Visualizzazione post con etichetta black bloc. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta black bloc. Mostra tutti i post

sabato 19 ottobre 2013

Roma arrestati altri 9 black bloc

ROMA - Sono nove le persone fermate nella notte nei servizi di prevenzione in vista del corteo. Tra loro anche alcuni stranieri, aderenti a gruppi anarchici e persone arrivate da fuori Roma. Con i cinque di venerdì, sono in tutto 14 le persone sottoposte a fermo. 
Sotto controllo la tendopoli di piazza San Giovanni - Viene monitorata attentamente la tendopoli allestita in piazza San Giovanni davanti alla Basilica: da lì partirà il corteo diretto a Porta Pia, dove è prevista una Notte Bianca del Dissenso. Molti dei manifestanti di venerdì con i Cobas saranno ancora in piazza dopo aver passato la notte in tenda.

Preoccupazione a Roma: black bloc da tutta Europa al corteo No Tav

ROMA - Dopo il secondo giorno consecutivo di manifestazioni di protesta a Roma, con la prova degli antagonisti anche oggi il rischio saranno di nuovo i black bloc, i ribelli in nero. La vera prova del fuoco, secondo le forze dell'ordine, sarà la manifestazione No Tav che porterà in piazza antagonisti di varia estrazione, con la probabilità concreta di infiltrazioni di estremisti.
Viene monitorata attentamente la tendopoli allestita in piazza San Giovanni davanti alla Basilica dove i manifestanti si sono accampati: da lì partirà il corteo diretto a Porta Pia, dove è prevista una Notte Bianca del Dissenso. I 5 del "blocco nero" fermati ed espulsi giovedì, due anche con precedenti per terrorismo, sono un campanello d'allarme per la protesta dei No Tav, che, come è noto, comprende un'anima dura e violenta. Inoltre è stato trovato e sequestrato anche un furgone vicino all'Università La Sapienza con biglie, manganelli ed estintori. Le forze dell'ordine hanno anche arginato la presenza in centro di un nutrito gruppo di anarchici a volto coperto, che si è poi dileguato alla vista degli agenti. 

Le informative si susseguono, con ipotesi del rischio di gruppi provenienti da Turchia, Grecia, Spagna e Nord Europa. Una galassia trasversale, già solidale con altri esperti della guerriglia urbana che hanno già consolidato le loro esperienze durante gli scontri alle manifestazioni in Val Di Susa. Secondo la Digos si tratta di sicuro di esecutori: il "braccio" sguinzagliato per eseguire le direttive di una possibile regia. 

lunedì 13 febbraio 2012

Atene: il parlamento ha approvato il piano di austerity. Violenti scontri tra polizia e black bloc in piazza Syntagma. Palazzi e banche in fiamme, 60 feriti



ATENE - Forte tensione ad Atene davanti al parlamento greco, che ha approvato a tarda sera il piano di austerity. Molotov, bombe carta, lacrimogeni, scontri. Brucia la piazza, dove migliaia di manifestanti stanno assediando il Parlamento greco che ha dunque varato il pacchetto di austerity 'lacrime e sangue' preteso dall'Ue e dal Fmi per dare il via libera al secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. 
Migliaia di persone erano affluite già nel primo pomeriggio davanti alla sede del Parlamento con striscioni di protesta contro i tagli e l'Europa che li impone, ma gli scontri sono divampati quando una colonna di black bloc, al grido di 'maiali assassini', ha fatto irruzione nella piazza. E' scoppiato l'inferno, violentissimo, nel giro di pochi istanti. Ordigni artigianali fatti con bombolette di gas e molotov sono volati contro gli agenti, mentre la polizia ha risposto con cariche e lacrimogeni. 
Battaglie corpo a corpo nella via dello shopping Ermou, fuochi in terra ovunque, scontri nella parte di Syntagma più lontana dal parlamento, fermate dei bus date alle fiamme in via Panepistimiou, così come la sede di una banca, due cinema e una serie di negozi nei pressi dell'università, con il fuoco che ha avvolto anche i primi piani dei palazzi che li ospitavano. In tutto sono andati a fuoco 18 palazzi. Sessanta i feriti.

