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domenica 20 ottobre 2013

I figli di Priebke invocano il silenzio. L'avvocato senza vergogna: la sepoltura è una vittoria contro la barbarie (e "compiange" le polemiche degli ebrei

Il boia delle Fosse Ardeatine
ROMA - "C'è stato un accanimento anche da parte della gente contro nostro padre: ora cali il silenzio". Così in una lettera al Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, i figli di Erich Priebke, Jorge e Ingo, hanno chiesto che sulla vicenda della sepoltura "ora ci sia massimo riserbo", aggiungendo che non ci saranno più riti funebri in presenza della salma.
Ma non è finora accaduto (da parte loro) "Non è una vittoria per noi, quanto la vittoria della civiltà sulla barbarie. Ci siamo battuti contro chi voleva risolvere diversamente le cose, contro le mosse dell'autorità, che avevano posto dei divieti, e anche contro le delinquenze fatte contro la salma e l'impedimento dei funerali". Lo afferma all'Adnkronos l'avvocato Paolo Giachini, legale della famiglia dell'ex capitano delle SS  all'indomani dell'accordo raggiunto per la sepoltura della salma. "Sapevamo di avere dei nemici, ma non pensavamo fino a questo punto. La nostra vittoria è intima - continua - è quella di essere riusciti a dare una cristiana sepoltura a Priebke e di sottrarre il suo ricordo al vilipendio". Secondo l'avvocato, l'intesa si è trovata nonostante i "persecutori e gli aggressori" anche se precisa di non volere "fare polemiche con la comunità ebraica, perché viviamo questa vicenda su livelli differenti".
"Io compiango - conclude il legale dei famigliari dell'ex capitano delle SS - tutte queste persone che si sono accanite, sia quelle della comunità ebraica che le altre per odio solo politico. Le compiango perché tutto questo senso di odio e vendetta non è bello da provare".

sabato 19 ottobre 2013

"Priebke sarà sepolto in un luogo segreto"

ROMA - "Tutto risolto". Sono le parole dell'avvocato Paolo Giachini che spiega che "è stato raggiunto un accordo con le autorità per la sepoltura di Erich Priebke in un luogo segreto".

giovedì 17 ottobre 2013

Il videomessagio di Priebke: Esecuzione terribile, ma impossibile dire di no

ROMA - "L'esecuzione fu terribile ma impossibile dire no". Lo ha detto Erich Priebke nel video-testamento,diffuso oggi dal suo legale,  facendo riferimento all'esecuzione alle Fosse Ardeatine. Priebke, nel video, prosegue dicendo che "Schutz, l'organizzatore della rappresaglia, disse: 'E' un ordine di Hitler, chi non lo vuole fare è meglio si metta dalla parte delle vittime e verrà fucilato'".
Nella prima parte del video si parla dell'attentato di via Rasella. "Il Gap, i comunisti italiani, fecero attentato contro compagnia polizia tedesca, erano uomini dell'Alto Adige, dunque italiani. Sapevano che dopo l'attentato viene la rappresaglia". "Kesserling (un generale tedesco) aveva messo l'avviso che la rappresaglia seguiva gli attentati - precisa ancora l'ex ufficiale -. Loro fecero ciò a proposito perché pensavano che la rappresaglia poteva provocare una rivoluzione della popolazione". 
Il video testimonia poi un'altra frase di Priebke, questa volta pronunciata in aula, nel processo del 1996: "Come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto. Per me l'ordine di partecipare all'azione fu una grande tragedia intima. Penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel loro dolore". 
  "Priebke ha incontrato, in forma privata, familiari di alcuni caduti delle Fosse Ardeatine: non è vero che Priebke non si è pentito". Lo ha detto l'avvocato dell'ex ufficiale in un'intervista alla radio web Oltreradio.it.

Smentisce qualsiasi incontro con i parenti dell'ex SS Giulia Spizzichino, un'ebrea di 86 anni, la cui famiglia fu sterminata tra Auschwitz e le Fosse Ardeatine. "Giammai nella vita - dice -. Non è mai successo. E' una balla grossa quanto una casa! Priebke mi ha rovinato la vita. Semmai potrei perdonarlo io per quello che ha fatto a me. Ma non sono autorizzata a farlo anche per loro".

Il feretro di Pribke portato via dall'aeroporto militare. DOve? Non si sa

ROMA - lI feretro di Erich Priebke, secondo quanto si apprende, è stato portato via dall'aeroporto militare di Pratica di Mare verso una destinazione per ora ignota. "La cura dei morti tocca allo Stato dove una persona è morta", "non c'è una responsabilità o un ruolo del governo federale tedesco in questa vicenda, contatti informali sì ma non dipende da noi trovare una soluzione". Lo ha dichiarato a Berlino il portavoce del ministero degli Esteri Martin Schaefer sul caso Priebke.- "Non ci sono richieste ufficiali da parte italiana al governo federale, ma ci sono sì contatti informali". Lo ha dichiarato a Berlino il portavoce del ministero degli Esteri Martin Schaefer sulla gestione della salma di Erich Priebke. "Ma non dipende da noi trovare una soluzione", ha aggiunto il portavoce.
"Penso che la memoria non vada cancellata", ma allo stesso tempo "isterie di vario tipo non aiutano". Così il ministro degli Esteri, Emma Bonino, rispondendo ad una domanda sulla vicenda di Erich Priebke, culminata ieri con i disordini ad Albano Laziale per protestare contro il funerale dell'ex SS recentemente scomparso.

mercoledì 16 ottobre 2013

La salma di Priebke trasportata nella notte nell’aeroporto militare di Pratica di Mare

ROMA - Dopo la decisione del prefetto di Roma della scorsa notte di trasferire, per motivi di ordine pubblico, la salma di Erich Priebke all'aeroporto militare di Pratica di Mare, vicino Roma, si è ora in attesa o di un nuovo provvedimento, o di una decisione della famiglia dell'ex ufficiale delle SS. La salma di Priebke, si è appreso, potrebbe rimanere a Pratica di Mare anche per l'intera giornata.
Sono in corso intanto accertamenti per verificare gli autori degli scontri di ieri avvenuti davanti alla chiesa di San Pio X ad Albano Laziale, dove avrebbero dovuto svolgersi i funerali di Erich Priebke, e dei momenti di tensione avvenuti dopo l'uscita della salma. Subito dopo l'uscita della bara, caricata su un furgone che si è allontanato da un'uscita secondaria della chiesa nella notte ci sono stati lanci di bombe carta e tensioni davanti al cancello principale d'ingresso della Fraternita di San Pio X ed è stato necessario l'intervento degli agenti.
Ecco gli ultimi avvenimenti di ieri:
Ore 19.50 - La cerimonia funebre ad Albano Laziale - a porte chiuse e riservata ad amici e parenti, come aveva spiegato il legale di Priebke Paolo Giachini - viene sospesa dal sacerdote dopo che il prefetto di Roma vieta l'ingresso nella Cappella ad un gruppo di appartenenti all'estrema destra.
Ore 20.15- Prende corpo l'ipotesi di un annullamento della cerimonia funebre: il sacerdote celebrante si sarebbe tolto i paramenti ed avrebbe lasciato il luogo della cerimonia
Ore 21.12 - Il legale dice di aver rimesso il suo mandato e di non aver autorizzato lui il rito "perchè mancavano i familiari e gli amici più stretti".
Ore 21.22 - Scontri tra militanti di estrema destra e manifestanti anti-Priebke davanti alla chiesa. Durano pochi minuti. Al termine due persone vengono fermate.
Ore 23 - Il feretro esce di nascosto e sarà trasportato a Pratica di Mare.


sabato 12 ottobre 2013

Nessun funerale in chiesa per il boia Priebke

ROMA - La questura di Roma interviene sull'ipotesi di celebrare martedì nella Capitale i funerali dell'ex ufficiale delle SS, Erich Priebke, rendendo noto che sarà vietata "qualsiasi forma di celebrazione in forma solenne". La decisione è stata presa dal questore, Fulvio della Rocca, d'intesa con il prefetto, Giuseppe Pecoraro. Saranno comunque prese tutte le misure di sicurezza adeguate nel caso di una celebrazione privata dei funerali in chiesa.

Vicariato: "Nessun funerale in chiesa a Roma" - "Non è prevista nessuna celebrazione esequiale in una chiesa di Roma" per Erich Priebke. Lo rende noto il Vicariato. Ad annunciare che le esequie si terranno a Roma, dopo il no dell'Argentina, era stato Paolo Giachini, avvocato di Priebke. La cerimonia era prevista martedì in una chiesa del centro della Capitale. 

Marino: "No alle esequie e no a una tomba" - "Ho concordato con prefetto e questore che sarà negata qualunque forma di funerali solenni. Roma è una città antinazifascista che ha sofferto drammaticamente". Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino. "Proprio nei giorni in cui si ricorda il 70/mo anniversario del rastrellamento del ghetto, Roma non può diventare luogo di manifestazioni a favore di chi ha inflitto tanta sofferenza nelle persone che vivono in questa città".

Il sindaco della Capitale ha spiegato di essersi posto pure "il problema dell'eventualità di una richiesta di sepoltura. Sono il sindaco e devo rispettare la legge. In questo momento gli uffici del Campidoglio stanno verificando se ci sono le possibilità legali di poter rifiutare la sepoltura ad un criminale nazista in una città antinazista come Roma. Se fosse possibile, anche con la necessità di un voto in consiglio comunale, io seguirei quella strada perché credo che sarebbe un'offesa per Roma".

L'Argentina non accettera di ricevere il corpo del "criminale Priebke"

BUENOS AIRES - Il ministro degli esteri dell' Argentina Hector Timerman "ha dato dato ordine di respingere ogni procedura che possa permettere l'ingresso nel paese del corpo del criminale Erich Priebke". Lo ha reso noto il ministero, precisando che "gli argentini non accettano questo tipo di offese alla dignità dell'uomo". L'avvocato di Priebke, Paolo Giachini, aveva riferito che l'ex SS sarebbe stato sepolto accanto alla moglie a Bariloche.
La Daia, organismo che riunisce le differenti associazioni della comunità ebrea argentina, ha detto che il fatto che Erich Priebke "abbia scontato la sua condanna nella comodita' del suo appartamento, invece di stare nella cella di una prigione" costituisce "una offesa ai familiari delle sue vittime e ai milioni sterminati dal sinistro regime nazista".
In un comunicato diffuso dopo l'arrivo della notizia della morte di Priebke, la Daia ha sottolineato che l'ex ufficiale SS era "un criminale razzista che non ha mai espresso nessun pentimento per i cuoi crimini".
"Il fatto che Priebke sia vissuto impunemente durante decenni nel nostro paese, nella città di Bariloche, godendo della vita che aveva tolto a tanti civili innocenti, costituisce una offesa ai principi della Repubblica per i quali combattiamo gli argentini", aggiunge il testo, che si conclude con un appello "alle forze vive del nostro paese, perché riflettano e si esprimano al riguardo".