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lunedì 21 aprile 2014

Istat: un milione e 130mila famiglie senza redditi da lavoro

ROMA - Oltre un milione di famiglie italiane è senza reddito da lavoro. Lo rileva l'Istat analizzando i dati relativi all'anno 2013. Secondo l'Istituto di statistica, i componenti "attivi" che partecipano al mercato del lavoro di un milione e 130mila nuclei familiari sono disoccupati. Tra questi, quasi mezzo milione (491 mila) corrisponde a coppie con figli, mentre 213 mila sono monogenitore. Le famiglie considerate non percepiscono alcuno stipendio e, quando sono fortunate, possono fare affidamento su pensioni o altre rendite. 
Il confronto con il 2011 è piuttosto preoccupante. Le coppie con figli e senza reddito da lavoro, nel 2011, erano 320mila. Nel 2013 491 mila. Cresciuto anche il numero delle coppie senza figli e disoccupate: da 55mila a 83mila. 
Passato in 24 mesi da 120mila a 183mila il totale delle donne single con figli. In rialzo anche i papà single: da 22mila a 31mila. 
Quanto ai single senza figli, nel 2011 erano 106mila uomini e 68mila donne. Oggi sono rispettivamente 183mila e 112mila. 
Il totale dei nuclei senza reddito da lavoro è passato dai 722mila del 2011 a un milione e 130mila del 2013.

lunedì 7 aprile 2014

Calato il reddito e le spese delle famiglie nel 2013


ROMA - Nel 2013 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,3%. Lo rileva l'Istat, segnando così una piccola ripresa, parlando infatti di ''modesto aumento''. Mail potere di acquisto delle famiglie, cioè il reddito disponibile in termini reali, è sceso anche nel 2013, con un ribasso dell'1,1%. Così come cala ancora la spesa per consumi finali delle famiglie consumatrici, che registra una caduta dell'1,3% nel 2013. In ripresa invece la propensione al risparmio che lo scorso anno è stata pari al 9,8%, in recupero di 1,4 punti percentuali rispetto al 2012
Deficit/Pil al 2,8% al netto dei derivati - Il rapporto decficit-Pil nel 2013 si è attestato al 3%, dato valido ai fini dei parametri Ue per le procedure su deficit eccessivo. Nel quarto trimestre 2013 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari all'1,1%, risultando inferiore di 0,4 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2012, spiega sempre l'Istat. Guardando al saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi), negli ultimi tre mesi dell'anno è risultato positivo e pari a 16.765 milioni di euro. 
Tasse al 51,5% nell'ultimo trimestre 2013 - La pressione fiscale nel quarto trimestre del 2013 è stata pari al 51,5%, in calo di 0,3 punti rispetto allo stesso periodo del 2012. La media annua per il 2013 si conferma invece al 43,8%. Lo rileva l'Istat, ricordando come la pressione sia 'fisiologicamente' più alta negli ultimi tre mesi dell'anno, periodo in cui si concentrano i pagamenti.

martedì 11 marzo 2014

Potere d'acquisto delle famiglie sempre più giù: nel 2012 -4,7%


ROMA -  Nel 2012 il potere d'acquisto delle famiglie è calato quasi del 5% (4,7%). Una caduta - dice l'Istat - ''di intensità eccezionale'' prodotta dall'aumento del prelievo fiscale (Imu, contributi sociali, ecc) che ha ''notevolmente contribuito alla forte contrazione del reddito'': -2% quello 'disponibile' 2012.
Tra il 2000 e il 2012, la pressione fiscale nei 27 paesi dell'Ue è diminuita complessivamente di 0,5 punti percentuali, mentre in Italia è aumentata di quasi 3 punti, l'incremento più elevato se si escludono i casi di Malta e Cipro. Lo rileva sempre l'Istat. La pressione fiscale in Italia si attesta nel 2013 al 43,8% del Pil (44% nel 2012). L'andamento nel tempo - spiega il presidente dell'Istat, Antonio Golini - mostra come la pressione fiscale in Italia abbia registrato una diminuzione dal 2001 fino al 2005 (ad eccezione del 2003) per poi riprendere ad aumentare fino al 43,0% nel 2009; dopo una flessione nel biennio 2010-2011, nel 2012 è risalita al 44,0% del Pil. Il punto di minimo nell'arco dell'ultimo decennio è stato raggiunto nel 2005 al livello del 40,1% del Pil mentre gli aumenti più pronunciati si sono prodotti nel 2006-2007 e nel 2012. Negli anni 2006 e 2007 le voci di entrate che compongono la pressione fiscale sono aumentate dell'8,1 e del 6,7%, a fronte di una crescita del Pil in termini nominali attorno al 4%. Nel 2012 la crescita delle entrate del 2,7% ha coinciso con una caduta del Pil dello 0,8%. 

