FUKUSHIMA - Non è stato lo tsunami - o meglio, non è stato solo lo tsunami - a causare la parziale fusione di alcuni dei reattori della centrale nucleare di Fukushima. Già prima, vale a dire nel momento della violentissima scossa di terremoto dell'11 marzo scorso, alcune delle strutture dell'impianto avevano ceduto in modo definitivo.
La scomoda verità viene affermata oggi dall'Independent con un lungo articolo che raccoglie le testimonianze di numerosi tecnici e operai dell'impianto nucleare giapponese. "La posta in gioco è alta - scrive il quotidiano britannico - Se è stato il terremoto a compromettere strutturalmente l'impianto e la sicurezza del combustibile nucleare, questo potrebbe significare che tutti i reattori di identica concezione presenti in Giappone dovrebbero essere chiusi, perché incapaci strutturalmente di resistere a scosse sismiche di una certa entità.
Nonostante mesi di disinformazione, durante i quali la Tepco, società che gestisce l'impianto, ha continuato ad affermare che quanto accaduto era "assolutamente imprevedibile", emerge in modo sempre più netto che fu il terremoto, ben prima che l'onda gigantesca travolgesse l'impianto, a bloccare il sistema di raffreddamento dei reattori. Lo tsunami, 40 minuti dopo, sommerse, spegnendoli, i generatori, provocando il definitivo spegnimento del sistema e dando il via alla catena di eventi che hanno portato poi alla fusione di tre reattori.
Intanto alti livelli di cesio radioattivo sono stati rilevati nei fanghi raccolti in un fosso accanto alla Corte distrettuale di Aizuwakamatsu, citta' a circa 100 km a ovest dalla centrale nucleare di Fukushima.
La scomoda verità viene affermata oggi dall'Independent con un lungo articolo che raccoglie le testimonianze di numerosi tecnici e operai dell'impianto nucleare giapponese. "La posta in gioco è alta - scrive il quotidiano britannico - Se è stato il terremoto a compromettere strutturalmente l'impianto e la sicurezza del combustibile nucleare, questo potrebbe significare che tutti i reattori di identica concezione presenti in Giappone dovrebbero essere chiusi, perché incapaci strutturalmente di resistere a scosse sismiche di una certa entità.
Nonostante mesi di disinformazione, durante i quali la Tepco, società che gestisce l'impianto, ha continuato ad affermare che quanto accaduto era "assolutamente imprevedibile", emerge in modo sempre più netto che fu il terremoto, ben prima che l'onda gigantesca travolgesse l'impianto, a bloccare il sistema di raffreddamento dei reattori. Lo tsunami, 40 minuti dopo, sommerse, spegnendoli, i generatori, provocando il definitivo spegnimento del sistema e dando il via alla catena di eventi che hanno portato poi alla fusione di tre reattori.
Intanto alti livelli di cesio radioattivo sono stati rilevati nei fanghi raccolti in un fosso accanto alla Corte distrettuale di Aizuwakamatsu, citta' a circa 100 km a ovest dalla centrale nucleare di Fukushima.
L'isotopo rintracciato e' stato misurato in concentrazioni di circa 186.000 becquerel per chilogrammo: secondo gli standard di sicurezza nipponici, i fanghi possono essere trasportati in discarica se il cesio radioattivo e' pari o inferiore a 8.000 becquerel per chilo.
La corte ha disposto la messa in sicurezza dell'area e bandito l'accesso nelle immediate vicinanze del fosso, senza alcuna interruzione delle attivita' giudiziarie.
E la Hokkaido Electric Power ha ottenuto il via libera dalle autorità della prefettura e quelle locali di Hokkaido, l'isola settentrionale del Giappone, per la riattivazione del reattore 3 da 912 megawatt della centrale nucleare di Tomari. Lo scrive l'agenzia Kyodo a conferma delle indiscrezioni di stampa circolate, secondo cui - se tutto dovesse filare liscio - il reattore sarebbe il primo a ripartire, dopo il fermo per i periodici lavori di manutenzione, dalla crisi di Fukushima, partita dal devastante sisma/tsunami dell'11 marzo.
La corte ha disposto la messa in sicurezza dell'area e bandito l'accesso nelle immediate vicinanze del fosso, senza alcuna interruzione delle attivita' giudiziarie.
E la Hokkaido Electric Power ha ottenuto il via libera dalle autorità della prefettura e quelle locali di Hokkaido, l'isola settentrionale del Giappone, per la riattivazione del reattore 3 da 912 megawatt della centrale nucleare di Tomari. Lo scrive l'agenzia Kyodo a conferma delle indiscrezioni di stampa circolate, secondo cui - se tutto dovesse filare liscio - il reattore sarebbe il primo a ripartire, dopo il fermo per i periodici lavori di manutenzione, dalla crisi di Fukushima, partita dal devastante sisma/tsunami dell'11 marzo.
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