LECCE, 2 giugno - Tragedia a Lecce, dove una bimba di tre anni è stata azzannata da un pitbull in cortile. La piccola, ferita in modo grave, è ora ricoverata al "Vito Fazzi". Per alcuni, interminabili istanti, si è temuto il peggio. Il cane, infatti, l’ha stretta a una gamba, ferendola a quanto pare anche a un braccio. Il cane è di proprietà dello zio della vittima, che non era presente in casa quando è avvenuta l'aggressione. Forse il cane è sfuggito per qualche istante al controllo. Il caso, ricorda lecceprima.it, è ora in mano alla polizia, che sta svolgendo tutti gli approfondimenti. Dopo essere stata azzannata, la bimba è stata condotta in ospedale da un vicino di casa, che non ha perso un istante e l'ha caricata in auto. Era anche stato chiamato nei primi istanti anche il 118, ma si è deciso di non attendere l'ambulanza. All'ingresso del nosocomio è stato subito dato un codice rosso ed è stata presa in consegna dai medici. Le condizioni della piccola sono gravi e la prognosi è al momento riservata.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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martedì 2 giugno 2015
lunedì 1 giugno 2015
VICENZA, muore bimba di un anno "dimenticata" in auto sotto il sole
VICENZA, 1 giugno - Una bambina di un anno e mezzo è morta a Vicenza dopo essere stata 'dimenticata' dai genitori per tre ore in automobile chiusa in un parcheggio sotto il sole.
Figlia di ivoriani con la cittadinanza italiana da 24 anni e sorella di 5 fratelli,la piccola potrebbe aver perso la vita per un colpo di calore o asfissia. Sarà l'autopsia a stabilirlo.
Avviata inchiesta per omicidio colposo. I genitori, si è appreso, ritenevano che ad accudirla sarebbero stati i fratelli più grandi e viceversa.
Figlia di ivoriani con la cittadinanza italiana da 24 anni e sorella di 5 fratelli,la piccola potrebbe aver perso la vita per un colpo di calore o asfissia. Sarà l'autopsia a stabilirlo.
Avviata inchiesta per omicidio colposo. I genitori, si è appreso, ritenevano che ad accudirla sarebbero stati i fratelli più grandi e viceversa.
giovedì 1 gennaio 2015
RIVA DEL GARDA, bimba di 11 anni gioca con la pistola del padre poliziotto e si uccide
TRENTO, 1 gennaio - Una bambina di 11 anni è morta colpita da un'arma da fuoco nella sua abitazione a Pregasina, una località nei pressi di Riva del Garda. Sarebbe stata la bambina a trovare la pistola d'ordinanza del padre, un agente di polizia, e il colpo sarebbe partito accidentalmente, mentre la teneva in mano. Sul posto si trovano le forze dell'ordine. Gli inquirenti, coordinati dal pm di Trento Fabrizio De Angelis, stanno ricostruendo la dinamica della disgrazia. Davanti all'abitazione si sono riuniti numerosi abitanti del paesino.
lunedì 29 dicembre 2014
SASSARI, bimba mangia torta alla marijuana e finisce in ospedale
SASSARI, 29 dicembre - Una bimba di 11 anni è finita in ospedale dopo aver mangiato in casa una fetta di torta contenente marijuana. La vicenda è avvenuta nei giorni scorsi a Sassari è trapelata soltanto ieri. Dopo aver mangiato il dolce la bimba ha accusato un malore, con vomito e convulsioni. La piccola è stata ricoverata al pronto soccorso e, dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto di Pediatria, è stata dimessa. La torta era "riservata" agli adulti, i genitori rischiano conseguenze penali.
