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giovedì 23 gennaio 2014

Privatizzazioni, si comincia con il 40% delle Poste

DAVOS - Al Cdm di domani ''ci sarà il decreto privatizzazioni: si comincia con il 40% di Poste. Poi vediamo''. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni parlando con i giornalisti a margine del World Economic Forum di Davos. Saccomanni, all'uscita da una colazione a porte chiuse con gli investitori cui partecipavano anche il segretario al Tesoro Usa Jack Lew e il ministro delle Finanze giapponese Haruhiko Kuroda, ha spiegato di aver aggiornato i partecipanti sulla situazione europea e sui progressi dell'Italia nelle riforme strutturali. "Altre ne faremo domani (al cdm, ndr), quando si faranno passi concreti sulle privatizzazioni", ha detto ai giornalisti. "Mi hanno chiesto anche cose sull'Europa - ha spiegato poi il ministro - ho sottolineato l'importanza dell'Unione bancaria e del rilancio dell'attività economica in Europa attraverso le misure che le istituzioni europee possono prendere".

venerdì 24 febbraio 2012

L’Ocse: l’Italia privatizzi tv, energia e trasporti.


ROMA -  L'Italia deve ridurre le proprieta' dello Stato ''specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell'energia e dei servizi locali''. E' quanto torna a chiedere l'Ocse nel rapporto sulla crescita dove si rileva come il governo Monti abbia piani per ''realizzare le privatizzazioni''.
Nel suo rapporto l'Ocse, nelle schede dedicate ai singoli paesi mette a confronto le raccomandazioni emanate dall'organizzazione negli ultimi anni e le azioni effettivamente intraprese. Per l'Italia si ricorda come il referendum sull'acqua nel 2011 abbia "rovesciato i piani per privatizzare i servizi del settore". Più in generale il nostro paese, pur avendo progressi su diversi temi come l'educazione terziaria, la decentralizzazione dei salari e la corporate governance, abbia "realizzato poco nella riduzione delle società e servizi a controllo pubblico".
 ''Ammorbidire la protezione del lavoro sui contratti standard'' dice ancora l'Ocse. L'Italia ''non ha ancora intrapreso azioni significative'' ma sta ''considerando una riforma del mercato del lavoro, mirata ad ammorbidire le tutele sui contratti standard'' con ''una riforma welfare per migliorare la rete di sicurezza per i disoccupati''.
Il governo italiano, inoltre, secondo l'organizzazione deve "ridurre le barriere legislative alla concorrenza" in diversi settori, tra cui "le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali". Il decreto varato a dicembre 2011, sottolinea l'Ocse nel proprio rapporto, "introduceva misure per liberalizzare il commercio al dettaglio", ma queste misure "possono essere in parte sorpassate dalle politiche territoriali delle autorità regionali". Il governo ha però "introdotto misure significative per liberalizzare le professioni e i servizi di trasporto".

Più in generale, e non più solo a riguardo dell'Italia, secondo il rapporto l'attuazione delle riforme strutturali può mitigare l'impatto della crisi, evitando che la disoccupazione resti "su livelli strutturali" e contribuendo a rilanciare "più velocemente" il mercato del lavoro. Secondo l'organizzazione, "un'ampia e ambiziosa agenda di riforme potrebbe portare a una crescita annua del Pil fino all'1%, in media, nei prossimi 10 anni", e le riforme possono rendere la ripresa "più sostenibile e più equa".

Per quanto riguarda la crisi, lo scenario peggiore "è stato evitato", ma anche così "la disoccupazione resterà alta nel corso del 2013", mentre "non si attende un recupero della produzione persa e i bilanci pubblici dovrebbero rimanere sugli stessi livelli insostenibili in molti paesi".

domenica 8 gennaio 2012

Il ministro Passera: un decreto al mese sulle privatizzazioni. E basta manovre

ROMA - Subito il piano crescita e i soldi non si troveranno certamente con nuove tasse. Lo assicura il ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, Corrado Passera che, in un'intervista al Corriere della Sera, dichiara che il Governo andrà avanti sulla strada delle liberalizzazioni con un decreto al mese.


Sulle liberalizzazioni "abbiamo già cominciato, rafforzando l'Antitrust e aprendo ulteriormente il settore del commercio. Andremo avanti. Ogni mese". Un decreto al mese? "Anche più di uno, non solo sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita. Apertura dei mercati, lotta ai blocchi e alle rendite di posizione, aumento della concorrenza. A parole sono tutti d'accordo, tranne quando - sottolinea Passera - viene toccato il proprio settore. Per questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni. Ogni cosa fa parte del progetto per creare crescita sostenibile. Tutti dovranno fare la loro parte».


Passera esclude poi un'altra manovra: "No. Finito. Quel che c'era da fare è stato fatto. Per finanziare il piano crescita dovremo ridurre i costi degli apparati pubblici; e di spazio ce n'è tanto. Solo nel mio ministero, nell'ambito delle strutture di mia pertinenza, abbiamo realizzato tagli per il 35%. Ci sono sprechi da ridurre, abusi da sanare: pensiamo solo alle false pensioni di invalidità. Useremo meglio i fondi europei: con il ministro Barca abbiamo recuperato quasi tre miliardi per il Sud. Troveremo risorse con privatizzazioni e dismissioni. E con il recupero dell'evasione fiscale".