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mercoledì 16 gennaio 2013

Bersani: “L’Imu? La renderemo progressiva”. Per la premiership: non decide chi prende meno voti


ROMA "Non è possibile che alla fine decide chi ha preso meno voti, sarebbe inaccettabile. L'Italia ha diritto che governi chi ha preso il 51% per avere un programma preciso di riforme ma certo bisogna ragionare come avesse il 49%". Pierluigi Bersani risponde così alla domanda, ieri sera a Ballarò, se è possibile che il Pd rinunci alla premiership se non ottiene la maggioranza anche al Senato, rilanciando però la collaborazione dopo le elezioni con Monti e i centristi.
E poi sull’IMU: "E' vero che l'Imu è già una patrimoniale ma non è abbastanza progressiva. Io vorrei una progressività maggiore alzando la detrazione per i più deboli intorno ai 500 euro. Nel prossimo anno non saremo in condizione di ridurre le entrate dell'Imu ma potremmo fare un riequilibrio caricando sui possessori di grandi patrimoni immobiliari. Immagino che a fronte di una detrazione del 5% dobbiamo caricare con un'imposta personale sui detentori di grandi patrimoni immobiliari dal valore catastale di 1,3-1,5 mln".

"Cancelleremo le leggi ad personam, ce n'è un certo tot, la Cirielli va cancellata, la Gasparri da modificare... insomma ce ne è un po', finché c'è la persona". Così Pier Luigi Bersani parlando del suo antagonista, Berlusconi. "Oh ragazzi, eccolo qua Berlusconi è un contendente, è la destra dell'individualismo che vuole sempre denigrare ogni funzione pubblica, che ovunque dice sempre le stesse cose, che non crede nel collettivo e nell' equità e che non crede che la parola uguaglianza sia una parola valida. Quella è la destra". E alla domanda su cosa il Cavaliere abbia più di lui Bersani ha risposto con una battuta: "Solo i capelli...".

"Vedo che gli italiani non si aspettano che noi aumentiamo le tasse. Hanno ragione, se la spesa sarà sotto controllo ogni euro recuperato può andare alla riduzione delle tasse. La differenza vera è alleggerire il peso sul lavoro che dà lavoro", ha concluso il leader del Pd.

lunedì 12 novembre 2012

Monti: Patrimoniale? Non sono contrario, ma non arriverà. E non voglio rifare il premier


ROMA - "Il Presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo alla conferenza del Financial Times "new routes for growth", non ha affatto annunciato un intervento di tassazione sui patrimoni": lo afferma una nota di Palazzo Chigi, precisando che il premier si è limitato a spiegare le scelte fatte "non come premessa di futuri interventi". 
"Dopo aver precisato di non essere pregiudizialmente contrario ad una modesta tassazione generalizzata del patrimonio, il Presidente - si legge nella nota della presidenza del Consiglio - ha ricordato il contesto in cui il governo ha operato e i vincoli alle scelte in materia di imposizione fiscale, in particolare la mancanza di una base conoscitiva sufficientemente dettagliata e la necessità di evitare massicce fughe di capitali all'estero. Non essendo perciò realizzabile una tassazione generalizzata del patrimonio, il Governo nel dicembre 2011 è intervenuto, con l'approvazione di tutti i partiti della maggioranza, su varie componenti della ricchezza patrimoniale separatamente, con un risultato effettivo in qualche modo paragonabile. Tutto ciò Monti ha chiarito come spiegazione delle decisioni allora adottate, non come premessa di futuri interventi".
"Il mio approccio è laico - aveva detto Monti al forum del Financial Times il presidente del Consiglio - Non sono contrario a una tassa patrimoniale ma dipenderà da come funzionerà e da come sarà utilizzata: come strumento fiscale o come misura una tantum da parte di governi che vogliono dare un taglio al passato". Monti aveva comunque indicato che sulla questione "vorrei sdrammatizzare: la tassa patrimoniale esiste già in alcuni paesi estremamente capitalisti".

