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sabato 10 gennaio 2015

Tra il 2008 e il 2013 la SPESIA MEDIA annuale degli italiani ridotta di oltre 1500 euro



ROMA, 10 gennaio - Tra il 2008 ed il 2013 la spesa media annuale delle famiglie italiane si è ridotta di oltre 1.500 euro. E' quanto risulta da una elaborazione dell'Unione nazionale dei consumatori dell'indagine Istat contenuta nell'Annuario statistico italiano. La cifra praticamente raddoppia con 2.988 euro di spesa in meno da inizio crisi per una famiglia tipo composta da due genitori con due figli piccoli. I tagli maggiori nell'abbigliamento e la salute mentre sono aumentate le spese per l'istruzione.

lunedì 4 agosto 2014

LIBIA, la maggior parte degli italiani è già rientrata


ROMA - "Una gran parte di cittadini italiani in Libia è già rientrata nelle scorse settimane. Altri partiranno martedì e giovedì con due C130". Il ministro degli Esteri Federica Mogherini lo ha detto in un'audizione al Copasir su Medio Oriente e Libia. "Stiamo offrendo assistenza anche a tanti cittadini non libici e non italiani - ha aggiunto - che vedono nel nostro Paese un punto di riferimento. Ringrazio l'ambasciatore Giuseppe Buccino per il lavoro svolto".

lunedì 28 luglio 2014

LIBIA, trasferiti dalla Farnesina 100 italiani. Fuggono tutti gli stranieri


TRIPOLI - La Farnesina, per il tramite dell'ambasciata a Tripoli e in raccordo con l'Unità di Crisi, ha favorito negli ultimi giorni il trasferimento sotto protezione di oltre 100 italiani che avevano manifestato l'intenzione di lasciare il Paese. Lo rende noto un comunicato del Ministero degli Esteri. "Di fronte all'aggravarsi della crisi in Libia - sottolinea la nota - il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha disposto da giorni un piano di tutela dei connazionali nelle zone più a rischio".
Dal canto loto i governi di Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti hanno detto ai loro cittadini di lasciare la Libia dicendo che è troppo pericoloso per loro di rimanere. 
"La situazione è estremamente imprevedibile e incerto," ha detto  il ministero degli Esteri tedesco ha detto. "Perr i cittadini tedeschi sono aumentati  i rischi di rapimenti e attentati.""Dato il deterioramento della situazione della sicurezza, la Francia invita i suoi cittadini a lasciare la Libia" è la dichiarazione venutai dal ministero degli Esteri francese che ha invitato i concittadini francesi nel Paese, stimati in circa 100, a contattare l'ambasciata francese per aiuto partenza.
Le autorità olandesi hanno altresì lanciato un invito"urgente" ai loro cittadini rimasti nel paese a partire. Il ministero degli Esteri olandese lo ha scrittoi messaggi SMS ed in e-mail. Da parte loro, le ambasciate, olandesi e austriaci tedeschi stanno c hiudendo  temporaneamente per trasferirsi altrove, una volta che i cittadini se ne saranno andati. Già evacuate le ambasciate di Usa e Turchia.


lunedì 21 aprile 2014

La crisi: niente uovo di Pasqua per un italiano su 5


ROMA - Un italiano su cinque è stato costretto a rinunciare all'uovo di Pasqua. E' quanto emerge da una ricerca condotta da Federconsumatori e Adusbef, secondo cui è crollata del 21,5%, rispetto al 2013, la spesa delle famiglie per il simbolo per eccellenza delle festività pasquali e per le colombe. Per le associazioni dei consumatori "i dati sono molto negativi: la riduzione dei consumi a tavola ha registratouna caduta del 13,8%". I presidenti delle due associazioni lanciano un appello alle istituzioni: "Serve una politica economica radicalmente diversa dal passato per dare lavoro soprattutto ai giovani e bisogna facilitare e migliorare i percorsi turistici e di accoglienza in un Paese come il nostro che molto potrebbe dare in tal senso", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. 
Pochi italiani in viaggio - Federconsumatori e Adusbef rivedono in negativo il numero degli italiani che ha potuto permettersi, durante le vacanze pasquali, di lasciare le città: "Solamente il 7,5% delle famiglie si è mossa nel periodo di Pasqua e Pasquetta, pari a 1,8 milioni di famiglie, ossia 4 milioni e 600mila italiani. Sono dati clamorosi ma certamente prevedibili vista l'attuale situazione e su cui bisognerà intervenire", spiegano le due associazioni.

