ESANATOGLIA (Macerata9, 2 agosto - Una bambina di 5 anni, Luna T., è morta nella notte in ospedale a Camerino (Macerata) dopo essere stata travolta dalla porta di un campetto di calcetto, forse fissata male. E' successo a Esanatoglia, durante la festa della birra. Al momento della tragedia la piccola giocava in piazza con altri bambini. Stando a quanto emerso, l'incidente è avvenuto intorno alle 23.30 di sabato sera. Sulla porta da calcetto erano state legate corde e pneumatici perché fossero usati dai bambini come altalene. Probabilmente uno dei bambini si è attaccato a una corda e l'ha tirata dondolandosi, facendo così cadere in avanti la porta, che ha colpito la piccola sulla testa.
I Fatti della Vita sul filo dell'onda. Altre notizie su http://aquariusreportages.blogspot.it/
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domenica 2 agosto 2015
domenica 15 febbraio 2015
MACERATA, atleta di 12 anni muore durante una partita di rugby
MACERATA - Un 12enne è morto durante una partita di rugby a Macerata. Il ragazzino, Elia Longarini, stava giocando con la Amatori Rugby del capoluogo marchigiano contro il Fabriano, sul campo di Villa Potenza. Ha accusato un malore sul campo e ha chiesto la sostituzione. Poco dopo si è accasciato a terra ed è morto. Inutili gli immediati soccorsi del 118. Sul corpo sarà disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso. Il 13enne è morto sotto gli occhi della mamma, che assisteva alla partita, e del fratello che era in campo con lui.
Elia ha accusato dei dolori all'addome mentre era in campo e si è subito allontanato chiedendo una sostituzione. A bordo campo erano presenti due medici, che gli ha praticato un massaggio cardiaco. Poi è arrivata l'ambulanza, con un'equipe che ha proseguito le manovre di rianimazione, purtroppo rivelatesi inutili. Sotto shock i compagni di Elia e i giocatori della squadra avversaria.
"Elia Longarini era regolarmente iscritto alla Amatori Rugby under 14 con un certificato medico di idoneità agonistica - spiega Matteo Mogetta, responsabile della comunicazione della Amatori Rugby Macerata - A bordo campo c'erano due medici che gli hanno prestato le prime cure: il defibrillatore era in campo, e regolarmente funzionante. Purtroppo è successo l'imponderabile".
Sul campo è giunta anche l'eliambulanza, mentre i sanitari tentavano di rianimare il ragazzino con il defibrillatore. Tutto inutile.
venerdì 23 gennaio 2015
MACERATA, suora di clausura in ospedale con mal di pancia. Partorisce un bambino
MACERATA, 23 gennaio - Quando il medico del pronto soccorso ha parlato di una gravidanza, nessuno ci voleva credere. L'ecografia, invece, ha confermato tutto. La suora di clausura giunta in ospedale accompagnata dalle consorelle per un forte dolore alla pancia, stava per partorire un bambino. E' successo a San Severino Marche, nel Maceratese.
La donna, racconta Il Corriere Adriatico, è arrivata nel pronto soccorso dell'ospedale "Bartolomeo Eustachio" della cittadina, accompagnata dalle altre religiose. Non suore qualunque, ma monache di clausura destinate a una vita di preghiera e raccoglimento con minimi contatti con il mondo esterno al convento. Ai medici ha raccontato di avere un fortissimo male al ventre, ma è bastata una breve visita per chiarire quanto stava accadendo: la gravidanza era allo stadio finale e il parto era imminente. E poco dopo, infatti, è nato un maschietto.
giovedì 25 dicembre 2014
SAN SEVERINO MARCHE, uccide il figlio 13nne a coltellate la notte di Natale
SAN SEVERINO MARCHE, 25 dicembre - "L'ho ucciso perché me lo vogliono portare via". Così avrebbe detto ai carabinieri Debora Calamai, una donna di 38 anni che mercoledì sera ha ucciso con nove coltellate il figlio tredicenne Simone Forconi a San Severino Marche, in provincia di Macerata. La donna è stata arrestata per omicidio e portata del carcere di Camerino.
Debora era seguita per problemi psicologici e già in passato aveva dato segni di squilibrio. Lavorava, da precaria, in una casa di cura per anziani. Il figlio era in affidamento congiunto ai genitori, dopo che questi si erano separati, ma sembra che fossero in corso le pratiche per sottrarre il ragazzo alla madre e affidarlo al padre, Enrico Forconi, operaio di 40 anni.
A dare l'allarme, ieri sera dopo le 21:30, sono stati i condomini del palazzo in cui abita, in via Zampa 70 nel quartiere Settempeda. I vicini hanno sentito le urla della donna e di Simone. Il ragazzo, che frequentava la terza media, aveva cenato con la madre e stava aspettando il nonno paterno, per trascorrere il Natale con i parenti del padre.
