, 14 “neri” arrestati, progettavano attentati

L’AQUILA - Blitz antiterrorismo dei carabinieri del Ros: 14 gli arresti in corso di esecuzione in varie regioni italiane su disposizione della magistratura dell'Aquila nei confronti di un gruppo clandestino che, richiamandosi agli ideali del disciolto movimento neofascista "Ordine Nuovo", progettava "azioni violente contro obiettivi istituzionali". I militari hanno arrestato una persona a Milano ed hanno eseguito anche alcune perquisizioni nel capoluogo lombardo.
Nell'ordinanza di custodia cautelare si contestano i reati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico ed associazione finalizzata all'incitamento, alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Contestualmente agli arresti sono in corso delle perquisizioni a carico di altri 31 indagati.

Al centro delle indagini del Ros, riferiscono gli investigatori, un gruppo che sulle orme di "Ordine Nuovo" aveva messo in cantiere azioni violente nei confronti di "obiettivi istituzionali", allo stato non meglio precisati, utilizzando i social network come "strumenti di propaganda eversiva". I carabinieri hanno anche documentato i ripetuti tentativi degli indagati di reperire armi, tramite una rapina già pianificata o mediante approvvigionamenti all'estero.

mercoledì 26 febbraio 2014

Sacra corona unita: 43 arrestati a Lecce, droga ed estorsioni


LECCE - Eseguite da polizia e carabinieri di Lecce 43 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone ritenute affiliate e capiclan della Sacra corona unita. Le accuse vanno dal traffico internazionale di droga alle estorsioni compiute nei confronti dei gestori degli stabilimenti balneari che si trovano sul litorale adriatico.

giovedì 5 settembre 2013

India: violentavano ragazze handicappate in un istituto, arrestati direttore e custode


NEW DELHI - Un responsabile di un istituto per handicappati e un custode sono stati arrestati con l'accusa aver stuprato cinque ragazze che erano ospitate nel centro situato a Jammu, nel nord dell'India. La polizia, intervenuta dopo la denuncia di un attivista, ha scoperto che le adolescenti, di età compresa tra i 14 e 16 anni, erano abitualmente violentate e torturate dai due uomini.

mercoledì 8 maggio 2013

Bruxelles, presa la banda che aveva rapinato 50 milioni in diamanti all’aeroporto



BRUXELLES - Trentuno persone sono state arrestate oggi tra il Belgio, la Svizzera e la Francia nell'ambito dell'inchiesta in corso su una spettacolare rapina avvenuta su una pista dell'aeroporto di Bruxelles lo scorso febbraio. Lo ha reso noto il portavoce del tribunale di Bruxelles. Il valore del bottino della rapina, consistente in circa 10 chilogrammi di diamanti, è stato stimato in 50 milioni di dollari.
Una grossa quantità di diamanti e 100mila franchi svizzeri (80mila euro), ritenuti parte del bottino sono stati sequestrati dalla polizia elvetica in una serie di perquisizioni a Ginevra. In Svizzera sono stati anche fermati un avvocato ed un uomo d'affari elvetici. 
Una banda aveva tagliato la recinzione perimetrale dell'aeroporto e fatto irruzione nella stiva di un aereo svizzero pronto al decollo, razziando i 50 milioni di diamanti pronti a essere trasportati a Zurigo. I ladri (“veri professionisti” avevano detto i pm) erano travestiti da poliziotti e ben armati. Con minibus avevano abbattuto le barriere di sicurezza ed avevano raggiunto un aereo della Helvetic Airways, costringendo il personale ad aprire la stiva per raggiungere le gemme che erano già state caricae. Avevano poi preso 120 pacchetti prima di fuggire attraverso lo stesso foro nella recinzione. I pubblici ministeri hanno spiegato che l'intera operazione era durata complessivamente  solo circa cinque minuti, nessun colpo era stato sparato e nessuno era rimasto ferito. Un sospetto è stato arrestato in Francia e sei in Svizzera. Gli altri 24 sono stati rastrellati nei pressi di Bruxelles.

mercoledì 25 gennaio 2012

Blocco dei Tir: disagi, arrestati, incidenti, feriti. La protesta si fa violenta. Vogliamo farli smettere?