venerdì 7 febbraio 2014

Vendevano materiale elettrico cinese come tedesco: 18 italiani in carcere in Bolivia

LA PAZ - La conferenza stampa della polizia dopo gli arresti
LA PAZ -Diciotto cittadini italiani, insieme a due presunti complici boliviani, sono stati arrestati in Bolivia con l'accusa di aver organizzato una truffa nella vendita di materiale elettrico con marche falsificate. Lo ha annunciato la polizia. "Gli apparecchi elettrici, fabbricati in Cina, - ha spiegato un responsabile di un'unità speciale anticrimine - venivano spacciati per tedeschi".
Fernando Mercado, responsabile di una unità speciale anticrimine, ha detto che "queste persone vendevano artefatti elettrici, come pompe o motoseghe, che erano fabbricate in Cina ma alle quali cambiavano la marca e dicevano che erano tedesche, e questa era la loro truffa".
Secondo quanto trapelato da fonti giudiziarie, i detenuti saranno portati davanti a un magistrato locale venerdì con l'accusa di truffa aggravata e falsificazione di marche, in base all'interrogatorio al quale sono stati sottoposti dopo il loro arresto dal procuratore responsabile dell'inchiesta, Humberto Quispide. Le stesse fonti hanno aggiunto che gli italiani sono stati arrestati nella zona sud della capitale boliviana, dove esiste una forte concentrazione di negozi di ferramenta e materiale di costruzione e dove sarebbe stati venduti gli articoli contraffatti.

Mercado, da parte sua, ha precisato che l'inchiesta sulla truffa è partita dalle denunce presentate alla autorità da vari clienti che dopo aver effettuato l'acquisto degli apparecchi hanno scoperto che si trattava di prodotti di qualità chiaramente inferiore, venduti con marche false e a prezzi gonfiati. Il responsabile della polizia boliviana ha precisato che l'identità degli arrestati sarà resa nota solo al termine delle indagini sul caso, che sono ancora in corso.

sabato 1 febbraio 2014

Cibi scaduti, 6 italiani su 10 li mangiano


ROMA - Sei italiani su dieci (59%) hanno mangiato, nell'ultimo anno, cibi scaduti. Lo afferma la Coldiretti sulla base di un sondaggio online condotto dal sito dell'organizzazione. Il 34% degli interpellati ha portato in tavola alimenti fino a sette giorni dopo la data di scadenza; il 15 per cento addirittura oltre un mese. I più temerari, pari all'8%, sono andati persino oltre tale limite. Addirittura Coldiretti sottolinea che il 2% degli italiani non controlla mai la data di scadenza. In generale, consumare prodotti alimentari oltre la data di scadenza puo' esporre - sottolinea la Coldiretti - a rischi rilevanti per la salute o nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso le proprie caratteristiche di gusto o aroma,ma anche nutrizionali.
''Si tratta di una tendenza preoccupante che - secondo la Coldiretti - conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell'alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative''.
Gli acquisti di frutta e verdura nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con le famiglie che hanno messo nel carrello appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 chili in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8 per cento degli italiani non possono permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni.
Ad aumentare - dice l'organizzazione agricola - sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount, le uniche strutture di vendita a segnare un aumento nel corso del 2013 (+1,7 per cento) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9 per cento.

giovedì 26 dicembre 2013

Tragiche vacanze di Natale per coppia di veronesi a Kathmandu: trovati morti, forse asfissiati, nella loro stanza d'albergo


