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lunedì 16 febbraio 2015

ROMA, sgominata la banda delle banche

ROMA, 16 febbraio - La squadra Mobile di Roma ha smantellato una banda di criminali esperta in colpi in banche nel quartiere della Balduina. Otto persone in manette, ritenute responsabili di alcune rapine messe a segno tra il 2012 ed il 2014, tra le quali quella dell'inverno scorso quando colpirono travestiti da Babbo Natale, grazie alle informazioni ricevute da una dipendente infedele. Il colpo fruttò centinaia di migliaia di euro.  È stato anche documentato un tentativo di rapina, effettuato mediante un buco nel muro, perpetrato dalla banda all'interno di uno stabile adiacente all'Istituto di credito posto a pochi passi dalla Città del Vaticano.

La banda è stata monitorata dalla Squadra Mobile per mesi nel corso di riservati e delicati servizi di pedinamento ed osservazione nei quali sono stati documentati i contatti del gruppo criminale, i sopralluoghi effettuati di giorno e di notte.

lunedì 21 aprile 2014

Le banche verso la chiusura di 1500 filiali

ROMA -  Le più importanti banche italiane chiuderanno, nei prossimi anni, circa 1.500 filiali. Gli istituti spingono dunque l'acceleratore sulla rottamazione degli sportelli, iniziata già da qualche anno sotto la spinta della crisi e del boom delle transazioni online. Le filiali cambieranno con meno cassa e più consulenza. Dal 2007 a oggi, sono già stati persi circa 800 sportelli. Si è infatti passati da 32.800 a 31.900. E' quanto emerge dai dati diffusi dalla Banca d'Italia, che prendono in considerazione oltre 600 istituti bancari tra Spa, popolari e banche di credito cooperativo. 
I piani industriali dei "grandi" parlano chiaro. La rottamazione degli sportelli proseguirà. Intesa Sanpaolo passerà da 4.100 a 3.300 sportelli entro il 2017. Unicredit da 4.100 a 3.600 entro il 2018.Monte dei Paschi di Siena da 2.300 a 2.100.

sabato 19 aprile 2014

Il prelievo per "coprire" gli 80 euro in busta paga, le banche non ci stanno


Antonio Patuelli
ROMA - Arriva l'altolà delle banche il giorno dopo il via libera al decreto che porta "i mitici 80 euro" in busta paga. Proprio dagli istituti di credito, infatti, arriva una delle voci principali per la copertura della misura, 1,8 miliardi dall'aumento al 26% della tassazione sulla rivalutazione delle quote di Bankitalia: "L'Italia - afferma infatti il presidente dell'Abi Antonio Patuelli - penalizza fiscalmente le banche operanti" nel paese "rispetto a quanto avviene alle concorrenti degli altri paesi Ue, addirittura nell'anno degli esami a tutte le banche europee che così verranno svolti con ancor più disparità fiscali". Le banche, aggiunge Patuelli, chiedono al governo "un forte ripensamento" anche perché, per l'appunto, si rischia altrimenti una penalizzazione nell'anno in cui vengono sottoposte all'esame della Bce.

lunedì 10 febbraio 2014

Banche, sofferenze in crescita, tassi giù, ma anche i prestiti ai privati

ROMA - Sofferenze in crescita per il sistema bancario. A dicembre il tasso di crescita sui dodici mesi è risultato pari al 24,6% (22,7% a novembre). Lo comunica Bankitalia.
In calo i tassi di interesse per i mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, passati dal 3,86% di novembre al 3,80% di dicembre. In calo anche i tassi sulle nuove erogazioni di credito al consumo passati all'8,69% dal 9,20% di novembre. I tassi d'interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie fino a 1 mln sono risultati pari al 4,36% (4,38% a novembre); quelli sui prestiti sopra 1 mln al 2,82% (2,76% a novembre). I tassi passivi sul complesso dei depositi sono stati pari allo 0,97%.
Calano ancora i prestiti al settore privato nel mese di dicembre rispetto allo stesso mese del 2012. Lo comunica Bankitalia, precisando che i finanziamenti ai privati hanno registrato una contrazione su base annua del 3,8% (-4,3% a novembre). I prestiti alle famiglie sono invece scesi dell'1,2% sui 12 mesi (-1,5% nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, del 5,3% (-6% a novembre).
Infine, a dicembre rallenta il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato, risultato del 2,3% (6,1% a novembre). In diminuzione anche la raccolta obbligazionaria, diminuita dell'8,3% sui dodici mesi (-7,3% a novembre).

