ROMA "Non è possibile che alla fine decide chi ha preso meno voti, sarebbe inaccettabile. L'Italia ha diritto che governi chi ha preso il 51% per avere un programma preciso di riforme ma certo bisogna ragionare come avesse il 49%". Pierluigi Bersani risponde così alla domanda, ieri sera a Ballarò, se è possibile che il Pd rinunci alla premiership se non ottiene la maggioranza anche al Senato, rilanciando però la collaborazione dopo le elezioni con Monti e i centristi.
E poi sull’IMU: "E' vero che l'Imu è già una patrimoniale ma non è abbastanza progressiva. Io vorrei una progressività maggiore alzando la detrazione per i più deboli intorno ai 500 euro. Nel prossimo anno non saremo in condizione di ridurre le entrate dell'Imu ma potremmo fare un riequilibrio caricando sui possessori di grandi patrimoni immobiliari. Immagino che a fronte di una detrazione del 5% dobbiamo caricare con un'imposta personale sui detentori di grandi patrimoni immobiliari dal valore catastale di 1,3-1,5 mln".
"Cancelleremo le leggi ad personam, ce n'è un certo tot, la Cirielli va cancellata, la Gasparri da modificare... insomma ce ne è un po', finché c'è la persona". Così Pier Luigi Bersani parlando del suo antagonista, Berlusconi. "Oh ragazzi, eccolo qua Berlusconi è un contendente, è la destra dell'individualismo che vuole sempre denigrare ogni funzione pubblica, che ovunque dice sempre le stesse cose, che non crede nel collettivo e nell' equità e che non crede che la parola uguaglianza sia una parola valida. Quella è la destra". E alla domanda su cosa il Cavaliere abbia più di lui Bersani ha risposto con una battuta: "Solo i capelli...".
"Vedo che gli italiani non si aspettano che noi aumentiamo le tasse. Hanno ragione, se la spesa sarà sotto controllo ogni euro recuperato può andare alla riduzione delle tasse. La differenza vera è alleggerire il peso sul lavoro che dà lavoro", ha concluso il leader del Pd.
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