martedì 7 ottobre 2014
USA, 4 anni distribuisce caramelle agli amici. Ma era eroina (della madre)
| Le dosi di eroina distribuite ai compagni dalla bambina |
| Ashley Tull, la madre |
SELBYVILLE (Delaware) - Spacciatrice per sbaglio. In una cittadina del Delaware, negli Usa, Selbyville, una bimba di soli quattro anni ha distribuito dosi di eroina all'asilo pensando si trattasse di caramelle. La piccola aveva trovato nello zainetto della madre circa 250 bustine di droga per un totale di quattro chili. In manette è finita la madre, Ashley Tull, 30 anni, la quale, probabilmente per sbaglio, ha dato alla figlia lo zaino contenente l'eroina al posto di quello della scuola. Il personale della scuola materna ha avvertito la polizia dopo aver visto i bambini con in mano delle bustine contenenti una sostanza sospetta. Già dopo le prime verifiche gli agenti hanno stabilito stabilito che si trattava di eroina. Per precauzione sette bambini sono stati accompagnati in ospedale, per essere dimessi subito dopo un controllo medico. La madre della piccola ha altri due figli, una ragazzina di undici anni e un bimbo di nove. È stata rilasciata su cauzione. Deve rispondere di possesso di droga e messa a rischio di minori.
lunedì 11 agosto 2014
SIBERIA, bimba di 4 anni si perde nella taiga tra orsi e lupi: salvata dopo 11 giorni, il suo cagnolino guida i soccorsi
| Il ritrovamento di Katrina nel suo rifugio nell'erba. Sopra, la bambina nelle braccia dei salvatori |
| Katrina finalmente con la mamma |
MOSCA - Si era persa nella taiga siberiana, dove è sopravvissuta per undici giorni cibandosi di bacche selvatiche e bevendo acqua di fiume, con l'unica compagnia del suo cagnolino prima di essere ritrovata dai soccorsi. E' la storia a lieto fine di Karina Chikitova, quattro anni appena, che si era allontanata all'insaputa dei genitori per la sua avventura tra orsi e lupi.
La vicenda viene raccontata dal Siberian Times. Mamma e papà, separatisi per qualche giorno, pensavano inizialmente che la piccola si trovasse con l'altro genitore. E solo dopo qualche giorno hanno realizzato che Karina se n'era andata per conto suo nella selvaggia natura della Siberia, la regione in cui la piccola vive con la sua famiglia.
Il lungo viaggio di papà Rodion
Papà Rodion il 27 luglio era partito per raggiungere il suo villaggio natio, molto lontano dal villaggio di residenza, e la mamma era convinta che Karina fosse con lui. Ma in realtà il padre non aveva inteso che la bambina l'avrebbe seguito nel suo lungo viaggio, ed è stato così che la bimba si è persa nella taiga insieme con il suo cagnolino, nella inospitale regione chiamata Sakha.
Sola nella natura selvaggia
Chi conosce questo territorio sa che le possibilità di sopravvivere per una bambina così piccola sono praticamente inesistenti: la temperatura di notte, anche nella bella stagione, scende fino a 6 gradi, ed è difficile trovare cibo, senza parlare degli animali feroci che popolano il territorio: lupi e orsi selvatici sono numerosissimi. Eppure la piccola si è salvata tenendosi stretto addosso il suo cagnolino, che l'ha riscaldata nelle fredde notti, e trovando cibo e acqua di fortuna.
La terribile scoperta
I genitori si sono resi conto di quello che era successo solo quattro giorni dopo la partenza del papà, quando la mamma si è finalmente messa in contatto telefonicamente con il marito per fare l'orribile scoperta: la figlia non era con lui. Sono subito scattate le ricerche, e nel frattempo, incredibile, il cucciolo di Karina è tornato a casa. Senza la sua padroncina, ha fatto ritorno al villaggio di Olom, nel distretto di Olyokminsky, dove vive la famiglia della bambina.
Il cagnolino-eroe
Afanisiy Nikolajev, portavoce del Sakha Republic Rescue Service, ricorda: "Abbiamo subito pensato che la piccola poteva essere sopravvissuta proprio grazie al calore della pelliccia del suo cane. Così abbiamo moltiplicato gli sforzi per trovarla".
