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lunedì 19 gennaio 2015

STRADE “asfaltate” di ghiaccio, caos, maxiincidenti e morti nel nord est Usa




NEW YORK, 19 gennaio  - La pioggia gelata su strade e marciapiedi ha lasciato una glassa di ghiaccio sotto i piedi e gli pneumatici in gran parte del nord-est di domenica, causando incidenti che hanno causato almeno cinque morti.
Un incidente che ha coinvolto 50 veicoli sulla Interstate 76 fuori Philadelphia ha ucciso una persona, e altri due sono morti sulla vicina Interstate 476, ha detto la polizia. Nel nord-est della Pennsylvania, un uomo è stato ucciso dopo che la sua auto si è rovesciata su una strada ghiacciata e lui è stato gettato fuori dall’abitacolo e investito da un veicolo commerciale. In Connecticut, la polizia cita le condizioni scivolose della strada in un incidente che ha ucciso una guidatrice di 88 anniche ha colpito un palo a New Haven.
Sulla costa occidentale, forti venti hanno lasciato decine di migliaia di clienti senza elettricità nella zona di Seattle, ma le società elettriche promesso ai fans Seahawks che avrebbero fatto fanno del loro meglio per ripristinare l'alimentazione prima che inizi la partita di football americano valida per il titolo NFC dei Seahwaks contro i Green Bay Packers.

In Oregon orientale, è stata parzialmente riaperta la Interstate 84 domenica dopo che un incidente enorme per colpa sul ghiaccio aveva fatto chiudere più di 160 chilometri di piste a oriente. Decine di  incidenti sono stati segnalati dal nord del New Jersey a sud del New Hampshire  e le condizioni insidiose hanno costretto alla chiusura del New York State Thruway da Newburgh a New York City nel corso della mattinata. La Metropolitan Transportation Authority ha avvertito i viaggiatori pend0lari sulla Metro-North della ferrovia di New York City di prestare attenzione al ghiaccio sulle scale, piattaforme e parcheggi.

martedì 4 marzo 2014

2013, l’anno terribile della crisi, crolla il Nord Est

ROMA - Il 2013 è stato uno degli anni più duri della crisi: fallimenti, procedure non fallimentari e liquidazioni volontarie hanno superato tutti i record negativi e complessivamente si contano 111mila chiusure aziendali, il 7,3% in più rispetto al 2012. Lo affermano dati Cerved consultati dall'ANSA: male l'industria, crolla il Nord Est.
Nell'intero 2013 si è registrato un boom dei concordati preventivi (+103% rispetto all'anno precedente) mentre per quel che riguarda i fallimenti anche nell'ultimo trimestre i fallimenti hanno proseguito la loro corsa con tassi a due cifre, portando il totale dell'anno oltre quota 14mila, il 12% in più rispetto al precedente massimo, toccato nel 2012. Secondo i dati del gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito consultati dall'ANSA, il fenomeno è in forte aumento in tutti i settori e in tutte le aree del Paese, riguardando anche segmenti in cui nel 2012 si erano manifestati timidi segnali di miglioramento come l'industria (fallimenti in calo del 4,5% nel 2012 rispetto al 2011 mentre ora sono in aumento del 12,9%) e il Nord Est (da -3,6% di 'crack' tra 2011 e 2012 a una crescita del 19,7%).
Nel 2013 si contano inoltre circa 3mila procedure concorsuali non fallimentari, il massimo da oltre un decennio e il 53,8% in più rispetto all'anno precedente. ''All'origine di questo boom vi è sicuramente l'introduzione del 'concordato in bianco' - afferma l'amministratore delegato del Cerved, Gianandrea De Bernardis - che ha trovato ampio utilizzo'' presso le aziende italiane: la procedura, che consente alle imprese di bloccare le azioni esecutive dei creditori in attesa di preparare un piano di risanamento, ha visto nell'intero 2013 più di 4.400 domande, ma nel terzo e quarto trimestre il numero di domande si è comunque fortemente ridotto, probabilmente a causa delle correzioni apportate a livello legislativo e, in particolare, all'introduzione della facoltà di nominare un commissario giudiziale che possa controllare la condotta del debitore anche nelle fasi di pre-ammissione.
L'anno scorso è stato ritoccato anche il record negativo delle liquidazioni volontarie: nel 2013 hanno chiuso l'attività in questo modo 94mila aziende, il 5,6% in più rispetto all'anno precedente, con un aumento del 7% tra le 'vere' società di capitale, cioè quelle che hanno depositato almeno un bilancio valido nel triennio precedente alla liquidazione. A livello territoriale i fallimenti mostrano una forte accelerazione in Emilia Romagna (+25%) e in Trentino Alto Adige (+21%) e un incremento a tassi a due cifre in Veneto (+16%) e in Friuli (+14%).