ROMA - La polizia stradale ha avviato indagini sull'incendio avvenuto la notte scorsa a una bisarca, carica di 9 autovetture, ferma in una piazzola di sosta sull'A1 tra Caianello (Caserta) e San Vittore, nel Frusinate. L'incendio si è verificato intorno alle 2,30. L'autista si era addormentato quando la bisarca, che trasportava nove vetture, è stata avvolta dalle fiamme partite dalla parte posteriore del mezzo. L'intervento degli agenti della Polstrada di Frosinone ha consentito di salvare l'autotrasportatore polacco e di spegnere il rogo.

CESENA: 2 ARRESTATI. CARMAGNOLA: UN FERITO - Quando hanno visto che non aveva intenzione di partecipare allo sciopero, prima gli hanno tagliato le gomme del tir. Poi, quando si sono accorti che erano stati fotografati, sono entrati nell'abitacolo, lo hanno minacciato con dei punteruoli e si sono fatti consegnare la macchina fotografica digitale. L'episodio è di ieri pomeriggio a Cesena, durante la protesta degli autotrasportatori. I carabinieri, avvisati dalla vittima, hanno arrestato due fratelli, di 39 e 26 anni, per rapina, minacce e danneggiamento. Il camionista protagonista dell'intimidazione è un romeno, che, verso le 17, era uscito da un'azienda nella zona industriale di Pieve Sestina: lì vicino, nell'autoparco, era in corso uno dei presidi nella zona. Più tardi, lo straniero ha chiamato il 112 e ha denunciato il fatto. I militari hanno rintracciato i due, e nella macchina di uno di loro hanno trovato i punteruoli, due cacciaviti a cui era stata modificata la punta. Si tratta di due italiani, titolari di una piccola ditta di autotrasporti.
Un altro incidente, questa volta non mortale sulla Torino Piacenza, all'altezza di Carmagnola, presso la rotatoria di via Sommariva 51, dove era in corso un blocco stradale realizzato da alcuni mezzi pesanti.
Massimiliano M., 38 anni, di Caramagna (Torino) è stato ricoverato al Cto del capoluogo piemontese, dopo essere stato sfiorato da un rimorchio. L'autotrasportatore si era avvicinato al mezzo di un collega per convincerlo ad aderire alla protesta, ma questi e passato oltre fratturandogli una gamba, con la parte posteriore del mezzo. Rintracciato dai carabinieri di Moncalieri, l'uomo ha ammesso di aver toccato il collega, presumibilmente mentre percorreva la rotatoria di via Sommariva, ma ha anche precisato di non essersi accorto di aver arrecato danno al collega.

LIVORNO: FERITO MANIFESTANTE- Si è aggrappato alla portiera di un tir in movimento per convincere l'autista a fermarsi, ma è caduto e si è ferito. E' accaduto a un manifestante che sta partecipando alle proteste degli autotrasportatori a Livorno. L'episodio è avvenuto in via Leonardo Da Vinci, strada che collega la città al porto industriale. Il manifestante, un romeno di 30 anni, mentre passava un autoarticolato guidato da un camionista polacco, si è aggrappato a un lato della motrice, per cercare di fermarlo. Il camion ha proseguito la sua corsa, anche se a bassa velocità, e alla fine il trasportatore ha dovuto desistere: ha mollato la presa ed è caduto a terra riportando un lieve trauma cranico e alcune contusioni. L'uomo é stato portato al pronto soccorso. Sull'episodio stanno effettuando accertamenti polizia stradale e Digos.

ARRESTATI A TERMOLI - E' di due persone arrestate il bilancio della quarta giornata di presidio degli autotrasportatori davanti al casello dell'A/14 di Termoli. Le due persone sono state fermate dal Commissariato della città dopo un violento litigio accaduto in nottata. I tir fermi sulla S.s. 87 di Termoli sono sempre più numerosi ed i disagi sempre maggiori per la popolazione sia per il carburante, ormai introvabile in zona sia per le derrate alimentari che iniziano a scarseggiare.

