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mercoledì 26 settembre 2012

Scontri nella notte a Madrid tra indignados e polizia: 64 feriti



MADRID - E' di almeno 64 feriti, tra cui 27 agenti, e 35 arrestati il bilancio provvisorio delle cariche della polizia contro i manifestanti in piazza Nettuno nel centro di Madrid. I manifestanti avevano cercato di rompere il cordone di polizia a protezione del Parlamento. A quel punto sono cominciati gli scontri, in una piazza gremita da qualche migliaio di indignados che chiedevano le dimissioni del governo. Ventidue persone sono state arrestate.
Uno scontro he ha paralizzato il cuore di Madrid. Al grido di "No nos rapresentan!" e "La voce del popolo non è fuorilegge", almeno 10mila persone - le autorità ne hanno stimate 6mila - hanno marciato verso il Parlamento, blindato da oltre un migliaio di agenti come una fortezza, per esigere le dimissioni del governo, lo scioglimento delle Camere e l'inizio di un processo costituente. 
Intorno alle 19,00, le cariche della polizia quando, dalla marea in crescendo, concentrata in plaza Neptuno, si sono sganciati alcuni drappelli di manifestanti e hanno cominciato a lanciare oggetti e a premere sulle alte recinzioni di ferro, che sbarravano il passaggio alla sede della Camera, riunita in sessione plenaria.
"Ci hanno tolto tutto, tagliato stipendi, tredicesime, i diritti conquistati in anni di lotte sindacali, mentre i politici mantengono i privilegi. E' arrivato il momento di dire basta, non siamo il vostro capro espiatorio", hanno gridato i manifestanti.

domenica 29 gennaio 2012

Oakland (California): scontri tra indignados e polizia, cento arresti



I manifestanti bruciano la bandiera americana
OAKLAND - Più' di cento manifestanti sono stati arrestati negli scontri tra indignados e polizia avvenuti a Oakland, (California). 
Il confronto e' cominciato all'alba, quando alcuni dimostranti hanno cercato di occupare un edificio abbandonato. 
La polizia ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma, mentre i manifestanti hanno risposto con lanci di bottiglie e altri oggetti contundenti. 
L'edificio e' l'Henry J.Kaiser Convention Center, abbandonato da anni. 
Il sindaco Jean Quan ha assicurato che non permetterà che i dimostranti lo occupino .

domenica 18 dicembre 2011

A vuoto il tentativo degli indignados di New York di installarsi su un'area di proprietà di una chiesa: 50 arrestati, tra essi anche un vescovo



NEW YORK - La polizia ha arrestato una cinquantina di indignados di Occupy Wall Street a New York durante una protesta. I manifestanti, che gia' da tre mesi mettono in scena l'indignazione contro l'avidita' dei mercati finanziari, avevano tentato di entrare in un'area privata vicino a Zuccotti Park, punto di convergenza tradizionale della protesta.
Gli arrestati sono stati accusati di violazione di domicilio dopo aver tentato di scalare un recinto appartenente ad una chiesa di Manhattan, ha detto il vice commissario Paul Browne.
Browne ha aggiunto che gli arresti "possono avere ostacolato i piani dei manifestanti di tagliare la recinzione su più lati."
Quest'area protetta del Parco Duarte è di proprietà di Trinity Church. Anche se a favore del movimento, il Rev. James H. Cooper, il rettore della chiesa, ha detto di nin credere alla possibilità della creazione sul luogo di una tendopoli.
"Il terreno abbandonato non dispone di strutture per sostenere un accampamento invernale - ha precisato in una dichiarazione - In buona coscienza e di fede, crediamo fortemente di farlo sarebbe sbagliato, pericoloso, malsano, e potenzialmente pregiudizievole."
Un portavoce di Occupare Wall Street ha espresso disappunto del movimento per non aver ottenuto più sostegno da parte della chiesa.
I manifestanti stanno cercando una nuova “casa” dopo essere stati sfrattati il mese scorso da Zuccotti Park, luogo di nascita fisica del movimento.
Dopo aver appreso del piano dei manifestanti 'di accamparsi presso la chiesa, i funzionari della Chiesa Episcopale, che sovrintende a Trinità, ha avvertito che sarebbero stati soggetti all’intervento della polizia e ad azioni legali di violazione della proprietà.
Non è chiaro quando i manifestanti arrestati saranno rilasciati. Tra loro  il vescovo George Packard, un ex cappellano veterano del Vietnam che ha agito da collegamento nei negoziati tra la Trinity Church e manifestanti quando il movimento aveva chiesto il permesso di utilizzare la proprietà della chiesa come una nuova base di operazioni .
Era stato appoggiato nei suoi sforzi dall'arcivescovo Desmond Tutu e dal reverendo Jesse Jackson.