giovedì 19 dicembre 2013

Saccomanni batte Germania 1-0: accordo europeo di garanzia sulle banche

Saccomanni esulta
BRUXELLES - Dopo oltre dodici ore di negoziati l'Ecofin raggiunge l'accordo "storico", come lo definisce il ministro Fabrizio Saccomanni, sul meccanismo che farà fallire le banche in modo controllato (SRM), senza che la loro crisi metta a rischio né il sistema finanziario né gli Stati. Si tratta della seconda tappa dell'Unione bancaria, dopo la supervisione unica targata Bce. Per Saccomanni è ora "sventato il rischio di una nuova Lehman Brothers", e l'Italia riesce ad ottenere dalla Germania quello che voleva: uno strumento di garanzia che intervenga a fornire liquidità in ultima analisi (backstop o paracadute finanziario), per evitare che le crisi diventino ingestibili se un istituto in risoluzione ha finito i fondi cui attingere.

"Finisce l'era dei salvataggi bancari massicci e dei conti pagati dai contribuenti", ha detto il commissario al mercato interno Michel Barnier commentando l'accordo, che "porterà stabilità finanziaria e migliori condizioni di finanziamento all'economia reale". L'accordo 'generale' raggiunto dall'Ecofin è solo la metà del cammino della legislazione che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento Ue e poi di nuovo all'Ecofin.

giovedì 31 ottobre 2013

Oggi bancari in sciopero


ROMA - La prima volta dei bancari in piazza. Per lo sciopero della categoria, il primo da 13 anni, tutti i sindacati hanno organizzato giovedì 31 ottobre un corteo a Ravenna, città del presidente Abi Giovanni Patuelli (numero uno della locale Cassa di Risparmio) e manifestazioni a Roma, Genova, Padova e Milano. Lo sciopero è proclamato contro la disdetta anticipata del contratto collettivo consegnata dall'Abi.

giovedì 28 marzo 2013

Cipro: riaprono le banche, presidiate dalla polizia


NICOSIA - Riaprono oggi, alle 12 ora locale, le banche a Cipro. Ma lo fanno imponendoforti restrizioni ai clienti. A partire da un limite ai prelievi fissato a 300 euro al giorno. La polizia presidia le banche del centro di Nicosia per evitare problemi, viste le file che si sono create di fronte agli istituti di credito. In vigore altri controlli sul capitale, inclusi un limite ai trasferimenti di denaro e ai pagamenti con le carte di credito a 5mila euro al mese; non saranno cambiati assegni anche se potranno essere incassati. I ciprioti non sono autorizzati a viaggiare con più di mille euro.

martedì 26 marzo 2013

Banche chiuse fino a giovedì a Cipro, dopo l’accordo con l’Eurogruppo


NICOSIA - L'accordo sul salvataggio di Cipro non ha bisogno di essere votato dal parlamento di Nicosia perché non è più una tassa, ma prevede solo la ristrutturazione e risoluzione di banche, come da legge già passata venerdì: lo ha precisato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble al termine della riunione. La banca centrale di Cipro ha annunciato che tutte le banche rimarranno chiuse fino a giovedì e non riapriranno quindi domani, come reso noto precedentemente.
L'eurogruppo ha dato il via libera al piano di salvataggio per Cipro. "L'accordo raggiunto - ha detto il presidente Jeroen Dijsselbloem - mette fine alle incertezze su Cipro e sulla zona euro. L'intesa evita la tassa e ristruttura profondamente il settore bancario di Cipro". Il direttore del Fmi, Christine Lagarde, raccomanderà al Fondo monetario internazionale di partecipare al piano.
Le misure previste dall'accordo si limiteranno solo alle due banche maggiormente problematiche, cioè Laiki e Bank of Cyprus. La Laiki sarà risolta subito, in una bad bank e in una good bank, e quindi scomparirà. Gli asset buoni finiranno nella Bank of Cyprus, così come la liquidità d'emergenza della Bce (Ela), che deve essere restituita. Tutte le altre non saranno toccate. I depositi sotto i 100mila euro della Laiki saranno garantiti, quelli sopra i 100mila subiranno delle perdite che saranno decise durante il processo di liquidazione.  Anche la Bank of Cyprus subirà delle perdite, ma non sarà l'Eurogruppo a stabilirlo, bensì lo farà nelle prossime settimane la troika, assieme alle autorità cipriote.

domenica 17 marzo 2013

Banche chiuse martedì a Cipro per la possibile fuga di capitali (lunedì è festa)