La piazza principale del quartiere di Lagan
KATHMANDU -Una coppia di turisti italiani residenti a Verona è stato trovata morta in una stanza di una guest house a Lagan, quartiere di Kathmandu, martedì sera. Lo scrive il sito del giornale nepalese myrepublica.com citando fonti di polizia. Luciano Trezza, 53, (passaporto-YA3382326) e Rita Melorio, 48 , (passaporto-YA2683729 erano arrivati nella Satkar Guest House lo scorso 11 dicembre e sono stati visti l'ultima volta dallo staff dell'albergo, dove occupavano la stanza n.10, 2 giorni fa. Dopo che gli ospiti non erano stati più notati e la loro camera risultava chiusa a chiave dall'interno, il titolare della guest house Dambar Narsingh Rajbhandari ha informato la polizia. I due italiani  sono stati trovati morti sul letto, ha detto la polizia che era entrata nella stanza rompendo la finestra dopo non non essere riuscita a sfondare la porta. La stanza era stata sigillata nelle prese d'aria dai due italiani, per difendersi dal freddo.
Ancora ignote le cause del decesso: le prime ipotesi parlano per asfissia o avvelenamento da gas. Nella loro stanza é stato trovato un fornelletto per cucinare.
I due  erano clienti abituali. La polizia ha trovato tre bombole di gas GPL in camera e  il gestore dell'hotelha riferito che per due volte avevano cucinato il cibo in stanza. La polizia ha anche trovato alcuni oggetti da cucina di loro appartenenza. Gli oggetti sono stati consegnati all'ufficio consolare italiano di Kathmandu.
I corpi sono stati inviati al TU Teaching Hospital per l'autopsia. Una volta che le famiglie dei due raggiungeranno Kathmandu, le autopsie saranno effettuate.
Trezza e Melorio convivevano da una ventina d'anni ed erano appassionati di viaggi verso l'Asia, come dimostrano i numerosi visti sul loro passaporto di Thailandia, India ed, appunto, Nepal. La coppia abitava in un condominio a sei piani del quartiere residenziale di Borgo Roma, nella città veneta.

martedì 24 dicembre 2013

Storie di Natale2/ Forse si sblocca la situazione delle 24 famiglie italiane bloccate in Congo


KINSHASA (Repubblica democratica del Congo) - Potrebbe essere vicino a una svolta il caso delle 26 famiglie italiane bloccate in Congo perché le autorità non concedono i visti ai figli presi in adozione. Il primo ministro congolese, Matata Ponyo, ha rassicurato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, confermando la volontà delle autorità di Kinshasa di procedere "in tempi rapidi al riesame dei casi". Il 19 dicembre il governo locale ha sospeso le procedure di adozione.
L'Ambasciatore italiano a Kinshasa, Pio Mariani, ha confermato che le coppie italiane bloccate in Repubblica democratica del Congo da inizio novembre per adottare un bambino stanno rinnovando i visti. I visti avranno la durata di un altro mese, dopo di che i connazionali dovranno rientrare in Italia o saranno clandestini. L'ambasciatore Mariani "per il futuro" ha invitato gli enti adottivi a "effettuare una riflessione sulla situazione delle adozioni nel paese africano. 

Ora, per fortuna, la situazione per le 24 famiglie, potrebbe sbloccarsi.

giovedì 19 dicembre 2013

Gli italiani bloccati in Congo con i bimbi da adottare: la situazione si complica

KINSHASA - Rischia di complicarsi ulteriormente la vicenda delle 25 coppie italiane bloccate in Congo perché le autorità locali non concedono i visti ai loro bambini presi in adozione. Il governo di Kinshasa ha ribadito agli ambasciatori di Italia, Stati Uniti, Francia, Belgio, Canada e Regno Unito di voler sospendere per un anno tutte le procedure. I ministri Emma Bonino e Cecile Kyenge hanno assicurato massimo impegno per riportare gli italiani a casa.
Circa il rinnovo dei visti alle coppie italiane che attendono ancora di poter ripartire dalla Repubblica Democratica del Congo con i bambini da loro adottati, il ministro congolese ha affermato che alcuni sono già stati prorogati e per i rimanenti verrà fatta una valutazione caso per caso.
Ciononostante, si sottolinea alla Farnesina, continua il forte impegno del governo italiano e del ministro Kyenge che insieme all'ambasciatore italiano a Kinshasa, continueranno ad esercitare le opportune pressioni sulle autorità di Kinshasa per consentire alle famiglie italiane di tornare al più presto in Italia con i bambini adottati.