Sembra che la donna abbia inseguito il figlio adolescente fin sul pianerottolo, colpendolo poi per 9 volte con un coltello da cucina, 4 volte al petto. I vicini di casa hanno subito avvisato il 118 e i carabinieri. I militari hanno trovato la 38enne ancora col coltello in mano. Simone era già morto.
domenica 26 gennaio 2014
Strage sulle strade, sei morti in poche ore
ROMA - Due ragazzi sono morti a Roma, dopo che l'auto sulla quale viaggiavano si è schiantata contro un albero. E' successo all'alba, su via Nomentana, poco dopo il Gra. Una delle vittime aveva 20 anni, l'altra non è stata ancora identificata, ma dovrebbe avere all'incirca la stessa età. Sul posto la polizia di Roma Capitale e il 118. Le due salme sono state trasportate all'obitorio.
Nel Tarantino invece un giovane di 23 anni, Giulio Semeraro, di Sava, è morto per le ferite riportate in un incidente avvenuto sulla strada per Uggiano Montefusco. La sua auto è uscita dalla carreggiata finendo la sua corsa contro un muretto a secco. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118 che ha trasportato il giovane. Il 23enne, che aveva riportato gravi ferite alle testa e al torace, è morto dopo circa tre ore.
Un uomo di 40 anni, Andrea Piccinini, nato a Macerata ma residente a Monte San Giusto, è morto in un incidente stradale avvenuto lungo la Superstrada 77, fra Morrovalle e Monte San Giusto (Macerata). Era alla guida di un furgone che, sembra durante un tamponamento, si è scontrato con un'auto con due persone a bordo. Nell'urto, molto violento, l'uomo è stato sbalzato fuori dall'abitacolo ed è stato trovato esanime sull'asfalto dai soccorritori. Feriti in modo non grave gli occupanti dell'utilitaria.
Due ragazzi sono morti in un incidente stradale a Prato. Le vittime sono 2 fratelli di 16 e 22 anni, Alessio e Donato Imundo. Viaggiava con loro un amico, rimasto ferito. Un'altra macchina è rimasta coinvolta nell'impatto. A bordo due donne di origine cinese che sono rimaste ferite.
Un uomo di 40 anni, Andrea Piccinini, nato a Macerata ma residente a Monte San Giusto, è morto in un incidente stradale avvenuto lungo la Superstrada 77, fra Morrovalle e Monte San Giusto (Macerata). Era alla guida di un furgone che, sembra durante un tamponamento, si è scontrato con un'auto con due persone a bordo. Nell'urto, molto violento, l'uomo è stato sbalzato fuori dall'abitacolo ed è stato trovato esanime sull'asfalto dai soccorritori. Feriti in modo non grave gli occupanti dell'utilitaria.
Due ragazzi sono morti in un incidente stradale a Prato. Le vittime sono 2 fratelli di 16 e 22 anni, Alessio e Donato Imundo. Viaggiava con loro un amico, rimasto ferito. Un'altra macchina è rimasta coinvolta nell'impatto. A bordo due donne di origine cinese che sono rimaste ferite.
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martedì 31 dicembre 2013
Ore 7.40: terremoto (3.3) nel mare di Sicilia. Altra scossa ad Ascoli
TRAPANI - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 7.44 nel Tirreno Meridionale di fronte a Trapani a una profondità di 9,5 km.. E' stata avvertita anche sull'isola.
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata all'1:30 nelle Marche, tra le province di Ascoli Piceno e Macerata. Secondo i rilevamenti dell'Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 31,9 km di profondità. Alla prima scossa sono seguite tre repliche di magnitudo comprese tra 2.1 e 2.2 rispettivamente all'1:36, le 2:07 e le 2:13. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.
mercoledì 11 dicembre 2013
Macerata, si blocca il portellone, donna muore nell’ambulanza
MACERATA - Una donna di 85 anni è morta, a Macerata, dopo esser rimasta intrappolata per circa 15 minuti all'interno dell'ambulanza che l'aveva soccorsa. Giunto al parcheggio dell'ospedale della città, il personale del 118 non è infatti riuscito ad aprire il portellone del mezzo, forse a causa di un guasto alla maniglia. Inutile l'intervento di un medico, che ha praticato le manovre di rianimazione entrando dalle porte anteriori.
E' stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per aprire il portellone, bloccato probabilmente per la rottura della serratura. Il personale, come racconta Il Resto del Carlino, le ha provate tutte, compreso un tentativo di "scasso" con un piede di porco, prima di arrendersi e chiamare il 115.