NICOSIA - E' allarme a Cipro per una possibile fuga di capitali dopo l'annuncio DELLA  tassazione sui depositi bancari, su cui il Governo si è impegnato con la Ue-Fmi in cambio di un pacchetto di aiuti economici per 10 miliardi di euro.
Per far fronte a un paventato assalto agli sportelli, il Governo di Cipro ha deciso di lasciare chiusi gli istituti di credito, non solo lunedì che e' un giorno festivo, ma anche martedì.
In cambio del pacchetto di aiuti dell'Ue, infatti, èprevisto che il Governo cipriota approvi una tassazione dei depositi bancari che permettera' di raccogliere circa 5,8 miliardi di euro. In particolare, ci sara' un'imposta una tantum del 6,75% per i depositi bancari sotto i 100mila euro e una del 9,9% per i depositi superiori a quella cifra, mentre ci sarà anche una ritenuta alla fonte sugli interessi.

Cipro: risparmiatori in subbuglio, tassa fino al 10% sui depositi imposta dalla Ue

NICOSIA - Code ai bancomat per prelevare i risparmi

NICOSIA - Il Parlamento di Cipro ha rinviato una sessione di emergenza su un affare controverso salvataggio per le banche del paese. Il dibattito era previsto oggi, ma ora si terrà invece domani.
L'accordo raggiunto con l'Unione europea e Fondo monetario internazionale venerdì ha provocato la rabbia dell'opinione pubblica, perché imporrebbe un prelievo sui depositi bancari fino al 10%. Il presidente ha detto che il rifiuto del salvataggio avrebbe portato al crollo delle banche del paese.
Gli investitori preoccupati si sono messi in coda fuori dalle banche per ritirare i risparmi dal bancomat.
I 10 miliardi di-euro di prestito concordati dalla UE e dall'FMI segnano una svolta radicale rispetto a precedenti pacchetti di aiuti internazionali. Secondo i termini dell’accordo le persone a Cipro con meno di 100.000 euro sul loro conti dovranno pagare una sola volta un’imposta del 6,75%. Quelli con importi oltre tale soglia pagheranno il 9,9% di tasse. I depositanti saranno compensati con l'importo equivalente in azioni delle loro banche.
Ieri il Presidente Anastasiades Nicos ha ammesso che l'accordo è stato "doloroso", ma necessario per evitare una "bancarotta disordinata". Ma i leader dell'opposizione e i risparmiatori - tra cui molti non-ciprioti - hanno espresso shock e rabbia per la proposta. L'accordo richiede l'approvazione del Parlamento.
Questo i contorni del pacchetto finanziario, oltre alla tassa sui depositi sopra citata:
- Ci sarà anche una tassa sugli interessi che i depositi generano.
- Cipro ha deciso di aumentare il tasso di imposta sulle società nominale di 2,5 punti percentuali, al 12,5 per cento, il che potrebbe portare fino a € 200 milioni di euro all'anno.
- Il Fondo monetario internazionale dovrebbe contribuire al pacchetto di salvataggio, ma l'importo è ancora da determinare.
- La Russia potrebbe contribuire a finanziare il programma, estendendo un prestito di 2,5 miliardi di euro già a Cipro di cinque anni al 2021 e la riduzione del tasso di interesse, che ora è al 4,5 per cento.
- A Cipro può essere richiesto di privatizzare la società cipriota telecomunicazioni, l'energia elettrica, l'autorità portuale.
- Cipro dovrà ridimensionare il suo settore bancario, riducendolo alla media UE entro il 2018. La dimensione del settore bancario a Cipro è più di otto volte le dimensioni dell'economia, rispetto a circa 3,5 volte l'Unione europea. 

lunedì 10 dicembre 2012

La Borsa precipita (-3,68%), crollano le banche. Spread a 360 punti


MILANO - Continua a salire lo spread tra il Btp e il Bund tedesco a metà mattina. Il differenziale tra i due titoli tocca un nuovo massimo di seduta a 360 punti base col tasso sul decennale italiano in crescita al 4,87%. La Borsa precipita a -3,68% e le vendite si concentrano sui titoli bancari. In Piazza Affari risultano sospese per eccesso dei volatilità Mps, Bpm e Ubi Banca, tutte in negativo, insieme a Fiat, Finmeccanica e Mediolanum, mentre Intesa cede il 6,32% e Unicredit il 5,43%. Unico titolo in controtendenza Stm (+2,82%), che ha annunciato l'addio della joint-ventutre con Ericsson (-0,39%) a Stoccolma. 