Intanto la Bonino ha convocato alla Farnesina l'ambasciatore della Repubblica Democratica del Congo, Albert Tshiseleka Felha, per esprimergli lo sconcerto del governo sul fatto che accordi verbali di novembre tra le autorità congolesi e la Kyenge sono stati del tutto disattesi e per un caso che resta "fortemente preoccupante".

mercoledì 18 dicembre 2013

La Farnesina "sgombera" gli italiani dal Sud Sudan



ROMA Dopo gli scontri degli ultimi giorni, nei quali hanno perso la vita almeno 500 persone, il governo italiano ha disposto l'evacuazione dei nostri concittadini presenti in Sud Sudan. Lo rende noto il titolare della Farnesina, Emma Bonino, nell'audizione alla Commissione congiunta Esteri-Difesa alla Camera: "Iniziata l'evacuazione dal Paese, dove sono presenti soprattutto operatori umanitari. Siamo pronti a fare lo stesso anche in Repubblica Centrafricana".

lunedì 16 dicembre 2013

Il 30% degli italiani è a rischio povertà

ROMA - La metà delle famiglie residenti in Italia ha, nel 2011, un reddito netto non superiore a 24.634 euro l'anno (circa 2.053 al mese). Lo rileva l’Istat precisando che nel Sud e nelle Isole il 50% delle famiglie percepisce meno di 20.129 euro (circa 1.677 euro mensili). Inoltre il 20% più ricco ottiene il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta l'8%. Dopo l'aumento tra il 2009 e il 2010, sono stabili sia la disuguaglianza misurata con l'indice di Gini sia la quota di reddito posseduta dal 20% più ricco e più povero.
Il 29,9% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale nel 2012. L'indicatore cresce di 1,7 punti rispetto al 2011 ed è di 5,1 punti percentuali più elevato rispetto a quello medio europeo (pari al 24,8%). Questo dato tiene conto della quota di popolazione che sperimenta almeno una tra le condizioni: rischio di povertà, severa deprivazione materiale o bassa intensità di lavoro, secondo la definizione della strategia Europa 2020. L'aumento è dovuto alla crescita delle persone in famiglie severamente deprivate (dall'11,2% al 14,5%), mentre sono stazionarie quelle a rischio di povertà (19,4%) dopo l'incremento osservato tra il 2010 e il 2011 e sono stabili, dal 2010, pure quelle con bassa intensità lavorativa (10,3%).

Aumentano le persone in grave disagio economico: nel 2012 sono il 14,5% dei residenti in Italia, 3,3 punti in più rispetto al 2011. E' quanto osserva l'Istat che registra una diffusione della ''severa deprivazione'' superiore alla media europea (9,9%). Aumentano gli individui che non si possono permettere una settimana di ferie (dal 46,7% al 50,8%), di riscaldare adeguatamente casa (dal 18,0% al 21,2%), sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 38,6% al 42,5%) o un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4% al 16,8%).

venerdì 6 dicembre 2013

Italiani in preda all'incertezza, dice il Censis

ROMA - L'incertezza ha preso il sopravvento non solo sull'ottimismo ma anche sul pessimismo e una larga parte degli italiani scopre "un'intima fragilita'". E la fotografia del paese scattata dal Censis, secondo cui la quota di incerti verso il futuro e' passata dal 13% del 2010 al 33%. Il 47esimo Rapporto sulla societa' italiana, rileva come l'incertezza assuma poi la forma della preoccupazione: la pressione fiscale e le spese non derogabili comportano uno stato di tensione continua. Il 52% delle famiglie - scrive il Censis - sente di avere difficolta' a preservare i propri risparmi e quasi il 50% sente di non riuscire a mantenere il proprio tenore di vita. Il 72,8% si sentirebbe in difficolta' se dovesse affrontare spese impreviste di una certa portata, come quelle mediche (oppure riparazioni per la casa o per l'auto), il 24,3% ha difficoltà a pagare tasse e tributi e quasi il 23% ha difficolta' a rispettare le scadenze delle bollette. 
SPESE FAMIGLIE INDIETRO DI 10 ANNI, "PAESE SMARRITO" Nel 2013 le spese delle famiglie sono tornate indietro di oltre 10 anni, mette in evidenza il Censis, sostenendo che questo sia l'anno culmine di un lungo trend di decrescita che parla di un "Paese smarrito" e i consumi descrivono "un Paese sotto sforzo o, meglio, profondamente fiaccato da una crisi persistente". Le spese per prodotti alimentari sono scese del 6,7% dai primi anni 2000, quelle per abbigliamento e calzautire del 15%, per arredamento e manutenzione casa dell'8%, per i trasporti del 19%. Viceversa sono cresciute le spese per utenze domestiche e manutenzione casa (+6,3%) e quelle medico-sanitarie (+19%).
  Nell'ultima parte del 2013 ben il 69% di un campione di 1.200 famiglie ha indicato una riduzione e un peggioramento della capacita' di spesa nel corso dell'anno, mentre appena il 2% ha indicato un miglioramento. 
50% FAMIGLIE RIDURRA' SPESE, 76% A CACCIA DI PROMOZIONI Le famiglie italiane hanno rivisto i consumi e quasi il 50% prevede di contenere nei prossimi mesi le spese familiari.

