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domenica 1 giugno 2014

Preso a Marsiglia francese jihadista armato: è l’autore della strage al museo ebraico di Bruxelles

BRUXELLES - L'attentatore ripreso dalle telecamere di sicurezza del museo
BRUXELLES - Un francese armato di kalashnikov e di una pistola è stato arrestato a Marsiglia per la strage del museo ebraico di Bruxelles. Si chiama Mehdi Nemmouche e sarebbe stato in Siria nel 2013 con dei jihadisti. L'uomo ha 32 anni ed è originario di Roubaix, nel nord. Sarebbe stato schedato come seguace della jihad islamica in Siria dai servizi interni francesi (DGSI). Venerdì, si apprende, è stato posto in stato di fermo per omicidio plurimo in collegamento con un'impresa terroristica.  Lui si è attribuito la strage.  In un video di 40 secondi sequestrato a Nemmouche, il sospetto inquadra le armi in suo possesso e si sente la sua voce che dice: "Al museo ebraico la telecamera non ha funzionato". Ma lui, però, continua a mantenere il silenzio, ha riferito il procuratore di Parigi, Francois Molins. 
L'uomo è dunquw l'autore della strage del 24 maggio, quando quattro persone furono uccise nel Museo ebraico di Bruxelles. Il francese ha 29 anni ed è originario di Roubaix, nel nord. E' stato arrestato alla stazione ferroviaria marsigliese di Saint-Charles dai servizi doganali, che l'hanno trovato su un pullman proveniente da Amsterdam e Bruxelles. Aveva in valigia un fucile kalashnikov e una pistola con munizioni dello stesso tipo di quelli usati nella strage.
L’autobus era stato ispezionato dai doganieri per un controllo antidroghe . Nel bagaglio del giovane poi arrestato, sono stati trovati il kalashnikov , la pistola e munizioni del tipo utilizzato nella capitale belga 
 Tra i suoi vestiti , ce n’era anche uno simile a quella indossato dal tiratore del Museo Ebraico, filmato dalle telecamere di sicurezza. Fra le iscrizioni trovate sul telo che avvolgeva il kalashnikov sequestrato a Nemmouche, quella di "Stato islamico in Iraq e nel Levante", un gruppo jihadista attivo soprattutto in Siria, dove il sospetto ha soggiornato presso gruppi combattenti dalla fine del 2012 per oltre un anno "prima di far perdere le tracce".
Nemmouche Mehdi , che dice di essere senza fissa dimora , è in carcere con l'accusa di omicidio e tentato omicidio in relazione con un'impresa terroristica . Durante le prime 24 ore , è rimasto in silenzio . La detenzione , iniziata venerdì a mezzogiorno , può durare 96 ore , vale a dire fino a martedì o 144 ore fino a giovedi , se gli investigatori invocheranno una minaccia terroristica imminente. L’uomo era anche conosciuto per atti di microcriminalità . Fu imprigionato 2007-2012 a Grasse e Salon de Provence per rapina aggravata: complessivamente era stato in carcere 5 volte. François Hollande si è congratulato con la polizia
L'uccisione del Museo Ebraico di Bruxelles ha causato tre morti sabato 24 maggio , una coppia israeliana, un volontario francese . Un impiegato belga è ancora in coma . Dopo la sparatoria , che ha suscitato grande emozione al di là Belgio , le autorità  avevano fatto appello al popolo per trovare l'attentatore . Le sinagoghe era state mese in sicurezza assieme alle  scuole ebraiche e ai centri culturali ebraici del paese, ma questi luoghi hanno continuato a funzionare . Il museo riapre martedì.