D'altra parte, il fedele cagnolino non si è concesso neanche un momento di riposo: si è messo subito alla guida dei soccorsi fino a condurli nel luogo in cui si trovava ancora la piccola. Quando è tornata a casa, la sua famiglia aveva ormai perso le speranze di recuperarla. E invece, le uniche conseguenze della lunga permanenza nella taiga siberiana erano alcune punture di insetto e un po' di graffi.
La piccola si è ripresa velocemente ed è stata subito portata in ospedale. Ma sarà solo questione di tempo e tornerà a correre e giocare come prima: e ricorderà il suo viaggio nella taiga soltanto come una lontana avventura d'infanzia.
Il lungo viaggio di papà Rodion
Papà Rodion il 27 luglio era partito per raggiungere il suo villaggio natio, molto lontano dal villaggio di residenza, e la mamma era convinta che Karina fosse con lui. Ma in realtà il padre non aveva inteso che la bambina l'avrebbe seguito nel suo lungo viaggio, ed è stato così che la bimba si è persa nella taiga insieme con il suo cagnolino, nella inospitale regione chiamata Sakha.
Sola nella natura selvaggia
Chi conosce questo territorio sa che le possibilità di sopravvivere per una bambina così piccola sono praticamente inesistenti: la temperatura di notte, anche nella bella stagione, scende fino a 6 gradi, ed è difficile trovare cibo, senza parlare degli animali feroci che popolano il territorio: lupi e orsi selvatici sono numerosissimi. Eppure la piccola si è salvata tenendosi stretto addosso il suo cagnolino, che l'ha riscaldata nelle fredde notti, e trovando cibo e acqua di fortuna.
La terribile scoperta
I genitori si sono resi conto di quello che era successo solo quattro giorni dopo la partenza del papà, quando la mamma si è finalmente messa in contatto telefonicamente con il marito per fare l'orribile scoperta: la figlia non era con lui. Sono subito scattate le ricerche, e nel frattempo, incredibile, il cucciolo di Karina è tornato a casa. Senza la sua padroncina, ha fatto ritorno al villaggio di Olom, nel distretto di Olyokminsky, dove vive la famiglia della bambina.
Il cagnolino-eroe
Afanisiy Nikolajev, portavoce del Sakha Republic Rescue Service, ricorda: "Abbiamo subito pensato che la piccola poteva essere sopravvissuta proprio grazie al calore della pelliccia del suo cane. Così abbiamo moltiplicato gli sforzi per trovarla".
D'altra parte, il fedele cagnolino non si è concesso neanche un momento di riposo: si è messo subito alla guida dei soccorsi fino a condurli nel luogo in cui si trovava ancora la piccola. Quando è tornata a casa, la sua famiglia aveva ormai perso le speranze di recuperarla. E invece, le uniche conseguenze della lunga permanenza nella taiga siberiana erano alcune punture di insetto e un po' di graffi.
La piccola si è ripresa velocemente ed è stata subito portata in ospedale. Ma sarà solo questione di tempo e tornerà a correre e giocare come prima: e ricorderà il suo viaggio nella taiga soltanto come una lontana avventura d'infanzia.
sabato 26 aprile 2014
Messina, bimba di 6 anni cade dalla finestra e muore
MESSINA - Una bimba di 6 anni è morta venerdì sera precipitando dalla finestra della sua abitazione in via Fondo Fucile a Messina. I genitori erano in casa ma non sono riusciti ad evitare la tragedia. La piccola si è sporta dalla finestra ed è caduta da una decina di metri schiantandosi nel cortile sotto l'abitazione. E' stata trasportata d'urgenza al Policlinico ma i medici hanno solo potuto constatarne il decesso.
domenica 2 febbraio 2014
Noto, tre morti (anche una bimba) travolti in auto da un torrente
ROMA - Il maltempo ha fatto tre vittime a Noto in provincia di Siracusa. Un'auto è stata travolta da un torrente in piena, a causa delle forti piogge di queste ore. Tra le vittime anche una bambina di sette anni.
Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia, l'incidente si è verificato intorno alle 4 di stamattina, in contrada Romanella, nel territorio di Noto. Una Ypsilon, sulla quale viaggiavano sette persone, è stata travolta e trascinata dalle acque di un torrente, gonfiato dalle piogge incessanti di queste ore. Quattro passeggeri sono riusciti ad abbandonare l'auto mentre due donne e una bambina di sette anni sono rimaste imprigionate all'interno perdendo la vita. Adesso sono in corso le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Le sette persone a bordo dell'utilitaria, che farebbero parte di un unico nucleo familiare, rientravano da una cena. Le tre vittime sono Mirisol Latino, 7 anni, Maria Gioielli, 67 anni, Alessandra Tummineri, 33 anni). Tra i superstiti anche la mamma della bimba che è annegata.
Secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia, l'incidente si è verificato intorno alle 4 di stamattina, in contrada Romanella, nel territorio di Noto. Una Ypsilon, sulla quale viaggiavano sette persone, è stata travolta e trascinata dalle acque di un torrente, gonfiato dalle piogge incessanti di queste ore. Quattro passeggeri sono riusciti ad abbandonare l'auto mentre due donne e una bambina di sette anni sono rimaste imprigionate all'interno perdendo la vita. Adesso sono in corso le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
Le sette persone a bordo dell'utilitaria, che farebbero parte di un unico nucleo familiare, rientravano da una cena. Le tre vittime sono Mirisol Latino, 7 anni, Maria Gioielli, 67 anni, Alessandra Tummineri, 33 anni). Tra i superstiti anche la mamma della bimba che è annegata.
martedì 7 gennaio 2014
Afghanistan: bloccata bimba imbottita d'esplosivo. Doveva farsi esplodere a un checkpoint
| La bimba kamikaze |
KABUL - All'inizio la polizia afghana pensava che avesse dieci anni, ma dopo i primi controlli è emerso che potrebbe averne addirittura otto. Spozmay è la bambina arrestata dalle autorità della provincia meridionale di Helmand prima che si facesse esplodere contro un checkpoint al confine con il Pakistan. Uno dei poliziotti l'ha notata perché era infagottata in un giubbotto che poi si è scoperto essere imbottito di esplosivo. La piccola non ha quindi potuto azionare il dispositivo che l'avrebbe fatta esplodere.
Secondo un'altra versione dei fatti non avrebbe portato a termine la missione solo perché non sarebbe stata in grado di azionare l'innesco. Ad affidarle la missione suicida era stato il fratello Zahir, comandante talebano operante nel distretto con il nome di Hameed Sahib. La bambina, riferisce la Bbc, ora è sotto shock. "Mi ha detto di indossare un giubbotto, di andare al checkpoint della polizia e premere un pulsante" ha raccontato la bambina. "Ha detto che non mi sarebbe successo niente. E mi ha accompagnato fino al posto di polizia".
Il fatto accaduto domenica è stato reso noto solo ieri dal ministero dell'Interno a Kabul. La bimba ora è stata trasferita a Lashkar Gah, capoluogo della provincia di Helmand.
Da parte loro, per il momento, i talebani non hanno reagito alla notizia. La storia ricalca un copione che si è ripetuto varie volte, tra orrori accertati e casi di propaganda antitalebana. Secondo le cronache i baby-kamikaze vengono reclutati in diverse aree del Paese e il più delle volte portati in Pakistan, dove vengono addestrati per diventare attentatori suicidi.
Il fatto accaduto domenica è stato reso noto solo ieri dal ministero dell'Interno a Kabul. La bimba ora è stata trasferita a Lashkar Gah, capoluogo della provincia di Helmand.
