TERNI, 27 marzo - L’ex sottosegretario Nicola Cosentino è stato trasferito dal carcere di Secondigliano di Napoli in quello di Terni. La decisione è stata adottata in seguito a una perquisizione eseguita nella sua cella sabato scorso nel corso della quale è stato rinvenuto un iPod fatto pervenire a Cosentino, secondo gli inquirenti, da un agente penitenziario che ora è indagato per corruzione. L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli e dal pm della Dda, Fabrizio Vanorio.
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venerdì 27 marzo 2015
lunedì 22 dicembre 2014
NAPOLI, 142 distributori di carburante sequestrati dai carabinieri a Nicola Cosentino
| Nicola Cosentino |
NAPOLI - Società e 142 distributori di carburanti sono in corso di sequestro da parte dei Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta in tutta Italia in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Il provvedimento - si è saputo da fonti investigative - è stato adottato nell'ambito di un procedimento per reati aggravati dal metodo mafioso che lo scorso 3 aprile portò all'arresto dell'ex deputato del Pdl Nicola Cosentino.
Il provvedimento è stato adottato dal gip di Napoli in un'inchiesta nella quale si ipotizza il reato di concorrenza illecita e si indaga su episodi di estorsione e concussione finalizzati a favorire l'attività degli impianti di distribuzione di carburante gestiti dalla famiglia Cosentino, con l'aggravante del metodo mafioso grazie all'amicizia con il clan di camorra dei Casalesi. Lo scorso 3 aprile, oltre che nei confronti di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all'Economia ed ex coordinatore del Pdl in Campania, furono eseguite misure restrittive nei riguardi di altre 12 persone.
venerdì 8 novembre 2013
Torna libero l'ex sottosegretario Cosentino
SANTA MARIA CAPUA VETERE - I giudici della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - presidente Orazio Rossi - hanno revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl). Il sottosegretario, che da marzio a luglio era stato in carcere in carcere e poi fino ad oggi ai domiciliari, torna un libero cittadino e come tale afronterà i processi che lo vedono imputato con le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa, reimpiego di capitali illeciti e corruzione.
L'istanza di scarcerazione era stata presentata dai suoi avvocati, Stefano Montone, Agostino De Caro e Nando Letizia all'inizio di questa settimana.
Il provvedimento è stato appena notificato a Cosentino nella sua casa di Caserta.
L'istanza di scarcerazione era stata presentata dai suoi avvocati, Stefano Montone, Agostino De Caro e Nando Letizia all'inizio di questa settimana.
Il provvedimento è stato appena notificato a Cosentino nella sua casa di Caserta.
venerdì 15 marzo 2013
Scaduto il mandato parlamentare, in carcere l’ex senatore Tedesco e il ex deputato Cosentino
ROMA - L'ex senatore Alberto Tedesco (gruppo Misto, ex Pd) è stato messo agli arresti domiciliari per associazione per delinquere, concussione, corruzione, falso e turbativa d'asta. Eseguite due misure cautelari a carico dell'ex assessore alla Sanità pugliese per il quale, scaduto il mandato parlamentare, sono decadute le immunità. A Napolisi è costituito il deputato uscente del Pdl, Nicola Cosentino. A suo carico due ordinanze di custodia cautelare. «Entro in galera con la serenità di chi sa di essere innocente», ha detto. Cosentino s'è costituito al carcere di Secondiglianop accompagnato dai suoi due legali, Agostino De Caro e Stefano Montone, in attesa della notifica di due ordinanze di custodia cautelare a suo carico.
Il Pdl annuncia "staffette" di parlamentari in carcere per assincerarsi delle condizioni di salute di Cosentino.
Cosentino e Tedesco furono protagonisti di un voto quasi in contemporaneo da parte del Parlamento che respinse la richiesta di arresto avanzata dai magistrati. Cosentino è accusato di concorso esterno in associazione camorristica e di corruzione e reimpiego illecito di capitali, aggravati dall'aver agito per agevolare il clan dei Casalesi.
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lunedì 21 gennaio 2013
Liste Pdl: sempre complicato il “nodo” Cosentino, a poche ore dalla presentazione.
ROMA - E' caos sulle liste del Pdl, resta in bilico la ricandidatura di Nicola Cosentino. L'ufficio stampa del governatore Pdl della Campania Stefano Caldoro ha smentito interventi di Caldoro in merito alla ricandidatura, negando che l'incontro a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi abbia avuto a che fare con la questione Cosentino.
