PARIGI - Le rivelazioni sui conti esteri di alcuni politici francesi, che la stampa transalpina ha già ribattezzato "Offshoreleaks", rischia di travolgere anche l'Italia. Fonti giornalistiche di Parigi definiscono infatti l'affare "uno scandalo fiscale planetario", che coinvolge personaggi di vertice in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. E' "L'Espresso" a fare i primi nomi dei nostri connazionali (sarebbero 200 in tutto) coinvolti nella vicenda. Il settimanale rivela che il titolare di un trust alle Cook Islands sarebbe Gaetano Terrin, ex commercialista dello studio di Tremonti. Risulterebbe poi che una società offshore con base alle Vergini avrebbe come beneficiario Fabio Ghioni, hacker dello scandalo Telecom, condannato per spionaggio illegale. Ci sarebbe poi un sistema finanziario legato a tre famiglie lombarde di imprenditori e gioiellieri, in cui la protagonista sarebbe Silvana Inzadi in Carimati di Carimate, che avrebbe dato vita a una struttura di trust alle Cook. In prima fila nell'affare figurano i Pederzani, titolari dellagioielleria di via Montenapoleone a Milano. A loro si aggiunge Maria Cristina Agusta, che appartiene alla famiglia della nota società che produce elicotteri. Infine, coinvolta la famiglia di Dario e Pierre Luigi Camurati, con i figli Nicolò e Cristiana. E ancora, nell'inchiesta si parla di un trust che sarebbe diretto dai commercialisti milanesi Oreste e Carlo Severgnini,attivi nei più importanti gruppi italiani.
Oltre 100mila sono le persone coinvolte nel caso, di 170 diversi Paesi. Il database dell'inchiesta contiene informazioni su più di 120mila aziende e "pesa" 260 gigabyte, una quantità superiore di 162 volte alla massa di dati pubblicati da Wikileaks per il "Cablegate". Il consorzio investigativo che indaga sulla vicenda, l'International Consortium of Investigative Journalists (Icij) di Washington, è venuto in possesso di oltre due milioni e mezzo di file che rivelano i conti segreti e le transazioni nascoste nei "forzieri" dei grandi ricchi del mondo. All'inchiesta hanno partecipato 86 giornalisti di tutto il mondo. Tra i detentori dei conti risulta che ci siano 4mila americani, insieme con oligarchi russi, uomini d'affari orientali e politici di tutto il mondo.
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