Secondo il Censis il 76% da' la caccia alle promozioni, il 63% scegli gli alimenti in base al prezzo piu' conveniente, il 62% ha aumentato gli acquisti di prodotti di marca commerciale, il 68% ha diminuito le spese per cinema e svago, il 53% ha ridotto gli spostamenti con auto e scooter per risparmiare benzina, il 45% ha rinunciato al ristorante. Il Censis sottolinea poi che 1,2 milioni di famiglie non sono riuscite a coprire le spese con il proprio reddito e hanno fatto ricorso a prestiti di amici. Come in passato, e' intervenuta la messa in sicurezza delle reti familiari: sono poco meno di 8 milioni le famiglie che hanno ricevuto dai parenti una forma di aiuto nell'ultimo anno.

sabato 23 novembre 2013

Natale: per il 69% degli italiani sarà ancora "dimesso"

ROMA - Quello che sta per arrivare sarà ancora un Natale di crisi e di recessione. Quasi 9 italiani su 10, però, non rinunceranno ai regali: è quanto emerge da una ricerca di Confcommercio. Secondo lo studio, il 69% degli intervistati pensa che festeggerà in modo dimesso (l'anno scorso era il 66,4%), ma l'85,8% farà comunque qualche dono (era l'86,3 nel 2012). E' consistente anche la quota di chi si sente più povero dell'anno scorso: il 47%.

martedì 12 novembre 2013

Filippine, contattati 3 italiani dispersi. Sempre più pesante l’emergenza

MANILA - Le autorità italiane sono riuscite a contattare tre dei 12 italiani che mancavano all'appello nelle Filippine dopo il passaggio del tifone Haiyan. Lo ha detto oggi il viceministro degli Esteri Marta Dassù nel corso di un'intervista a Radio anch'io. "Siamo riusciti a contattare tre persone, stanno bene e questo è un dato positivo", ha commentato il viceministro.
Dopo lo choc davanti a tale devastazione, a Tacloban e in altre città filippine distrutte dal tifone Haiyan si fa sempre più pressante l'emergenza umanitaria per centinaia di migliaia di sopravvissuti tuttora in condizioni disperate. Mentre soccorritori e aiuti iniziano finalmente ad arrivare in massa, la conta dei cadaveri individuati si avvicina a quota 2 mila.
Ma solo a Tacloban, ha detto il responsabile delle operazioni delle Nazioni Unite Valerie Amos, i morti sarebbero oltre 10 mila. Nell'area molti superstiti che hanno perso tutto sono esasperati da quattro giorni senz'acqua, cibo, elettricità e vestiti. Con 4 milioni di bambini coinvolti dal passaggio del tifone, i dispersi sono migliaia, e il bilancio è chiaramente destinato ad aggravarsi col passare delle ore, man mano che verranno raggiunte altre aree costiere in particolare nelle isole di Samar e Leyte, travolte da Haiyan alla sua massima forza e soprattutto devastate dall'onda di piena simile a quella di uno tsunami.
Intanto le abbondanti piogge cadute in queste ore in seguito al passaggio di una nuova tempesta tropicale complicano ancor più le operazioni delle squadre della Protezione civile. Manila ha sinora stanziato 18,7 miliardi di pesos (circa 430 milioni di dollari) per la ricostruzione, mentre la comunità internazionale si è attivata in una gara di solidarietà per portare aiuti alla popolazione. 