lunedì 26 maggio 2014

Torniamo alla solita Italia: arrestato per peculato l'ex ministro Clini

Cortrado Clini
FERRARA - L'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini è stato arrestato dalla Guardia di finanza. Nei suoi confronti, e di un imprenditore, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il reato ipotizzato è peculato. L'inchiesta è relativa a un finanziamento per il risanamento delle acque in Iraq: secondo l'accusa, Clini avrebbe distratto 3,4 milioni, dei 54 di un finanziamento destinato dal Ministero a un progetto volto alla protezione e preservazione dell'ambiente e delle risorse idriche del bacino del Tigri e dell'Eufrate in Iraq. 
Oltre all'ex responsabile del ministero, agli arresti domiciliari è finito un ingegnere del Padovano, socio dello studio che ha curato il progetto di bonifica.

domenica 10 novembre 2013

Gallarate: rubava i soldi delle bollette del gas. Preso a Roma mentre sotterrava il tesoro in un parco


ROMA - Il Parco di Tor Tre Teste
GALLARATE - In circa un anno aveva rubato più di 700mila euro dalla cassa dell'azienda pubblica di gas e acqua per la quale lavorava a Gallarate, nel Varesotto, sottraendoli dai pagamenti delle bollette degli utenti. Poi l'uomo, un cassiere 34enne, è partito per Roma, e nella Capitale ha tentato di sotterrare il bottino, chiuso in una valigia, in un parco: qui è stato stato scoperto dai carabinieri e arrestato. L'uomo, ricercato dalla Procura e dai carabinieri di Busto Arsizio e destinatario di un provvedimento di fermo per peculato, era arrivato giorni fa nella Capitale, ma in precedenza aveva cambiato parte del bottino, forse in Svizzera: nella valigia sono stati trovati 29 chili di lingotti d'argento (del valore di 20mila euro), oltre a 724mila euro in contanti in banconote di vario taglio.
I carabinieri, però, controllavano le mosse del cassiere da qualche giorno. E quando ai militari è arrivata la segnalazione di movimenti sospetti nel Parco di Tor Tre Teste, alla periferia est della città, i carabinieri sono intervenuti, trovando il 34enne accanto a una buca appena scavata, con la valigia accanto a sé. Nell'auto dell'uomo, parcheggiata poco distante, sono stati trovati altri 3.000 euro in contanti, un Pc, un hard disk, un libretto di assegni e vari documenti.
Il cassiere, celibe e incensurato, è stato portato in carcere: è accusato di essersi appropriato di ingenti somme derivanti dal pagamento delle bollette dell'azienda del Comune di Gallarate nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 luglio 2013.

venerdì 18 ottobre 2013

L’amico di famiglia stuprava la figlia 13enne. Arrestato nel Milanese

MILANO - Un 47enne è stato arrestato dalla polizia nel Milanese con l'accusa di violenza sessuale pluriaggravata nei confronti di una 13enne figlia di amici. Le indagini degli agenti della squadra Mobile sono cominciate due mesi fa dopo alcune segnalazioni, poiché le voci che riguardavano il 47enne si erano fatte insistenti. L'uomo ha negato di aver usato violenza; secondo quanto emerso dalle indagini, invece, gli abusi proseguivano da un anno

L'arrestato è accusato, in particolare, di atti sessuali con una ragazzina di età inferiore ai 14 anni, anche se sembra che tra l'uomo e la ragazza vi fosse una relazione che andava avanti da mesi. Gli agenti hanno ricostruito la vicenda anche grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali. L'ordinanza è stata emessa dal gip Vincenzo Tutinelli su richiesta del pm Cristian Barilli.

giovedì 12 settembre 2013

Grottaferrata: arrestato, minacciava di sfregiare la ex con l’acido

ROMA - La relazione finisce e lui comincia a perseguitarla: oltre a minacce telefoniche, lascia sotto casa o fuori del posto di lavoro bottiglie di acido muriatico unite alle foto della donna con il volto imbrattato da un pennarello e bottiglie di benzina con frasi minatorie formate con ritagli di giornali. Una serie di episodi durati oltre due mesi e che la donna, una 50enne di Grottaferrata, ha denunciato ai carabinieri.
  Le telecamere di videosorveglianza installate dopo le denunce hanno ripreso il persecutore mentre depositava una bottiglia di plastica identica a quelle rinvenute in precedenza: la vittima ha riconosciuto in quelle immagini il suo ex compagno, un 62enne originario della provincia di Roma.
  Dalla perquisizione effettuata nell'abitazione dell'uomo, i carabinieri di Grottaferrata hanno trovato bottiglie, acido e liquido infiammabile uguali a quelli utilizzati per le minacce.

