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lunedì 26 gennaio 2015

ORCIANO (Fano), bimbo muore di meningite, profilassi per 100 persone

FANO (Pesaro-Urbino), 26 gennaio - Allarme meningite nel Fanese. E' in programma per domani l'autopsia sul corpo di Francesco, il bimbo di 10 anni morto ieri mattina nell'ospedale 'Santa Croce' di Fano, con il sospetto di una meningite meningococcica. L'esame autoptico si andrà ad aggiungere ai prelievi gia' effettuati ieri mattina, in occasione del ricovero al pronto soccorso in codice rosso: si dovrà chiarire se a stroncare il bambino sia stata effettivamente una meningite fulminante. Secondo quanto è trapelato, il bambino, figlio unico di una coppia di Orciano, è stato bene fino a sabato, quando si sono manifestati i primi sintomi di una malattia, con vomito e febbre, che si sono aggravati nella notte. All'alba, i genitori hanno deciso di portarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Fano, dove i medici hanno dovuto far fronte a "un quadro clinico allarmante" e lo hanno trasferito immediatamente in rianimazione, dove le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate e, nel giro di meno di due ore, è morto.
  Sono almeno un centinaio coloro che, sin da ieri, si sono sottoposti alla profilassi a base di antibiotico, avviata dall'autorità sanitarie fanese dopo la morte di Francesco. I farmaci erano già disponibili nel pomeriggio di ieri, grazie a una staffetta dei carabinieri, che li ha prelevati da Jesi.
  La sala del consiglio di Orciano, piccolo comune dell'hinterland fanese si e' trasformata in una specie di pronto soccorso, grazie a un'attenta mappatura di tutti coloro che, a varie titolo, erano venuti a contatto con la vittima. Sulla vicenda sono stati coinvolti e invitati a vigilare anche le guardie mediche e i medici di base. Si tratta di una prassi collaudata per quello che, al momento, è ancora un caso sospetto di meningite e che ha interessato - come hanno spiegato questa mattina Nicola Nardella, direttore medico dell'ospedale 'Santa Croce' di Fano, Massimo Agostini, del dipartimento di salute pubblica, Cristina Cattò, della direzione sanitaria, e Giovanni Cappuccini - 20 operatori sanitari dell'ospedale, altri 24 adulti e 68 bambini, che si sono presentati in parte spontaneamente o che sono stati rintracciati tra coloro che, sabato mattina, avevano frequentato, insieme a Francesco, la mensa scolastica, la piscina e la parrocchia. Anche questa mattina, altre persone hanno contattato le autorita' sanitarie per chiedere di essere sottoposti alla profilassi: l'accoglimento delle richieste verra' valutato caso per caso.

  La profilassi per gli adulti prevede una sola dose di antibiotico, mentre "i bambini verranno trattati con una doppia somministrazione giornaliera per due giorni".

domenica 25 maggio 2014

Il Papa offre il Vaticano ad Abu Mazel e Shimon Perez "per pregare insieme per la pace"

BETLEMME - Il Papa ha invitato Abu Mazen e Shimon Peres a pregare insieme per la pace tra Israele e Palestina. "Offro la mia casa del Vaticano per questo incontro di preghiera", ha detto al Regina Coeli alla fine della Messa a Betlemme. "In questo luogo, dove è nato il Principe della pace, desidero rivolgere un invito a Lei, presidente Mahmoud Abbas, e al presidente Shimon Peres, ad elevare insieme con me un'intensa preghiera invocando da Dio il dono della pace. Offro la mia casa in Vaticano".

giovedì 27 marzo 2014

Obama incontra il Papa in Vaticano

ROMA - E' iniziato alle 10.30 con una cordiale stretta di mano l'incontro in Vaticano tra il presidente americano, Barack Obama, e papa Francesco. "Thank you, thank you". Sono le prime parole di Barack Obama a papa Francesco. Poco prima di iniziare il colloquio, il Pontefice si è rivolto al presidente Usa dicendogli in inglese: "Benvenuto signor presidente".
Rafforzate le misure di sicurezza in Vaticano. Via della Conciliazione è stata chiusa al traffico dalle prime ore del mattino e tutta l'area è blindata. Per Obama, che vede per la prima volta Papa Francesco, è la seconda visita alla Santa Sede dall'elezione alla Casa Bianca: nel 2009 fu ricevuto da Benedetto XVI.