sabato 19 novembre 2011

Roberto Saviano tra gli indignados di New York: la mafia vince perché le banche hanno abbattuto le loro difese

NEW YORK - Roberto Saviano è a Zuccotti Park dove è stato accolto da eroe dagli indignados di Occupy Wall Street. L'autore di Gomorra ha chiarito che "questa protesta non è contro la legge ma per difenderla", e ha elogiato quanti manifestano perché "chiedono nuove regole" affinchè "il crimine organizzato non prenda in mano l'economia".
"I nemici - ha aggiunto - sono nell'economia criminale delle mafie", e, "la mafia vince perché le banche hanno abbattuto le loro difese".

Visibilmente soddisfatto e commosso Saviano ha usufruito del 'megafono umano' (visto che sono vietati quelli veri) degli indignati che hanno ripetuto ad alta voce tutti insieme le sue parole. Lo scrittore ha detto che per lui "è un onore essere qui" dove "sono venuto per tentare di sentirmi meno solo".

mercoledì 16 novembre 2011

New York: riaperto Zuccotti Park. Un giudice conferma il divieto agli indignados di occupare la piazza

Operazioni di polizia a Zuccotti Park sgomberato
NEW YORK - La polizia ha riaperto Zuccotti Park nella tarda giornata di ieri, dopo che un giudice di New York ha confermato il divieto per i manifestanti di occupare la piazza. Centinaia di persone sono tornate nel parco, sgomberato ieri dopo due mesi di occupazione. "Nessuno si vedrà rifiutare l'ingresso", ha detto un poliziotto.

Tornati sul luogo che per due mesi è stato il loro quartier generale, i manifestanti hanno scandito: "Tutti i giorni, tutte le settimane, occupate Wall Street!". 

In un comunicato, il sindaco di New York Michael Bloomberg ha dichiarato che la decisione del giudici "conferma la nostra posizione, secondo cui il primo emendamento (che garantisce la libertà di espressione, ndr) mon garantisce il diritto di mettere in pericolo la popolazione o di violare i diritti degli altri occupando uno spazio pubblico con tende e teloni".

giovedì 10 novembre 2011

Scarcerato "El pelllccia" dopo un mese di carcere: era uno dei protagonista degli incidenti di Roma


ROMA - E' stato scarcerato Fabrizio Filippi, detto 'er Pelliccia', il giovane di 24 anni di Bassano Romano, in provincia di Viterbo, arrestato il 17 ottobre scorso dopo gli scontri avvenuti a Roma durante la manifestazione degli indignati. Filippi, studente universitario, fu immortalato in alcune fotografie mentre, a torso nudo, tirava un estintore contro le forze dell'ordine. Fu identificato per un tatuaggio che ha sul fianco sinistro. Il gip, dopo oltre un mese di detenzione, ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali.

lunedì 17 ottobre 2011

I violenti di piazza San Giovanni arrestati rischiano da 3 a 15 anni di reclusione. Il ministro Maroni annuncia nuove proposte legislative