martedì 11 febbraio 2014

“Disagio economico” per il 24.9% delle famiglie italiane (15 milioni)


ROMA - Il 24,9% delle famiglie italiane, circa 15 milioni di persone, è in una situazione di disagio economico. Lo si legge nel rapporto diffuso dall'Istat, dal quale si evince che l'indice di "deprivazione" è cresciuto dal 22,3% del 2011. In salita anche la pressione fiscale, che sfiora i livelli svedesi. Nel 2012 ha raggiunto il 44,1% (dal 42,5% nel 2011 e il 41,3% del 2000) a fronte del 44,7% in Svezia (calata dal dal 51,7% nel 2000).

giovedì 9 gennaio 2014

Deficit-Pil al 3%. Cala il potere d'acquisto delle famiglie, cresce il risparmio

ROMA - Nel terzo trimestre 2013 il rapporto deficit-Pil è salito, secondo i dati Istat, al 3%, di 1,6 punti percentuali maggiore rispetto allo stesso periodo del 2012. Nei primi nove mesi dello scorso anno, poi, il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,7%, con un incremento dello 0,3% rispetto ai primi tre trimestri dell'anno precedente.
Fisco più leggero - E intanto scende la pressione fiscale, che nel terzo trimestre del 2013 risulta pari al 41,2%, inferiore cioè di 1,2 punti percentuali nel confronto con lo stesso trimestre 2012, sempre secondo le rilevazioni dell'Istat. Considerando i primi nove mesi dell'anno però, la pressione viene misurata al 41,4%, lo 0,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2012. 

Scendono le entrate fiscali - L'istituto di statistica osserva poi che le entrate totali sono scese nel terzo trimestre 2013 del 2,4% in termini tendenziali. Aumentano invece dello 0,2% considerando i primi nove mesi dell'anno, con una incidenza sul Pil del 45,2% (erano al 44,7% nel corrispondente periodo del 2012). 

E salgono le uscite - Nel terzo trimestre 2013 le uscite totali sono invece aumentate, in termini tendenziali, dell'1,2%, e le uscite correnti sono cresciute dell'1% (+1,1% al netto della spesa per interessi), quelle in conto capitale del 3,9%. Nei primi nove mesi del 2013 le uscite totali sono aumentate dello 0,9%, con un'incidenza sul Pil pari al 48,9% (erano al 48% nello stesso periodo del 2012).

Cala potere acquisto famiglie - L'Istat rileva poi che nei primi nove mesi del 2013 il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici è calato dell'1,5% nei confronti dello stesso periodo del 2012. Guardando al solo terzo trimestre 2013 è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,8% rispetto al terzo trimestre 2012.

Cresce la spesa delle famiglie - La spesa delle famiglie per consumi finali, espressa in valori correnti, nel terzo trimestre 2013 ha registrato "una modesta crescita", segnando un +0,3% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuita dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Nel confronto congiunturale, emerge dalle serie storiche, l'ultima variazione positiva e' stata registrata nel secondo trimestre 2012 (+0,2%).

Risale il reddito delle famiglie - In risalita il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, in valori correnti, nel terzo trimestre del 2013, quando è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al corrispondente periodo del 2012. A livello tendenziale è la prima variazione positiva dall'ultimo trimestre del 2011, mentre a livello congiunturale si era registrata una variazione positiva già nel primo trimestre del 2013.