  L'uomo, residente nella stessa città della vittima, e' stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Velletri, a disposizione dell'Autorita' Giudiziaria.

domenica 8 settembre 2013

Lodi: fermato il presunto omicida della ragazza strangolata, una romena di 18 anni. E’ italiano

Il luogo del ritrovamento del cadavere
LODI -  Probabile svolta nel giallo del cadavere di una donna completamente nuda, una romena di 18 anni, trovato nelle campagne di San Martino in Strada, nel Lodigiano. La polizia ha fermato il presunto omicida: è un italiano di 41 anni. La 18enne sarebbe morta per strangolamento: aveva due fascette autobloccanti da elettricista strette attorno al collo. Si ipotizza che sia stata uccisa in un altro posto e poi abbandonata senza alcun indumento addosso sul luogo del ritrovamento.
La zona del ritrovamento, appena fuori Lodi, è isolata: una strada piccola su cui si affacciano capannoni industriali, che finisce per collegarsi al piazzale di un centro commerciale. Sopra un paio di ditte ci sono degli appartamenti, ma per il resto si tratta di campagna. 

domenica 26 maggio 2013

Cosenza : a 17 anni uccide per gelosia la fidanzatina di 16 e le dà fuoco. Arrestato

Fabiana Luzzi
CORIGLIANO CALABRO (Cosenza) - E' stato fermato dai carabinieri nella notte fra sabato e domenica per omicidio volontario un ragazzo di 17 anni di Corigliano Calabro (Cosenza) che ha confessato di aver ucciso a coltellate la fidanzata, Fabiana Luzzi che avrebbe compiuto 16 anni a luglio, durante una lite e di aver poi bruciato il cadavere.
Il delitto è avvenuto venerdì. Lo stesso giorno il ragazzo si è presentato in ospedale per farsi medicare ustioni al volto. Contemporaneamente i genitori della fidanzata hanno presentato denuncia di scomparsa, non avendola vista tornare dall'istituto per ragionieri che frequentava. I carabinieri si sono insospettiti e hanno cominciato a torchiare il ragazzo, incensurato e di buona famiglia, ma conosciuto come un bullo. Anche la sua fidanzata apparteneva ad una famiglia normale: l'anno scorso tuttavia si era allontanata da casa ed era stata ritrovata da amici a Bologna. La relazione fra i due è stata definita turbolenta.
 Il ragazzo, dopo il lungo interrogatorio,  nella serata di ieri ha fornito indicazioni per il ritrovamento del cadavere. Il giovane avrebbe detto al pm della Procura di Rossano, Maria Vallefuoco, che lo ha interrogato, di avere accoltellato la fidanzatina al termine di una lite nata per il rapporto travagliato che esisteva tra loro. Un rapporto ripreso da poco e caratterizzato da gelosie reciproche.
Dopo averla accoltellata, avrebbe detto il giovane, studente in un istituto diverso da quello della vittima, ha dato fuoco al corpo della ragazzina. Sul corpo della sedicenne sono state trovate ferite d'arma da taglio. Il coltello usato per l'omicidio non è stato trovato.