Secondo il governo filippino le devastazioni causate da Yolanda, abbattutasi sul Paese l'8 novembre scorso, rischiano di mettere in ginocchio l'economia nazionale. Secondo le prime stime gli sfollati sono 660mila e i danni sono valutati dai 12 ai 15 miliardi di dollari, circa il 5% dell'intera economia delle Filippine. Per gli analisti sarebbe "una catastrofe" per un'economia emergente e che si stava affacciandosi proprio in quest'ultimo periodo con una particolare forza sul panorama internazionale. Il Prodotto interno lordo (Pil) delle aree investite dal passaggio del tifone potrebbe calare "fino al 10%" il prossimo anno; esse producono ricchezza e benessere per un volume pari al 12,5% del totale nazionale. 

lunedì 11 novembre 2013

Filippine, una dozzina di italiani mancano all’appello dopo il supertifone

MANILA - Sono una dozzina gli italiani presenti nelle Filippine dei quali non si hanno più notizie dopo il passaggio del tifone Haiyan. "Le persone che ci sono state segnalate o di cui ci sono state richieste notizie e che non siamo ancora riusciti a contattare sono poche unità, forse una dozzina", ha spiegato l'ambasciatore italiano a Manila, Massimo Roscigno. "Speriamo che si tratti solo di un problema di comunicazione", ha aggiunto.
Intanto è sempre più difficile la situazione dei sopravvissuti al tifone Haiyan che ha devastato le Filippine centrali, con un bilancio di vittime stimato in 10mila persone. A migliaia vagano alla disperata ricerca di cibo, acqua e medicine a fronte di soccorsi che rischiano di essere insufficienti.
Il presidente Benigno Aquino III ha dichiarato lo stato di calamità nazionale qusta sera a causa della devastazione. In un discorso trasmesso in diretta dalla televisione nazionale, il presidente ha detto di aver dichiarato lo stato di calamità, al fine di accelerare i soccorsi.
Aquino ha anche detto che 22 Paesi hanno fornito o si sono impegnati a fornire aiuto e sostegno per le operazioni di soccorso nelle aree devastate. Essi comprendono Australia, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Indonesia, Israele, Giappone, Malesia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Russia, Singapore, Spagna, Svezia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e gli Stati Uniti d'America.

Yolanda ha raso al suolo le varie province nella regione di Visayas lasciando una vasta area di distruzione. Diverse città nella Eastern Samar e nella provincia di  Leyte devono ancora essere raggiunte dal personale di soccorso. Molti residenti nei comuni colpiti hanno fatto ricorso al saccheggio per ottenere cibo e altri rifornimenti vitali.

lunedì 14 ottobre 2013

Bomba contro convoglio militare italiano in Afghanistan, nessun ferito

KABUL - Un ordigno é esploso oggi al passaggio di un convoglio di militari italiani in Afghanistan: solo danni al mezzo, nessun ferito. Lo riferiscono fonti del Comando del Contingente

mercoledì 21 agosto 2013

Rodi: violenta rissa al bar tra italiani e greci. Isolano accoltellato è grave, italiano arrestato



RODI - Violenta rissa all’alba di oggi in un bar di Kiotari nell’isola greca di Rodi, tra  turisti italiani e due giovani residenti della zona che hanno riportato lesioni gravi per gli ultimi due.Entrambi i greci sono di età compresa tra 20-21 anni. Intorno alle 4 del mattino e per ragioni sconosciute c’è stato lo scontro tra un gruppo di cinque italiani e i due isolani. Uno degli italiani ha afferrato un coltello eha colpito i greci. Secondo quanto riferito, la condizione di un ferito è giudicata  particolarmente critica e medici stanno lottando per tenerlo in vita. Gli agenti della polizia di Gennadiou e di Lindos hanno catturato il feritore: sono stati fermati anche gli altri italiani. Le indagini sono in corso.

venerdì 5 aprile 2013

In Corea del Nord, che invita le ambasciate a rimpatriare gli staff, ci sono solo 10 italiani