Fatale all'anziana donna, alla quale in passato era stato impiantato un pacemaker, un arresto cardiaco.
Sul posto è intervenuta anche la polizia. Al momento non risulta aperto alcun fascicolo sull'accaduto e non vi sarebbero indagati.
Fatale all'anziana donna, alla quale in passato era stato impiantato un pacemaker, un arresto cardiaco.
Sul posto è intervenuta anche la polizia. Al momento non risulta aperto alcun fascicolo sull'accaduto e non vi sarebbero indagati.
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domenica 13 ottobre 2013
Muore pilota inglese di 19 anni in una gara di quad a Cingoli (Macerata). Grave un italiano
CINGOLI (Macerata) - Incidente mortale a Cingoli (Macerata) durante una gara di cross con i quad. Connor Smith, un pilota inglese 19enne è morto. Un collega italiano, Filippo Rondinini, è rimasto gravemente ferito. E' successo durante il Gran Premio delle Nazioni di quadcross e sidecarcross. I sanitari del 118 hanno cercato di salvare la vita al pilota inglese che però non ce l'ha fatta. L'incidente è avvenuto nella prima gara, nella zona centrale del percorso: Smith è caduto e gli altri non hanno potuto evitarlo franandogli addosso. La gara è stata sospesa. Il ferito è stato portato all'ospedale di Jesi. Sabato sera c'era stato un altro grave incidente, durante le prove del campionato di sidecar con due estoni in gravi condizioni dopo un salto finito male.
domenica 21 luglio 2013
Terrore nella notte nelle Marche: scossa di terremoto in mare di magnitudo 4.9
ANCONA - Paura la notte scorsa nelle Marche per una forte scossa di terremoto di magnitudo 4.9 registrata davanti le coste delle province di Ancona e Macerata. Molte persone si sono riversate in strada. Al momento non vengono comunque segnalati particolari danni. Il sisma è stato avvertito fino in Abruzzo. La scossa è avvenuta alle 3:32, stesso orario del sisma che il 6 aprile 2009 devastò l'Aquila. Alle 5:07 una replica di magnitudo 4 e poi una serie di scosse minori, almeno5, di assestamento fino alle 8. L'epicentro nella zona del monte Conero a 10 chilometri ad est di Numana, in mare, nello stesso tratto di costa interessato da giorni da uno sciame sismico, tra Sirolo, Numana, Loreto e Porto Recanati. Il terremoto è stato avvertito lungo tutta la costa, fino a Pescara.. Il terremoto è stato in particolare sentito con forza ad Ancona, dove la gente si è riversata in strada e lungo tutto il litorale sud, fino a Pescara. Molti hanno dormito in auto. Fermati precauzionalmente anche i treni. I vigili del fuoco registrano centinaia di chiamate, ma nessun danno a cose o persone. Il 118 ha eseguito alcuni soccorsi a persone colpite da malore per la paura. Allertata la Protezione civile delle Marche.
Il capo della Protezione civile marchigiana Roberto Oreficini ha convocato una riunione organizzativa per fare il punto della situazione. Per il momento non sono state attivate le sale operative comunali, ma «il sistema resta in allerta», ha detto Oreficini. La Protezione civile conferma che non ci sono per il momento danni a persone o cose; i Vigili del fuoco non hanno ricevuto chiamate di soccorso, ma solo decine e decine di telefonate di persone in preda al panico. Andrà valutato nelle prossime ore anche l'eventuale impatto sul turismo.
I vigili del fuoco stanno effettuando verifiche di stabilità all'Hotel House di Porto Recanati (Macerata), un grattacielo di 16 piani dove la percezione del sisma è amplificata dall'altezza. Sinora non sono stati riscontrati cedimenti. Molte le telefonate al 118 (ma nessun intervento) per crisi di panico. Telefonate ai vigili del fuoco e alla protezione civile regionale per avere informazioni anche da parte di turisti che erano in partenza per le Marche per le vacanze.
Il capo della Protezione civile marchigiana Roberto Oreficini ha convocato una riunione organizzativa per fare il punto della situazione. Per il momento non sono state attivate le sale operative comunali, ma «il sistema resta in allerta», ha detto Oreficini. La Protezione civile conferma che non ci sono per il momento danni a persone o cose; i Vigili del fuoco non hanno ricevuto chiamate di soccorso, ma solo decine e decine di telefonate di persone in preda al panico. Andrà valutato nelle prossime ore anche l'eventuale impatto sul turismo.