La scomparsa di Fabiana risale a venerdì, all'uscita di scuola, poi il ritrovamento del  cadavere nella serata di sabato nelle campagne di Corigliano Calabro. Il suo corpo è stato rinvenuto carbonizzato, su indicazione del fidanzato. 

lunedì 13 maggio 2013

Caserta: geloso, prende a calci la convivente ventenne e la riduce in fin di vita


CASERTA - Prende a calci la giovanissima convivente, Rosaria Aprea, di 20 anni, mandandola in ospedale dove ora versa in pericolo di vita. E' successo la scorsa notte nel Casertano. La donna è stata operata per l'asportazione della milza. L'aggressore, che più volte l'aveva picchiata, è stato fermato dalla Squadra mobile della Questura di Caserta: si tratta di Antonio Caliendo di 27 anni.
A causa della forte gelosia, i problemi tra la coppia si erano verificati già dall'inizio della relazione. Nel 2011, mentre Rosaria partecipava a un concorso di bellezza a Pesaro, fu raggiunta dal convivente il quale la picchiò selvaggiamente tanto che la giovane fu costretta a ricorrere alla cure mediche nel locale ospedale civile.
Antonio Caliendo è inoltre già noto alle forze dell'ordine: ha precedenti per lesioni personali, ingiuria, violenza privata e violazione di domicilio. Secondo quanto si è appreso, era solito arrabbiarsi con estrema facilità e per motivi futili con la giovane. Ogni pretesto era buono per picchiarla. Più volte la madre della giovane aveva cercato di convincere la figlia a lasciarlo.
Rosaria Aprea è in prognosi riservata al Trauma Center dell'ospedale civile di Caserta. La ragazza ha subito nella notte l'asportazione della milza, fortemente compromessa dalle percosse, mentre questa mattina i chirurghi sono dovuti nuovamente intervenire per bloccare un'emorragia surrenalica prodotta sempre dai violenti calci. Ci vorranno almeno 24 ore per sciogliere ogni riserva sulle condizioni di salute della giovane, madre di un bimbo piccolo avuto con Caliendo.

domenica 12 maggio 2013

California: a 12 anni uccide la sorellina di 8 a coltellate. E non confessa per un mese



VALLEY SPRIGS - Leila, la bambina uccisa dal fratello
VALLEY SPRINGS (Califonia) - Le autorità hanno arrestato un dodicenne fratello di una bambina che era stata misteriosamente accoltellato nella sua casa in una comunità rurale del Nord della California, Valley Springs,  il mese scorso. Il ragazzo verrà accusato di omicidio, ha detto Gary Kuntz, sceriffo di  Calaveras County.
Il 27 aprile l’uccisione di Leila Fowler aveva scosso la comunità di Valley Spirng, composta di circa 7.400 persone e scatenato una massiccia caccia all'uomo.
Il ragazzo aveva detto la polizia di aver trovato il corpo di sua sorella e di aver visto un intruso in casa mentre i genitori erano ad assistere a una partita di football. Aveva raccontato che l'uomo era alto, con lunghi capelli grigi.
La polizia aveva subtio accertato che non c'era alcun segno di un furto con scasso o rapina nella casa. Gli investigatori avevano battuto inutilmente tutta la zona e poi  sequestrato alcuni coltelli da casa dove  Leila abitava con il padre, la matrigna e i fratelli per determinare se si sarebbe potuta infliggere le ferite mortali o se qualcun altro in famiglia lo avesse fatto. Il fratello di Leila è stato preso in custodia alle 17:10 di sabato (ore 3.10 di stamani in Italia) e la polizia in tutta fretta ha convocato una conferenza stampa per annunciare l'arresto.
"I cittadini di Calaveras County, possono dormire un po 'meglio questa sera", ha detto Kuntz.
Le autorità hanno speso oltre 2.000 ore di indagini "per dare risposte famiglia di Leila Fowler alla sua morte", ha detto lo sceriffo. Ha poi rifiutato di fornire ulteriori dettagli.
Diversi giorni dopo l'uccisione, centinaia di persone si erano riunite nella  scuola elementare dove Leila era frequentava la terza elementare. Sua madre, Krystal Walters, in lacrime aveva ringraziato il pubblico per il sostegno. Non sapeva quale ulteriore tragedia stava abbattendosi sulla sua famiglia.
Trattandosi di un minore che non ha ancora raggiunto l'età minima, secondo le leggi della California, per essere processato, è probabile il suo rilascio mentre si cerca ancora di capire il movente.