ROMA - Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza che aveva a maggioranza deciso di no, ha dato incarico all'Avvocatura dello Stato di rappresentare il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla c.d. "compravendita di senatori" che inizierà il prossimo 11 febbraio presso il Tribunale di Napoli.
Il presidente ha ritenuto che l'identificazione, prima da parte del Pubblico Ministero poi del Giudice, del Senato della Repubblica italiana quale "persona offesa" di fatti asseritamente avvenuti all'interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell'Istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all'accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento.
"La decisione del presidente Grasso è sconcertante e rappresenta un gravissimo vulnus. Ha calpestato e ignorato l'orientamento del Consiglio di presidenza con una scelta istituzionale scorretta e con un atteggiamento anche offensivo nei confronti di chi fa parte dell'organo di vertice del Senato. Questa sua decisione gravissima, lesiva di regole istituzionali e rapporti politici e personali non potrà restare priva di conseguenze". Così Maurizio Gasparri (FI), vicepresidente del Senato e componente del Consiglio di presidenza.
"La decisione del presidente Grasso è sconcertante e rappresenta un gravissimo vulnus. Ha calpestato e ignorato l'orientamento del Consiglio di presidenza con una scelta istituzionale scorretta e con un atteggiamento anche offensivo nei confronti di chi fa parte dell'organo di vertice del Senato. Questa sua decisione gravissima, lesiva di regole istituzionali e rapporti politici e personali non potrà restare priva di conseguenze". Così Maurizio Gasparri (FI), vicepresidente del Senato e componente del Consiglio di presidenza.
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