Da parte loro, per il momento, i talebani non hanno reagito alla notizia. La storia ricalca un copione che si è ripetuto varie volte, tra orrori accertati e casi di propaganda antitalebana. Secondo le cronache i baby-kamikaze vengono reclutati in diverse aree del Paese e il più delle volte portati in Pakistan, dove vengono addestrati per diventare attentatori suicidi.
lunedì 2 dicembre 2013
Una bimba di 4 anni a Trieste il primo caso di influenza della stagione 2013-14
TRIESTE - E' una bambina di 4 anni, non vaccinata, il primo caso ufficiale di influenza della stagione 2013-2014. Il Centro Nazionale per l'Influenza dell'Istituto Superiore di Sanità ha comunicato il primo isolamento del virus presso il laboratorio dell'Università degli studi di Trieste. Lo ha reso noto il ministero della Salute.
lunedì 4 novembre 2013
Ohio: bimba di 3 anni non si toglie il cappotto, maestra d’asilo la uccide buttandola a terra
| La piccola Autumn, uccisa dalla maestra |
| Rochelle Lynn Sapp, la maestra arrestata |
ORANGE CITY (Ohio) - Si è rifiutata di togliersi il cappotto e la sua maestra l'ha gettata a terra causandole ferite mortali. E' successo in un asilo dell'Ohio, negli Stati Uniti. Autumn Elgersma, 3 anni, è morta in ospedale due giorni dopo la caduta in seguito alla frattura del cranio. La sua insegnante, Rochelle Lynn Sapp, 33 anni, in un primo momento ha raccontato agli inquirenti che la bimba era caduta dalle scale. Poi ha confessato. La piccola è morta due giorni dopo le ferite, hanno detto le autorità locali. Portata prima all'ospedale di Orange City, è stata successivamente trasportata al Sanford Children's Hospital a Sioux Falls, in North Dakota. Lì i medici hanno accertato la gravità delle ferite al cranio e dei danni al cervello.
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lunedì 30 settembre 2013
Torino, scontro frontale tra auto durante un temporale, morta bimba di 2 anni
TORINO - Una bambina di 2 anni ha perso la vita e altre quattro persone sono rimaste ferite in modo grave in uno scontro frontale tra due auto ieri sera a Torino.
L'incidente, per cause da accertare, è avvenuto intorno alle 22.20 sul cavalcavia di strada Aeroporto nei pressi del Campo Nomadi durante un temporale.
La bimba viaggiava insieme alla madre, una donna italiana di 37 anni, su una Fiat Punto in direzione Torino: secondo una prima ricostruzione della polizia municipale sembra che la piccola fosse seduta sul sedile anteriore invece che sul seggiolino posizionato sui sedili posteriori e nell'impatto è stata sbalzata fuori dalla vettura.
Sulla Bmw Cabrio che proveniva dalla direzione opposta invece si trovavano quattro nomadi, tutti uomini: uno di questi, nonostante le ferite, si è allontanato dal luogo dell'incidente. Gli altre tre e la madre della piccola sono stati trasportati negli ospedali cittadini in gravi condizioni.
sabato 14 settembre 2013
Roma: bimba di 10 giorni aggredita dal cane di casa nella culla, è grave
ROMA - Una neonata di 10 giorni è stata aggredita dal cane mentre dormiva nella culla. E' successo a Roma. Quando i genitori sono stati svegliati dal rumore, hanno trovato la piccola in terra con una ferita al volto e l'hanno portata in ospedale. La bambini è ricoverata in prognosi riservata, in attesa di essere sottoposta a un intervento di chirurgia.
martedì 10 settembre 2013
Yemen, bimba di 8 anni, venduta dai genitori, morta dopo la prima notte di nozze
SANAA (Yemen) - E' morta a 8 anni, dissanguata per ferite interne, dopo la prima notta di nozze. Si chiamava Rawan la sposa bambina che, come troppe ancora nello Yemen, era stata data in sposa per soldi dai genitori a un uomo che aveva cinque volte la sua età. Lo denunciano gli attivisti, spiegando che la piccola è deceduta a Hardh, zona tribale nello Yemen nord occidentale, al confine con l'Arabia Saudita. Gli stessi attivisti ora chiedono che sia fatta giustizia, che il marito, circa 40 anni, e i familiari della vittima vengano arrestati e affrontino un processo. Più di un quarto delle bambine yemenite si sposa prima di aver compiuto i 15 anni, secondo i dati del ministero degli Affari sociali di Sana'a.
