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mercoledì 27 agosto 2014

Il folle killer dell’Eur ha colpito la vittima con 40 coltellate e voleva farla a pezzi

Oksana Martseniuk
ROMA - Federico Leonelli voleva fare a pezzi il corpo della sua vittima e disfarsene. La conferma arriva dall'autopsia di Oksana Martseniuk, effettuata al policlinico Tor Vergata, da cui emerge che la donna è stata decapitata dopo la morte. Secondo quanto si è appreso, il killer aveva già pronti dei bustoni dell'immondizia per nascondere il cadavere.
La 38enne ucraina è stata raggiunta da oltre 40 coltellate, tra cui alcune anche al volto . Per i medici il quadro lesivo sarebbe "impressionante".

Leonelli è morto dopo essere stato colpito da più di un colpo di pistola al torace. E' quanto emerge dall'autopsia svoltasi all'istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata. Domani sarà effettuato l'esame autoptico sul corpo della donna.
'Abbiamo sparato quando si è lanciato contro di noi, col coltello in pugno. Ci voleva un attimo a raggiungerci. Nessuno di noi due aveva mai fatto fuoco prima d'ora, se non al poligono in allenamento. Michele è anche tiratore sportivo e chiedergli perché mai non abbia mirato alle gambe è superfluo: a due metri di distanza, con la paura di essere uccisi e l'adrenalina a mille non si mira: si spara al bersaglio grosso e basta. Per salvarsi o per salvare altre vite''. Così, in un'intervista a Repubblica, Danilo e Michele, i due poliziotti che hanno fatto fuoco contro Federico Lionelli, l'uomo che ha decapitato la colf in una villetta romana. ''Era in piedi, nel buio, e rantolava. La donna era già morta ma lui imitava i suoi gemiti. Aveva un coltellaccio in mano, i capelli lunghi, un paio di occhiali protettivi sul viso. Faceva paura, alto quasi due metri, robusto, lordo di sangue. Il nostro primo pensiero è stato per il pompiere che, in quel momento, stava forzando la porta. Era chiarissimo che Leonelli si preparava a uccidere chiunque fosse entrato in quella stanza'', raccontano i due poliziotti. Quando la porta si è aperta ''abbiamo urlato al pompiere: via, via, scappa. L'uomo si è avventato contro il pompiere e ha cercato di pugnalarlo. Poi, fulmineamente, è uscito in giardino. C'erano altri vigili, medici, barellieri. Abbiamo gridato a tutti di allontanarsi. Lui si è messo di spalle a un'auto parcheggiata poco distante'', proseguono i poliziotti. ''Urlava: andate via, lasciatemi andare. Siamo avanzati con le armi in pugno fino a quando non c'era nessuno sulla linea di tiro. Abbiamo gridato: butta il coltello, butta il coltello. Un nostro collega si è avvicinato di lato e l'ha colpito col manganello, tentando di disarmarlo. Lui non ha neanche avvertito i colpi''.
Laura, sorella di Leonelli, rivolge a "tutte le persone coinvolte nelle circostanze della morte" del fratello "dove avessero sbagliato, i sensi del mio perdono e della mia famiglia. Possa Dio aiutarci tutti". La donna ha detto di provare "sconcerto, imbarazzo e pena" per il fratello. "L'unico sostegno, in questo tragico momento - ha aggiunto Laura Leonelli - è per me la misericordia di Dio Padre, alla quale affido umilmente mio fratello, la sua povera vittima, i suoi familiari e tutte le persone coinvolte nelle circostanze della morte stessa di Federico".

lunedì 25 agosto 2014

ROMA: il folle killer della bambinaia ucraina ucciso mentre tentava la fuga

ROMA - La donna decapitata nella villetta di via Birmania,zona chic dell’Eur da un uomo poi ucciso dalla polizia  si chiamava Oksana Martseniuk, ucraina di 38 anni, che lavorava come bambinaia nella casa.
Il killer, Federico Leonelli, 35 anni, era vestito come una sorta di personaggio horror:  sul volto una maschera da giardiniere e gli occhiali da sole. L'omicidio è avvenuto nella tavernetta dell'abitazione di VIa Birmania. L'assassino sarebbe figlio di un alto funzionario delle forze armate.  All'arrivo degli agenti in terra c'era una lunga scia di sangue, probabilmente il corpo della donna era stato trascinato.
«Per favore lasciami, ti prego non uccidermi». Dall’altra parte della porta della villetta di via Birmania 86 all’Eur c’è Federico Leonelli. 