giovedì 31 maggio 2012

Cinquantadue scosse nella notte, la più forte a Mirandola alle 6.20. Terremoto alle 5.16 anche nel golfo di Policastro


MODENA - Sono state 52 le scosse di terremoto registrate durante la notte nella zona dell'Emilia Romagna. Il terremoto più forte, tra quelli delle ultime ore, è stato registrato verso le 6.20, nei pressi di Mirandola (Modena). La scossa ha avuto una magnitudo di 3.6 ed è stata avvertita dalla popolazione. Al momento non si segnalano ulteriori danni.
Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse registrate nella notte la più forte è stata in territorio lombardo alle 4:16, con magnitudo 2.7. Il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni mantovani di Borgofranco, Magnacavallo, Ostiglia, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Quingentole, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Serravalle, Sustinente e Villa Poma, di quello veronese di Gazzo e di quello rodigino di Melara.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 è stata registrata alle 5:16 al largo delle coste campane e lucane, nel golfo di Policastro. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni salernitani di Ispani, San Giovanni a Piro e Sapri, e di quello potentino di Maratea.

La gara di solidarietà per aiutare i terremotati è scattata. La corsa alle donazioni sta coinvolgendo un po' tutti, ricchi e poveri, giovani e anziani. Tutti, tranne le banche. Che non rinunciano ai loro balzelli, perfino quando si tratta di bonifici pro sfollati. Perfino su queste offerte, le banche alla loro commissione (che arriva fino a cinque euro) non ci rinunciano.
Il racconto del "Giornale" è emblematico. Francesco Baldisserotto si fa una camminata di tre chilometri per raggiungere la banca più vicina a casa, la Cassa di risparmio del Veneto, a Legnaro, per fare il suo versamento sul conto Mediafriends-Intesa Sanpaolo. Allo sportello della banca, di cui Baldisserotto non è correntista, gli chiedono una commissione: cinque euro sul bonifico. "Mi sono sentito preso in giro - dice lui, senza mezzi termini -. Ma come? Uno vuol aiutare i terremotati, viene a fare benficenza e le banche ne approfittano per saccheggiare le nostre tasche. No, mi spiace per i nostri sfortunati connazionali dell'Emilia, ma io a questo gioco non ci sto". 

martedì 15 maggio 2012

Siamo messi proprio male: Moody’s declassa 26 banche italiane e il nostro debito tocca un nuovo record. Oggi Ecofin su Grecia e Spagna

ROMA - Primo test per Eurolandia dopo le tornate elettorali che hanno scompaginato equilibri consolidati nel Vecchio continente. Oggi l’Ecofin si occupa di Grecia e di Spagna. «Faremo di tutto per mantenere la Grecia nell’euro, di una sua uscita non si è neppure parlato», ha detto ieri sera al termine della prima riunione dell’Eurogruppo il suo presidente Jean Claude Junker.
Mario Monti punta sul vento nuovo che soffia in Europa per mitigare la politica del rigore con misure per lo sviluppo e arriva a Bruxelles con due pesi in più: il nuovo record del debito pubblico italiano, a quota 1946 miliardi, e il declassamento di 26 banche italiane da parte di Moody’s. L’agenzia ha abbassato il rating di due livelli per Monte dei Paschi (da Baa1 a Baa3) e altre 6 banche, di un gradino per Unicredit e Intesa San Paolo (da A2 ad A3) e altre otto banche. Altre 6 fanno tre passi indietro secondo Moody’s e 4 gradini scendono altri due istituti. 
Insomma il rating delle banche italiane per Moody’s «è tra i più bassi d’Europa a causa della loro vulnerabilità calata in contesti operativi sfavorevoli, sia in Italia che in Europa. In particolare, le banche italiane sono particolarmente esposte ai rischi derivanti dalle condizioni operative avverse, che porteranno verosimilmente ad un ulteriore peggioramento della qualità degli asset, oltre ad una eccessiva pressione sugli utili ed un limitato accesso al mercato. Questa situazione di pericolo è causata dalla sfiducia che gli investitori nutrono sulla sostenibilità del debito italiano, che ha concorso in maniera determinante alle problematiche condizioni di finanziamento delle banche”. Conclude l’agenzia: “La consistenza del declassamento è stata limitata da alcuni importanti fattori, tra cui l’offerta di liquidità della Banca centrale europea, che ha ridotto sensibilmente il pericolo di default nel breve termine. Inoltre, non si poteva non tener conto del fatto che un numero importante di istituti abbia rafforzato la propria disponibilità di capitale”, il che rappresenta comunque un risultato soddisfacente, sebbene inserito in una cornice allargata di timori e difficoltà.