In precedenza, Vittorio Sgarbi ha detto che Cosentino "è fuori dalle liste" del Pdl: "Berlusconi - ha spiegato - lo ha deciso un mese fa, me lo ha detto personalmente".
Dopo il vertice notturno a palazzo Grazioli, due sembrano essere i punti fermi: l'annunciata rinuncia di Marco Milanese alla candidatura e la presenza di Augusto Minzolini come capolista al Senato in Liguria. Resta invece ancora aperta, come si è detto, la querelle che riguarda Nicola Cosentino e i dubbi giunti dagli esponenti locali del partito per quel che riguarda Sicilia, Marche, Abruzzo (dove scoppia il caso Scilipoti) e Piemonte.
"Comunico di aver ritirato sin da ieri la mia candidatura dalle liste del Pdl al fine di evitare ogni strumentalizzazione delle mie vicende giudiziarie" ha annunciato Milanese, che segue a ruota la rinuncia di Claudio Scajola e Marcello Dell'Utri.
"La mia candidatura e' l'occasione per poter dire ancora la mia. Mi sono sentito emarginato e messo da parte" ha invece detto l'ex direttore del Tg1, Augusto Minzolini, per commentare la sua candidatura.
E tra i candidati quasi certi si trovano gli uscenti oltre ad Angelino Alfano, capolista in Sicilia e forse nel Lazio, Gaetano Quagliariello, Maurizio Lupi, Mariastella Gelmini, Annamaria Bernini. E ancora Daniele Capezzone, Daniela Santanche' e Maria Vittoria Brambilla.
domenica 20 gennaio 2013
Berlusconi: Dell’Utri non si presenta. Chiesto anche a Cosentino “un atto di generosità”
ROMA - "Abbiamo chiesto anche a Cosentino di fare lo stesso atto di generosità anche se a fare queste richieste ci sentiamo male perché sono fatte a persone che stimiamo che sono perseguitate dai giudici". Lo afferma Silvio Berlusconi a 'L'Intervista' su SkyTg24. "Dell'Utri e Scajola" sono sicuramente fuori dalle liste, "probabilmente anche Milanese e Papa". Quanto a Cosentino, la sua posizione è "ancora sub iudice', dice Berlusconi. "Non mi faccia rispondere su questo fatto. Scajola ha fatto una dichiarazione, dicendo di volersi sottrarre ad un giudizio. E' stata una sua scelta, direi generosa, di non candidarsi".
"Quello che afferma Monti è disdicevole e lontano dalla realtà. L'Italia sull'orlo del baratro? Una mascalzonata. L'Italia sul baratro ce l'ha portata lui con il suo governo dei tecnici", prosegue il Cavaliere. "Monti ha detto che non bisogna lasciare il paese in mano agli incapaci? Si riferiva, evidentemente, ai ministri del suo governo", afferma Berlusconi replicando al premier uscente.
"Se vinciamo il premier sarà Angelino Alfano. E la Lega? Dipende dai risultati. Io scommetto tutto sul mio partito perché soltanto con una maggioranza certa si possono fare le riforme", afferma il Cavaliere. Nel caso di un testa a testa con Bersani "non ci verrebbe chiesto un appoggio perché c'é il trio Monti-Casini-Fini che si è dichiarato ruota di scorta della sinistra. Non è in questi termini che si può porre il problema - aggiunge - Per una riforma è possibile, se andasse nella direzione che riteniamo utile per il Paese".
"E' una scelta mia che però mi è stata chiesta da Berlusconi", dichiara Dell'Utri al telefono con SkyTg24 confermando la decisione di non candidarsi alle prossime elezioni. ''Finisce qui, ritiro la mia candidatura'', ha annunciato il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri in una intervista di oggi al Fatto Quotidiano, spiegando che ''Silvio continua a dirmi che possiamo trovare una soluzione, che c'e' tempo fino a lunedi' sera. Ma ho deciso: non mi presento alle elezioni''.
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venerdì 26 ottobre 2012
Forte scossa di terremoto (5.0) nella notte nel Cosentino, a Mormanno e Laino. Scuole chiuse, cattedrale inagibile a Mormanno, crollo di campanili, un morto per infarto, case gravemente danneggiate
| Panico nella notte a Mormanno |
| I danni alla Cattedrale di Mormanno |
COSENZA - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5 è stata registrata all'1.05 nel Cosentino. L'epicentro, secondo quanto riferito dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, è stato localizzato tra i comuni di Mormanno e Laino Castello, a una profondità di 6,3 chilometri. Dopo la prima scossa sono state oltre cento le repliche, la più forte delle quali con magnitudo 3.3. Per lo spavento una persona è morta per infarto a Scalea.
