Visualizzazione post con etichetta trapani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trapani. Mostra tutti i post

domenica 15 febbraio 2015

TRAPANI, bimbo di 23 mesi mesi ricoverato per influenza e poi dimesso. E' morto


TRAPANI, 15 febbraio .- E' stato aperto un fascicolo di indagine dalla Procura di Trapani sulla morte del piccolo Daniel, 23 mesi, avvenuta nella serata di venerdì all'ospedale Sant'Antonio Abate. I genitori del bimbo non hanno sporto denuncia per non esporre il corpo del figlioletto all'autopsia, ma il magistrato di turno ha voluto comunque avviare le indagini. Contestualmente, dall'Asp hanno fatto sapere che il medico di turno in pediatria, dopo la visita, avrebbe riscontrato una "situazione influenzale". La direzione strategica dell'Azienda ospedaliera ha istituito una commissione d'indagine interna "che entro 5 giorni dovra' riferire sulle circostanze del decesso".
Il piccolo Daniel C., originario della frazione di Guarrato, si trovava ricoverato da qualche ora nel reparto Pediatria dell'ospedale Sant'Antonio di Abate nella serata di venerdì, quando i medici hanno dovuto constatare il decesso. L'allarme era scattato nella mattinata di venerdì mentre il bimbo si trovava all'asilo nido di Pietretagliate. Nell'immediato e' avvenuto il trasferimento al pronto soccorso del Sant'Antonio Abate, nel quale e' stata diagnosticato uno stato influenzale e gli e' stata somministrata una tachipirina. I medici dunque hanno disposto le dimissioni e soltanto il pediatra di famiglia ha riscontrato delle macchie rosse sul petto, riconosciute come una forma di rosolia. Nuovamente trasferito al Sant'Antonio Abate di Trapani, nel pomeriggio di venerdì, il piccolo Daniel e' clinicamente deceduto dopo poche ore.  Dall'Asp fanno sapere che potrebbe trattarsi di un caso di meningite.

venerdì 13 febbraio 2015

8 PER MILLE, indagato per appropriazione indebita l'ex vescovo di Trapani

L'ex vescovo di Trapani Miccichè
TRAPANI, 13 febbraio. - E' stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Trapani l'ex vescovo del capoluogo Francesco Micciché. L'ipotesi accusatoria e' di "appropriazione indebita e malversazione di fondi pubblici" e farebbe riferimento ai fondi dell'8 per mille. Agli atti dell'inchiesta, condotta dai pm Tarondo, Di Sciuva e Morri, ci sono le dichiarazioni di don Sergio Librizzi, l'ex direttore della Caritas locale arrestato nello scorso giugno per reati sessuali ai danni di immigrati, e di don Ninni Treppiedi, ex direttore degli uffici amministrativi della Curia. L'inchiesta si collega a quella avviata sulla Diocesi di Trapani nel 2011.
  Sul caso era intervento Papa Ratzinger, che nel maggio del 2012 aveva rimosso l'allora vescovo Miccichè. Il prelato risulta contestualmente parte lesa in un altra indagine, per la quale sono state iscritte nel registro della Procura 13 persone, per vari reati tra cui frode, calunnia, appropriazione indebita e stalking. Ieri gli agenti della polizia giudiziaria e della Forestale hanno perquisito gli uffici della Diocesi e le abitazioni private di Miccichè e di Orazio Occhipinti, suo ex autista. L'indagine riguarderebbe l'intero decennio 2000-2012 nel quale Miccichè ha ricoperto il ruolo di vescovo mentre poco trapela riguardo l'ammontare delle cifre che sarebbero state distratte dalle casse della Curia.

mercoledì 19 novembre 2014

TRAPANI, operazione dei CC contro il clan del boss Messina Denaro: 16 arresti


PALERMO - Un'operazione antimafia condotta dai carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani nei confronti del clan capeggiato dal boss Matteo Messina Denaro è in corso da stamattina. Gli investigatori stanno eseguendo 16 ordini di custodia cautelare in carcere, emessi su richiesta della procura distrettuale antimafia di Palermo, per associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona ed altri reati aggravati dalle finalità mafiose.