I vigili del fuoco stanno effettuando verifiche di stabilità all'Hotel House di Porto Recanati (Macerata), un grattacielo di 16 piani dove la percezione del sisma è amplificata dall'altezza. Sinora non sono stati riscontrati cedimenti. Molte le telefonate al 118 (ma nessun intervento) per crisi di panico. Telefonate ai vigili del fuoco e alla protezione civile regionale per avere informazioni anche da parte di turisti che erano in partenza per le Marche per le vacanze.
giovedì 13 giugno 2013
Scossa (3.9) tra Sirolo, Numana e Porto Recanati
ANCONA - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 è stata registrata oggi alle ore 7.44 dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nelle Marche, tra le province di Ancona e Macerata a 21 km dalla costa. Le località prossime all'epicentro sono i comuni di Sirolo, Numana e Porto Recanati. Dalle verifiche effettuate dalla "Sala Situazione Italia" del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.
venerdì 5 aprile 2013
Lui esodato, lei con la “minima”. Coniugi s’impiccano a Civitanova Marche. Il fratello di lei scopre i corpi e si uccide
MACERATA - Una coppia di coniugi si è suicidata a Civitanova Marche, in provincia di Macerata. Alla base del gesto forse le loro difficoltà economiche. L'uomo, di 62 anni, e la moglie di 68, si sono impiccati: i corpi sono stati trovati dai vicini di casa, che hanno subito avvisato i carabinieri. Il 62enne era un esodato, mentre la donna aveva una modestissima pensione e quando il fratello della donna,Giuseppe Sopranzi, di 70 anni, ha scoperto i cadaveri si è diretto al porto, dove si è ucciso gettandosi in mare. Il corpo privo di vita è stato recuperato dagli uomini della capitaneria: inutili di tentativi di rianimazione. L'uomo abitava insieme alla sorella e al cognato.
I corpi di Romeo Dionisi e della moglie Anna sono stati trovatio in uno scantinato in via Calatafimi. Secondo gli investigatori non vi sono dubbi che si sia trattato di un doppio suicidio, e che la cause vanno ricercate nelle precarie condizioni economiche della coppia. I coniugi suicidi sembra non avessero neppure i soldi per pagare l'affitto. "Non si erano mai rivolti ai servizi sociali - spiegano alcuni amici -, lui si vergognava anche di chiedere un euro". Aiuti finanziari arrivavano però sia dai vicini di casa che dagli amici. La coppia aveva due mutui sulle spalle più i contributi che l'uomo, lavorando con la partita Iva, doveva pagare.
Secondo quanto hanno potuto ricostruire sinora i carabinieri, diretti dal capitano Domenico Candelli, l’uomo aveva lavorato come impiegato in una ditta calzaturiera e non aveva trattamento pensionistico. La donna, invece, era un’artigiana in pensione. Dalle prime testimonianze raccolte, sembra confermato che la coppia non riuscisse a tirare avanti, avendo come unica fonte di reddito la piccola pensione della moglie. Il doppio suicidio risalirebbe a questa mattina, o alla tarda serata di ieri. E’ stato scoperto stamane intorno alle 8 dai vicini che hanno trovato aperta la porta del garage. Ancora non si sa se i due abbiamo lasciato un biglietto per spiegare i motivi del gesto.
Secondo quanto hanno potuto ricostruire sinora i carabinieri, diretti dal capitano Domenico Candelli, l’uomo aveva lavorato come impiegato in una ditta calzaturiera e non aveva trattamento pensionistico. La donna, invece, era un’artigiana in pensione. Dalle prime testimonianze raccolte, sembra confermato che la coppia non riuscisse a tirare avanti, avendo come unica fonte di reddito la piccola pensione della moglie. Il doppio suicidio risalirebbe a questa mattina, o alla tarda serata di ieri. E’ stato scoperto stamane intorno alle 8 dai vicini che hanno trovato aperta la porta del garage. Ancora non si sa se i due abbiamo lasciato un biglietto per spiegare i motivi del gesto.
domenica 10 febbraio 2013
Nevischio nelle Marche, strade ghiacciate. Aria polare su tutta Italia, domani neve
| Neve a Sarnano (Macerata) |
ANCONA - Neve a tratti nelle Marche sia sulla costa che nell'entroterra, con brevi precipitazioni stamani anche lungo l'A14, fra Ancona sud e Pedaso, ma senza problemi per il traffico. Ancona si e' svegliata con il sole ma le colline circostanti imbiancate. Nevischio anche a Macerata, Fabriano, Osimo, e a Senigallia, dove si sono registrati un paio di incidenti stradali con feriti per colpa del ghiaccio.
Continua sull'Italia il flusso di correnti gelide di aria polare che, oltre a determinare un clima molto freddo, manterranno tempo instabile al Sud con nevicate a quote sempre più basse. Nelle prossime ore arriverà un'intensa perturbazione proveniente dal Nord Atlantico, la numero 4 di febbraio, che lunedì causerà forte maltempo con piogge battenti, ma soprattutto nevicate abbondanti anche sulle pianure del Nord.