Tiene per i capelli Oksana Martseniuk, la bambinaia ucraina di casa Ciallella. Era stata lei a intuire la sera prima che c’era qualcosa di strano in quel ragazzo col quale condivideva la villetta. Si era spaventata a tal punto da decidere di scrivere un sms a Giovanni Ciallella, il padrone di casa, raccontando che Leonelli le faceva paura, perché maneggiava «grandi coltelli» e sembrava «fuori di testa».

Un timore che il proprietario aveva girato a Leonelli, chiedendo spiegazioni. I sospetti della domestica rivelati al proprietario di casa, potrebbero aver ispirato la follia omicida. È una delle ipotesi, assieme a quella del tentativo di stupro, su cui stanno lavorando il procuratore Pierfilippo Laviani e il pm Luigi Fede, assieme alla polizia. Certo è, che quando i primi poliziotti sono arrivati alla villetta allertati dai vicini che sentivano la donna chiedere aiuto, la domestica probabilmente era già morta.

Leonelli è stato raggiunto dai proiettili degli agenti quando si trovava a bordo della propria auto, forse dopo un disperato tentativo di fuga. Secondo una prima ricostruzione l'assassino, dopo che i Vigili del Fuoco erano riusciti ad aprire la porta della tavernetta dove si trovava assieme al cadavere della donna, ha tentato di aggredirli brandendo l'arma con cui poco prima aveva ucciso la sua vittima.
Leonelli sarebbe quindi riuscito ad uscire dalla villetta armato e minacciando chiunque si avvicinasse è riuscito a raggiungere la sua auto nel vialetto della villa salendoci a bordo. L'uomo ha forse tentato di darsi alla fuga ma gli agenti a quel punto sono intervenuti sparando contro l' auto. Le Forze dell'Ordine hanno quindi allertato il 118 ma l' uomo è morto per le gravi ferite. Si indaga sui rapporti tra l'uomo e la vittima. Tra le ipotesi c'è quella che la donna avesse cercato di sottrarsi a un tentativo di violenza sessuale del killer. Per ora gli investigatori escludono che ci fosse una relazione tra i due.

Non si dà pace la sorella dell'assassino: "Ad di là di quanto accaduto - chiede - perché mio fratello è stato ucciso? Perché hanno mirato al cuore? Loro avevano una pistola e lui un coltello. Mi diano una risposta".

venerdì 3 maggio 2013

Roma: egiziano picchiato e ucciso per strada


ROMA - Un egiziano di 49 anni è morto dopo essere stato aggredito nella notte all'Eur, quartiere a sud di Roma. Secondo alcuni testimoni, gli aggressori sarebbero due romeni, che poi hanno fatto perdere le loro tracce. La vittima è morta poco dopo essere stata soccorsa e trasportata all'ospedale Sant'Eugenio. Indaga la Squadra Mobile.

sabato 29 dicembre 2012

Roma: donna partorisce bimbo in un Mc Donald’s e lo getta nel water. Salvato, lei fugge


ROMA - Una donna ha partorito nel bagno di un McDonald’s a Roma, in zona Eur, e ha gettato il bambino nel water per poi fuggire. Il piccolo è stato scoperto da due ragazze che hanno chiamato la polizia. Il bambino è stato immediatamente preso in cura dai medici del 118. La polizia ha trovato una pozza di sangue davanti una fermata dell’autobus. La squadra mobile sta cercando una giovane, bruna, forse dell’Est Europa.
“Abbiamo visto il piccolo che affiorava dal water” ha raccontato una delle ragazze “e lo abbiamo preso in braccio: piangeva”. La polizia si sta avvalendo delle telecamere a circuito chiuso del locale per cercare la giovane bruna che è stata registrata dalle telecamere del locale e che, si pensa, possa essere la madre.