"No". Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, ad una domanda del vice direttore del Financial Times  se vorrebbe o se gli piacerebbe rimanere premier.

venerdì 20 luglio 2012

Cdm; nessun accorpamento delle festività, ok alla riduzione delle e province. Nessuna patrimoniale



ROMA - Il Consiglio dei ministri ha affrontato l'ipotesi di una razionalizzazione delle festività ma, a quanto si apprende, ha deciso di "non procedere". La riunione ha invece dato via libera ai criteri per l'accorpamento delle province.
"Il Consiglio dei ministri ha definito i criteri per il riordino delle province previsti dal decreto sulla spending review: in base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati". E' quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. "Non abbiamo nessuna intenzione di fare nuove manovre siamo sulla via programmata per il conseguimento degli obiettivi di bilancio e non vi è dunque l'esigenza di nuove manovre". Così il premier Mario Monti. L'ipotesi ventilata da un quotidiano di una tassa patrimoniale sopra i 250mila euro "non rientra nelle intenzioni né nei programmi del governo italiano".

domenica 20 novembre 2011

Berlusconi: governo Monti fino al 2013. Apertura sull'Ici, no alla patrimoniale. "Non mi ricandiderò, e nemmeno Monti"

ROMA - Il governo Monti "è composto da tecnici di elevata competenza. Questo non significa che avranno carta bianca su tutto". Lo afferma, in una lunga intervista al Corriere della Sera, l'ex premier Silvio Berlusconi, nella quale chiarisce che il Pdl dira' no "ad eventuali misure recessive" e appoggera' "tutte le iniziative per promuovere lo sviluppo". 

Quanto alla durata dell'esecutivo guidato da Mario Monti, Berlusconi sottolinea che il governo "deve arrivare al 2013". "I provvedimenti che deve portare in Aula non sono pochi - afferma - e con i tempi e le regole vigenti richiedono un periodo non brevissimo. Cosi' si completano i cinque anni e poi ci si rivolge agli elettori. Certo, se Monti prendera' misure in contrasto con la linea dei partiti che lo sostengono, come per noi la patrimoniale, non potra' andare avanti".

Rispetto alla reintroduzione dell'Ici, l'ex presidente del Consiglio fa sapere che potrebbe accettare la formulazione di una imposta in linea con i parametri europei. 

"Monti ha fatto intendere che portera' la tassazione degli immobili - sottolinea Berlusconi - in linea con la media europea, mentre ora è' al di sotto. E' possibile che questo comporti l'introduzione di un'imposta simile all'Ici, da noi gia' prevista con il federalismo". 

Sul tema della legge elettorale, Berlusconi aggiunge che "c'e' molta ipocrisia" perche' "chi critica il parlamento dei nominati - rileva l'ex premier - finge di non sapere che se si tornasse ai collegi uninominali i candidati sarebbero indicati sempre dai partiti" e poi precisa che nel 2013 non si ricandiderà mentre, sin da ora, lavorerà in Parlamento "per assicurare la governabilita' e le buone leggi" e nel partito "per prepararlo alle prossime elezioni e vincerle". 

Alle prossime consultazioni elettorali il candidato premier del Pdl verra' scelto attraverso le primarie e Berlusconi dice di avere "la ragionevole convinzione che a vincere sara' Angelino Alfano".


Il Pdl manterra' i rapporti con la Lega e tra l'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex ministro Giulio Tremonti i rapporti personali sono buoni, mentre, per quanto riguarda Pier Ferdinando Casini, e' possibile che "in un clima politico meno avvelenato" si possa ritrovare lo spazio per "riportare i moderati sotto lo stesso tetto". 

Cosi' Berlusconi nell'intervista descrive i rapporti con i suoi alleati, guardando gia' alle prossime elezioni nel 2013, per le quali ha chiesto ai ministri del governo Monti di non candidarsi. "Abbiamo chiesto a lui e a tutti suoi ministri di impegnarsi pubblicamente - afferma Berlusconi - a non presentarsi come candidati alle prossime elezioni" e il premier incaricato avrebbe accettato dicendo che "e' logico che lui non approfittera' della situazione per candidarsi. Un impegno assunto alla presenza del Capo dello Stato". 