giovedì 11 settembre 2014

TRAPANI, sequestrati beni per 3 milioni a imprenditore cugino di Matteo Messina Denaro

TRAPANI - Guardia di finanza e carabinieri hanno sequestrato beni per un valore di 3 milioni di euro all'imprenditore Giovanni Filardo di Castelvetrano, in provincia di Trapani, cugino del boss latitante Matteo Messina Denaro. I sigilli sono stati apposti a un complesso aziendale, a numerosi automezzi, a terreni, e a una villa. Filardo fu arrestato nel marzo del 2010. Secondo i magistrati avrebbe compiuto insieme ad altri affiliati a cosa nostra, estorsioni e il reinvestimento di capitali di illecita provenienza.
L'imprenditore fu anche accusato di essere stato collettore e distributore di messaggi da e per il capo mafia latitante. Il 13 dicembre 2013 fu assolto dal tribunale di Marsala (in primo grado) per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso.

Poi però fu di nuovo arrestato nell'ambito dell'operazione "Eden", con l'accusa di "trasferimento fraudolento di beni, al fine di agevolare l'attività della mafia avendo intestato fittiziamente ad altre persone somme di denaro ed altri beni". Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto della Dda di Palermo Bernardo Petralia.

venerdì 16 maggio 2014

La mafia uccise Mauro Rostagno: due ergastoli a boss trapanesi (25 anni dopo)

Mauro Rostagno
TRAPANI - La Corte d'Assise di Trapani, presieduta da Angelo Pellino, ha condannato all'ergastolo i boss trapanesi Vincenzo Virga e Vito Mazzara, accusati dell'omicidio del sociologo Mauro Rostagno, assassinato a Valderice (Tp) il 26 settembre del 1988. La camera di consiglio dei giudici, che è durata due giorni e mezzo, ha accolto quindi le richieste dei pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene.
La mafia, quindi, uccise Mauro Rostagno: il giornalista-sociologo venne eliminato perché aveva alzato il velo sugli interessi di Cosa nostra a Trapani. Virga sarebbe stato il mandante del delitto, Mazzara l'esecutore materiale dell'agguato. La sentenza è stata letta in un clima di grande tensione: in aula pianti e soddisfazione tra gli amici di Rostagno. 

Il collegio ha condannato i due imputati al risarcimento delle parti civili tra le quali l'Ordine dei giornalisti, la comunità Saman, di cui Rostagno era il fondatore, i familiari del sociologo e l'Associazione della stampa. La Corte ha anche disposto la trasmissione in Procura delle deposizioni di una serie di testimoni tra i quali l'ex sottufficiale dei carabinieri Beniamino Cannas e dell'editrice dell'emittente televisiva Rtc, Caterina Ingrasciotta, televisione privata dalla quale Rostagno denunciava cosa nostra e i suoi legami con la massoneria deviata. 

Il verdetto mette un punto fermo su una vicenda riaperta dopo una lunga paralisi investigativa attorno a piste rivelatesi inconsistenti. E' stato Antonio Ingroia, allora pm della Dda di Palermo, a riaprire il caso su input del capo della squadra mobile Giuseppe Linares, ora dirigente della Dia campana. Una nuova impostazione investigativa ha fatto piazza pulita della tesi che aveva escluso la matrice mafiosa del delitto e l'aveva riportata all'interno della comunità Saman per tossicodipendenti. Storie private si sarebbero intrecciate con una confusa gestione della struttura. Niente di più falso: quelli erano, ha detto il pm Gaetano Paci, "pregiudizi di chi indagò sull'assassinio". 

Rostagno invece fu ucciso per il suo "esemplare lavoro giornalistico" che aveva tanto infastidito la mafia. Passato attraverso l'esperienza della contestazione, negli anni Ottanta era approdato a Trapani dove aveva fondato la Saman con il suo amico Francesco Cardella. Ma in Sicilia aveva allargato l'orizzonte del suo impegno diventando una voce scomoda dell'informazione. Al punto che con i suoi interventi dagli schermi di Rtc di Trapani il giornalista-sociologo era diventato una "camurria" (rompiscatole). Così lo aveva apostrofato Francesco Messina Denaro, padre del superlatitante Matteo. 

