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lunedì 6 luglio 2015

PONSACCO (Pisa), arrestato giovane marocchino per istigazione alla jihad


PISA, 6 luglio - La polizia ha arrestato a Ponsacco, nel Pisano, un 25enne di origine marocchina accusato di propaganda e istigazione alla jihad. In Italia da quando aveva 8 anni, il giovane vive con i genitori in un modesto appartamento ed è disoccupato. Nella perquisizione della sua abitazione, gli agenti hanno sequestrato un computer e tre telefoni cellulari.

Il giovane, Jalal El Hanaoui, è nato a Souk Sebt in Marocco ed è giunto in Italia a Ponsacco (Pisa) per un ricongiungimento familiare. El Hanoui ha piccoli precedenti penali e di polizia per reati connessi agli stupefacenti e contro il patrimonio. Insieme a lui, vivono anche il fratello ventiduenne e i genitori, tutti incensurati.

mercoledì 15 aprile 2015

PORDENONE, marocchino uccide la moglie con un’accetta e poi sgozza la figlia di 7 anni


PORDENONE - Un uomo ha ucciso la moglie e la figlia di 7 anni con un'accetta, e poi ha chiamato la polizia, che lo ha arrestato. Il fatto è accaduto attorno alle 3 della notte scorsa in un'abitazione di via San Vito a Pordenone. La famiglia protagonista della tragedia è composta da persone originarie del Marocco.
L'assassino si chiama Abdelhadi Lahmar, di 40 anni, e vive in Italia da anni. Incensurato, l'uomo ha svolto numerosi lavori molti dei quali saltuari; attualmente è disoccupato. Lahmar è stato di recente nel proprio Paese per un viaggio. La moglie si chiamava Touria Errebaibi, di 30 anni, ed oltre ad occuparsi della famiglia, in passato ha lavorato come cameriera in alcuni ristoranti del centro. La piccola, di sette anni, si chiamava invece Hiba.
L'uomo è stato portato in Questura, dove da ore è in corso un interrogatorio. Secondo quanto si è appreso non avrebbe ancora spiegato la ragione del duplice omicidio. Quando la polizia e il personale del 118 sono giunti sul posto la donna e la bambina erano già morte e nell'abitazione c'era un lago di sangue. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori l'uomo avrebbe dapprima ucciso la moglie e poi la piccola. La donna sarebbe stata afferrata e spinta sul letto nella camera da letto matrimoniale, poi colpita con un'accetta per una decina di volte. Subito dopo l'uomo è andato nella cameretta dove dormiva la bimba e l'ha sgozzata nel sonno utilizzando un coltello. Secondo quanto si è appreso come gesto di pietà nei confronti della figlia, l'assassino avrebbe preso un lenzuolo e con quello le avrebbe coperto il volto.
La donna aveva denunciato il marito ai carabinieri già in passato: prima di rientrare dal Marocco le aveva telefonato dicendo che l'avrebbe uccisa.
Ieri era andato a prendere la bimba a scuola. La moglie, terrorizzata dal suo ritorno, era andata in banca a prelevare tutti i risparmi per andarsene, ma durante è accaduta la notte la tragedia.

E' il secondo duplice omicidio in un mese in una città solitamente molto tranquilla come Pordenone: il 17 marzo scorso, all'esterno del Palazzetto dello Sport, sono stati uccisi a colpi di pistola i fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza; il killer non è ancora stato individuato.

venerdì 13 marzo 2015

TERNI, ucciso da un marocchino con una bottiglia rotta. Un colpo a caso

David Raggi
TERNI, 13 marzo - Ucciso con un colpo di bottiglia rotta al collo mentre stava passando in una delle piazze del centro di Terni, piazza Olmo: è morto così nella notte un ventisettenne ternano, David Raggi. Omicidio per il quale la polizia ha subito bloccato e poi arrestato un marocchino.  Era stato rintracciato poco distante dalla piazza dove è avvenuto l'omicidio. Era a dorso nudo e in stato di agitazione. Raggi era stato colpito mentre stava passando davanti ad uno dei locali del centro di Terni, da dove il marocchino era stato allontanato perché urbiaco. Non è escluso che lo straniero possa aver colpito a caso subito dopo essere uscito da uno dei locali che si affacciano sulla piazza. Una circostanza emersa nelle indagini avviate subito dopo quanto successo e ancora al vaglio degli investigatori.
La cronaca del delitto. Tutto si è consumato in pochi secondi. Il marocchino è palesemente ubriaco. Viene allontanato dal locale, ma lui non si rassegna, ritorna, prende una bottiglia rotta, la impugna con forza e si scaglia verso David, che si trova lì a trascorrere la sua serata spensierato. Il 27 enne viene colpito ripetutamente, un colpo lo raggiunge al collo, perde sangue. Troppo sangue. Muore per emorragia, malgrado i disperati tentativi degli operatori del 118 di strapparlo alla morte. E sono in molti ad assistere alla scena. Intanto il marocchino si allontana, ma viene raggiunto dalla polizia presso i giardini della Passeggiata. Ammanettato viene trasportato in questura e fermato per omicidio. 
 Gli agenti hanno sentito diversi testimoni. In particolare giovani che si trovavano nei locali o in strada in quel momento. Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica per i rilievi. Elementi che messi insieme serviranno agli investigatori a ricostruire quanto successo e perché. Sul posto si è subito recato anche il questore Carmine Belfiore: è un "bruttissimo episodio", ha detto. "Un episodio estremamente brutto - ha ribadito -, ma nella disgrazia sembra che siamo riusciti a fermare il presunto aggressore. Stiamo cercando di ricostruire l'accaduto".