Berlusconi sottolinea che "il governo Monti puo' essere un'opportunita' per realizzare quelle riforme liberali che erano nel nostro programma e non siamo riusciti a portare a termine, per le resistenze che abbiamo incontrato da parte di tutti gli schieramenti". Infine, quanto ai motivi della perdita di credibilità del suo governo, Berlusconi esclude che siano da ricondurre al suo stile di vita e sostiene che gli "hanno rovinato l'immagine con cose non vere".

giovedì 17 novembre 2011

Berlusconi: no alla patrimoniale. E il governo durerà finché lo vuole il Pdl

ROMA - No a qualsiasi forma di patrimoniale. A ribadire la contrarieta' a interventi che introducano una patrimoniale è Silvio Berlusconi, intervenendo alla riunione del gruppo del Pdl al Senato. "Il governo Monti, del quale non conosciamo ancora il programma e solo allora faremo una valutazione nel merito, durerà finche' lo vuole il Pdl" ha aggiunto .

domenica 13 novembre 2011

Monti a cena da Berlusconi. Da domani alle 10 le consultazioni. Tra le misura: patrimoniale, reintroduzione Ici, anticipo età pensionabile


ROMA - Mario Monti questa sera è andato a Palazzo Chigi per una cena di lavoro con Silvio Berlusconi, che lo attendeva nella sede del governo. Le consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato, avranno inizio domani alle ore 10 a Palazzo Giustiniani. 

L'ultimo da scoglio da superare prima di approdare a palazzo Chigi.
Consapevole che "il nostro Paese" e' "in un momento di particolare difficolta"', Monti si prefigge il traguardo di un'Italia di nuovo "protagonista" nell'Ue. E sul piano del programma tratteggia "sforzi per risanare la situazione finanziaria e riprendere il pallino della crescita in un quadro di accresciuta attenzione all'equita' sociale". "Lo dobbiamo - sottolinea il presidente incaricato - ai nostri figli. Dobbiamo dare loro un futuro concreto di dignita' e speranza".
Tra le misure che il professore vorrebbe portare subito all'approvazione del Cdm ci sarebbero una patrimoniale, la reintroduzione dell'Ici e l'anticipo rispetto al 2026 dell'aumento dell'eta' pensionabile a 67 anni. E qui iniziano i problemi: Monti dovra' farle 'digerire' ai diversi partiti.

 

giovedì 11 agosto 2011

Crisi: in arrivo la patrimoniale? Forse: e si chiamerà "eurotassa" (per i redditi superiori a 60mila euro)

ROMA - Pensioni, e patrimoniale, o "eurotassa" una tantum sui redditi: sono i nodi della supermanovra di Ferragosto. La Lega continua a dire no alla possibilità di interventi sulle pensioni per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013; è quanto emerso dal vertice notturno a palazzo Grazioli mentre oggi il ministro dell'Economia in Parlamento spiegherà la nuova manovra. Eppure gli interventi proprio sulle pensioni e sull'assistenza sociale appaiono il modo più rapido per fare cassa e trovare quei 20 miliardi circa che servono per "ristrutturare" la manovra secondo le parole di Giulio Tremonti; e c'è chi parla di "30 miliardi" da trovare prima di Ferragosto.

Ma rispunta anche l'ipotesi della patrimoniale, però col nome di "Eurotassa", una sorta di contributo una tantum come quello che applicò Romano Prodi nel 1996. Non dovrebbe colpire il patrimonio ma i redditi, a partire pare da 60mila euro secondo il quotidiano romano.

Si tratterebbe di una mediazione per far inghiottire un intervento sui redditi alti. Il premier è stato reciso con il suo "no" alla patrimoniale (chiesta a gran voce dai sindacati per un prelievo sulla ricchezza immobiliare) ma alcuni ministri sperano in un compromesso, perchè, diceva ieri il ministro Fitto, "la manovra sarà pesante e dovrà essere condivisa".

Intanto restano i contrasti con la Lega sul tema delle pensioni, mentre si pensa fra l'altro a tagliare quelle di reversibilità: il Pdl spererebbe di arrivare anche su questo a una mediazione con il Carroccio.

Ma sul tavolo si parla anche di dismissioni e privatizzazioni.