L'assalto al blindato dei carabinieri a piazza San Giovanni a Roma
ROMA - Rischiano da 3 a 15 anni di reclusione i 12 manifestanti arrestati sabato scorso a Roma, in flagranza di reato, durante la manifestazione degli indignati. La procura ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di età compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. A decidere sulle richieste della procura sarà il gip Elvira Tamburelli. Tra domani e dopodomani ci saranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ed i sostituti Marcello Monteleone e Francesco Minisci, accertata per tutti e 12 la resistenza a pubbico ufficiale, stanno ora valutando le singole posizioni al fine di stabilire se e a chi attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni.
Sono tre femmine e nove maschi gli arrestati sabato. Dei dodici solo uno è straniero, proviene dalla Romania e nessuno è del Nord Italia. Il romeno ha 21 anni. Oltre ai dodici ci sono altre 8 persone fermate e denunciate, sei dei quali minorenni e le cui posizioni saranno valutate dalla procura presso il tribunale dei minori.
La Procura di Roma ha contestato ai 12 arrestati anche l'aggravante di "avere operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone con l'utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici": questo fa salire la pena massima a 15 anni. "I reati contestati - è detto nella richiesta di convalida - si inseriscono in un complesso di condotte di maggiore gravità che, in attesa di altre acquisizioni, esaltano la pericolosità qui contestati, commessi nella consapevolezza di fornire un apporto al contesto di prolungata ed allarmante violenza". Proseguono gli accertamenti per identificare altri teppisti anche attraverso le immagini degli incidenti. I magistrati attendono una serie di informative, compresi i risultati delle perquisizioni di oggi.
"Condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri". E' quanto sostiene il procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, che coordina le indagini su quanto avvenuto sabato. Secondo i magistrati confermare questa ipotesi investigativa ci sono comportamenti tenuti dai teppisti come ad esempio quando un gruppo di circa dieci persone é rientrato nel corteo togliendosi casco e felpa nera. "Siamo in presenza - afferma Saviotti - di comportamenti studiati, di azioni tattiche di scontri urbani preventivati ed organizzati". Una forma di "strumentalizzazione di una manifestazione pacifica, l'uso della manifestazione come contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa".
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni domani in Senato annuncerà una proposta per "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Lo ha riferito lo stesso Maroni ai giornalisti. "Domani riferirò in Senato -ha spiegato Maroni arrivando a un incontro istituzionale in Assolombarda - è devo dire che per una volta sono d'accordo, con l'onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani". Il ministro dell'Interno non ha infine voluto rispondere a una domanda sulle polemiche per la sua assenza da Roma sabato durante gli scontri.

domenica 16 ottobre 2011

La follia violenta di ieri sera a Roma in piazza San Giovanni, chiusa oggi dal sindaco "per devastazione": 70 feriti, 20 arrestati, negozi distrutti, auto bruciate

I manifestanri si preparano all'attacco
Il mezzo dei carabinieri dato alle fiamme (Tgcom)
ROMA - Auto incendiate, vetrine sfondate, banche assaltate, uffici messi a ferro e fuoco e persino una chiesa profanata, fino all'apice in piazza San Giovanni, con un blindato dei carabinieri in fiamme e una tragedia sfiorata. A Roma la follia violenta dei black bloc ha scatenato ieri una vera e propria giornata di guerra nelle vie della capitale. 
Stamattina la piazza, vuota, reca ancora i segni dell'assurda violentissima battaglia che ha coinvolto un corteo di migliaia di persone che si erano date appuntamento qui, come in altre 900 città in 83 nazioni, per protestare pacofocamente contro la crisi che colpisce i giovani e il mondo del lavoro. il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di chiudere per oggi piazza San Giovanni, cuore degli scontri. Il timore è che riprendano i disordini scoppiati durante il corteo degli Indignati. C'è preoccupazione anche per il derby Roma-Lazio. In piazza, il giorno dopo, regna la desolazione. 
La carcassa del veicolo dei carabinieri dato alle fiamme dai teppisti durante gli scontri di è il monumento alla violenza che ha tenuto sotto scacco Roma per ore. Dell'interno resta solo lo scheletro dei sedili, i portelloni sono divelti e giacciono a un paio di metri di distanza. 
Tutto attorno a quel che resta degli pneumatici si ammonticchiano sampietrini, decine e decine di pietre utilizzate per colpirlo. 
Ma tutta la piazza è un campo di battaglia, a partire dai pali dei cartelli stradali staccati dall'asfalto e utilizzati come armi. La piazza, le strade limitrofe, il prato ai piedi della facciata: tutto è punteggiato dai sampietrini; i tratti di selciato fatti a pezzi rivelano da dove sono stati estratti. In particolare dalla strada pedonale che dalla piazza conduce all'ingresso della basilica.