Continua sull'Italia il flusso di correnti gelide di aria polare che, oltre a determinare un clima molto freddo, manterranno tempo instabile al Sud con nevicate a quote sempre più basse. Nelle prossime ore arriverà un'intensa perturbazione proveniente dal Nord Atlantico, la numero 4 di febbraio, che lunedì causerà forte maltempo con piogge battenti, ma soprattutto nevicate abbondanti anche sulle pianure del Nord.
sabato 1 dicembre 2012
Macerata: sequestrate 400mila luci di Natale cinesi. Pericolose
MACERATA - Oltre 400 mila prodotti cinesi pericolosi per la salute, in gran parte luminarie di Natale, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza in tre negozi della provincia di Macerata gestiti da cinesi. Il materiale era privo dei requisiti previsti dal Codice al consumo: la marcatura Ce, l'indicazione delle componenti e istruzioni in lingua italiana. Oltre alle luci c'erano casalinghi, articoli per l'ufficio, per fumatori e per gli animali, cancelleria, ferramenta, giocattoli.
domenica 18 novembre 2012
Sequestrati 300mila giocattoli tossici provenienti dalla Cina
MACERATA - Circa 300mila giocattoli tossici, provenienti dalla Cina, sono stati sequestrati in tutta Italia dalla guardia di finanza di Macerata. Denunciato l'importatore, della provincia di Taranto. I giochi contenevano ftalati, sostanze utilizzate per rendere la gomma più morbida e flessibile, ma che causano malformazioni nella crescita dei bambini. Inoltre alcuni prodotti presentavano parti sporgenti, pericolose per i bimbi.
martedì 2 ottobre 2012
L’imbianchino macedone è l’assassino dei due coniugi di Macerata. Ha agito da solo
MONTELUPONE (Macerata) - L'assassino degli anziani coniugi Marconi uccisi a Montelupone sarebbe l'imbianchino macedone interrogato per tutta la notte nella caserma dei carabinieri. Avrebbe confessato, dopo aver inutilmente tentato di accusare il suo condomino marocchino e un altro maghrebino. E' in stato di fermo per omicidio
Secondo quanto si è appreso dai Carabinieri, il macedone, 28 anni, sposato e padre, avrebbe agito da solo: domenica mattina presto, a bordo dello scooter preso in prestito dal marocchino, avrebbe raggiunto il casolare di Paolo Marconi, 83 anni, e della moglie Ada Cerquetti, 73, con l'intenzione di compiere un furto. Progetto poi degenerato nella rapina finita nel sangue. In casa dell'indiziato sono stati trovati indumenti insanguinati e alcuni gioielli di poco valore appartenuti ad Ada. Portato nella caserma dei carabinieri di Montelupone ieri pomeriggio insieme al coinquilino marocchino, l'uomo ha subito accusato l'amico del delitto, chiamando in causa anche un secondo maghrebino. Una versione ribadita per ore, tanto che le prime indiscrezioni filtrate dall'interrogatorio davano per imminente il fermo del marocchino, con il macedone semplice comprimario in quanto tramite per la ricettazione dei gioielli. E invece, all'alba di domenica, quando i due anziani sono stati uccisi, il marocchino era tranquillamente in casa a dormire. I carabinieri del Nucleo operativo di Macerata guidati dal col. Leonardo Bertini e quelli dalla Compagnia di Civitanova Marche diretti dal cap. Domenico Candelli, non si sono fermati alla prima evidenza: hanno continuato a raccogliere testimonianze - è stata sentita anche la moglie del macedone -, allargando il cerchio ad altri immigrati che risiedono nelle campagne di Montelupone. Nel frattempo, la versione del macedone cominciava a scricchiolare, mostrando varie contraddizioni, e alla fine l'uomo avrebbe confessato. Avrebbe fatto tutto da solo, senza complici. Il pm Andrea Belli dovrà ora formalizzare le ipotesi di reato alla base del fermo, quasi certamente omicidio volontario aggravato.
