| Cersare Battisti all'uscita dal carcere brasiliano. Libero |
Troppo facile, naturalmente: lo vada a spiegare al signor Torregiani costretto per colpa sua su una sedia a rotelle e che ha visto il padre ucciso a colpi di pistola dai Pac da lui comandati. "Tarso Genro (l'allora ministro della Giustizia del governo Lula, ndr) esaminò il mio caso -dice - , ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le sue posizioni contro le pressioni potenti che gli franarono addosso". Eroico ministro, ma sicuramente lo sforzo valeva la pena: adesso il Brasile si può godere a tutti gli effetti il suo nuovo cittadino.
Nell'articolo du "Paul", parla anche una militante del comitato in favore della liberazione di Battisti, a lungo incarcerato a Rio in attesa della decisione sull'estradizione . "Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo - ha detto la donna - perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi". Dubbi non ne avevamo.
Battisti, in questo periodo racconta la donna è molto concentrato sulla stesura del nuovo libro, che si intitolerà Ai piedi del muro. Qui, conta di narrare la sua esperienza dietro le sbarre, dopo l'arresto avvenuto a Rio de Janeiro dove si era rifugiato in fuga dalla Francia, che dopo averlo tenuto sotto tutela per oltre vent'anni aveva deciso di concedere l'estrazione in Italia nel 2007.
Sarà sicuramente un'opera equilibrata, da non perdere. E risponderà - stetene certi - alla domanda fondamentale: perché Battisti non si è difeso, visto che dice d'essere innocente e invece è fuggito? La risposta, suffragata dai processi che hanno esperito tutti i gradi del giudizxio, è una sola: perché è un assassino.
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