Una camionetta della Finanza è completamente picchiettata dalle sassate, e qualcuno, sulla fiancata con lo spray ha disegnato il simbolo dell'anarchia. I cassonetti sono tutti rovesciati, accanto alle auto bruciate. 

L'inizio della strada è in condizioni devastate: si cammina tra i rifiuti e le pietre che nascondono agli occhi le rotaie del tram


La manifestazione degli indignados partita colorata  da piazza della Repubblica alle tre di pomeriggio, in concomitanza con decine di manifestazioni analoghe nel mondo, e' diventata presto un incubo: 70 feriti, 45 ricoverati, un uomo che ha perso due dita di una mano, un altro che rischia di perdere un occhio, e poi almeno 20 feriti tra le forze dell'ordine, strade divelte, bombe carta contro gli agenti. Al momento il bilancio ufficiale e' di 20 fermi di cui 12 arrestati. Tra gli arrestati ci sono ragazzi provenienti da diverse citta' italiane come Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi, Varese e Napoli..

Anche a Londra ci sono stati incidenti. E' di 42 fermati e una donna ferita il bilancio degli scontri tra Indignados e polizia a Times Square
Sabato sera gli agenti a cavallo hanno caricato per cercare di impedire a migliaia di manifestanti di  occupare la piazza piena di turisti e spettatori dei teatri di Broadway. 
All'improvviso nel cuore della manifestazione degli indignati a Londra è comparso Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. La piazza è esplosa in un urlo di gioia e lui si è piazzato sugli scalini della cattedrale di St Paul prendendo la parola.
"Ho avuto difficoltà come voi a entrare qui nella piazza - ha detto al megafono Assange, che è agli arresti domiciliari - e ci sono molte persone che ancora non sono riuscite a entrare. Spero che la giornata finisca con la sconfitta delle tattiche repressive della polizia". Ogni frase di Assange è stata ripetuta in coro dalla piazza. Il capo di Wikileaks ha quindi proseguito: "Siamo tutti individui. E siamo tutti ragazzi e ragazze birichini. Oggi è una combinazione di sogni che si avvera, che molti popoli in giro per il mondo, dal Cairo a Londra, hanno lavorato perché diventassero realtà. Quello a cui siamo stati sottoposti è una distruzione dello stato di diritto. Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma la costruzione della legge". Julian Assange si è poi dileguato, circondato dalle sue guardie del corpo.
 "Questo movimento non è per la distruzione della legge, ma per la costruzione della legge" ha detto il fondatore di Wikileaks, che con un megafono ha arringato la folla degli "indignati" britannici, nel giorno della mobilitazione mondiale del movimento.
 Altre proteste si sono svolte a Washington con 2mila persone in piazza, e a Miami, con un migliaio a manifestare. In totale sono state 74 le persone fermate nelle citta' americane. 
In Canada almeno 10mila Indignados sono scesi in piazza a Toronto e in altre localita'. Proteste si sono tenute anche in Messico, Peru' e Cile.
A Manila invece un centinaio di manifestanti appartenenti ai diversi gruppi dell'alleanza di sinistra ha marciato verso l'ambasciata degli Stati Uniti, per esprimere sostegno ai dimostranti di Occupy Wall Street e denunciare "l'imperialismo degli Stati Uniti". I soldati Usa sono infatti nel Paese, perlopiù nel sud, per addestrare l'esercito locale in operazioni anti-terrorismo. "La vera democrazia vive nelle strade", recitava il cartello di un uomo. In  Corea del Sud gli attivisti sono riusciti a portare mille persone a Yoeuido, distretto finanziario di Seul per protestare contro la disuguaglianza sociale.