Ma le autorità e la sicurezza della provincia di Hajja nel nord dello Yemen hanno smentito categoricamente la notizia. A portare alla luce il dramma di Rawan è stato il giornalista yemenita freelance Mohammad Radman, che insiste sulla veridicità della notizia e l'attendibilità delle sue fonti. Citando persone vicine alla vittima, il reporter dice che ''sono pronti a testimoniare. Credo che i funzionari stiano tentando di seppellire la vicenda''.
Per contro Mosleh Al Azzani, direttore del dipartimento di Indagini criminali nel distretto di Harradh dove sarebbe avvenuto il matrimonio, ha detto a 'Gulf News' di aver contattato personalmente la bambina e il padre per interrogarli sulla vicenda. ''Avevo sentito la notizia. Ho chiamato il padre della bambina. E' venuto con sua figlia e ha negato le nozze e il decesso. Ho le foto della bambina che possono mostrare a chiunque'', ha detto, spiegando che la bambina ha 8 anni e suo padre sulla quarantina.
mercoledì 28 agosto 2013
Pisa: bimba di 5 anni muore per malore durante un corso di nuoto in piscina
PISA - Una bambina di 5 anni è morta dopo un malore in acqua, mentre stava partecipando a un corso di nuoto alla piscina comunale di Pisa. La piccola è stata subito soccorsa da un'ambulanza del 118, ma era già in condizioni disperate e il suo cuore ha cessato di battere pochi minuti dopo l'arrivo in ospedale. A nulla è valsa la corsa disperata, con la scorta di una pattuglia di carabinieri, per cercare di raggiungere al più presto il Pronto soccorso.
La piccola, che si chiamava Rachele Medda, si è sentita male e avrebbe vomitato. I soccorsi sarebbero stati tempestivi, ma le sue condizioni erano già gravissime.
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sabato 17 agosto 2013
Lotzorai: bimba azzannata in spiaggia alla testa da un pitbull. Salvata dalla cugina
| La spiaggia di Lotzorai |
LOTZORAI - Una bambina di quattro anni è stata azzannata da un pitbull mentre si trovava sulla spiaggia di Lotzorai in Ogliastra. Ha riportato ferite alla testa guaribili in dieci giorni. Il fatto sarebbe potuto esser più grave se non fosse stata salvata dalla cugina, di qualche anno più grande, che è riuscita a strappare la piccola dalle fauci dell'animale.
martedì 14 maggio 2013
Anzio, il cane di casa azzanna alla testa bimba di 15 mesi: è gravissima
ANZIO - Una bimba di 15 mesi è in gravissime condizioni dopo essere stata azzannata dal cane di famiglia, un pastore maremmano. L'episodio è accaduto in serata ad Anzio, in località Lavinio, alle porte di Roma. Subito dopo, la bimba è stata trasportata in elisoccorso al Policlinico Gemelli di Roma, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. La bimba é stata azzannata alla testa e al collo dal cane mentre si trovava nel giardino di casa in braccio alla madre, che le stava dando da mangiare. Il cane, un pastore maremmano di cinque anni che era libero nel giardino, forse per gelosia si è scagliato su di lei. La mamma della bambina, una romana di circa 30 anni che durante l'episodio era in compagnia della nonna della piccola, ha subito chiamato i soccorsi. Il padre, convivente della donna, non era in casa durante l'episodio. Al momento il cane, che fino ad allora non aveva mai dato segni di particolare aggressività, è stato affidato al servizio veterinario locale.
martedì 30 aprile 2013
Morta la bimba di 4 anni stuprata nel Madhya Pradesh, in India
NEW DELHI - Una bambina di 4 anni e' morta in India dopo essere entrata in coma a seguito di uno stupro. Come riferisce il "Times of India", la piccola, che aveva subito gravi danni cerebrali ed era tenuta in vita artificialmente da 10 giorni, è morta ieri per un arresto cardiaco in un ospedale della citta' di Nagpur.