Crescono a ritmi sostenuti anche i fallimenti nelle regioni del Centro (+13%) e del Sud (+10%): qui i maggiori aumenti si registrano in Toscana (+18%) e nel Lazio (+13%), mentre nel Mezzogiorno l'aumento registrato in Sicilia (+27%) viene in parte attenuato dal calo delle procedure in Abruzzo (15%) e Basilicata (+3%). Nel Nord Ovest i fallimenti superano quota 4mila (+8% rispetto al 2012): pesa soprattutto l'aumento della Lombardia (+12%), mentre in Piemonte si registra un incremento molto più modesto (+2%). Fallimenti in calo in Liguria (-8%) e in Valle d'Aosta.

mercoledì 29 maggio 2013

La crisi: nuovo record di fallimenti nel primo trimestre (+12%), 23 mila imprese chiuse

ROMA - Crisi sempre più profonda in Italia: secondo i dati Cerved, nel primo trimestre 2013 i fallimenti delle imprese hanno toccato un nuovo record con 3.500 procedure avviate, +12% rispetto allo stesso periodo del 2012. I concordati crescono del 76%, con un boom per quelli "in bianco" introdotti dalla nuova legge di settore.
Complessivamente le chiusure aziendali hanno accelerato di molto la loro corsa: nei primi tre mesi si contano circa 23mila imprese che hanno avviato una procedura di insolvenza o una liquidazione volontaria, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2012.
Oltre ai fallimenti, continuano infatti a crescere anche le liquidazioni: hanno deciso di chiudere volontariamente l'attività 19mila aziende in bonis (senza precedenti procedure concorsuali), un dato in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Secondo il Cerved, gruppo specializzato nell'analisi delle imprese e nei modelli di valutazione del rischio di credito, il fenomeno più rilevante è il forte incremento dei concordati preventivi, che fanno registrare un aumento del 76% su base annua, un boom che porta al 13% l'incremento delle procedure di insolvenza diverse dai fallimenti. "Un'analisi sui dati del Registro delle imprese - afferma lo studio - indica che all'origine di questo incremento vi sono le nuove norme con cui è stata riformata la disciplina fallimentare e, in particolare, l'introduzione del cosiddetto 'concordato in bianco'".
La possibilità di presentare una domanda priva del piano di risanamento e di bloccare le azioni esecutive, anche con effetti retroattivi, è stata quindi molto apprezzata dalle aziende: tra l'entrata in vigore delle nuove norme, nel settembre 2012, e il 31 marzo scorso si stima che siano state presentate 2.700 istanze, oltre il doppio dei concordati tradizionali (quindi con piano di risanamento) presentati in tutto lo scorso anno. 
I primi tre mesi del 2013 hanno segnato un cambio di tendenza dei fallimenti dal punto di vista territoriale: il Nord-Est, in cui il numero di default era in diminuzione dalla metàdel 2011, ha fatto registrare una forte impennata delle procedure, con un incremento di quasi un quarto rispetto al primo trimestre del 2012 (+24%). L'aumento dei fallimenti non risparmia comunque nessuna area del Paese: la corsa procede con tassi a due cifre nel Nord-Ovest (+15%) e a ritmi leggermente inferiori nel Centro-Italia (+9%), nel Sud e nelle Isole (+3%).