Tokyo circa 200 persone si sono riunite fuori dalla sede della Tokyo Electric Power Co. (Tepco), gestore del danneggiato impianto di Fukushima, criticando con slogan sia il nucleare sia la possibilità che il Paese entri nella Trans-Pacific partnership (Tpp), blocco di libero scambio a guida Usa.


sabato 15 ottobre 2011

Oggi gli "indignados" invadono 952 città in 82 Paesi. In 150mila nelle strade di Roma



ROMA - Cortei e manifestazioni in tutto il mondo per gli "indignados", il movimento di giovani e precari nato cinque mesi fa in Spagna sull'onda della crisi economica. Secondo gli organizzatori, 952 città in oltre 82 Paesi saranno interessate dalla protesta: cortei a New York, Londra, Francoforte, Madrid, Atene, Tel Aviv, Santiago del Cile e Roma, le città più simboliche dove la protesta è stata finora più massiccia.
Al grido di "Noi il debito non lo paghiamo", saranno decine di migliaia gli indignati che invaderanno le strade del centro di Roma nel giorno della mobilitazione internazionale indetta "contro le politiche economiche di governi europei, banche, multinazionali e poteri forti". Nella capitale sono attesi fino a 150mila manifestanti, che nel primo pomeriggio daranno vita a un corteo dalle premesse pacifiche e costruttive, ma che si teme possa degenerare in disordini e violenze.

Ad Atene, capitale del paese europeo colpito più duramente dalla crisi del debito, c'è timore per possibili violenze, che hanno caratterizzato spesso le proteste in Grecia, non soltanto negli ultimi mesi. Alle 15 è stata convocata una manifestazione alla piazza Syntagma di Atene, dove ha sede il parlamento, teatro dalla primavera del 2010 di manifestazioni, scioperi, e a volte scontri con morti e feriti.

Negli Stati Uniti sono attese manifestazioni in numerose città soprattutto della East Coast, ma il cuore della protesta sarà a New York, dove lo scorso 17 settembre il coordinamento "Occupy Wall Street" ha chiamato 20.000 persone a "inondare Mahattan" e a rimanerci per "alcuni mesi", sull'esempio delle "acampadas" alla Puerta del Sol di Madrid.
A Madrid infine, luogo simbolo per il variegato e multiforme movimento, migliaia di persone nel pomeriggio marceranno dalle periferie della capitale spagnola fino alla Puerta del Sol, dove si prevede che la folla passi la notte fra sabato e domenica. Manifestazioni sono previste in decine di città spagnole, fra cui Barcellona, Valencia e Bilbao.

venerdì 14 ottobre 2011

Controlli di sicurezza rafforzati a Roma per la manifestazione di domani degli "indignados"



ROMA - Controlli rafforzati su numerosi obiettivi sensibili; stazioni metro Colosseo, Cavour, Spagna e Barberini chiuse; immagini della manifestazione riprese in diretta dagli "occhi elettronici" installati sugli elicotteri della polizia. Sono alcune delle misure operative prese nel "Tavolo tecnico" presieduto dal questore di Roma, Francesco Tagliente, in vista della manifestazione nazionale degli "indignados" di domani. E' un dispositivo "ad assetto variabile" quello che saranno chiamati ad attuare tutti coloro che saranno coinvolti nella gestione dell'evento. Ma per la questura resta "prioritaria la determinazione a voler garantire il diritto dei manifestanti ad esprimere il proprio dissenso, purche' nel rispetto della citta'". Nel corso della riunione sono stati definiti gli ultimi dettagli del dispositivo di prevenzione disegnato nell'ordinanza di servizio che il questore firmera' nelle prossime ore. 
Sono oltre 50 le province italiane dalle quali al momento si conferma l'arrivo di manifestanti, prevalentemente a bordo di pullman, ma anche di mezzi propri e treni
Il "piano a zone" e' in sostanza quello gia' testato in occasione della Beatificazione di Giovanni Paolo II: la regia dei dispositivi sara' affidata al "Centro per la gestione della sicurezza" che sara' attivato dalle prime ore di sabato mattina, (ma e' probabile che si arrivi ad anticiparne l'attivazione gia' dalla notte tra oggi e domani). Al Centro, affidato al coordinamento di un dirigente della questura, viene attribuito "un ruolo di sensibile supporto alle eventuali decisioni che dovesse rendersi necessario adottare in presenza di un'evoluzione contingente degli scenari". Dallo stesso Centro sara' possibile il monitoraggio costante delle immagini trasmesse in diretta dagli elicotteri negli uffici di via S. Vitale.