Rostagno seguiva le tracce dei traffici di droga, dei legami tra mafia e massoneria deviata, del malaffare nella pubblica amministrazione. Con i suoi servizi, ha sottolineato l'altro pm Francesco Del Bene, aveva "svelato il volto nuovo della mafia a Trapani": il passaggio da organizzazione tradizionale a struttura moderna e dinamica, gli intrecci con i poteri occulti, le nuove alleanze, il controllo del grande giro degli appalti. Mafia, dunque, "ma non solo mafia" ha puntualizzato l'accusa che ha puntato il dito, nella requisitoria conclusa con la richiesta di ergastolo per i due imputati, sulle omissioni investigative equiparate a veri e propri depistaggi culminati con l'arresto della compagna di Rostagno, Chicca Roveri.

martedì 31 dicembre 2013

Ore 7.40: terremoto (3.3) nel mare di Sicilia. Altra scossa ad Ascoli


TRAPANI - Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 7.44 nel Tirreno Meridionale di fronte a Trapani a una profondità di 9,5 km.. E' stata avvertita anche sull'isola.
 Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata all'1:30 nelle Marche, tra le province di Ascoli Piceno e Macerata. Secondo i rilevamenti dell'Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a 31,9 km di profondità. Alla prima scossa sono seguite tre repliche di magnitudo comprese tra 2.1 e 2.2 rispettivamente all'1:36, le 2:07 e le 2:13. Non si hanno al momento segnalazioni di danni a persone o cose.

venerdì 13 dicembre 2013

Terra bruciata attorno a Matteo Messina Denaro: 30 arresti (anche la sorella e un nipote)

TRAPANI - Un'imponente operazione antimafia è in corso in provincia di Trapani da parte di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Direzione investigativa antimafia (Dia). Arrestate diverse persone ritenute appartenenti a Cosa Nostra, tra le quali anche alcuni familiari di Matteo Messina Denaro. Le ordinanze di custodia cautelare riguardano in particolare le famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara.
Trenta le persone arrestate - In manette 30 persone: le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, riguardano in particolare le famiglie mafiose di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Tra gli arrestati Francesco Guttadauro, nipote di Matteo Messina Denaro, e la sorella Anna Patrizia Messina Denaro e i cugini del boss Giovanni Filardo, Cimarosa Lorenzo e Mario Messina Denaro. 
"Le indagini - si precisa nella nota della Polizia - hanno confermato il ruolo dirigenziale tuttora rivestito dal latitante Matteo Messina Denaro all'interno del mandamento e nella provincia mafiosa, accertandone la funzione di direzione tra le varie articolazioni dell'organizzazione e di collegamento con le altre strutture provinciali di Cosa Nostra". Gli affari, però, venivano gestiti in gran parte direttamente dai parenti e, in particolare, "con riferimento all'attività di sostegno economico al circuito familiare del latitante, è emersa la contiguità e il ruolo di responsabilità decisionale raggiunto in seno al sodalizio mafioso da Patrizia Messina Denaro e da Francesco Guttadauro, rispettivamente sorella e nipote del ricercato".
Affari che consistevano soprattutto in "un articolato circuito imprenditoriale, che assicurava di fatto il controllo quasi monopolistico nel settore dell'edilizia e relativo indotto, mediante la gestione e la realizzazione di importanti commesse, tra cui opere di completamento di aree industriali, parchi eolici, strade pubbliche e ristoranti. L'organizzazione era, infatti, in grado di monitorare costantemente le opere di maggiore rilevanza del territorio, intervenendo nella loro esecuzione con una fitta rete di società controllate in modo diretto o indiretto da imprenditori mafiosi ed elementi di spicco del sodalizio". A fianco di queste attivita' "è stata inoltre accertata la diffusa pressione estorsiva esercitata sul territorio anche ai danni di imprese concorrenti e perfino di privati cittadini che avevano ereditato una rilevante somma di denaro".
Scattano le manette anche per il figlio di un giudice - Tra le persone arrestate anche alcuni "insospettabili": a Palermio sono finiti in manette infatti anche due ingegneri del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, uno dei quali è figlio di un giudice. Secondo le indagini, avrebbero intascato mazzette per favorire una ditta legata alle cosche.