La folla "normale" era composta in larghissima parte da persone comuni, non da militanti politici o sindacali: famiglie, lavoratori, moltissimi giovani, persone di ogni età e apparentemente di ogni strato sociale.  Da tutte le strade circostanti la grande piazza ateniese sono arrivati autentici fiumi di gente: in tutto centomila persone.
Anche il leggendario compositore greco Mikis Theodorakis, 88 anni, autore del sirtaki e storico attivista politico era in piazza Syntagma con i dimostranti. La polizia ha sparato numerosissimi lacrimogeni e verso le 22 la piazza ha cominciato a svuotarsi. A mezzanotte, quando è giunta  la notizia che il Parlamento aveva detto sì al piano anticrisi, erano rimaste poche centinaia di persone che si sono avvicinate pericolosamente ai cordoni di polizia. Ma non è successo nulla, i poliziotti erano in netta maggioranza e la situazione (per ora) si è calmata.


All'esame del parlamento c'erano tre testi: misure per ricapitalizzare le banche elleniche, un'autorizzazione al premier Lucas Papademos per firmare gli accordi europei e un swap di titoli pubblici con le banche creditrici per cancellare 100 miliardi del debito greco, che ammonta a 350 miliardi di euro. Il nuovo piano prevede anche la facilitazione dei licenziamenti e una riduzione dei salari minimi, ma questi aspetti saranno inclusi in una legge successiva da approvare nelle prossime due settimane.
Il primo ministro Lucas Papademos ha spiegato ieri sera in tv a tutto il Paese quanto sia importante approvare le nuove misure di austerità per ottenere gli aiuti internazionali. "Sappiamo - ha detto - che questo programma impone sacrifici dolorosi ai greci, ma un default potrebbe condannare la Grecia verso un'avventura senza controllo".



I deputati hanno dibattuto sulle draconiane misure anti-crisi che saranno votate a partire dalla mezzanotte ora locale (le 23 in Italia). Il premier greco Lucas Papademos ha avvertito che se stasera bocceranno le misure di austerity chieste da Bce, Ue e Fmi per ottenere il prestito da 130 miliardi di euro, ciò porterà ad un fallimento catastrofico della Grecia, all'isolamento e all'uscita dall'euro. 
Aprendo il suo intervento in Parlamento il premier greco, Lucas Papademos, ha avvertito che i vandalismi, la violenza non debbono trovare spazio in una democrazia e pertanto non saranno tollerati. 
Salvo clamorosi colpi di scena, e malgrado alcune defezioni della maggioranza - come il partito di estrema destra Laos e il possibile voto contrario di alcuni deputati dei socialisti del Pasok - il 'pacchetto' dovrebbe riuscire a passare. Il governo del premier Lucas Papademos può infatti contare su un'ampia maggioranza composta dai socialisti e dai conservatori di Nuova Democrazia. 
Tra le misure che hanno provocato sdegno e rabbia tra la gente ci sono una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation, una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio delle pensioni. 
Drastica economia di spesa anche in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali, oltre alla vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas e acqua. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e la troika (Ue, Bce e Fmi) prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi. Mercoledì è in programma a Bruxelles il cruciale Eurogruppo chiamato a dare il via libera allo stanziamento dei fondi.
Dalla Germania intanto, da mesi in Grecia il paese più odiato e messo all'indice dalla piazza come 'responsabile' della linea dura contro Atene, sono arrivate le parole del titolare delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: "La Grecia verrà salvata in un modo o nell'altro, ma deve fare i propri compiti per diventare competitiva". Secondo Schaeuble, Atene "rimarrebbe in Europa" anche se lasciasse l'euro. Ma se i governi dell'Eurozona vogliono evitare l'uscita della Grecia e sono pronti ad aiutarla, "altri non dovrebbero dare l'idea che non vogliono fare alcuno sforzo", ha aggiunto.