Secondo quanto si è appreso dai Carabinieri, il macedone, 28 anni, sposato e padre, avrebbe agito da solo: domenica mattina presto, a bordo dello scooter preso in prestito dal marocchino, avrebbe raggiunto il casolare di Paolo Marconi, 83 anni, e della moglie Ada Cerquetti, 73, con l'intenzione di compiere un furto. Progetto poi degenerato nella rapina finita nel sangue. In casa dell'indiziato sono stati trovati indumenti insanguinati e alcuni gioielli di poco valore appartenuti ad Ada. Portato nella caserma dei carabinieri di Montelupone ieri pomeriggio insieme al coinquilino marocchino, l'uomo ha subito accusato l'amico del delitto, chiamando in causa anche un secondo maghrebino. Una versione ribadita per ore, tanto che le prime indiscrezioni filtrate dall'interrogatorio davano per imminente il fermo del marocchino, con il macedone semplice comprimario in quanto tramite per la ricettazione dei gioielli. E invece, all'alba di domenica, quando i due anziani sono stati uccisi, il marocchino era tranquillamente in casa a dormire. I carabinieri del Nucleo operativo di Macerata guidati dal col. Leonardo Bertini e quelli dalla Compagnia di Civitanova Marche diretti dal cap. Domenico Candelli, non si sono fermati alla prima evidenza: hanno continuato a raccogliere testimonianze - è stata sentita anche la moglie del macedone -, allargando il cerchio ad altri immigrati che risiedono nelle campagne di Montelupone. Nel frattempo, la versione del macedone cominciava a scricchiolare, mostrando varie contraddizioni, e alla fine l'uomo avrebbe confessato. Avrebbe fatto tutto da solo, senza complici. Il pm Andrea Belli dovrà ora formalizzare le ipotesi di reato alla base del fermo, quasi certamente omicidio volontario aggravato.
lunedì 1 ottobre 2012
L’omicidio dei coniugi di Montelupo: fermati due stranieri. Stavano buttando via camicie insanguinate
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I due anziani coniugi assassinati
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MACERATA - Due stranieri sono stati fermati dai carabinieri per l'omicidio dei coniugi di Montelupone, in provincia di Macerata. Si tratta di un macedone di 24 anni e di un marocchino di 40 anni, in regola con i permessi di soggiorno. Paolo Marconi e Ada Cerquetti erano stati aggrediti a bastonate e coltellate domenica mattina, forse durante un tentativo di rapina.
Secondo le prime indiscrezioni, i due uomini sarebbero stati bloccati mentre, a Montelupone, cercavano di disfarsi di alcune camicie insanguinate. I sospetti avevano lasciato tracce di pneumatici durante la fuga dalla casa dei coniugi uccisi. I carabinieri sono così riusciti a raggiungere un casolare nel quale sono stati trovati i vestiti insanguinati, calzature sporche di sangue e un arma che potrebbe essere quella utilizzata per il delitto.
E' probabile che i due assassini siano riusciti a entrare in casa dei coniugi con una scusa per poi assalire prima l'uomo, sull'uscio, poi la moglie che aveva cercato di mettersi in salvo barricandosi in cantina. Uno dei due killer sarebbe riuscito comunque a entrare, uccidendola prima di tornare al piano superiore, cercare oggetti di valore e soldi e appiccare un incendio, forse per eliminare tutte le tracce.
«Qualcuno è venuto a suonare alla porta, erano le 4 del mattino: diceva che stavano circolando i ladri nella zona e chiedeva di entrare. Era un ragazzo, scuro, forse aveva una trentina di anni. Noi non abbiamo aperto la porta, ci siamo affacciati alla finestra. Abbiamo detto che non ci serviva niente, che non c'erano i ladri, ed è andato via con un motorino». Così dei vicini di casa di Paolo e Ada Marconi, i coniugi uccisi a Montelupone, parlando a Tgcom24. L'episodio raccontato dai vicini risale alla mattina in cui sono stati uccisi i due anziani. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, supportata dalla perizia necroscopica, il delitto della coppia risalirebbe alle prime ore del mattino di domenica 30 settembre, tra le 5 e le 8. I due anziani erano già vestiti, segno che si erano svegliati presto, come pare fosse loro abitudine, e si stavano apprestando a compiere le solite attività quotidiane.
domenica 30 settembre 2012
Macerata: anziani presi a bastonate e poi uccisi a colpi di coltello
| Il casale dove è avvenuto il duplice, feroce omicidio |
MACERATA - E' giallo in provincia di Macerata, dove una coppia di anziani è stata picchiata con un bastone e uccisa a coltellate in un casolare di Montelupone. I cadaveri si trovavano nella loro abitazione in contrada Janni. La macabra scoperta è stata fatta dalla figlia delle vittime, ex agricoltori ora in pensione.
Ada Cerquetti, 73 anni, è stata trovata sul pavimento di casa riversa in un lago di sangue, mentre il corpo dell'uomo, Paolo Marconi, 83 anni, era a terra ma vicino all'uscio dell'abitazione, come se avesse tentato di fuggire. I due erano ex agricoltori, ora in pensione.
