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mercoledì 24 settembre 2014

ALGERIA: decapitato da gruppo jihadista un ostaggio francese

Hervé Pierre Gourdel, l'ostaggio decapitato
ALGERI - Messaggio di sangue per il governo francese": si intitola così l'atroce video in cui i jihadisti di Jund-al-Khilafa, movimento affiliato all'Isis, mostrano la decapitazione di un ostaggio francese in Algeria. 
Due giorni fa il gruppo aveva rivendicato con un video il rapimento di un francese nella zona di Tizi Ouzou in Algeria e minacciato di ucciderlo entro 24 ore se la Francia non avesse fermato i raid contro i jihadisti in Iraq. Nel video si mostrava l'ostaggio, Hervè Pierre Gourdel, che chiedeva al presidente Hollande di farlo uscire da questa situazione. L'autenticità del video era stata confermata dal governo francese. Secondo quanto riferito, il video sembra sia stato girato all'alba, dura un pò' meno di cinque minuti e inizia con le immagini di François Hollande che annuncia l'inizio dell'intervento francese in Iraq. Alcune sequenze mostrano le prime immagini di attacchi aerei contro l'Iraq sulle posizioni tenute dallo stato islamico. Poi appare in ginocchio l'ostaggio francese circondato da quattro jihadisti armati di Kalashnikov e mascherati. Hervé Gourdel dice: "Holland, avete seguito Obama" e poi indirizzaun breve messaggio alla sua famiglia, semplicemente dicendo loro che li ama. Uno dei jihadista  legge una dichiarazione in arabo e quindi i quattro membri di Jund al Khilafa procedono alla esecuzione per decapitazione dell'ostaggio.
Herve Gourdel, una  guida alpina di 55 anni  di Nizza, era stato rapito domenica dal gruppo Jund al-Khalifa mentre stava facendo un’escursione nella zona Tizi Ouzou del nord-est dell'Algeria.
Il Jund al-Khalifa - variamente tradotto come "Soldati del califfato in Algeria" o "Califfato Soldati di Algeria" - è emersa all'inizio di questo mese, quando un comandante regionale di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), aveva rilasciato una dichiarazione annunciando che aveva rotto con al Qaeda e aveva giurato fedeltà al gruppo.

giovedì 28 agosto 2014

Jihadisti, altri 4 decapitati ripresi in un video sul web nel SINAI

SINAI - Un nuovo video shock dei jihadisti filo al Qaida: quattro persone vengono decapitate con un coltello dal loro boia a volto coperto. Poi le teste vengono appoggiate sui cadaveri, mentre la sabbia del deserto si tinge di sangue. E' il filmato pubblicato sul web dai jihadisti del Sinai che accusavano i quattro di essere spie del Mossad. Il video, di oltre 29 minuti, si apre con una minaccia alle "spie": "La porta del pentimento è aperta. Il nostro obiettivo non è tagliare teste ma impedire i danni ai musulmani", recita una scritta. Poi, dopo una lunga parte dedicata ai "martiri" tra le file dei jihadisti - 4 miliziani uccisi da un missile mentre si trovavano a bordo di un'auto - la scena cambia. Nove jihadisti armati, con i pickup in bella mostra, a volto coperto. Uno inizia a sciorinare le accuse contro le presunte spie, poi il 'capo' del gruppo afferra un coltello. Spinge a terra con il piede il primo sventurato. Gli mozza la testa. Così con gli altri. Il sangue cola ovunque, le teste vengono appoggiate sui cadaveri. Il video si chiude, porta la firma delle "forze di sicurezza" di Ansar, che nel Sinai si considera alla guida di uno Stato autonomo.

domenica 13 ottobre 2013

A un passo dalla morte, le immagini del delitto di via Muratori a Milano

MILANO - I due bersagli dei killer camminano in via Muratori con la figlioletta: verranno uccisi pochi secondi dopo
MILANO - I due killer i avvicinano alla coppia a bordo di uno scooter
MILANO - La polizia ha diffuso le immagini degli istanti che precedono il duplice omicidio di via Muratori, dove l'11 settembre 2012 vennero uccisi a colpi di pistola Massimiliano Spelta e la moglie Carolina Ortiz Paiano, e per il quale sono stati arrestati due narcotrafficanti pregiudicati, Mario Mafodda e Carmine Alvaro.

Nei fotogrammi delle telecamere raccolti durante le indagini della polizia si vede la coppia prendere un aperitivo in un locale; dopodiché i killer si avvicinano a bordo di uno scooter. Sono gli ultimi istanti di vita dei due, che verranno bersagliati dai colpi dei due assassini per uno "sgarro" relativo a un debito per una piccola partita di cocaina. La figlia dei due, che si trovava in braccio alla donna, rimase illesa.

domenica 14 agosto 2011

Poliziotto condannato a morte per l’uccisione di un ladruncolo a Karachi


Il giovane sta per essere abbattuti dai poliziotti pakistani

KARACHI - Un membro dei paramilitari pakistani Rangers Sindh, è stato condannato a morte l'uccisione di un adolescente senza armi la cui esecuzione è stato registrata in video.
Cinque altri soldati, anch’essi membri del Rangers Sindh e un civile sono stati condannati all'ergastolo per il loro ruolo nell'uccisionenell scorso giugno di  Sarfraz Shah, 17 anni.  Lo ha detto Muhammed Khan Buriro, un procuratore speciale del tribunale anti-terrorismo.
Le condanne dei sette uomini ancora devono essere confermata dalla corte suprema del Pakistan, ha aggiunto Buriro. Tutti e sette sono stati a risarcire la famiglia della vittima, ognuno  da 1.162 dollari a 2.325 dollari.
Il caso è scoppiato, dopo che un agghiacciante video era stato girato da un cameraman della televisione locale in cui si  mostrava Shah supplicare di aver salvar la sua vita prima di essere abbattuto con due colpi di fucile in un parco di Karachi.
Nel video, che è stato trasmesso attraverso le reti del Pakistan, Shah grida: "Io sono disarmato" e "per favore non sparate".
Dopo essere stato colpito due volte, Shah urla poi di essere portato in un ospedale prima di morire per dissanguaento
La morte di ripresa è stato l'ultimo di una serie di “incidenti” che hanno profondamente eroso la fiducia del pubblico nelle agenzie di sicurezza.
Era stata la Corte Suprema a ordinare che i sei soldati e il civile fossero giudicati da un tribunale anti-terrorismo, un tribunale speciale dove le udienze sono accelerate e le decisioni vengono prese più rapidamente che nel sistema giudiziario regolari.
La polizia aveva detto che, al momento della sparatoria,  Shah sdtava cercando di derubare la gente nel parco dedicato all'ex primo ministro Benazir Bhutto.