Nei guai anche una vigilessa di Paderno Dugnano - Temendo di essere pedinato, un mafioso di Campobello di Mazara ogni tanto chiedeva aiuto ad una vigilessa di Paderno Dugnano, nel Milanese. L'agente della polizia locale controllava le targhe che le venivano segnalate come "sospette".

"Mi chiamo Messina Denato, portatemi i soldi" - Dalle indagini emerge un'intercettazione della sorella del boss, Anna Patrizia, alle prese con un'estorsione da 70mila euro. "Io qua sono, mi chiamo Messina Denaro e non mi rompe niente e nessuno", avrebbe detto la donna al telefono.

mercoledì 9 ottobre 2013

Beni per 38 milioni sequestrati al boss latitante Messina Denaro

TRAPANI -  Beni per un valore di 38 milioni di euro riconducibili al boss latitante Matteo Messina Denaro e alla famiglia mafiosa di Campobello di Mazara sono stati sequestrati dai Carabinieri nelle province di Trapani, Varese e Milano. Il sequestro avviene dopo l'arresto di esponenti di spicco dell'organizzazione criminale e l'individuazione di un ingente patrimonio comprendente aziende olearie, attività commerciali, abitazioni, terreni e numerosi rapporti bancari.

martedì 9 aprile 2013

Cosa Nostra (e Matteo Messina Denaro), le mani sul porto di Trapani. Sequestrati 30 milioni di euro

Il porto di Trapani

TRAPANI - Cosa Nostra aveva messo le mani sulla ristrutturazione del porto di Trapani: ne sono convinti gli investigatori di polizia e guardia di finanza, che hanno sequestrato sei società degli imprenditori trapanesi Francesco e Vincenzo Morici, padre e figlio, ritenuti legati al boss dei boss Matteo Messina Denaro. Il valore dei beni sequestrati ammonta complessivamente a oltre trenta milioni di euro.
Oltre alle sei società figurano anche 142 immobili, 37 beni mobili registrati, 36 conti correnti e rapporti bancari e 9 partecipazioni societarie. I provvedimenti sono stati eseguiti a Trapani, Roma, Milano, Gorizia e Pordenone.
Il sequestro si basa sulle carte del processo per concorso esterno in associazione mafiosa al senatore Pdl Antonio D'Alì. In occasione della "Louis Vuitton Cup", il gruppo imprenditoriale dei Morici si sarebbe accordato con Cosa Nostra per aggiudicarsi la gara relativa ai lavori di ristrutturazione del porto (con un importo a base d'asta di 46 milioni di euro). Dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni di vari indagati, sarebbe emersa l'esistenza di intese con il boss mafioso Francesco Pace (capomafia di Trapani), il senatore D'Alì e imprese partecipanti, per favorire i Morici nell'aggiudicazione e per utilizzare materiali non conformi.

domenica 15 luglio 2012

Domenica di fuoco. Vasti incendi in Sardegna a San Teodoro (500 evacuati) e in Gallura. Altri incendi a Palermo e Trapani