Sono due i sospettati che sono stati arrestati per la barbarie avvenuta in un villaggio dello stato di Madhya Pradesh.
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lunedì 4 marzo 2013
Usa: bimba nata con il virus Hiv e massicciamente curata subito dopo la nascita, è guarita
NEW ORLEANS - Negli Stati Uniti una bambina nata con il virus Hiv è guarita grazie a una serie di cure messe in atto sin dal momento della sua nascita. Lo hanno annunciato domenica alcuni dei medici e ricercatori che hanno seguito il caso. Anche se non vi sono al momento certezze che rimanga in salute anche in futuro, la bimba, nata in Mississippi, nei suoi primi due anni e mezzo di vita non ha dato segni di infezione.
Alla bimba è stato somministrato un cocktail di farmaci in dosi decisamente più massicce e in tempi più rapidi di quanto avvenga di solito. Una cura d'urto e una corsa contro il tempo che però pare aver dato i risultati sperati.
Il caso apre una luce di speranza per le migliaia di bambini che ogni anno nascono sieropositivi, soprattutto in Africa e per i quali, fino a oggi, le speranze erano minime. I ricercatori esortano comunque a restare cauti e moderare gli entusiasmi, soprattutto perché, al momento, si tratta di un caso isolato.
La bimba aveva contratto il virus Hiv ancora nel grembo della madre. Non appena nata, a differenza di quanto accade solitamente, dove si utilizzano antiretrovirali in quantativi blandi per almeno tre o quattro settimane, la piccola è stata sottoposta a una cura a base di tre differenti farmaci. I livelli del virus si sono abbassati rapidamente per sparire del tutto nel giro di un mese. E a distanza di due anni e mezzo, i test risultano ancora negativi.
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lunedì 11 febbraio 2013
Miami: Emma la bimba con 3 genitori ufficiali (due italo-americane e un cagliaritano)
MIAMI - Emma, una bambina di due anni nata a Miami, sul suo certificato di nascita ha tre genitori: la coppia di donne che la sta allevando e il padre biologico, un giovane gay single originario di Cagliari. Lo ha stabilito un giudice della Florida dando così il benestare legale ad un nuovo tipo di famiglia. Le due madri hanno la potestà della piccola e lui il diritto di visita due volte la settimana. Insieme stanno progettando le vacanze in Sardegna.
Protagonisti della vicenda sono due italo-americane - Maria Italiano, 42 anni e Cher Filippazzo, 37 anni - e Massimiliano Gerina, 35 anni, cagliaritano trasferitosi a Miami 8 anni fa. Le due donne, sposate regolarmente, desiderano avere un figlio e dopo numerosi tentativi falliti chiedono a lui, il proprio parrucchiere, di donare il suo seme. Lui accetta ma poi, quando è ora di firmare la rinuncia ad ogni diritto sulla nascitura, si sente tradito e si rifiuta. Gerina ha vissuto una triste esperienza familiare ed è cresciuto senza il padre che ha lasciato la famiglia quando lui aveva 9 anni. Non se la sente di far vivere la stessa situazione alla figlia. Così inizia una battaglia legale, che si conclude però col lieto fine: l'accordo tra le parti e la sentenza che sancisce l'intesa e una nuova forma di famiglia.
Massimiliano esulta e nota la differenza tra gli Stati Uniti e l'Italia dove la legge non riconosce le coppie omosessuali e dove la mentalità è molto diversa. Come tutti i padri è innamorato della sua bambina e, a chi gli chiede se tre genitori non siano troppi, risponde che più persone possono amare i bambini, meglio è per loro.
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