Propensione risparmio famiglie in aumento - La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici stata pari, nel terzo trimestre 2013, al 9,8%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 1,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2012. Si tratta, sottolinea l'Istat, del valore più alto dal secondo trimestre del 2010 quando si è registrato un 10,5%.

martedì 24 dicembre 2013

Storie di Natale2/ Forse si sblocca la situazione delle 24 famiglie italiane bloccate in Congo


KINSHASA (Repubblica democratica del Congo) - Potrebbe essere vicino a una svolta il caso delle 26 famiglie italiane bloccate in Congo perché le autorità non concedono i visti ai figli presi in adozione. Il primo ministro congolese, Matata Ponyo, ha rassicurato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, confermando la volontà delle autorità di Kinshasa di procedere "in tempi rapidi al riesame dei casi". Il 19 dicembre il governo locale ha sospeso le procedure di adozione.
L'Ambasciatore italiano a Kinshasa, Pio Mariani, ha confermato che le coppie italiane bloccate in Repubblica democratica del Congo da inizio novembre per adottare un bambino stanno rinnovando i visti. I visti avranno la durata di un altro mese, dopo di che i connazionali dovranno rientrare in Italia o saranno clandestini. L'ambasciatore Mariani "per il futuro" ha invitato gli enti adottivi a "effettuare una riflessione sulla situazione delle adozioni nel paese africano. 

Ora, per fortuna, la situazione per le 24 famiglie, potrebbe sbloccarsi.

martedì 10 settembre 2013

Famiglie, spesa in calo nel secondo trimestre del 3,3%. Pil -0,3%, il peggiore d’Europa

ROMA - Nel secondo trimestre 2013 la spesa delle famiglie è calata del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 7,1%. Di conseguenza, anche il Pil è calato: -0,3% rispetto al trimestre precedente e -2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012. Un dato peggiore di quello della stima, che era di un calo congiunturale dello 0,2% e tendenziale del 2%.
L'Italia nel secondo trimestre segna una perfomance peggiore rispetto ai Paesi dell'area Euro, Usa e Giappone. "Nel secondo trimestre - riferisce infatti l'Istat - il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,7% in Germania e nel Regno Unito, dello 0,6% negli Stati Uniti e in Giappone e dello 0,5% in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell'1,6% negli Stati Uniti, dell'1,5% nel Regno Unito, dello 0,9% in Giappone, dello 0,5% in Germania e dello 0,3% in Francia. Nel complesso, il Pil dei Paesi dell'area Euro - riporta ancora la nota dell'Istat - è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2012".
La cura "lacrime e sangue" è stata una misura dura, impopolare ma necessaria. Ne è convinto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo il quale l'aggiustamento di bilancio è stato "indispensabile nei Paesi più fragili, tra cui l'Italia, per non rischiare di perdere accesso al mercato, cosa che avrebbe fatto precipitare la crisi". E gli effetti negativi sull'economia sono stati "il prezzo pagato per evitare conseguenze più serie".
Visco sottolinea poi come le prospettive dell'economia siano buone: "I recenti indicatori mostrano un graduale miglioramento". Ma avverte: "I rischi al ribasso di questo scenario sono accresciuti dalle preoccupazioni degli investitori per la possibile instabilità politica". "In Italia - aggiunge - la recessione è stata più lunga e più grave che nella maggior parte degli altri Paesi. Nel primo semestre del 2013 il Pil è calato ancora, ma a un passo più lento, con le esportazioni che ancora forniscono il maggiore stimolo".

Nell'area dell'euro, analogamente, il governatore registra la fine del lungo ciclo recessivo. "Ci sono segnali che la contrazione stia arrivando alla conclusione", dice, avvertendo però che c'è ancora cautela sulla forza della ripresa. "Comunque, tempi e forza della ripresa sono ancora estremamente incerti".

martedì 9 luglio 2013

Più risparmio, più spese: la famiglia si riprende (un po’)

ROMA - Nel primo trimestre del 2013 la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012. Lo rileva l'Istat.