La figlia minore della coppia era andata a prendere i genitori come faceva ogni domenica per poi accompagnarli alla messa nella chiesa del paese. Ma li ha trovati morti. Sul posto, oltre ai carabinieri di Civitanova Marche e di Macerata,anche gli esperti del Ris dei carabinieri. Le vittime forse prima picchiate e poi uccise con un coltello.
E in casa, una villetta singola, immersa nelle campagne, tutto è rimasto al suo posto. Non manca nulla.
sabato 30 giugno 2012
Muore sulla spiaggia di Civitanova Marche stroncato dal caldo. Un’altra vittima a Marina di Sarzana
| La spiaggia di Civitanova Marche |
MACERATA - Enrico Fabi, 78 anni, è morto questa mattina sulla spiaggia di Civitanova Marche (Macerata). L'uomo si è sentito male e a nulla è valso l'intervento degli operatori del 118. Fabi stava passeggiando lungo la battigia e si è improvvisamente accasciato al suolo, chiedendo aiuto. Alcuni bagnanti lo hanno soccorso e hanno allertato l'ospedale, ma l'imprenditore è morto prima dell'arrivo dei medici. Un altro anziano (80 anni) è morto invece a Marina di Sarzana, mentre stava facendo il bagno in mare, alle 8,30 del mattino. Tra le cause del decesso non e' escluso un colpo di calore, viste le alte temperature che fin dalla mattina affliggono la costa ligure.
domenica 25 marzo 2012
Muore nel corso di una partita l’ex azzurro di pallavolo Bovolenta
| Vigor Bovolenta in maglia azzurra |
MACERATA - Il centrale ed ex azzurro di pallavolo Vigor Bovolenta, 37 anni, e' morto stroncato da un malore accusato nel corso della partita di B2 che stava disputando con la sua Volley Forli' contro la Lube a Macerata. Lo ha reso noto la Lega pallavolo serie A. "Mi gira la testa, aiutatemi che cado". Si è toccato il fianco sinistro, vicino al cuore, e si é accasciato a terra. Vigor Bovolenta, nel terzo set di Lube Macerata-Volley Forlì, si è presentato sulla linea di battuta, ha gettato la palla dall'altra parte e ha chiesto aiuto. Ma per l'ex azzurro 37enne, subito soccorso dai sanitari del 118 a bordo campo, non c'é stato nulla da fare. Bovolenta è stato trasportato in condizioni disperate all' ospedale di Macerata e tutti i tentativi dei medici sono stati vani. L'atleta, che avrebbe compiuto 38 anni il 30 maggio, è morto poco dopo, tra le lacrime dei compagni di squadra, dell' allenatore Stefano Mascetti e dei giocatori e dirigenti di Macerata. Vigor Bovolenta abitava a Ravenna con la moglie, Federica Lisi (anche lei ex giocatrice di pallavolo), e i quattro figli. Bovolenta aveva disputato 553 partite in serie A1 in 21 anni, fino al 2011. Nel suo curriculum due scudetti, due coppe campioni, altre coppe europee, un Mondiale per Club, un argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996, un Europeo e quattro World League.
Bovolenta aveva accettato la scorsa estate di mettersi in gioco in B2 sposando il progetto del presidente Giovanni Gavelli. ''Nel momento in cui ho scelto Forli' - spiegava l'atleta in una lettera aperta al mondo del volley - sapevo che non sarebbe stato semplice; la societa', mostrando serieta', ha deciso, nonostante il difficile momento economico generale, di proseguire l'attivita' e ripartire dai giovani attraverso una piu' modesta B2. Ho deciso comunque di rimanere qui, lavorando alla ricostruzione di questa squadra, convinto in questo anche dalla volonta' di rimanere vicino alla mia famiglia, che mi ha fino ad ora sempre seguito nelle varie citta' in cui ho
giocato. Dopo che loro sono stati al mio fianco, credo sia arrivato il momento che io cammini al fianco loro''.
giocato. Dopo che loro sono stati al mio fianco, credo sia arrivato il momento che io cammini al fianco loro''.
''Scegliere il progetto di Forli' - aggiungeva - significa per me rivestire anche un doppio ruolo. A quello di atleta,affianco infatti una nuova responsabilita' nell'area marketing, una nuova avventura personale e professionaleche mi permettera' di rimanere ancora nel volley giocato. Colgo l'occasione per mandare un saluto ed un ringraziamento a tutte le societa' dove ho giocato, Ravenna, Ferrara, Roma, Palermo, Modena, Piacenza, Perugia, Forli'; e a quelle squadre con cui ho avuto sfide avvincenti, sane ed esaltanti, per me e tutti i loro tifosi''.
