mercoledì 14 agosto 2013

Il massacro al Cairo. Il governo: 56 morti, La Fratellanza: no, sono 2200. Ucciso cameraman inglese

IL CAIRO - La polizia in uno dei due campi pro Morsi sgomberati
IL CAIRO - Un obitorio improvvisato
IL CAIRO - Sarebbero 2.200, secondo i Fratelli musulmani, gli attivisti morti, 10mila quelli feriti, a Il Cairo, dopo che la polizia ha attaccato i presidi dei sostenitori di Morsi. Secondo il ministero dell'Interno, 200 dimostranti sono stati arrestati nel presidio di Rabaa e in quello di Nahda "con munizioni e armi". Secondo fonti ufficiali è di 56 morti il bilancio delle vittime. Gli elicotteri sorvolano le piazze dove si trovano i manifestanti.
Almeno 124 manifestanti sono stati uccisi, di cui alcuni con evidenti ferite da arma da fuoco, nello sgombero dei raduni pro-Morsi a Il Cairo. Lo ha constatato un giornalista dell'Afp sul posto, che ha contato il numero dei cadaveri in tre obitori improvvisati.
Mick Deane, il cameraman di Sky News ucciso
Un cameraman di Skynews, Mick Deane, 61 anni, è rimasto ucciso durante gli scontri a Il Cairo. Lo riferisce l'emittente precisando che il resto della troupe è incolume. Morta anche una giovane reporter di Xpress, del gruppo emiratino Gulf news, Habiba Ahmed Abd Elaziz, 26 anni. Lo riferisce il sito di Gulf News, aggiungendo che secondo i familiari si trovava nella piazza pro-Morsi di Rabaa quando le hanno sparato. La cronista, di origine egiziana, era in vacanza nel suo Paese.
Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato Mohamed el Beltagy, alto esponente politico dei Fratelli musulmani, secondo quanto riferito da funzionari della sicurezza.
IL CAIRO - Nahda Square e Rabaa al Adawiya, i due campi di battaglia. Al centro Tahrir Square
Il governo egiziano ha bloccato la circolazione dei treni per evitare manifestazioni al di fuori della capitale e il raggruppamento di manifestanti di altre città. Ad Alessandria, intanto, i cittadini sono già scesi in piazza e nella strada principale per manifestare a sostegno di Mohamed Morsi.

 Jamaa Islamiya, il movimento integralista vicino ai sostenitori di Morsi, ha avvertito che se non cambierà la situazione in Egitto "ci sarà una rivoluzione globale in tutto il Paese". In un comunicato l'organizzazione denuncia "i massacri commessi dal regime militare golpista contro sit-in pacifici a Rabaa e Nahda". 

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