sabato 7 giugno 2014

Misterbianco (Catania): marocchino uccide la moglie italiana e si impicca


CATANIA - Un marocchino di 40 anni ha ucciso la moglie, un'italiana di 38 anni, e poi si è tolto la vita impiccandosi. La tragedia è avvenuta a Misterbianco, nel Catanese. I due avevano avuto un violento litigio per motivi ancora non chiari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Fontanarossa e del reparto operativo del capoluogo etneo. La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta.

sabato 10 maggio 2014

Rischia grosso un marocchino (innocente) aggredito da 200 alpini a Pordeone

PORDENONE - Equivoco provocato dai pregiudizi a Pordenone dove un immigrato ha rischiato il linciaggio da parte di 200 alpini durante la 87°adunata nazionale del corpo. Il marocchino infatti è stato scambiato per l'aggressore di una donna, rimasta ferita da una coltellata. Il ragazzo invece aveva fatto da scudo per proteggere la signora dal vero assalitore, venendo a sua volta ferito. Grazie alla polizia la folla inferocita è stata sedata mentre l'aggressore arrestato.
Gli alpini erano talmente arrabbiati che quando sono arrivate le auto delle forze dell'ordine, qualcuno con un coltello ha anche forato uno pneumatico di una Volante 
 
L'aggressore, ubriaco, nella confusione dei festeggiamenti per l'Adunata degli Alpini, per futili motivi ha estratto un coltello e ferito in modo lieve la donna, che ha riportato lesioni guaribili in sette giorni. Subito è intervenuto in difesa della donna il cittadino marocchino, che però è stato colpito anche lui con il coltello, riportando lesioni più gravi, guaribili in 15 giorni.
Gli agenti di polizia sono intervenuti immediatamente e hanno bloccato e arrestato il vero aggressore, M.R., di 45 anni, residente a Pordenone, con l'accusa di lesioni aggravate. Sono in corso indagini per identificare il responsabile del danneggiamento all'auto della polizia.

giovedì 22 agosto 2013

Marocchino accoltella la moglie italiana nel Vicentino: la donna è grave


VICENZA - Ha tentato di uccidere la moglie a coltellate, colpendola alla giugulare e a un fianco: l'uomo, un 46enne marocchino residente a Zane, nel Vicentino, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio. La donna, una 45enne italiana, è ricoverata in prognosi riservata e rischia di perdere un rene. Prima di entrare in sala operatoria è stata lei stessa a indicare il marito quale autore del gesto.

mercoledì 12 giugno 2013

Arrestato a Brescia giovane ultraradicale marocchino: ricercava obiettivi da colpire

BRESCIA - Il capo e fondatore della filiale italiana di 'Sharia4', un movimento ultraradicale islamico messo di recente al bando in diversi Paesi europei, è stato arrestato in un'operazione coordinata dall'Antiterrorismo e dalla Digos di Brescia: il giovane,secondo le indagini,era alla ricerca di obiettivi da colpire in Italia. L'accusa ipotizzata nei confronti del marocchino è addestramento con finalità di terrorismo internazionale. Il provvedimento è stato firmato dal Gip di Brescia che ha accolto la richiesta della Dda. Oltre all’arresto del marocchino, un giovane di 21 anni residente con la famiglia in provincia di Brescia fin da quando era piccolo, gli uomini dell’Antiterrorismo della polizia (Ucigos) e della Digos stanno eseguendo una serie di perquisizioni nel Bresciano e a Pordenone nei confronti di altri 4 marocchini.