AGGREDITO A LATINA - Fermato e aggredito perché tentava di superare un blocco organizzato dai camionisti che aderiscono allo sciopero dei tir. E' successo sulla Pontina, in provincia di Latina dove da tre giorni a Borgo San Donato si sono radunati i camionisti che aderiscono alla protesta. Dall'aggressione è nata una colluttazione. Due persone sono rimaste ferite. Decine di mezzi continuano a sostare lungo la Pontina ma anche sulla Monti Lepini e nei pressi di Aprilia e Cisterna, nella zona dell'agropontino. I disagi intanto proseguono anche nel sud pontino, al Mercato ortofrutticolo di Fondi in particolare, dove da due giorni non arriva la merce. Gli agricoltori dei Comitati agricoli riuniti, in prima fila nella protesta pontina, hanno distribuito oggi ai cittadini frutta e verdura proveniente dalle campagne della provincia che era rimasta sui camion.

lunedì 17 ottobre 2011

I violenti di piazza San Giovanni arrestati rischiano da 3 a 15 anni di reclusione. Il ministro Maroni annuncia nuove proposte legislative


L'assalto al blindato dei carabinieri a piazza San Giovanni a Roma
ROMA - Rischiano da 3 a 15 anni di reclusione i 12 manifestanti arrestati sabato scorso a Roma, in flagranza di reato, durante la manifestazione degli indignati. La procura ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di età compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. A decidere sulle richieste della procura sarà il gip Elvira Tamburelli. Tra domani e dopodomani ci saranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ed i sostituti Marcello Monteleone e Francesco Minisci, accertata per tutti e 12 la resistenza a pubbico ufficiale, stanno ora valutando le singole posizioni al fine di stabilire se e a chi attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni.
Sono tre femmine e nove maschi gli arrestati sabato. Dei dodici solo uno è straniero, proviene dalla Romania e nessuno è del Nord Italia. Il romeno ha 21 anni. Oltre ai dodici ci sono altre 8 persone fermate e denunciate, sei dei quali minorenni e le cui posizioni saranno valutate dalla procura presso il tribunale dei minori.
La Procura di Roma ha contestato ai 12 arrestati anche l'aggravante di "avere operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone con l'utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici": questo fa salire la pena massima a 15 anni. "I reati contestati - è detto nella richiesta di convalida - si inseriscono in un complesso di condotte di maggiore gravità che, in attesa di altre acquisizioni, esaltano la pericolosità qui contestati, commessi nella consapevolezza di fornire un apporto al contesto di prolungata ed allarmante violenza". Proseguono gli accertamenti per identificare altri teppisti anche attraverso le immagini degli incidenti. I magistrati attendono una serie di informative, compresi i risultati delle perquisizioni di oggi.
"Condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri". E' quanto sostiene il procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, che coordina le indagini su quanto avvenuto sabato. Secondo i magistrati confermare questa ipotesi investigativa ci sono comportamenti tenuti dai teppisti come ad esempio quando un gruppo di circa dieci persone é rientrato nel corteo togliendosi casco e felpa nera. "Siamo in presenza - afferma Saviotti - di comportamenti studiati, di azioni tattiche di scontri urbani preventivati ed organizzati". Una forma di "strumentalizzazione di una manifestazione pacifica, l'uso della manifestazione come contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni domani in Senato annuncerà una proposta per "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Lo ha riferito lo stesso Maroni ai giornalisti. "Domani riferirò in Senato -ha spiegato Maroni arrivando a un incontro istituzionale in Assolombarda - è devo dire che per una volta sono d'accordo, con l'onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani". Il ministro dell'Interno non ha infine voluto rispondere a una domanda sulle polemiche per la sua assenza da Roma sabato durante gli scontri.

giovedì 11 agosto 2011

Londra: tribunali aperti anche di notte per processare i violenti. Ieri niente incidenti (pioveva forte)

LONDRA - Il vasto dispiegamento di polizia e la forte pioggia caduta in diverse zone della Gran Bretagna ha scongiurato una quinta notte di disordini. Oggi, intanto, il Premier David Cameron presiedera' un'altra riunione del Cobra, il comitato di emergenza, per poi riferire in Parlamento durante una sessione straordinaria dedicata proprio alle violenze dilagate questa settimana a Londra e nel resto del Paese.
Tra le misure adottate dalle autorita' britanniche, quella di tenere aperti i tribunali anche la notte per velocizzare i processi a carico delle persone arrestate  da sabato scorso. Ieri Caneron aveva dichiarato che ''la linea dura'' sta pagando e che i poliziotti sono pronti a ripristinare la calma nelle strade anche con l'utilizzo dei ''cannoni ad acqua''.
Finora la polizia ha arrestato solo nella capitale 888 persone e altre 371 sono state incriminate. A Birmingham si e' svolta nella notte una veglia funebre per commemorare i tre uomini investiti da una macchina nel corso dei tumulti mentre cercavano di proteggere il proprio quartiere.