La scossa è stata registrata nella zona del massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria tra le province di Potenza e Cosenza. Alla prima scossa sono seguite già quattro repliche, di magnitudo rispettivamente 2.7, 3.3, 2.1 e 2.5 (l'ultima all'1.35). La scossa è stata avvertita anche a Napoli e Taranto. Decine le chiamate ai vigili del fuoco.
I danni maggiori sono quelli segnalati a case ed edifici pubblici.
A Mormanno la cattedrale è stata dichiarata inagibile mentre l'ospedale è stato evacuato completamente: i degenti, 36 in tutto, si trovano ora al di fuori della struttura e per 14 di loro le autorità locali hanno chiesto la ricollocazione in altri nosocomi. Nel corso di una riunione, presieduta dal prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, per fare il punto sui danni, è stato deciso che tutte le scuole del paese resteranno chiuse per due giorni.
«C'è stato tanto panico, ma fortunatamente non ci sono feriti». Lo ha detto il sindaco di Mormanno, il centro più vicino all'epicentro del terremoto che ha interessato il Pollino, Guglielmo Armentano. «Nel centro storico - ha aggiunto il primo cittadino - ci sono alcune case lesionate, ma dobbiamo stabilire l'entità dei danni». L’esposizione di Mormanno alle scosse sismiche è provocato dal fatto che buona parte del centro abitato si trova su una faglia che determina una continua situazione di emergenza.
Testimone in prima persona del terremoto è stato il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, che vive a Mormanno ed è stato sindaco per molti anni del centro del Pollino. "Abbiamo vissuto - racconta Pappaterra - momenti di estrema paura. Io stesso insieme alla mia famiglia ho dovuto abbandonare la mia casa e precipitarmi fuori a causa della violenza della scossa. Ma insieme alla mia ci sono tante altre case danneggiate, soprattutto nella parte più vecchia del paese. Eravamo preparati a quello che poteva accadere, ma devo dire che l'esperienza è stata ugualmente molto traumatica".
Una «prima ricognizione» effettuata dalla Protezione civile della Regione Basilicata nell'area del Pollino interessata dal forte terremoto di stanotte ha permesso di stabilire che «non risultano danni alle persone o danni evidenti alle cose». Lo si è appreso a Potenza dall'ufficio stampa della Giunta regionale lucana. È attiva la sala operativa regionale della Protezione civile, che segue di continuo la situazione nellal zona e ha attivato le strutture locali del volontariato. Nelle prossime ore anche personale del Dipartimento regionale raggiungerà l'area colpita dal sisma. Alle 8,25 c'è stata un'ulteriore scossa di magnitudo 4.0
A Castrovillari, altro centro del Pollino nel quale si è sentito molto forte il terremoto, le forze dell'ordine hanno predisposto un servizio di accoglienza presso lo stadio "M. Rende" per quelle persone che non hanno intenzione di tornare a casa. Infatti per le vie della città subito dopo la scossa il traffico è diventato intenso e la maggior parte della popolazione è in strada perché ha paura di rientrare nella propria abitazione.
Alcuni crolli si sono verificati ad Altomonte. Il sindaco Gianpietro Coppola, ha disposto la chiusura delle scuole in attesa delle verifiche statiche sulle strutture. In particolare sono crollate due abitazioni già evacuate perchè danneggiate dal sisma del maggio scorso. Crollati anche cornicioni nel centro storico. Danneggiati il centro sanitario e il campanile della chiesa di Santa Maria della Consolazione.
La macchina dei soccorsi e' in piena attivita'. A Mormanno si e' svolta una riunione presieduta dal Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, con i vertici delle forze dell'ordine e con i sindaci dei comuni danneggiati. Durante la riunione e' stato fatto il punto della situazione e sono state decise una serie di iniziative per fronteggiare la situazione. Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha richiamato il personale libero da servizio in modo da poter attuare tutti gli interventi necessari. Con la luce del giorno inizieranno i sopralluoghi per avere una quadro completo dei danni.
| Sfollati a Mormanno |
Testimone in prima persona del terremoto è stato il presidente del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, che vive a Mormanno ed è stato sindaco per molti anni del centro del Pollino. "Abbiamo vissuto - racconta Pappaterra - momenti di estrema paura. Io stesso insieme alla mia famiglia ho dovuto abbandonare la mia casa e precipitarmi fuori a causa della violenza della scossa. Ma insieme alla mia ci sono tante altre case danneggiate, soprattutto nella parte più vecchia del paese. Eravamo preparati a quello che poteva accadere, ma devo dire che l'esperienza è stata ugualmente molto traumatica".