Le fiamme continuano a divampare a San Teodoro, in Sardegna 

OLBIA - Una domenica di fuoco per l'Italia, con numerosi roghi e incendi che, aiutati da caldo torrido e siccità, stanno flagellando numerose regioni. Le situazioni più critiche si sono verificate in Sicilia (colpite soprattutto le zone di Palermo e Trapani) e Sardegna.
Un grosso incendio d'interfaccia, così definito per la sua vicinanza ad abitazioni e centri abitati, è divampato a San Teodoro in provincia di Olbia. Sono stati evacuati i villaggi Esmeralda e Runcina da parte di Squadre del corpo forestale regionale, dei vigili del fuoco, dei volontari della Protezione civile della provincia di Olbia e del 118. Per spegnere le fiamme stanno operando, oltre alle squadre a terra, tre elicotteri regionali, due canadair. Uno dei due ha dovuto abbandonare l'area per un guasto ma vista la gravità della situazione è stato  rimpiazzato da un altro aereo identico. Le persone evacuate sono oltre 500.
Due abitazioni e un'auto raggiunte dalle fiamme a Flumini di Quartu Sant'Elena. La Protezione Civile dell'isola aveva già ieri lanciato l'allerta per oggi con "elevato pericolo", il livello massimo sulla scala della gravità. Vasti incendi hanno interessato la Gallura, dove le forze dell'ordine hanno dovuto chiudere la statale 131, e la zona di Bolotana. Nessun ferito ma ingenti danni. Ad andare a fuoco alcune sterpaglie e poi l'incendio si è propagato arrivando fino alle case e alcune auto hanno preso fuoco. Sul posto sono intervenuti in forze i Vigili del Fuoco di Cagliari con tre squadre, due autobotti e mezzi fuoristrada per impedire che potessero essere coinvolte altre auto o case disabitate. 
Un vasto incendio, sviluppatosi nel pomeriggio di domenica sul monte Inici, in territorio di Castellammare del Golfo, nel Trapanese, sta interessando una vasta area boschiva demaniale. Nelle operazioni di spegnimento operano 4 Canadair ed un elicottero, oltre a 50 uomini del servizio antincendio della forestale. Un altro rogo, sempre nel Trapanese, è divampato in localita' Tre Noci di Calatafimi Segesta. Le fiamme stanno bruciando il sottobosco. In entrambi i casi, il vento di scirocco rende le operazioni di spegnimento difficoltose. E' stato spento invece l’incendio che ha devastato la vegetazione alle pendici di monte Cuccio alla periferia di Palermo. Alla sala operativa dei vigili del fuoco assicurano che l'emergenza è ormai conclusa. Domenica mattina a Baida alcune decine di residenti preoccupati di un avanzamento del fronte del fuoco hanno preferito abbandonare le loro case. All'alba sono ripresi i lanci d'acqua con aerei, tra cui uno inviato da Roma. Oltre un centinaio di uomini della forestale, dei vigili del fuoco e della protezione civile hanno lavorato a lungo per spegnere le fiamme e domare gli ultimi focolai nei pressi di San Martino delle Scale. I carabinieri stanno indagando per individuare le cause dell'incendio di probabile origine dolosa.  I danni sono notevoli, sicuramente oltre un milione di euro.

mercoledì 23 maggio 2012

Chi l’ha vista? Antonina, 14 anni, è scomparsa da casa a Erice lasciando una lettera “allarmante”


Antonina Ileana Lipari

ERICE (Trapani) - Un mistero la scomparsa della giovane Antonina Ileana Lipari, Quattordici anni, occhi castani e capelli biondi,  che  martedì si è allontanata dalla sua casa di Erice, in provincia di Trapani, e non ha più fatto ritorno. La madre della ragazza è sicura che fino alle 3.30 di notte la figlia si trovasse nel suo letto. In camera è stato ritrovato il cellulare, spento, ma mancano gli abiti che indossava il giorno prima.
Secondo i familiari, al momento della scomparsa Antonina portava una felpa nera con il cappuccio e il disegno di un topolino, jeans scuri ed un paio di scarpe Nike con il marchio color fucsia. Nella stanza sarebbe stata ritrovata una lettera “dal contenuto allarmante” ma che confermerebbe che la minore si è allontanata volontariamente. Le ricerche dei carabinieri finora, però, non hanno dato alcun risultato: la ragazza sembra sparita nel nulla. Su Facebook è subito nato un gruppo, creato dalla sua famiglia per diffondere la notizia della scomparsa e per cercare di raccogliere informazioni. Le indagini continuano.

giovedì 12 gennaio 2012

Trapani: uccide figlia di otto anni, l'ex moglie, la suocera e il cognato, dà fuoco all'appartamento e si suicida buttandosi dalla finestra.