lunedì 22 luglio 2013

Il Papa a Rio: bloccato dalla folla nel centro della città

RIO DE JANEIRO - Il Papa sulla jeep scoperta

RIO DE JANEIRO - L'utilitaria grigia con a bordo il Papa bloccata dalla folla
RIO DE JANEIRO - L'airbus 330 dell'Alitalia con a bordo papa Francesco è atterrato all'aeroporto Galeao di Rio de Janeiro. Il Papa è stato accolto dalla presidente del Brasile, Dilma Rousseff. La presidente era accompagnata da autorità politiche e religiose locali, tra cui l'arcivescovo di Rio mons. Orani Tempesta, e da due ragazzi, che hanno consegnato a papa Francesco un bouquet di fiori. Dopo la calorosa stretta di mano con Rousseff, il Papa ha salutato personalmente, sorridendo, le autorità presenti nell' aeroporto, tra cui il governatore di Rio Sergio Cabral e il sindaco della città, Eduardo Paes.

A bordo di un'auto coperta grigia e con i finestrini abbassati si e' poi diretto verso il centro. L'auto con a bordo il Papa che insieme ad altre vetture della sicurezza sta attraversando Rio de Janeiro dall'aeroporto al centro della città è stato più volte fermato, e bloccato, dai gruppi di pellegrini che lo hanno voluto salutare. A tratti, l'auto del Papa è rimasta bloccato nel traffico di Rio. La vettura ha dovuto rallentare diverse volte, fino a fermarsi del tutto in più occasioni, nei punti dove la strada è più stretta, tra l'altro vicino alla zona del 'sambodromo'. La gente, tra i quali alcuni bambini, ha per momenti bloccato del tutto l'auto con in finestrini aperti del Papa. Molti dei fedeli sono riusciti a toccare il Pontefice, che salutava i presenti. Momenti di apprensione durante il trasferimento in auto di Papa Francesco dall' aeroporto di Rio alla residenza presidenziale. L'auto è stata bloccata più volte dalla folla che le si assiepava intorno, senza alcuna delimitazione con transenne. I gendarmi hanno avuto problemi a tenere a freno l'assalto dei fedeli. Proveniente dall'aeroporto, il corteo delle auto con il Papa è giunto alla Cattedrale di Rio de Janeiro. Dopo essere sceso, Jorge Bergoglio è subito salito su una jeep bianca scoperta per salutare i pellegrini nel centro della città. Il Papa ha salutato un bambino avvicinato dalla madre, a bordo dell'auto nel percorso dall'aeroporto verso la Cattedrale, in un punto della Avenida Presidente Vargas di Rio. Il Pontefice gli ha dato un bacio e lo ha restituito alla donna, che è stato aiutata da un uomo della sicurezza.

martedì 19 marzo 2013

Buenos Aires, una notte e un’alba di festa per il Papa (che telefona)

BUENOS AIRES - I fedeli in plaza de Majo

BUENOS AIRES - La capitale si e' parata a festa per una notte del tutto particolare. Nella capitale ferve l'organizzazione della 'Veglia per tutti i giovani di Dio' con la quale gli argentini intendono accompagnare per ore la giornata dell'intronizzazione di Papa Francesco: il loro papa.
Il raduno si svolge a Plaza de Mayo, 'cuore' della citta', dove sorge la Casa Rosa, ma anche la Cattedrale Metropolitana, sede del cardinale arcivescovo Bergoglio fino alla sua recente ascesa al Soglio di Pietro.
L'ex arcivescovo di Buenos Aires, ha salutato la folla di persone che frequentano la veglia con una telefonata:  Bergoglio, attraverso una telefonata dal Vaticano, rilasciata dagli altoparlanti per tutti i presenti, ha detto: "Grazie per le preghiere .."aggiungendo "preoccupiamoci gli uni dagli altri, la cura per la vita, la natura, i bambini e gli anziani."

