domenica 14 agosto 2011

Cesare Battisti, intervista senza pudore: "Amo il Brtasile, mi piacciono le sue spiagge e le sue ragazze"

Cersare Battisti all'uscita dal carcere brasiliano. Libero
SAN PAOLO (Brasile) - Figurarsi se prima o poi il terrorista assassino Cesare Battisti, condannato a due ergastoli e libero in Btasile come "perseguitato politico" (grazie, ex presidente Lula) figurarsi, dicevamo, se non avrebbe distillato per la stampa qualche acuto pensiero. Eccola, infatti la sua  prima intervista rilasciata a una rivista che si chiama "Paul" e che lo ritrae, anche in foto, senza vergogna (una parola che, evidentemente, non conosce). Il terrorista assassino Cesare Battisti, dunque, spiega  che  non ha ovviamente alcuna voglia di andarsene dal Brasile (vorremmo vedere...) "ormai sogno perfino in portoghese. Adoro Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale, mi ricorda Napoli e Marsiglia, posti dove mi è piaciuto stare" spiega senza alcun pudore al giornaliosta locale.  Battisti, l'assassino ex leader dei Proletari armati per il comunismo e di cui l'Italia ha, invano, chiesto l'estradizione, è accusato di avere avuto un ruolo in quattro omicidi che risalgono agli anni di piombo e attribuiti proprio ai Pac. Ma il terrorista assassino si difende: "Non ho ammazzato nessuno" e liquida il tutto come "una disputa politica". 
Troppo facile, naturalmente: lo vada a spiegare al signor Torregiani costretto per colpa sua su una sedia a rotelle e che ha visto il padre ucciso a colpi di pistola dai Pac da lui comandati. "Tarso Genro (l'allora ministro della Giustizia del governo Lula, ndr) esaminò il mio caso -dice  - , ritenne che avevo ragione, e con gran coraggio difese le sue posizioni contro le pressioni potenti che gli franarono addosso". Eroico ministro, ma sicuramente lo sforzo valeva la pena: adesso il Brasile si può godere a tutti gli effetti il suo nuovo cittadino.
 Nell'articolo du "Paul", parla anche una militante del comitato in favore della liberazione di Battisti, a lungo incarcerato a Rio in attesa della decisione sull'estradizione . "Teoricamente Cesare non potrebbe allontanarsi da San Paolo - ha detto la donna - perché il suo visto deve passare per alcune fasi ulteriori, ma lo studio legale che lo rappresenta mi ha garantito che tutto procede senza problemi". Dubbi non ne avevamo.
Battisti, in questo periodo racconta la donna è molto concentrato sulla stesura del nuovo libro, che si intitolerà Ai piedi del muro. Qui, conta di narrare la sua esperienza dietro le sbarre, dopo l'arresto avvenuto a Rio de Janeiro  dove si era rifugiato in fuga dalla Francia, che dopo averlo tenuto sotto tutela per oltre vent'anni aveva deciso di concedere l'estrazione in Italia nel 2007. 
Sarà sicuramente un'opera equilibrata, da non perdere. E risponderà - stetene certi - alla domanda fondamentale: perché Battisti non si è difeso, visto che dice d'essere innocente e invece è fuggito? La risposta, suffragata dai processi che hanno esperito tutti i gradi del giudizxio, è una sola: perché è un assassino.

Nessun commento: