Visualizzazione post con etichetta presidente morsi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presidente morsi. Mostra tutti i post

mercoledì 3 luglio 2013

Egitto: 16 morti in scontri nella notte. Morsi: resto. Sta per scadere l’ultimatum


IL CAIRO - Sale a 16 il bilancio dei morti negli scontri avvenuti ieri sera vicino all'Universita' del Cairo. Attaccato un gruppo di seguaci del presidente egiziano Mohamed Morsi, secondo quanto annunciato dal ministero della Sanita'. Lo scontro tra pro e anti-Morsi ha provocato anche 200 feriti.
A una manciata d'ore dalla fine dell'ultimatum di 48 ore dato dai militari alle forze politiche egiziane, ma soprattutto al presidente egiziano, Mohamed Morsi chiede via twitter all'esercito di fare un passo indietro e di ritirare le sue richieste e, al contempo, ribadisce di non accettare diktat. Né all'interno né dall'esterno. Subito dopo si rivolge direttamente agli egiziani a tarda notte dalla Tv di Stato per ricordare che "le elezioni sono state libere e rappresentative della volontà popolare", e soprattutto che lui è stato "il primo leader egiziano ad essere stato eletto democraticamente". "Non farò nessun passo indietro", assicura il presidente che si dice pronto a proteggere la democrazia "a costo della sua vita".

L'esercito in precedenza aveva fatto trapelare dettagli di un progetto di "tabella di marcia" per il futuro dell'Egitto. Sono previste nuove elezioni presidenziali, la sospensione della nuova costituzione e lo scioglimento del Parlamento. L'ultimatum scade intorno 16:30 di oggi.

martedì 2 luglio 2013

Il Cairo: Morsi respinge l’ultimatum dell’esercito

IL CAIRO - La manifestazione di ieri sera in piazza Tahrir
IL CAIRO - Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha respinto l'ultimatum di 48 ore lanciato dalle Forze armate. Morsi dice di credere che una dichiarazione rilasciata dal capo delle Forze Armate con un ultimatum alle forze politiche per conquistare il consenso, rischia di causare confusione e attacca il suo piano per una riconciliazione nazionale. Notando che Morsi non è stato consultato in anticipo dal generale che ha lanciato l'ultimatum, l'ufficio di presidenza dice:"Sembra che alcune delle affermazioni dell'ultimatum abbiano significati che potrebbero creare confusione in una nazione complessa".
Anche il ministro degli esteri egiziano Kamel Amr ha offerto le proprie dimissioni dopo che ieri già cinque ministri hanno lasciato e si sono schierati con il popolo.

Lo staff del presidente egiziano ha detto che Mohamed Morsi ha avuto un colloquio telefonico col presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

lunedì 1 luglio 2013

Egitto, l’opposizione al presidente Morsi: vattene entro domani

IL CAIRO - L'opposizione ha lanciato un ultimatum al presidente egiziano Mohamed Morsi: deve lasciare il potere entro domani, alle 17, altrimenti sara' ''disobbedienza civile''. E' quanto si legge in un comunicato dei Tamarod (ribelli). "Diamo a Mohamed Morsi fino alle 17 di martedì 2 luglio per lasciare il potere e permettere alle istituzioni statali di preparare le elezioni presidenziali anticipate", si legge nel comunicato.
Sale a sette morti e piu' di 600 feriti il bilancio degli scontri tra i sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi, secondo fonti mediche e della sicurezza. Cinque vittime si sono registrate ad Assiut, Beni Suef e Fayoum, a sud del Cairo; due nell'assalto al quartier generale dei Fratelli Musulmani.

Una marea umana aveva invaso ieri sera il Cairo e tutte le regioni dell'Egitto per dire al presidente Mohamed Morsi, il primo dei Fratelli musulmani, 'vattene'. Si è trattato delle manifestazioni più imponenti mai avvenute dalla caduta di Mubarak nel 2011: secondo fonti dell'opposizione, circa 17 milioni di persone sono scese in strada. 

domenica 30 giugno 2013

Il Cairo: piazza Tahrir piena contro il presidente Morsi


IL CAIRO - Decine di migliaia di persone sono a piazza Tahrir al Cairo, per la grande manifestazione di oggi, organizzata dal movimento popolare Tamarod (ribelle) per chiedere le dimissioni del presidente Mohammed Morsi. Altri manifestanti si preparano a marciare verso il palazzo presidenziale. I sostenitori di Morsi, esponente della Fratellanza Musulmana, sono invece riuniti da ieri sera davanti ad una grande moschea nella parte orientale della capitale egiziana.
La manifestazione di oggi, nel primo anniversario delle elezione di Morsi, rappresenta il culmine di una campagna di opinione che è andata crescendo negli ultimi giorni, con scontri che hanno già causato sette morti. Gli organizzatori di Tamarod hanno annunciato ieri di aver raccolto 22 milioni di firme per la destituzione di Morsi, otto milioni in più dei voti ottenuti dal presidente al voto dello scorso anno.
"Sentiamo di aver raggiunto un'impasse, con il paese che sta crollando. Questo non perché il presidente appartenga alla Fratellanza Musulmana, o perché sia una sola fazione a governare, quanto perché il regime è stato un completo fallimento", ha sintetizzato la scorsa notte Mohammed el Baradei, uno dei leader dell'opposizione, in un messaggio video diffuso nella notte. "La gente ha votato per Morsi, ma ora dice di voler tornare alle urne", ha aggiunto l'ex capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), esortando gli egiziani a scendere in strada per protestare.
Migliaia di persone stanno partecipando a manifestazioni contro il presidente egiziano Mohamed Morsi in numerose località del Paese. I manifestanti sono in piazza ad Alessandria, Port Said, Sharkiya, Kafr el Sheikh, Gharbiya, Menoufiya. Secondo fonti della sicurezza due sedi del partito della Fratellanza sono state incendiate a Beni Suef, nell'alto Egitto, e una a Daqhaleya. Tafferugli sono scoppiati in mattinata fra e pro e anti Morsi a Mahalla el Kobra, nel delta del Nilo provocando una decina di feriti.
Ci possono essere dimostrazioni ma non si può mettere in discussione la legittimità costituzionale di un presidente eletto. Così il presidente egiziano Mohamed Morsi, in una lunga intervista al britannico 'The Guardian', una delle rare concesse ad un media straniero, respinge la richieste dell'opposizione di dimettersi.
"Se cambiassimo qualcuno eletto secondo la legittimità costituzionale, ci sarà qualcuno che si opporrà anche al nuovo presidente e una settimana o un mese dopo chiederanno anche a lui di dimettersi", ha affermato il primo presidente dei Fratelli musulmani, nel giorno delle grandi manifestazioni indette per chiedere le sue dimissioni. "Non c'è spazio di discussione su questo punto. Ci possono essere manifestazioni e le persone possono esprime la loro opinione ma il punto cruciale è l'applicazione della costituzione. Questo è il punto cruciale", ha insistito.


mercoledì 5 dicembre 2012

Il Cairo: due morti stasera negli scontri tra manifestanti pro e contro il presidente Morsi



IL CAIRO - Almeno due persone sono morte negli scontri di questa sera a palazzo presidenziale al Cairo. Si tratta di un attivista dei Fratelli musulmani e di una donna. Una persona è in coma e ci sono decine di feriti. I sostenitori e gli oppositori del presidente egiziano Mohamed Morsi si sono aspramente combattuti al di fuori del palazzo presidenziale del Cairo con tafferugli e sassaiole. Si stanno contrapponendo migliaia di manifestanti da un lato e dall'altro. I sostenitori del presidente hanno marciato verso il palazzo e hanno strappato le tende dell'opposizione, hanno  lanciato pietre e gettato bombe molotov. I manifestanti dell'opposizione sono stati allontanati dal palazzo e sono  fuggiti per le strade laterali.
La presidenza egiziana rispetta il diritto alle manifestazioni pacifiche e ha dato direttive alle forze dell'ordine di agire con moderazione. Lo ha detto il portavoce della presidenza egiziana Yasser Ali in una conferenza stampa. I  manifestanti hanno richieste che "devono essere rispettate e delle quali occorre tenere conto". Lo ha detto stasera  il vicepresidente egiziano Mahmoud Mekki in una conferenza stampa, aggiungendo però che il referendum sul progetto costituzionale si terrà il 15 dicembre, nonostante i disordini. "Il sangue versato questa sera a Ittahadeya annulla la legittimità del presidente". Lo ha ribadito in risposta a Mekki il leader nasseriano Hamdin Sabbahi in un’altra conferenza stampa con Mohamed el Baradei e Amr Mussa. Il presidente Mohamed Morsi è "responsabile della violenza di questa sera" e le opposizioni sono pronte al dialogo se ritira il suo decreto. Altrimenti "la battaglia continua, ha detto Mohamed el Baradei dopo una riunione del fronte di salvezza nazionale.

martedì 4 dicembre 2012

Tumulti al Cairo, il presidente abbandona il palazzo


IL CAIRO Il presidente egiziano Morsi ha abbandonato il palazzo presidenziale dopo che manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia. 

«Il presidente ha lasciato il palazzo», ha detto una fonte presidenziale . Anche una fonte della sicurezza ha detto che il presidente ha lasciato l’edificio. Alcuni manifestanti hanno sfondato il cordone della polizia che stava proteggendo il palazzo e sono arrivati a protestare sotto le mura del palazzo.  In precedenza gli agenti avevano lanciato gas lacrimogeni nel vano tentativo di disperdere il corteo.  

Le forze dell’opposizione avevano indetto una grande manifestazione di protesta nella centrale piazza Tahrir e parte dei manifestanti si è spostata verso la residenza ufficiale di Morsi. La polizia ha sparato lacrimogeni sui manifestanti. Secondo alcune fonti ci sono decine di feriti e di intossicati dai gas. «Il popolo vuole la caduta del regime», «vattene», «Sei tu che te ne devi andare , noi restiamo», gridano i manifestanti. 

La marcia «dell’ultimo avvertimento» era stata indetta dal Fronte di salvezza nazionale che raccoglie circa 18 movimenti laici, liberali, pro rivoluzione all’indomani della gigantesca manifestazione a sostegno di Morsi organizzata dai Fratelli musulmani e dai salafiti davanti all’Università del Cairo. Le opposizioni continuato a criticare Morsi per avere indetto il referendum costituzionale. «In presenza di un presidente con poteri assoluti e in assenza di una magistratura, fare ricorso alle urne è una mossa illegittima e ingannevole di falsa democrazia», ha scritto ieri su Twitter Mohamed el Baradei.