''Ho iniziato la mia carriera - scriveva ancora Bovolenta - a 15 anni, allontanandomi da mio papa' Gino, mamma Luciana e mia sorella Ambra, oggi scelgo di rimanere vicino a Federica e ai miei 4 bambini. Ringrazio tutti con un unico abbraccio per essermi stati vicini sempre, anche nei momenti meno semplici''. Poi, una conclusione commovente: ''Dedico la mia carriera, fatta di vittorie importanti ma anche di sconfitte, a mio fratello Antonio, che mi guarda da lassu'''.
venerdì 27 gennaio 2012
Ballerina trovata sfigurata e uccisa sulla spiaggia di Porto Potenza Picena
MACERATA - La testa fracassata infilata in un sacchetto di plastica, il corpo abbandonato sulla spiaggia, di Lido Bello a Porto Potenza Picena, Macerata, indosso ancora il cappotto: così è stata ritrovata stamattina Cristina Andrea Marian, 24 anni, romena, ballerina di night.
Un anziano che stava passeggiando con il suo cane lungo l'arenile, l'ha vista è ha chiamato i carabinieri. La ragazza viveva in un appartamento, in un condominio, vicino alla spiaggia ma in casa i militari non hanno trovato nulla fuori posto. La giovane lavorava come ballerina in un night della zona, intorno alle due di notte è uscita dal locale per andare a casa. Poi nessuno l'ha più vista.
La ragazza ultimamente lavorava al Play di Porto Recanati E da poco tempo abitava al primo piano del palazzo Lido Bello, che si trova a cento metri dal mare. Nell'androne della palazzina e nell'ascensore sono state trovate delle macchie di sangue, particolari che fanno pensare che la giovane sia stata uccisa nel palazzo e poi trascinata in spiaggia.
Un colpo violento alla testa tanto da fracassarle il cranio e da rendere quasi irriconoscibile il volto, chiuso in un sacchetto di plastica. Gli investigatori ritengono che sia stata uccisa altrove, poi trascinata dal suo assassino, o dagli assassini, sulla spiaggia. Domani sarà comunque l'autopsia a chiarire la dinamica dell'aggressione. La ragazza era completamente vestita, indossava ancora il suo cappotto.
Le indagini sono condotte dai carabinieri di Macerata e Civitanova Marche che stanno ricostruendo la vita della ragazza e raccogliendo testimonianze sulle sue ultime ore di vita. Era arrivata in Italia, a Porto Potenza, soltanto da un mese. L’appartamento, abitato prevalentemente in estate, è stato ritrovato in ordine dopo il delitto, come se la ragazza non avesse fatto neppure in tempo ad aprire la porta. Della vita della ballerina, un fisico minuto, capelli lisci, non si sa molto, e questo rende le indagini più complicate.
Un anziano che stava passeggiando con il suo cane lungo l'arenile, l'ha vista è ha chiamato i carabinieri. La ragazza viveva in un appartamento, in un condominio, vicino alla spiaggia ma in casa i militari non hanno trovato nulla fuori posto. La giovane lavorava come ballerina in un night della zona, intorno alle due di notte è uscita dal locale per andare a casa. Poi nessuno l'ha più vista.
| Cristiba Marian. Sopra, il corpo sulla spiaggia |
Un colpo violento alla testa tanto da fracassarle il cranio e da rendere quasi irriconoscibile il volto, chiuso in un sacchetto di plastica. Gli investigatori ritengono che sia stata uccisa altrove, poi trascinata dal suo assassino, o dagli assassini, sulla spiaggia. Domani sarà comunque l'autopsia a chiarire la dinamica dell'aggressione. La ragazza era completamente vestita, indossava ancora il suo cappotto.
Le indagini sono condotte dai carabinieri di Macerata e Civitanova Marche che stanno ricostruendo la vita della ragazza e raccogliendo testimonianze sulle sue ultime ore di vita. Era arrivata in Italia, a Porto Potenza, soltanto da un mese. L’appartamento, abitato prevalentemente in estate, è stato ritrovato in ordine dopo il delitto, come se la ragazza non avesse fatto neppure in tempo ad aprire la porta. Della vita della ballerina, un fisico minuto, capelli lisci, non si sa molto, e questo rende le indagini più complicate.
Una delle ipotesi è che un cliente del 'Play' l’abbia accompagnata fino a casa, per poi aggredirla; oppure a fare scempio del suo corpo potrebbe essere stato qualcuno che voleva vendicarsi per qualche cosa o lanciare un avvertimento. Andrea Christina potrebbe essere stata aggredita dentro l’ascensore (lo fanno pensare le numerose tracce di sangue repertate nel vano), quasi certamente con una pietra o un oggetto contundente e non a mani nude. L’omicida l’ha poi trascinata, agonizzante o già morta, fino in spiaggia, infilandole il sacchetto di cellophane in testa, senza chiuderlo.
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