lunedì 18 marzo 2013

Il Papa ha scelto un anello d’argento e non d’oro

ROMA - Il Papa con la "presidenta" argentina Kirchner

ROMA - L'anello del pescatore scelto da papa Bergoglio è in argento dorato. Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, aggiungendo che l'autore del modello è Enrico Manfrini, noto come lo scultore dei papi. L'anello, in cui c'è l'immagine di San Pietro con le chiavi, sarà consegnato domani in occasione della messa per l'inaugurazione del pontificato.
Padre Lombardi ha spiegato che il modello dell'anello era stato dato da Manfrini al segretario di Paolo VI, monsignor Macchi. In questi giorni è stato proposto al Papa dal maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie, Guido Marini, insieme con altri due modelli. Francesco ha scelto quello dell'artista scomparso a 87 anni nel 2004 a Milano.
Sono 132 le delegazioni dei Paesi e delle organizzazioni internazionali che parteciperanno alla messa, ha poi annunciato il direttore della sala stampa vaticana.
Si è parlato anche di politica nell'incontro tra il Papa e la presidente argentina Cristina Kirchner. Quest'ultima ha chiesto infatti al Pontefice di "intercedere tra Argentina e Gran Bretagna per agevolare il dialogo sulle Falkland", le isole contese dai due Paesi. "Ho trovato il Papa sereno, sicuro e in pace, ma anche occupato e preoccupato per l'immenso compito della guida per la Santa Sede e per cambiare le cose che lui sa che deve cambiare", ha poi aggiunto la Kirchner.

sabato 16 marzo 2013

Il Papa: ecco perché ho scelto il nome Francesco


ROMA - "Un ringraziamento speciale rivolgo a voi per il qualificato servizio dei giorni scorsi". Lo ha detto il Papa nell'incontro con i giornalisti. Poi ha esclamato con un sorriso: "Avete lavorato!", salutato da un applauso degli operatori dei media. Poi rivela il motivo per cui ha scelto il nome Francesco: come il santo di Assisi, povero, e uomo di pace. "Voglio una Chiesa povera, per i poveri", ha detto.
"Molti mi hanno detto: 'Ti dovevi chiamare Adriano per essere un vero riformatore, oppure Clemente per vendicarsi di Clemente XIV che abolì la Compagnia di Gesù'", ha spiegato. Ma il Pontefice ha poi elencato le vere motivazioni che lo hanno portato a scegliere il nome di Francesco d'Assisi: un ritorno alla povertà evangelica, la pace e l'amore per il creato. "La Chiesa esiste per comunicare questo: la verità, la bontà e la bellezza in persona. Siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi ma questa triade esistenziale", ha detto ancora il Papa.

Il Santo Padre ha anche rivelato alcuni momenti della sua elezione durante il Conclave. "Avevo accanto a me l'arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, Claudio Hummes, un grande amico". "Quando la cosa è divenuta un po' pericolosa - ha proseguito - lui mi confortava, e quando i voti sono saliti a due terzi, momento in cui viene l'applauso consueto perché è stato eletto il Papa, lui mi ha abbracciato, mi ha baciato, e mi ha detto: non ti dimenticare dei poveri". "Quella parola è entrata qui - ha aggiunto il Pontefice toccandosi il capo -, i poveri, i poveri". "Poi subito, in relazione ai poveri, ho pensato a Francesco d'Assisi", ha spiegato ancora indicando così l'origine della scelta del suo nome da Papa.