Tenuto conto dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel primo trimestre del 2013 aumenta dello 0,5% sul periodo precedente, dopo otto trimestri consecutivi di ribassi. Lo rileva l'Istat. Tuttavia, su base annua risulta ancora in calo (-2,4%). Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici nel primo trimestre del 2013 in valori correnti è aumentato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente segnando così una ripresa, anche se su base annua il reddito risulta ancora un calo (-0,4%).

sabato 6 luglio 2013

L’indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto del 36,5% (501 miliardi)


ROMA - Secondo un'analisi realizzata dall'Ufficio studi della Cgia, dall'inizio delle crisi al 31 dicembre 2012 l'indebitamento delle famiglie italiane è resciuto di 134 miliardi, pari ad un aumento percentuale del 36,5: in termini assoluti ha toccato quota 501,58 miliardi di euro. L'indebitamento medio delle famiglie italiane è di 19.387 euro, mentre le province più esposte con il sistema bancario sono quelle lombarde.

venerdì 5 luglio 2013

Il 62,3% delle famiglie ha ridotto del 2,48% la quantità e la qualità del cibo

ROMA - Nel 2012 la spesa media mensile per famiglia è stata pari nel 2012, in valori correnti, a 2.419 euro, in ribasso del 2,8% rispetto all'anno precedente. Lo rileva l'Istat, precisando che la spesa è fortemente diminuita anche in termini reali (l'inflazione lo scorso anno era al 3%).
La percentuale delle famiglie che ha ridotto la qualità e/o la quantità dei generi alimentati acquistati schizza al 62,3% dal 53,6% dell'anno precedente. Oltre sei nuclei su dieci mettano in atto strategie di contenimento dei consumi per i prodotti della tavola.
 Il valore mediano della spesa mensile familiare, cioé quello al di sotto del quale si colloca la spesa della metà delle famiglie residenti, nel 2012 è pari a 2.078 euro, lo stesso valore già registrato per l'anno precedente. 
In aumento anche coloro che si rivolgono all'hard discount (dal 10,5% al 12,3%), a scapito prevalentemente di supermercati, ipermercati e negozi tradizionali. Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie che acquista almeno un genere alimentare presso gli hard discount raggiunge il 14,6% (era il 13,1% nel 2011), ma è nel Nord che si osserva l'incremento più consistente (dall'8,5% al 10,9%).
La spesa non alimentare, invece, diminuisce del 3% e scende nuovamente sotto i 2.000 euro mensili: calano le spese per abbigliamento e calzature (-10,3%), per arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa (-8,7%) e quelle per tempo libero e cultura (-5,4%), a fronte però di un aumento del 3,9% delle spese per combustibili ed energia.
Il Trentino-Alto Adige, in particolare la provincia di Bolzano, è la regione con la spesa media mensile più elevata (2.919 euro), seguono Lombardia (2.866 euro) e Veneto (2.835 euro). Fanalino di coda, anche nel 2012, la Sicilia, con una spesa media mensile di 1.628 euro, di circa 1.300 euro inferiore a quella del Trentino-AltoAdige.

martedì 9 aprile 2013

Istat: crollati nel 2012 potere d’acquisto e risparmi delle famiglie


ROMA  - Crolla il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici: tenuto conto dell'inflazione, nel 2012, rispetto al 2011, si è ridotto del 4,8%. Lo rileva l'Istat aggiungendo che nel quarto trimestre del 2012 il calo è stato ancora più accentuato, pari al 5,4% su base annua.
Nel 2012 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, in valori correnti, è diminuito del 2,1%. L'Istat sottolinea che nell'ultimo trimestre del 2012 ha registrato una riduzione ancora più forte, pari al 3,2% sul quarto trimestre 2011.
La spesa delle famiglie per consumi finali nel 2012 risulta in calo dell'1,6% a confronto con l'anno precedente. In particolare, nel quarto trimestre è scesa del 2,1% in termini tendenziali.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, pari all'8,2% nel 2012 (in diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al 2011), segna il livello annuo più basso da quando è disponibile il dato, cioé dal 1990. Lo rileva l'Istat, a seguito della pubblicazione del comunicato 'Reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle societa''.