giovedì 8 dicembre 2011

Alta tensione in Val Susa: scontri tra black bloc e polizia. Due manifestanti feriti


SUSA - Alta tensione in Val Susa dove sei anni dopo gli scontri di Venaus, l'8 dicembre 2005, è cominciata questa mattina la prima delle quattro giornate dedicate all'anniversario con tre cortei per ribadire il no alla realizzazione della Torino-Lione.
Sono stati i bambini ad aprire il corteo partito da Susa, reggendo uno striscione colorato con la scritta 'la valle è nelle nostre mani' e tanti stampi di manine. Insieme alle famiglie gli abitanti della valle con le storiche bandiere con treno crociato.

Il corteo partito da Chiomonte e sceso tra i boschi passando dalla frazione Ramats ha raggiunto la baita Clarea dove erano già confluiti i manifestanti partiti da Giaglione. Nel corso di un'assemblea si è deciso di circondare il cantiere della Torino-Lione a volto scoperto. Poi la situazione è degenerata. Aggrediti anche i giornalisti.


All'altezza dei cancelli 4 e 6 un gruppo di black bloc ha messo in atto un fitto lancio di pietre contro le forze dell'ordine che parlano di un vero e proprio 'attacco paramilitare'. Durante l'azione i manifestanti hanno abbattuto una struttura di protezione a pochi metri dal cancello 6 dell'area di cantiere, sul lato della baita Clarea. 

Alcune centinaia di manifestanti hanno attaccato creando una testuggine con gli scudi in plexiglas e hanno poi lanciato pietre, bombe carta e altri oggetti all'indirizzo delle forze dell'ordine che li hanno respinti lanciando lacrimogeni. I manifestanti si sono poi dispersi nei boschi. La Digos ha sequestrato diversi estintori, martelli, asce, scudi maschere antigas, caschi, tronchesine e scalpelli. Tre manifestanti sarebbero stati fermati. Durante le tensioni sembra che siano rimasti feriti un poliziotto, un carabiniere e un finanziere.

Feriti anche due manifestanti che sono stati trasportati in ospedale. Uno di loro a quanto si apprende è un ragazzo minorenne. Al momento non si hanno notizie sulle loro condizioni.

Diversi principi di incendio si sono sviluppati nel bosco. Per la Polizia gli incendi sarebbero stati appiccati dai manifestanti nel tentativo di avvicinarsi alla reti. Per il Movimento invece i roghi sarebbero dovuti ai lacrimogeni lanciati dalle forze dell'ordine. Sul posto i vigili del fuoco per sedare le fiamme.

Secondo il Movimento alcuni manifestanti sarebbero riusciti a tagliare diversi metri di reti. Secondo la Questura di Torino è stato danneggiato circa un metro di rete posta a protezione del cantiere.


I manifestanti hanno anche bloccato l'autostrada Torino-Bardonecchia occupando entrambe le carreggiate e per marcare la loro presenza hanno iniziato la battitura con bastoni e pietre dei guardrail. "8 dicembre 2005: 8 dicembre 2011, siamo ancora qui" hanno scandito dal microfono preannunciando un lungo accampamento. 

Sono 350 le persone identificate e 140 i veicoli controllati fino ad ora dalle Forze di Polizia impegnate nell'attività di controllo. Questa mattina la Polizia stradale ha bloccato a Susa, dopo un breve inseguimento, un'auto con a bordo quattro antagonisti. In auto gli agenti hanno trovato occhialini da piscina, filtri per maschere antigas, k-way, pantaloni di colore nero e un sacchetto contenente viti e bulloni, nonché una punta di trapano della lunghezza di circa 60 cm e un farmaco gastroprotettore, normalmente utilizzato per contrastare gli effetti dei gas lacrimogeni. I quattro sono stati accompagnati in ufficio per gli accertamenti di rito.