TARANTO - Gesto di folia di un uomo alla periferia di Trapani che prima ha ucciso la figlia di 10 anni, l'ex moglie, la suocera e il cognato  e poi ha dato fuoco all'appartamento: è avvento stamattina. Anche lui è morto lanciandosi dal balcone del quinto piano della palazzina. All'inizio si era pensato che si fosse gettato nel vuoto nel tentativo di sfuggire alle fiamme, poi la terribile vicenda si è chiarita. Sul posto sono al lavoro quattro squadre dei Vigili del Fuoco.
Le fiamme sarebbero esplose in un’abitazione al 5/o piano di una palazzina in via Omero. L’incendio è divampato nell’appartamento di un edificio di sei piani che si trova in un quartiere periferico. 
Nell'appartamento incendiato viveva anche la suocera, Nunzia Rintinella, 77 anni, dell'uomo che ha appiccato il fuoco e che finora non è stata trovata. Il presunto assassino si chiama Pietro Fiorentino, 40 anni, disoccupato. Le altre vittime sono l'ex moglie, Stefania Mighali, quarantenne, la figlia Daniela di otto anni, il fratello della donna, Hanzi di 55 anni e la suocera Nunzia Rintinella di 77 anni.


domenica 1 gennaio 2012

Il posto migliore per vivere? Trento



Piazza Duomo a Trento
MILANO Trento si conferma per il secondo anno consecutivo al primo posto nella classifica elaborata dall’Università La Sapienza di Roma per ItaliaOggi sulla qualità della vita: lo studio sarà pubblicato sul numero del goiornale in edicola domani. Nel resto del paese si assiste, secondo il rapporto, ad un peggioramento generalizzato: diminuiscono infatti a 45 (erano 55 lo scorso anno) le province nelle quali si vive in modo buono o accettabile, mentre salgono a 58 (contro le 48 del 2010) le province in cui la qualià della vita risulta scarsa o insufficiente. Con una ulteriore caduta dell’Italia meridionale e insulare. ”A conferma di cio’ – scrive ItaliaOggi – l’ultimo posto di Trapani (terz’ultima nella precedente indagine) e il penultimo di Napoli (ultima nelle precedenti due edizioni del rapporto)”.
I grandi centri urbani ”reggono il colpo” e si concentrano a meta’ classifica: Roma, in particolare, si piazza al 51/o posto (dal 57/o), Milano sale al 46/o (era 49/a), Torino passa al 47/o (dal 51/o). In controtendenza Bologna, che scende dal 21/o al 40/o posto e Firenze (dal 31/o al 42/o).
Nel 2011 le aree in cui si vive meglio sono rappresentative dell’arco alpino centrale e orientale, della Pianura Padana e dell’Appennino tosco-emiliano, con ramificazioni verso Toscana e Marche. Al contrario, nelle macroaree caratterizzate da una qualita’ della vita scarsa o insufficiente, ci sono le 36 province del Mezzogiorno, una provincia dell’Italia centrale, 9 province del Nordovest e 3 del Nordest. Si assiste dunque a ”un peggioramento a Nordovest che porta a dividere l’Italia non piu’ solo tra Nord e Sud, ma anche tra Nordest e Nordovest”.