venerdì 15 marzo 2013

Il Papa incontra per caso il cardinale che coprì i preti pedofili e lo allontana


ROMA - Incontro imbarazzante, ieri, per papa Francesco durante la visita a Santa Maria Maggiore. Il nuovo pontefice ha incrociato il cardinale Bernard Law, in pensione, accusato di aver coperto i preti pedofili nella diocesi di Boston, non prendendo le adeguate misure. "Non voglio che frequenti questa basilica", avrebbe detto il Papa. Il portavoce della Santa Sede ha cercato di minimizzare l'accaduto.
Secondo quanto racconta Il Fatto quotidiano, infatti, la presenza del cardinale 82enne è stata discreta e sarebbe stata una sua volontà incontrare il nuovo Pontefice. Che però non avrebbe gradito più di tanto. Papa Francesco avrebbe intenzione di allontanare l'alto prelato, coinvolto nello scandalo pedofilia in Nord America, costringendolo a una vita di clausura. Bernard Law divenne arciprete della basilica romana, nonostante accuse pesanti. Il porporato, infatti, pur essendo venuto a conoscenza di preti pedofili, avrebbe trasferiti quest'ultimi in altre parrocchie e sempre a contatto con altri ragazzi. A Law fu prospettata una vita in clausura, cosa mai avvenuta ma che potrebbe realizzarsi proprio con papa Francesco.
In una nota diffusa dalla nunziatura apostolica a Buenos Aires, il Papa in serata ha chiesto ai suoi connazionali argentini di non recarsi a Roma per il suo insediamento, ma "di fare un gesto di carità verso i più bisognosi", donando il denaro necessario per il viaggio.

giovedì 14 marzo 2013

Prima messa del Papa: senza Gesù la Chiesa è solo una Ong pietosa

ROMA - Il Papa durante l'omelia

ROMA - "Senza Gesù la Chiesa è soltanto una Ong pietosa". Lo ha detto papa Francesco nell'omelia della sua prima messa nella Cappella Sistina. Il pontefice, commentando il Vangelo sul primato di Pietro, ha ricordato che "la nostra vita è un cammino. Bisogna camminare, edificare, confessare Gesù Cristo".  Nell'omelia pronunciata a braccio, Papa Francesco ha poi affermato  l'importanza della croce: "Quando camminiamo senza la croce siamo mondani. Possiamo essere vescovi, preti, cardinali ma non suoi discepoli".

Prima messa del Papa: senza Gesù la Chiesa è solo una Ong


ROMA - "Senza Gesù la Chiesa è soltanto una Ong". Lo ha detto papa Francesco nell'omelia della sua prima messa nella Cappella Sistina. Il pontefice, commentando il Vangelo sul primato di Pietro, ha ricordato che "la nostra vita è un cammino. Bisogna camminare, edificare, confessare Gesù Cristo".  Nell'omelia pronunciata a braccio, Papa Francesco ha poi affermato  l'importanza della croce: "Quando camminiamo senza la croce siamo mondani. Possiamo essere vescovi, preti, cardinali ma non suoi discepoli".

Dopo l’elezione il Papa telefona a una giornalista. “Siamo amici da tempo, che emozione”, dice lei


ROMA - Telefonata inaspettata per una giornalista romana, Stefania Falasca che intorno alle 22 di ieri sarebbe stata chiamata dal Papa appena eletto. "E' stata un'emozione fortissima, incredibile - ha raccontato la Falasca -. Ci siamo conosciuti tanti anni fa per circostanze di lavoro mie e di mio marito in Argentina. Con gli anni si è instaurata un'amicizia sincera".
"L'ho sempre chiamato Padre Bergoglio - ha raccontato la Falasca - e ieri ero imbarazzata e gli ho chiesto come dovevo chiamarlo". La giornalista ha spiegato che quando il cardinale era a Roma "veniva a casa nostra. Ieri ero in piazza San Pietro non mi aspettavo la fumata bianca e verso le 22, quando stavo tornando a casa, è squillato il telefono: era il Papa". La telefonata si è svolta "con la semplicità di sempre perché papa Francesco è una persona integra, è veramente un uomo di Dio".