Una «prima ricognizione» effettuata dalla Protezione civile della Regione Basilicata nell'area del Pollino interessata dal forte terremoto di stanotte ha permesso di stabilire che «non risultano danni alle persone o danni evidenti alle cose». Lo si è appreso a Potenza dall'ufficio stampa della Giunta regionale lucana. È attiva la sala operativa regionale della Protezione civile, che segue di continuo la situazione nellal zona e ha attivato le strutture locali del volontariato. Nelle prossime ore anche personale del Dipartimento regionale raggiungerà l'area colpita dal sisma. Alle 8,25 c'è stata un'ulteriore scossa di magnitudo 4.0
A Castrovillari, altro centro del Pollino nel quale si è sentito molto forte il terremoto, le forze dell'ordine hanno predisposto un servizio di accoglienza presso lo stadio "M. Rende" per quelle persone che non hanno intenzione di tornare a casa. Infatti per le vie della città subito dopo la scossa il traffico è diventato intenso e la maggior parte della popolazione è in strada perché ha paura di rientrare nella propria abitazione.
Alcuni crolli si sono verificati ad Altomonte. Il sindaco Gianpietro Coppola, ha disposto la chiusura delle scuole in attesa delle verifiche statiche sulle strutture. In particolare sono crollate due abitazioni già evacuate perchè danneggiate dal sisma del maggio scorso. Crollati anche cornicioni nel centro storico. Danneggiati il centro sanitario e il campanile della chiesa di Santa Maria della Consolazione.
La macchina dei soccorsi e' in piena attivita'. A Mormanno si e' svolta una riunione presieduta dal Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, con i vertici delle forze dell'ordine e con i sindaci dei comuni danneggiati. Durante la riunione e' stato fatto il punto della situazione e sono state decise una serie di iniziative per fronteggiare la situazione. Il comando provinciale dei vigili del fuoco ha richiamato il personale libero da servizio in modo da poter attuare tutti gli interventi necessari. Con la luce del giorno inizieranno i sopralluoghi per avere una quadro completo dei danni.
A Laino Borgo una casa di riposo per anziani è stata sgomberata per disposizione del sindaco a causa delle lesioni provocate alla struttura.
La gente è in strada e nella fascia che va da Morano a Mormanno manca la corrente elettrica.
La gente è in strada e nella fascia che va da Morano a Mormanno manca la corrente elettrica.
giovedì 12 gennaio 2012
Cosentino, no all'arresto. Lega spaccata
ROMA - L'Aula della Camera ha negato l'autorizzazione all'arresto di Nicola Cosentino, il coordinatore campano del Pdl indagato per camorra. Contro l'arresto si sono espressi 309 deputati, a favore 298. Nessuno si è astenuto. La Giunta per le Autorizzazioni si era espressa a favore dell'arresto.La votazione si e' tenuta a scrutinio segreto.
Il leader della Lega Umberto Bossi non ha partecipato al voto sull'arresto per Cosentino. In tutto, in base ai tabulati, sono stati 18 i deputati che non hanno votato (8 Pdl, 2 Pd, 2 Lega, 1 Udc). Nel voto finale è stato determinante il voto contro l'arresto dei 6 deputati radicali.
Non appena il presidente della Camera ha letto il risultato del no dell'Aula alla richiesta d'arresto, tutti i deputati del PdL sono scattati in piedi e si sono diretti al posto di Nicola Cosentino per abbracciarlo e congratularsi con lui. Lungo è stato l'abbraccio tra lui e Alfonso Papa. Ma saluti e strette di mano sono arrivate da tutti gli altri colleghi di partito. Silvio Berlusconi, invece, è rimasto seduto al suo posto, pur esprimendo soddisfazione con Cicchitto e Alfano.
CASINI - "Per me è un errore politico, ma ovviamente è legittimo" il voto dell'Aula. Così il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, commenta al termine delle votazioni.