Tutte le persone coinvolte nell’operazione, secondo le indagini, erano affiliate alla branca italiana di Sharia4, movimento sorto in Belgio nel 2010 ispirato dal predicatore filo-jihadista Omar Bakri che ha gradualmente assunto la struttura di un network internazionale avvalendosi di siti dedicati e canali Youtube.

domenica 24 febbraio 2013

Bologna: marocchino uccide la moglie e fugge con i due bimbi piccoli. Poi si consegna. Era disoccupato


BOLOGNA - Ha accoltellato e ucciso la moglie di 31 anni, con la quale aveva avuto un litigio. Poi ha preso i due figli piccoli, di quattro e due anni, ed e' fuggito via con la macchina, sotto la nevicata. E' successo ieri sera a Budrio, nella pianura bolognese in via Frati Cappuccini 2, verso le 21.30. Dopo la fuga, verso mezzanotte l'uomo, 54 anni, marocchino come la donna, dopo aver portato i bambini da sua madre si e' consegnato nella stazione dei carabinieri del luogo. L'uomo, da tempo in Italia, ultimamente era senza occupazione  tirava avanti con dei lavoretti saltuari. Pare che anche la donna nell'ultimo periodo fosse senza lavoro.
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mercoledì 7 novembre 2012

Marocchino uccide a coltellate i due figlioletti a Umbertide


UMBERTIDE - Due fratellini  di origine marocchina di 8 e 12 anni, un bambino e la sorella, sono stati uccisi nella casa alla periferia di Umbertide in cui vivevano con la madre. A colpirli con un coltello, secondo le indagini dei carabinieri proseguite fino a notte avanzata, è stato il padre, manovale marocchino di 44 anni ora disoccupato, che si era separato da pochi giorni dalla donna, di 34 anni, il quale poi ha tentato di uccidersi ferendosi alla gola. Ora è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Città di Castello, dove i militari lo piantonano. Per lui è stato disposto l'arresto con l'accusa di duplice omicidio. Ancora da accertare il movente, ma l'ipotesi degli investigatori è che sia in qualche modo legato alla separazione della coppia.
La tragedia è avvenuta nella tarda serata di ieri, in una palazzina di nuova costruzione alla periferia di Umbertide. In una casa dove la donna aveva formalmente chiesto proprio ieri la residenza agli uffici del Comune (dopo essersi trasferita all'inizio del mese), mentre il marito viveva nella zona di Città di Castello. I due bambini erano soli nell'appartamento. La madre si era infatti recata a lavorare come cameriera in un ristorante di Città di Castello. Qui - è emerso dagli accertamenti - l'ha chiamata il marito dicendole che si stava uccidendo. Non è chiaro se sia stato lui ad avvertire il 118 o lo abbia fatto la donna. Quando i soccorritori sono arrivati nell'abitazione di Umbertide hanno trovato i due bambini ormai morti in bagno. Accanto l'uomo gravemente ferito. Poco distante dai corpi i carabinieri - subito intervenuti da Umbertide, Città di Castello e Perugia - hanno rinvenuto un coltello.

lunedì 1 ottobre 2012

L’omicidio dei coniugi di Montelupo: fermati due stranieri. Stavano buttando via camicie insanguinate

I due anziani coniugi assassinati

MACERATA - Due stranieri sono stati fermati dai carabinieri per l'omicidio dei coniugi di Montelupone, in provincia di Macerata. Si tratta di un macedone di 24 anni e di un marocchino di 40 anni, in regola con i permessi di soggiorno. Paolo Marconi e Ada Cerquetti erano stati aggrediti a bastonate e coltellate domenica mattina, forse durante un tentativo di rapina.
Secondo le prime indiscrezioni, i due uomini sarebbero stati bloccati mentre, a Montelupone, cercavano di disfarsi di alcune camicie insanguinate. I sospetti avevano lasciato tracce di pneumatici durante la fuga dalla casa dei coniugi uccisi. I carabinieri sono così riusciti a raggiungere un casolare nel quale sono stati trovati i vestiti insanguinati, calzature sporche di sangue e un arma che potrebbe essere quella utilizzata per il delitto.
E' probabile che i due assassini siano riusciti a entrare in casa dei coniugi con una scusa per poi assalire prima l'uomo, sull'uscio, poi la moglie che aveva cercato di mettersi in salvo barricandosi in cantina. Uno dei due killer sarebbe riuscito comunque a entrare, uccidendola prima di tornare al piano superiore, cercare oggetti di valore e soldi e appiccare un incendio, forse per eliminare tutte le tracce.
«Qualcuno è venuto a suonare alla porta, erano le 4 del mattino: diceva che stavano circolando i ladri nella zona e chiedeva di entrare. Era un ragazzo, scuro, forse aveva una trentina di anni. Noi non abbiamo aperto la porta, ci siamo affacciati alla finestra. Abbiamo detto che non ci serviva niente, che non c'erano i ladri, ed è andato via con un motorino». Così dei vicini di casa di Paolo e Ada Marconi, i coniugi uccisi a Montelupone, parlando a Tgcom24. L'episodio raccontato dai vicini risale alla mattina in cui sono stati uccisi i due anziani. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, supportata dalla perizia necroscopica, il delitto della coppia risalirebbe alle prime ore del mattino di domenica 30 settembre, tra le 5 e le 8. I due anziani erano già vestiti, segno che si erano svegliati presto, come pare fosse loro abitudine, e si stavano apprestando a compiere le solite attività quotidiane.