Tornando alla testa e alla coda, ”si conferma, rispetto alle prime edizioni del rapporto, la conquista del vertice da parte delle province del Trentino-Alto Adige e di alcune province venete. In particolare Trento consolida gli eccellenti piazzamenti già ottenuti in passato: dal 1999 e’ stabilmente nel gruppo di eccellenza e non e’ mai scesa al di sotto del 7/o piazzamento. All’opposto l’ultimo posto di Trapani fa seguito a precedenti posizioni basse”. In generale l’indagine evidenzia che ”il livello medio di qualità della vita e’ insufficiente e non accenna a migliorare nelle regioni del sud”.
Il rapporto di ItaliaOggi e’ uno strumento di monitoraggio della qualitàdella vita che impiega una metodologia rinnovata rispetto al passato, con un’architettura caratterizzata da nove dimensioni d’analisi – affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita – 17 sottodimensioni e 93 indicatori di base.
Ecco la classifica completa
1 TRENTO
2 BOLZANO 
3 PORDENONE
4 MANTOVA 
5 REGGIO EMILIA
6 BELLUNO 
7 PARMA 
8 VICENZA 
9 CUNEO
10 TREVISO 
11 VERONA 
12 VERBANO-CUSIO-OSSOLA 
13 UDINE 
14 SIENA 
15 PESARO E URBINO 
16 LODI 
17 BERGAMO 
18 RAVENNA 
19 SONDRIO 
20 ROVIGO 
21 ANCONA 
22 AOSTA 
23 LECCO 
24 MODENA
25 FORLI 
26 COMO 
27 VARESE 
28 PERUGIA
29 BRESCIA 
30 NOVARA 
31 FERRARA 
32 CREMONA 
33 PADOVA 
34 MACERATA 
35 PISA 
36 AREZZO
37 GORIZIA 
38 PIACENZA 
39 LIVORNO 
40 BOLOGNA 
41 VERCELLI 
42 FIRENZE 
43 ASTI 
44 TERNI 
45 ASCOLI PICENO 
46 MILANO 
47 TORINO
48 GROSSETO 
49 LA SPEZIA 
50 PAVIA 
51 ROMA 
52 CAMPOBASSO 
53 BIELLA 
54 VENEZIA 
55 RIMINI 
56 TRIESTE 
57 RIETI 
58 LUCCA 
59 PISTOIA 
60 ALESSANDRIA 
61 POTENZA 
62 L'AQUILA 
63 RAGUSA 
64 MASSA-CARRARA 
65 FROSINONE 
66 TERAMO 
67 MATERA 
68 PRATO 
69 PESCARA 
70 COSENZA 
71 LATINA 
72 BARI 
73 CHIETI 
74 SIRACUSA 
75 CAGLIARI 
76 VITERBO 
77 SASSARI
78 SAVONA 
79 TARANTO 
80 GENOVA 
81 ISERNIA 
82 SALERNO 
83 LECCE 
84 NUORO 
85 REGGIO CALABRIA 
86 AVELLINO
87 CATANZARO 
88 CASERTA 
89 PALERMO 
90 MESSINA 
91 FOGGIA 
92 CROTONE 
93 ORISTANO 
94 BENEVENTO
95 VIBO VALENTIA 
96 CALTANISSETTA
97 BRINDISI 
98 IMPERIA 
99 AGRIGENTO 
100 CATANIA 
101 ENNA 
102 NAPOLI
103 TRAPANI 

martedì 12 luglio 2011

Preparatevi: un'altra giornata di gran caldo. Un turista spagnolo muore a Trapani

ROMA - Nuovo aumento delle temperature oggi, in particolare al Centro-sud, con picchi di 40 gradi in molte località. A Roma è allerta in vista delle temperature che nelle prossime ore raggiungeranno anche i 36 gradi. Colpite dall'afa soprattutto le grandi città. La situazione, secondo gli esperti, cambierà solo a partire da giovedì.
Quello che sta colpendo l'Italia, secondo gli esperti, è un caldo anomalo. Ma in tutto questo periodo sono possibili anche forti temporali di calore che potrebbero portare grandine e che investiranno, specie nelle ore pomeridiane e serali, le regioni del Nord e qua e là la dorsale appenninica.
Proprio per il gran caldo un turista spagnolo di 72 anni è morto nell'aeroporto "Vincenzo Florio" di Trapani Birgi. L'uomo è deceduto mentre si stava sottoponendo ai controlli per imbarcarsi su un volo diretto in Germania. Secondo i primi accertamenti, la morte sarebbe giunta in seguito a un arresto cardiaco