SEUL - Al momento in Corea del Nord si trovano meno di una decina di italiani. Vi e' un ufficio di cooperazione che e' operativo da una decina di anni, che non e' una missione diplomatica e dove lavora un solo cittadino italiano come esperto di cooperazione, mentre pochi altri italiani , "meno di una decina" lavorano per agenzie internazionali di cooperazione. Lo hanno detto all'Adnkronos fonti dell'ambasciata italiana a Seul, interpellate dopo che il governo nordcoreano ha avvisato oggi le ambasciate presenti a Pyongyang di non poterne garantire la sicurezza in caso di conflitto dopo il 10 aprile.
A far crescere la tensione, infatti,  c'è  la decisione del regime nordcoreano che ha chiesto a tutte le ambasciate straniere a Pyongyang di iniziare a organizzare il rimpatrio dello staff. Lo ha precisato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov a Tashkent per una riunione dei paesi della Comunita' degli stati indipendenti. ''La proposta e' stata fatta a tutte le ambasciate a Pyongyang e ora noi stiamo cercando di capire meglio la situazione'', ha aggiunto il capo della diplomazia di Mosca precisando che la Russia lavora ''a stretto contatto'' con i partner cinesi e con le controparti di Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone nello sforzo di capire l'annuncio inatteso delle autorita' nordcoreane.
Il Foreign Office britannico poco dopo ha confermato che la propria ambasciata a Pyongyang ha ricevuto un messaggio dal governo nordcoreano che afferma che non puo' garantire la sicurezza delle sedi diplomatiche in caso di conflitto dopo il 10 aprile."Ma non ci e' stato richiesto di evacuare le sedi diplomatiche - ha poi aggiunto - non abbiamo piani immediati di evacuazione ed incoraggiamo la Corea del Nord a dialogare con la comunita' internazionale e comportarsi con senso di responsabilita'".


giovedì 4 aprile 2013

Parigi, i conti all’estero: coinvolti anche 200 italiani. Uno “scandalo planetario”

PARIGI - Le rivelazioni sui conti esteri di alcuni politici francesi, che la stampa transalpina ha già ribattezzato "Offshoreleaks", rischia di travolgere anche l'Italia. Fonti giornalistiche di Parigi definiscono infatti l'affare "uno scandalo fiscale planetario", che coinvolge personaggi di vertice in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. E' "L'Espresso" a fare i primi nomi dei nostri connazionali (sarebbero 200 in tutto) coinvolti nella vicenda. Il settimanale rivela che il titolare di un trust alle Cook Islands sarebbe Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio di Tremonti. Risulterebbe poi che una società offshore con base alle Vergini avrebbe come beneficiario Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom, condannato per spionaggio illegale.  Ci sarebbe poi un sistema finanziario legato a tre famiglie lombarde di imprenditori e gioiellieri, in cui la protagonista sarebbe Silvana Inzadi in Carimati di Carimate, che avrebbe dato vita a una struttura di trust alle Cook. In prima fila nell'affare figurano i Pederzani, titolari dellagioielleria di via Montenapoleone a Milano. A loro si aggiunge Maria Cristina Agusta, che appartiene alla famiglia della nota società che produce elicotteri. Infine, coinvolta la famiglia di Dario e Pierre Luigi Camurati, con i figli Nicolò e Cristiana. E ancora, nell'inchiesta si parla di un trust che sarebbe diretto dai commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini,attivi nei più importanti gruppi italiani. 
 Oltre 100mila sono le persone coinvolte nel caso, di 170 diversi Paesi. Il database dell'inchiesta contiene informazioni su più di 120mila aziende e "pesa" 260 gigabyte, una quantità superiore di 162 volte alla massa di dati pubblicati da Wikileaks per il "Cablegate". Il consorzio investigativo che indaga sulla vicenda, l'International Consortium of Investigative Journalists (Icij) di Washington, è venuto in possesso di oltre due milioni e mezzo di file che rivelano i conti segreti e le transazioni nascoste nei "forzieri" dei grandi ricchi del mondo. All'inchiesta hanno partecipato 86 giornalisti di tutto il mondo. Tra i detentori dei conti risulta che ci siano 4mila americani, insieme con oligarchi russi, uomini d'affari orientali e politici di tutto il mondo. 

venerdì 29 marzo 2013

Pasqua con l’influenza per 300mila italiani, colpa del ciclone Thor


ROMA - Coda di influenza per quasi 200 mila italiani, sindromi para-influenzali per altri 100 mila. Mentre il ciclone Thor continua a tenere lontana la primavera, saranno circa 300 mila gli italiani che passeranno il lungo week end pasquale tra letto, divano e copertina a causa del clima pazzo di queste settimane. E' la previsione di Fabrizio Pregliasco, virologo dell'universita' degli Studi di Milano, che mette in guardia dagli sbalzi di temperatura i temerari che decideranno di sfidare il meteo per non rinunciare alle gite di Pasqua e Pasquetta.