mercoledì 16 ottobre 2013

Legge stabilità, la Confindustria: passi nella direzione giusta, ma non sufficienti. La Uil minaccia scioperi

ROMA - ''I passi sarebbero anche nella direzione giusta ma ancora una volta non sono sufficienti per farci ritrovare la crescita''. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a Bologna per l'inaugurazione del Saie, Salone dell'Edilizia, ha commentato la legge di stabilità presentata ieri dal governo che prevede interventi per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel solo 2014.
Il ministero dell'Economia ha inviato alla commissione a Bruxelles i tabulati della manovra per essere in regola con le linee dettate dagli accordi europei del Two Pack che stabiliscono la consegna entro il 15 di ottobre. 
E' finito, hanno detto all'unisono il Presidente del Consiglio e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni il tempo delle ''mannaie'' e ora l'Italia puo' tornare a crescere: i conti pubblici sono infatti in ordine, è l'assicurazione che viene ribadita, a tal punto che il prossimo anno il deficit scenderà al 2,5% e la pressione fiscale scenderà di un punto in tre anni arrivando al 43,3%.
Intanto la Uil si dice "certamente pronta" a proteste forti e allo sciopero contro le misure della legge che riguardano il pubblico impiego: dal blocco dei contratti a quello del turn over, dal taglio degli straordinari alle misure sulla liquidazione. A dirlo è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti.

"Il governo aveva detto basta ai tagli lineari, annunciando: d'ora in poi solo operazioni chirurgiche sulla p.a. per decidere dove investire e dove tagliare - afferma Angeletti - cosa c'è invece di più lineare di bloccare la contrattazione? Colpisce tutti i lavoratori dipendenti, qualsiasi lavoro facciano, qualunque importanza abbia il loro lavoro per la vita dei cittadini. Adesso basta, siamo certamente pronti" a proteste "molto forti". Anche allo sciopero? Luigi Angeletti risponde secco: "Certamente".

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