BERLUSCONI - "Ero convinto che questa sarebbe stata la decisione del Parlamento che non poteva rinunciare alla tutela di se stesso. E' una decisione giusta, in linea con la Costituzione''. Cosi' Silvio Berlusconi, commenta il voto della Camera su Nicola Cosentino.
BOSSI - ''La storia della Lega non e' mai stata forcaiola''. Cosi' il leader del Carroccio, Umberto Bossi, commenta le decisioni del partito al voto su Cosentino.
MARONI - ''Non ho condiviso la posizione di lasciare liberta' di voto. Io ero favorevole all'arresto. Ma non c'e' nessun disaccordo con Bossi''. Roberto Maroni commenta cosi' il no dell'Aula all'arresto di Cosentino.
COSENTINO Non ringrazio la Lega, ma il Parlamento per un dibattito proficuo e approfondito". "Sentiro' i vertici del partito in Campania e i vertici nazionali del Pdl". Cosi'Nicola Cosentino, parlando con i giornalisti a Montecitorio, risponde a chi gli chiede se, come preannunciato prima del voto sulla richesta di arresto nei suoi confronti, si dimettera' da coordinatore del Pdl campano. Nessuno potra' mai dire con certezza chi siano, ma Nicola Cosentino ha potuto contare oggi sul sostegno di una cinquantina di deputati piu' di quelli che sulla carta avrebbero dovuto votare contro l'arresto, visto che i no sono stati 309 e i si' 298.
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La Camera vota sull'arresto di Cosentino. Bossi lascia libertà di coscienza ai suoi e sconfessa così Maroni
| Nicola Cosentino |
Sull'ipotesi dei favorevoli o contrari oggi al voto in aula è spuntata una novità: dopo almeno due giorni di pressing asfissiante del Popolo della libertà, Umberto Bossi ha deciso per una pubblica presa di posizione che di fatto 'sconfessa' la linea espressa da Roberto Maroni alla vigilia del voto della Giunta sulle autorizzazioni e sancisce un'ulteriore spaccatura in seno alla Lega. Il senatur ha lasciato la libertà di coscienza ai suoi deputati.
Dal canto suo Cosentino, in una intervista con Maurizio Belpietro questa mattina, ha spiegato di confidare molto nella "lettura degli incartamenti in possesso di tutti i parlamentari per decidere sulla sorte della libertà personale del cittadino Cosentino prima ancora che del parlamentare". "Non so se c'è uno spiraglio o meno" dopo le dichiarazioni di Umberto Bossi ma "confido molto nella libertà di coscienza di ogni parlamentare. La lettura delle carte fa emergere che c'è una forzatura enorme di questa vicenda".
mercoledì 11 gennaio 2012
Il sì all'arresto di Cosentino della Lega spacca il centodestra. Berlusconi "molto irritato". E il Pd si arrabbia con i radicali che votano no. Domani il voto alls Camera
ROMA - Con un solo voto di differenza (11 a 10) e il 'si' determinante dei leghisti Luca Paolini e Livio Follegot, la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dice sì all'arresto di Nicola Cosentino, il coordinatore campano del Pdl accusato di essere il referente politico del clan dei casalesi.
La decisione, che domani dovrà passare il vaglio dell'Aula per diventare definitiva, spacca il centrodestra e segna un solco ancora più profondo tra Pd e pannelliani visto che il radicale Maurizio Turco vota, insieme al Pdl, contro le manette per l'ex sottosegretario ("non c'é nulla di concreto o penalmente rilevante" nell'ordinanza di custodia cautelare). Secondo quanto si apprende, infatti, Berlusconi sarebbe profondamente irritato con il Carroccio per la decisione presa nel vertice di ieri a Via Bellerio di dire 'si' all' arresto preventivo di Cosentino.
La decisione, che domani dovrà passare il vaglio dell'Aula per diventare definitiva, spacca il centrodestra e segna un solco ancora più profondo tra Pd e pannelliani visto che il radicale Maurizio Turco vota, insieme al Pdl, contro le manette per l'ex sottosegretario ("non c'é nulla di concreto o penalmente rilevante" nell'ordinanza di custodia cautelare). Secondo quanto si apprende, infatti, Berlusconi sarebbe profondamente irritato con il Carroccio per la decisione presa nel vertice di ieri a Via Bellerio di dire 'si' all' arresto preventivo di Cosentino.
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