sabato 30 marzo 2013

Trecentomila famiglie rischiano la casa nei prossimi tre anni


ROMA - Nei prossimi tre anni, "senza disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e forme di sostegno ai redditi, 300mila famiglie potrebbero perdere la propria casa in proprietà o in affitto, a causa di esecuzioni immobiliari o di sfratti". E' quanto afferma la Cgil nello studio 'Costi dell'abitare, emergenza abitativa e numeri del disagio'. "La casa rappresenta ancora nel nostro paese il costo che grava maggiormente sul reddito familiare e che e' tra i fattori di scarsa autonomia dei giovani", sostiene il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, che aggiunge: "L'alleggerimento delle spese complessive del costo dell'abitare sono una delle emergenze sociali da affrontare poiche' tra tassazione, mutui, affitti e manutenzioni, i costi per le famiglie, giovani e anziani sono insostenibili". Per Sorrentino è necessario "un intervento sui mutui, una politica di calmierazione e contrasto all'evasione sui fitti e un intervento sull'Imu. Misure indispensabili per evitare di precipitare migliaia di famiglie nella poverta' ed emarginazione" .

giovedì 27 dicembre 2012

Sulle famiglie una “tassa invisibile” di 1400 euro nel 2012


ROMA - Il 2012 si chiuderà con una perdita del potere d'acquisto delle famiglie italiane pari al 4%, una "tassa invisibile" che peserà sui bilanci degli italiani per circa 1400 euro.
Un calo "record" dovuto principalmente "alla congiuntura economica estremamente negativa, all'inserimento di nuove tasse, all'inasprimento generale della pressione fiscale e ai rincari registrati nelle tariffe e nei prezzi al dettaglio".
A fare i conti è il Codacons elaborando i dati Istat relativi alla capacità di spesa dei nuclei familiari italiani. Una riduzione drammatica, questa, soprattutto se si prende in considerazione che "i salari e gli stipendi sono rimasti al palo" determinando cosi' quest'anno "una fortissima perdita del potere d'acquisto dei cittadini", spiega il Codacons.
Perdita che può essere paragonata a "una tassa invisibile che pesa 1.398 euro su una famiglia di 3 persone e addirittura 1.540 euro su un nucleo composto da 4 persone". "Si tratta di una vera e propria mazzata, peggiore di quella del 2009, anno nero della crisi economica", evidenzia il presidente Carlo Rienzi. "Con questi presupposti - prosegue poi - la ripresa per il 2013 sembra tutt'altro che vicina e, al contrario, temiamo che il nuovo anno possa registrare un peggioramento sul fronte dei bilanci familiari, con ripercussioni drammatiche sui consumi e sull'economia nazionale".

martedì 9 ottobre 2012

Il potere d’acquisto delle famiglie è ai minimi storici


ROMA - Potere d'acquisto delle famiglie ai minimi storici: in un anno si è ridotto del 4,1%. Nel secondo trimestre del 2012, tenuto conto dell'inflazione, il potere d'acquisto delle famiglie consumatrici, ha comunicato l'Istat, si è ridotto dell'1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre del 2011. Quest'ultimo è il dato peggiore almeno dal 2000, ossia da 12 anni.

Continua a calare la propensione al risparmio delle famiglie italiane toccando i minimi storici. Nel secondo trimestre del 2012, misurata al netto della stagionalità, la propensione al risparmio è stata pari all'8,1%: si tratta del dato più basso almeno dal 1999.

Il Pil italiano, ha fatto sapere inoltre l'istituto di statistica, cala per il terzo trimestre consecutivo scendendo ai livelli più bassi da fine 2009. Nel secondo trimestre del 2012, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al secondo trimestre del 2011 (calo più forte dall'ultimo trimestre del 2009 quando era diminuito del 3,5%). L'Istat ha dunque confermato le stime sui conti economici trimestrali diffuse il 10 settembre scorso.