giovedì 26 aprile 2012

Ore 12: la Borsa gira in negativo


MILANO - Dopo un'apertura con un lieve segno piu', la Borsa di Milano, sulla scia degli altri mercati europei, vira in negativo con il Ftse Mib a -0,60%% a 14.523 punti e l'All Share a -0,41% A 15.548 punti, trascinata soprattutto dalle banche in netto calo: Mps -1,94%, Banco Popolare -2,83%, Unicredit -1,55% Intesa sp -0,95%. Male anche Fiat -2,03% mentre e' positiva Industrial a +0,96%, tra i pochi titoli in recupero con Eni (+0,61%). Fra gli industriali 'crolla' Finmeccanica anche per gli sviluppi dell'inchiesta che coinvolge l'Ad Orsi (-4%). Tra i titoli piu' penalizzati, Mediaset (-3%) e Diasorin (-3,15%) .

mercoledì 30 novembre 2011

Il presidente Consob a Repubblica: allarme liquidità per le banche, il Paese rischia il fallimento

Giuseppe Vegas, presidente Consob
ROMA - Allarme liquidità per le banche. Il Paese rischia il fallimento. Così il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, in un'intervista alla Repubblica ha spiegato come sugli istituti bancari esiste un "problema che non può non preoccuparci tutti".

"Il nostro sistema creditizio ha tra i suoi asset titoli di stato italiani per 160 miliardi e titoli di stato degli altri 'Pigs' per 3 miliardi. A fronte di questo - ha detto - le nostre banche hanno titoli 'tossici', essenzialmente mutui subprime, per una quota pari al 6,8% del patrimonio di vigilanza contro una media europea del 65,3%. Ora secondo le nuove norme di valutazione degli asset stabilite dall'Eba, siamo al paradosso: i titoli di stato in portafoglio vengono considerati 'tossici' per le banche italiane peggio di quanto non lo siano i 'subprime' per le banche straniere".
Per Vegas, "il pericolo è che vada definitivamente in tilt il circuito finanza economia reale. In base ai criteri Eba, le banche devono rafforzare il patrimonio e ricapitalizzare. Per farlo hanno due strade: o vanno sul mercato a cercare soldi o vendono asset. In entrambi i casi - ha sottolineato - il sentiero è strettissimo. Vendere asset vuol dire ridimensionare comunque l'operatività, ma trovare capitali, adesso, è ancora più difficile: vuol dire limitare il circolante, rinuciare alla leva, ridurre i prestiti e dunque strozzare il credito. E qui c'è il possibile corto circuito: che effetto ha tutto questo su un Paese che ha bisogno come il pane della crescita?".

Infine, quanto alla crisi del debito a livello europeo, secondo Vegas "serve un approccio nuovo: la Fed e la Banca centrale inglese stampano moneta. La Bce non può farlo. Questa disparità va risolta. Allora o cambiamo il ruolo della Bce oppure dobbiamo accettare il rischio che l'euro salti e ogni Paese torni alla sua valuta".

lunedì 28 novembre 2011

Borsa, ore 15,30: Piazza Affari al galoppo (+4,20%)

MILANO In attesa dell'avvio di Wall street Piazza Affari amplia ancora i guadagni: l'indice Ftse Mib segna una crescita del 4,20%, l'Ftse All Share un aumento del 3,91%. Forti acquisti sulle banche: Unicredit +7%, Intesa SanPaolo +6,1%.

domenica 23 ottobre 2011

Accordo tra i ministri europei delle finanze sulla ricapitalizzazione delle banche

BRUXELLES- I ministri delle Finanze Ue hanno raggiunto un accordo di massima sulla ricapitalizzazione nelle banche. Lo si e' appreso da fonti europee che non hanno pero' precisato le cifre alla base dell'intesa. Secondo indiscrezioni, l'intesa avrebbe come base l'aumento al 9% del coefficiente patrimoniale degli istituti di credito. Sull'ammontare complessivo delle ricapitalizzazioni da effettuare, le cifre che circolano indicano una cifra tra i 107 e i 108 miliardi rispetto agli 80-100 indicati dall'Eba. Per conoscere i 'numeri' dell'intesa, secondo le fonti europee interpellate, occorrera' pero' aspettare quanto meno il vertice di oggi.